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giovedì 17 novembre 2011

Di pirofile di verdure ai tre colori (o bicchierini melone, crema e pistacchio?) e di bottoni.

Di Daniela

Sono appassionata di storia, ormai lo sapete tutti... anzi a questo proposito ho in mente un paio di ricette storiche che spero vi piaceranno...ma è un'altra "storia". Oggi vorrei parlarvi invece di bottoni. Ora, capisco che l'argomento possa lasciare un po' sconcertati perchè i bottoni, salvo quelli che si attaccano per strada a persone che non han voglia di parlare, o quelli rigorosamente importanti per materiale o epoca, difficilmente sono argomento di conversazione o di storia.
Invece quelli di oggi si... mi spiego meglio.
Per i motivi noti dei giorni scorsi, ho dovuto fare un lavoro piuttosto accurato in garage. Ho buttato via molti oggetti, alcuni mi erano cari, altri meno, ma tutti erano parte di ricordi. Naturalmente c'erano molte cose di cui non ricordavo neppure più l'esistenza, quelle che si mettono via con il solito "Appena ho un attimo di tempo le guardo meglio" e invece l'attimo di tempo non arriva mai. Così rimangono lì, in attesa che il caso o un trasloco o un altro qualunque motivo le facciano riaffiorare dal dimenticatoio. Così è stato per un sacchetto di quelli della spesa, banalissimo, nascosto in un angolo in mezzo a fango ed altro. Volevo buttarlo senza neppure dedicargli 10 secondi del mio "arrabbiatissimo" tempo e invece all'utimo momento l'ho aperto, tanto perchè "non si sa mai". Sono venuti fuori ben più di un centinaio di bottoni di tutti i tipi: grandi piccoli, colorati, bianchi, di madreperla, di plastica di osso, di tartaruga vera o finta che fosse, di metallo, di stoffa, elaborati, lisci e chi più ne ha più ne metta!

bottoni A

Quindi sacchetto recuperato, portato in casa ed attentamente analizzato insieme alle due piccole e alla cognata, passata un momento a salutarci.
Ed è stato come aprire un album di foto di famiglia!! Erano bottoni che mia suocera aveva tenuto per motivi diversi, nel corso degli anni. Una specie di memoria visiva dei suoi abiti preferiti, del tailleur indossato alla prima comunione di mio marito, quello della sua mamma indossato per un matrimonio,
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quello del cappotto messo per il battesimo di un nipotino,  quello tenuto perchè che aveva un punto di colore "così particolare, che mi piacerebbe ritrovare";
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uno tenuto per la foggia, uno solo per le dimensioni, 

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"quello era della giacca del nonno" che i bimbi di allora ricordano per l'eleganza, "quello era in un abito della nonna, che mi ricordo perchè mi sembravano cappellini cinesi!",

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in un via libera di ricordi che si accavallavano e che richiamavano momenti di epoche diverse, con persone amate, che nella memoria sono sempre i più sereni... Una caccia al tesoro, insomma, un pomeriggio bellissimo, cominciato con rabbia, sciolto in una specie di bolla nello spazio e nel tempo...

Pirofile di verdure ai tre colori
da CI novembre 2011
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giovedì 29 settembre 2011

Parmigiana di peperoni rossi (e gialli) di C.I.

Di Daniela

La nostra amica Sabrina l'altro giorno ha scritto su facebook che avrebbe bisogno di un fine settimana a ... metà settimana... e come darle torto? Visto che  le festività stanno cercando di spostarle  d’emblée tutte alla domenica, tanto per riprenderci dai prossimi stress invernali, non ci rimane altro che propugnare la tesi che Sabri ha suggerito.
Statua di Carlo Magno davanti al museo storico di Francoforte.
 Le mie figlie in realtà, antesignane di qualunque movimento "anti Carlo Magno e la sua stupida idea di scuola" da tempo sostengono che la vera settimana sostenibile per un povero giovane allievo delle scuole dell'obbligo sia questa: lunedì recupero delle energie elargite a piene mani in attività ludiche e non, varie ed eventuali, durante il week end. Martedì preparazione accurata e meticolosa degli strumenti del sapere necessari per poter, mercoledì, rientrare a scuola.  Giovedì ancora a scuola, ma rigorosamente solo di mattina: venerdì preparazione per il week end, quindi a casa, sabato e domenica riposo assoluto, con qualche esercizio di rilassamento creato appositamente per rifocillare la mente provata dallo studio intenso....

giovedì 22 luglio 2010

il mondo è fatto a scale...- Carote alla marocchina

di Alessandra


carote alla marocchina

L'altra sera, a Genova, il Conservatorio ha organizzato la Notte Bianca. E' un evento che si ripete da qualche anno e a cui noi partecipiamo con piacere. L'idea è deliziosa: una notte di musica, in una fusione totale con lo spazio, nel luogo più simbolico che, in questa notte, diventa un festoso crocevia di allievi ed insegnanti, dilettanti e professionisti, melomani incalliti e semplici appassionati che, per quella sera, si lasciano travolgere da quell'entusiasmo tutto speciale che solo la buona musica è in grado di suscitare.
Va da sè che la creatura ci vada a nozze, con questa manifestazione: in una famiglia dove gli orari esistono ancora, la prospettiva di potersene star fuori dal primo pomeriggio a notte fonda è una specie di miraggio, a cui si prepara due mesi prima, diramando inviti, scegliendo look e arginando sempre di più il tempo e gli spazi che vengono concessi a me e al marito. Dalla prima media a oggi, siamo passati dal poter arrivare alle otto e girare liberamente dappertutto a diktat imperiosi ("non prima delle undici") accompagnati da sbuffi stizziti ("come, alle dieci sei lì, uffa, sono l'unica ad avere questi genitori") e accordi sul filo di lana (" e va bene, arrivate alle dieci, ma almeno fate finta di non vedermi") e quest'anno non ha fatto eccezione.
Il rituale è iniziato nel pomeriggio, con il "non ho niente da mettermi", terminato due ore dopo nella boutique sotto casa, "perchè non posso mica sempre mettermi la borsa lilla... cosa vuol dire, che me l'hai regalata sabato? l'ho già messa domenica, non è più nuova!". E' proseguito con tutte le declinazioni del "sono orrenda, sono bruttissima, sono grassa" e si è felicemente concluso con l'approdo al conservatorio, lei alle sei, noi dopo Hell's Kitchen.
Tutto sembrava filare per il meglio: in fondo al viale, la musica contemporanea, sul palco Vivaldi, il jazz nel teatro e, tutt' intorno, l'atmosfera dei giorni di festa, senza pensieri, ansie, preoccupazioni.
Senonchè, mentre stavo chiacchierando con altre mamme, tutte arrivate alle dieci e mezza, tutte in rigoroso incognito, perchè se mi vede che la guardo è finita, ecco arrivare come un fulmine la creatura, piegata in due dal ridere.
"mamma....- risate- mamma...- risate alla seconda- mamma, marco... " e giù una cascata di risate, da non poterne più.


carote alla marocchina


Marco, ovviamente, è mio nipote, unica progenie di mia sorella, nonchè unico maschio di una famiglia che, dopo aver concimato per secoli le radici dell'albero genealogico, si è interrotta la scorsa generazione, con 4 inutili femmine, equamente divise fra mio padre e mio zio.
Sebbene la cosa non abbia tolto il sonno a nessuno, è probabile che Madre Natura ci sia rimasta male: anzi, mettiamola così: è certo che Madre Natura ci sia rimasta male. Perchè altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui abbia dotato mio nipote di tutti gli ormoni maschili in circolazione, a cominciare da quelli intonsi della generazione precedente in poi- e questo, praticamente, sin dalla nascita: se gli altri neonati sbavavano per via dei denti, lui lo faceva a causa delle forme procaci della sua baby sitter e se le altre mamme faticavano a scorgere i loro pargoli, nel mucchio dei maschietti che si azzuffavano all'asilo, mia sorella andava sempre a colpo sicuro: bastava intercettare le bambine più graziose e- zac- lo si individuava al primo colpo.
Nel computo del risarcimento danni, ovviamente, ci sta pure la cugina femmina, quasi coetanea, naturale catalizzatrice di amiche della sua età: ad essere precisi, mia figlia ha un anno e mezzo di più e quindi il "parco prede" è grosso modo della stessa età, ma se pensate che una manciata di mesi di differenza possa inibire siffatti ormoni, fate un torto al fiuto di cotanto cacciatore: non so dirvi a quale raggio di distanza arrivino i suoi sensori ma, finora, non è sfuggito nulla.
Fra i terreni di caccia più battuti, il Conservatorio occupa un posto di primo piano, complice la maggiore libertà di cui godono gli studenti e il parco che lo circonda: e quindi, cosa volete che conti essere stonato come una campana o non avere la minima idea della differenza che passa fra un diesis e un bemolle? "piatto ricco mi ci ficco" è l'unico imperativo a cui sottostanno gli ormoni di mio nipote e le colleghe musiciste della cugina non fanno eccezione, come dimostra questo stralcio di corteggiamento, carpito dalle orecchie della zia, agli inizi della prima media
" Vai anche tu in Conservatorio?" e
"Sì", aveva risposto quella, sbattendo le ciglia
" E, senti un po', fai anche solfeggio?"
"Sì, certamente"- altro battito di ciglia
" E cosa solfeggi, Si-La-Do?"
Neanche il tempo di intervenire con una sonora sgridata che la pulzella gli aveva già risposto "Si-si-la-mi-la-do", finendo dritta nel carniere delle vittime di cotanto fascino. Il tutto, naturalmente condito dalle risate di mia figlia che fanno da costante sottofondo a tutte le performance del cugino. Qualuqnque cosa lui faccia o dica, state certi che mia figlia riderà alle lacrime, innescando una pericolosissima reazione a catena, con lui che spara cavolate a raffica e lei che si asciuga le lascime, piegata in due dalle risate.
Ride anche stavolta, ma mio nipote non c'è: "mamma.....uhhhhhh che ridere.... mamma, marco.... uhhhh, non ce la faccio più...."
Siccome è contagiosa, dopo due minuti rido anch'io, metre le dico di piantarla e di dirmi cos'è successo
"Marco...è rimasto..... chiuso... nell'ascensore...ih-ih-ih"
Rido di meno
" Ma ora è fuori, vero?"
"Nooooo, ih-ih-ih- è ancora dentroooo"
Ve la ricordate, la Sandra Milo, quando urlava Ciro - Ciro? Ecco, toglietele trent'anni e tre kg di silicone e avrete una vaga idea delle condizioni della sottoscritta che, ansando per le scale, urlava "Marcoooo Marcooo" come una specie di ossessa.
L'ascensore è di quelli a chiusura ermetica, con tripla porta di acciaio, in puro stile cassaforte di Paperone. Lì davanti c'è un bidello, che sta urlando di spingere non so cosa e a fianco un altro, al telefono con i pompieri
"fatemi passare, c'è mio nipote chiuso lì dentro", sgomito, attirandomi sguardi a metà fra l'accusatorio e il compassionevole: dopodichè, comincio con quello che, a mio modo di vedere, è il Padre di tutti i discorsi incoraggianti
"marco, amore della zia, come ti senti? Stai bene? hai paura? ti manca l'aria? ti senti asfissiare?" Quando sto per chiedergli se teme che l'ascensore possa cadere nel vuoto e sfracellarsi al suolo, con lui dentro, arrivano i pompieri e, in meno di un secondo, si aprono le porte.
Mio nipote è illeso- e lo sono anche gli altri sette, tutti rigorosamente minorenni e tutti rigorosamente analfabeti, visto che ad ogni piano campeggia il divieto dell'uso dell'ascensore ai minori di 18 anni e a non più di tre persone. Ma guai a farglielo notare perchè, secondo loro, dove son saliti non c'era assolutamente nulla e poi il computo dei loro chili era inferiore a quello indicato come massimo.
Lo lascio al cazziettone del direttore e ad una fulgida carriera nel sindacato, mentre me ne torno in cortile, scendendo a piedi e ripensando ad una "dedica" che andava di moda ai miei tempi, quando sui diari delle compagne di classe si scriveva che "il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale/io ti auguro di tutto il cuore di salirle in ascensore". A patto che non si fermi, però....

CAROTE ALLA MAROCCHINA

carote alla marocchina

Rigorosa "non ricetta", adattissima in queste sere d'estate, ma perfetta anche come contorno a carni dal gusto dolce, agnello in primis. Questa è la versione cotta, che prevede di far saltare in padella delle carote con un po' di cipolla finemente affettata e di portarle a cottura con del brodo, a cui si sarà aggiunto del cumino (meglio se verde), del miele e del succo d'arancia. Si sevono tiepide, con una spruzzata di prezzemolo e di zeste d'arancia grattugiate all'istante. Per mezzo chilo di carote calcolate una cipolla, un cucchiaino di miele e il succo di mezza arancia (anche di più se preferite accentuarne il sapore) e mezzo cucchiaio di cumino, in polvere. Facile, veloce e buona: cosa volete di più?
ciao
alessandra




venerdì 27 novembre 2009

Patate duchesse e Dauphine

Di Daniela
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Rieccomi a parlare di prodotti di qualità particolare. Quando ero piccola, io e mia sorella prendevamo in giro papà, perchè lui, da appassionato gastronomo e amante dei sapori semplici, ma "ricercati", ogni tanto discuteva con qualche suo amico, come lui appassionato, la miglior qualità dei fagioli prodotti in una certa zona, rispetto piuttosto alle patate di un'altra... a noi sembravano inutili sofismi: le patate sono patate, dovunque tu le prenda "Come sei fissato papà!! Che differenza vuoi che ci sia!!!!"

patate 028

Bene, sono orgogliosa di dire, che passando gli anni, mi sono convinta che lui aveva assolutamente ragione: la differenza c'è eccome!!! Dipenderà probabilmente dal terreno , o dall'altitudine a cui vengono coltivate, o dall'acqua o dalla purezza o meno dell'aria, ma le verdure sono molto diverse tra loro, per intensità di sapore o profumo, o anche solo per intensità di colorazione.... Un esempio semplicissimo sono le patate : sembra incredibile, ma la differenza c'è, eccome, tra luogo e luogo di provenienza. Quelle che ho utilizzato per questa ricetta le ho acquistate durante il mio giretto valtellinese. Sono davvero speciali e meritano un trattamento adeguato al loro rango: ecco perchè ho scelto questa ricetta della mitica Ada Boni e del suo "Talismano della felicità" per valorizzarle. Si tratta delle
PATATE DUCHESSE
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Vorrei anche raccontarvi il perchè dell'inquietante immagine che segue. La mia figlia microba (la piccoletta di casa) mi ha chiesto lumi su questa storia delle patate: "Perchè dici che sono duchesse? chi te lo ha detto? E poi , valgono più o meno delle principesse?" e al mio distratto "Ma chi?" risposta scontata e pronta" Ma le duchesse è ovvio!!" Allora, compreso il fraintendimento, le ho chiesto con poca grazia di immaginare che cosa mai potevano essere le patate duchesse... Lei si è allontanata senza dire una parola e dopo 5 minuti mi ha chiamato di là per farmi "vedere una cosa". Sono andata e lei mi ha detto : "ecco qui mamma: una patata duchessa, con una principessa e un principe... tanto non è importante che conta di più, no......?" E rideva a crepapelle soddisfatta , la furbina...E come darle torto? Quindi ecco la sua libera interpretazione del tema di oggi:

"Barbie Principessa, Ken Pricipe, Patata Duchessa!!!!!"

Collage di Picnik

Per 6 persone
· 1 kg patate grosse e farinose
· 100 gr burro
· 4 tuorli d’uovo
· Sale
· Pepe bianco
· Noce moscata

patate 055

Si tratta di un composto di patate lessate e passate e di uova, che è molto usato per crocchette e per contorno di carni e pesci.
Lavate le patate , sbucciatele , tagliatele a spicchi risciacqua tele e mettetele sul fuoco in una casseruola ricoprendole di acqua fredda e salata.
Coprite la casseruola e fate cuocere a fuoco vivo le patate; quando la polpa cederà sotto la pressione della forchetta , scolatele e mettetele in forno leggero per fare evaporare l’acqua contenuta nelle patate (attenzione a non far prendere loro colore)
Passate poi le patate, raccogliete il purè in una casseruola e uniteci il burro; conditelo con sale pepe e noce moscata.
Mettete la casseruola sul fuoco e mescolando fate asciugare il purè. La diligenza nel compiere questa operazione è il caposaldo della ricetta. Rimuovetela continuamente con il cucchiaio di legno finché non sia diventato una pasta liscia e consistente. Levate poi la casseruola dal fuoco, lasciatela raffreddare un pochino e aggiungete i rossi d’uovo; mescolate accuratamente e rimettetela sul fuoco per altri due o tre minuti sempre mescolando.
Eccovi un suggerimento per un paio di utilizzi piacevoli di questo impasto:

Patate duchesse in bordura
patate 039

Preparate l’impasto delle patate duchesse e mettetelo in un sac a poche con la bocchetta stellata e festonate l’orlo interno di un piatto che possa andare in forno, con una ghirlanda di piccole stelle. Doratele, facendole lievemente colorire in forno a 180° per 10/15 minuti a seconda del vostro forno, o comunque appena sono dorate.
Questa ghirlanda costituirà una piacevole e gustosa decorazione per la preparazione che metterete all’interno del piatto: carne, verdure, o altro. Naturalmente potrete anche preparare sulla leccarda rivestita di carta forno, tante stelle di patate duchesse che farete colorire sempre in forno e poi adagerete sul piatto di portata a contorno della pietanza.
Crocchette di patate duchesse al forno
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Queste crocchette non vanno fritte e quindi sono assai più leggere. Preparate l’impasto delle patate duchesse, prendetene delle piccole porzioni e createne con le mani delle pallottoline grosse come noci. Preparate una placca da forno, rivesti tela con la carta forno, e su di essa appoggiate le pallottoline. Appiatti tele leggermente con la forchetta , in modo da dare loro la forma di “gallette”. Doratele con l’uovo sbattuto e passatele in forno di calore moderato per qualche minuto.
Un uso particolare viene dall’impasto per le
PATATE DUCHESSE VARIATE ALLA DAUPHINE

patate 066

Per 6 persone:
· 750 gr di patate duchesse
· 125 gr di acqua
· 50 gr di burro
· 75 gr farina
· Sale
· 2 uova
Le patate Dauphine sono una variante delle patate duchesse alle quali si aggiunge un po’ di pasta choux.
Preparate l’impasto delle patate duchesse.
Con l’acqua, il burro e la farina, un pizzico di sale e due uova intere preparate la
pasta choux
in questo modo: mettete in una casseruolina l’acqua, il burro a pezzetti e il sale tenete pronta la farina pesata. Mescolate per sciogliere bene il burro , e appena il liquido bollirà ritirare via dal fuoco la casseruola e versateci dentro in un sol colpo la farina. Mescolate bene , poi rimettete il recipiente sul fuoco, sempre mescolando. Ben presto la pasta si raccoglierà in una palla , che si staccherà dal cucchiaio e dalle pareti della casseruolina. Lavorate bene questa pasta col cucchiaio di legno e dopo pochi minuti quando sentirete che fa un leggero rumore come se friggesse, togliete la casseruola dal fuoco e lasciate che l’impasto perda gran parte del suo calore. Quando sarà freddo o quasi freddo metteteci le uova, uno alla volta (chiaro e rosso) mescolando energicamente, e non mettendo il secondo uovo se non quando il primo è completamente amalgamato. Fatto ciò continuate a lavorare bene la pasta con il cucchiaio fino a quando sarà vellutata e si straccerà qua e la facendo anche delle bolle.
Aggiungete questa pasta alle patate duchesse e lavorate i due composti con il cucchiaio di legno ottenendo così l’impasto delle patate Dauphine.

patate 072


Con queste patate potrete creare delle crocchette decisamente più “importanti “ delle normali crocchette di patate : l’interno non rimane vuoto dopo la cottura come gli choux, ma risulta leggero e gustoso. Vanno infarinate, dorate e impanate e si possono cuocere sia fritte sia al forno (190° per 15 /20 minuti). Servono per guarnizione sia di carne che di pesce
Buon appetito
Daniela

DUCHESS POTATOES

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Serves 6
· 2.2 lb potatoes, preferably big and floury
· 3.5 oz (0.9 stick) butter
· 4 yolks
· Salt
· White pepper
· Nutmeg

Duchess Potatoes are a mixture of mashed potatoes and eggs. The same mixture is used for croquettes or as a side dish with meat or fish.
Wash, peel and slice the potatoes, rinse them so as to eliminate part of the starch and put them in a large pot filled with cold salted water.
Cover the pot and cook over high heat until tender when pierced with a fork. Remove from heat, drain and put them in the oven at a low temperature until excess moisture evaporates (take care not to colour them).
Mash potatoes until smooth, gather the puree in a pot and add butter, salt, pepper and nutmeg. Mix thoroughly to blend and put again to a medium heat until excess moisture evaporates. This operation is very important and the success of the recipe depends on your diligence in performing it. Mix it continuously with a wooden spoon until it becomes smooth and thick.
Cool the puree a little and add the yolks; mix accurately and put it again over heat for another two to three minutes, mixing it continuously.
Here are two enjoyable ways of using this mixture:

A Border of Duchess Potatoes

Spoon the potato mixture into a pastry bag with a large star tip and pipe onto the border of a serving dish that can go in the oven, so as to form a garland of little rosettes. Put in the oven at 356 °F until lightly brown for 15 minutes.
You can of course pipe the Duchess Potatoes rosettes in a lightly greased baking sheet, then color them in the oven and serve them as a side dish.
Duchess Potatoes Croquettes
These croquettes are oven baked and thus much lighter than common croquettes. Prepare the mixture as explained above, scoop small portions of it and shape them into small balls the size of a nut.
Lightly grease a baking sheet, cover with baker's parchment paper and lay croquettes on it. Flatten them sligthtly with a fork so as to make them resemble “crackers”. Brush with a beaten egg and put in the oven to a moderate heat for a few minutes.

patate 035



A particular mixture is that of

DAUPHINE-STYLE DUCHESS POTATOES
Serves 6:
· 26.46 oz Duchess Potatoes mixture
· 4.4 oz water
· 1.764 oz (0.441 stick – 3.5 tbs) butter
· 2.64 oz (1/3 cup) flour
· Salt
· 2 eggs
Dauphine Potatoes are a variation of Duchess Potatoes, with the addition of choux pastry.
Prepare Duchess Potatoes as directed above.
Prepare choux pastry: put water, diced butter and salt in a small pot and keep the weighed flour close at hand. Stir with wooden spoon to melt the butter, remove from heat as soon as the liquid boils and put in all the flour. Stir well, then put on heat again and continue stirring. Soon enough a ball of pastry will take shape and will detach from the pot. After a few minutes it will give off a frying noise. Remove from heat and leave to cool. When it has cooled down enough add the eggs (whole) one at a time stirring well to mix them and not adding the second if the first is not well incorporated. Continue working the mixture with a spoon until it is smooth and velvety and starts to make “blisters”.
Add this pastry to Duchess Potatoes mixture and mix them well with a wooden spoon, thus making the Dauphine Potatoes mixture.
This mixture allows you to create much more “important” croquettes: the inside is not caved in after coking like choux, but remains light and tasty. Flour them, then pass them in a lightly beaten egg and in crumbles and finally fry or bake them. They go well with both meat and fish.
Bon appetit
Daniela

giovedì 5 novembre 2009

Cipolline borretane sott'aceto

Di Daniela

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Eccomi con il primo pensiero rivolto al Natale dell'anno. Cioè, con la faccenda del cesto natalizio e delle piccole cose da regalare agli amici e da preparare per tempo, veramente, l'idea mi aveva già sfiorato... Forse perchè abbiamo sfogliato con Ale decine di riviste di ogni tipo, forma, dimensione, periodo storico e genere per trovare qualcosa di carino da proporvi per la Festa dell'anno. Però era più una cosa tipo "ricerca" che un effettivo pensiero Natalizio.... e poi c'era la mia piccola, che faceva da piccolo scrivano ... genovese [passatemi la nostalgica definizione ;-)] e che diventava matta mentre cercava di seguire la velocità tipo mitraglia delle letture dei titoli delle ricette che lei avrebbe dovuto trascrivere e che noi cambiavamo in itinere, non soddisfatte del procedimento, o degli ingredienti o incerte sul metodo... la sua faccina era comica, concentrata al massimo nello sforzo di non perdere una virgola e perplessa ad ogni nostro "no , aspetta, meglio questa, più affidabile, oppure no, quest'altra rende meglio........." Stamattina , nel dormiveglia piacevolissimo di quando ti svegli presto, ma non devi alzarti necessariamente subito, e puoi concederti qualche momento di riappacificazione con l'universo esterno, invece, mi è proprio venuto in mente che tra un niente, 48 giorni più o meno, è già Natale.... Non vi da una certa sensazione di piacere, pensarlo? Non vi sentite già al calduccio, in mezzo a profumi di dolci e cannella e spezie o ad aromi di arrosti, e di marmellate dolcissime ? Beh , io si! E' pur vero che mi punge vaghezza di corse in macchina stracarica di pacchi, con una lista lunga come ...la Quaresima, tanto per rimanere in tema, di nomi di amici e parenti con varie X di fianco.... Ma bando ai pensieri affollati, lasciamoci cullare dalle cose belle e godiamoci appieno l'attesa della Nascita, con la sua calma, il suo calore e la sua gioia.....
Certo , se nel frattempo ci organizziamo per preparare in anticipo qualche pensierino per gli amici più cari e golosi, che male c'è......

CIPOLLINE BORRETANE (o piccole d'Ivrea) SOTTO ACETO

cipolline 021

Per 4 barattoli 4 stagioni da


  • 1 kg. Cipolline
  • Un cucchiaio chiodi garofano
  • Qualche rametto di timo o di maggiorana a seconda delle preferenze
  • 2 foglie d'alloro
  • 1 litro circa d'aceto rosso o bianco,
  • pepe Nero (o miscela 5 pepi )
  • 1 pizzico di sale

cipolline 003


Mondate e lavate le cipolline, poi immergete un attimo in acqua bollente, fatele scolare ed eliminate i primi strati esterni. Mettete in un tegame l'aceto con i chiodi di garofano, l'alloro, il timo e un cucchiaio di grani di pepe nero (o come ho fatto io il mix di 5 colori) e fate bollire per un minuto. Aggiungete le cipolline e lasciatele cuocere per 2- 3 minuti.

Collage di Picnik

Prelevate le cipolline dal liquido di cottura e sistematele nei vasi avendo cura di serrarle bene all'interno. Colmate con il liquido bollente, richiudete i vasi, capovolgeteli e lasciateli in questa posizione per 5 - 10 minuti, quindi rimetterli diritti e lasciateli raffreddare, in questo modo la capsula viene sterilizzata dal prodotto stesso e, contemporaneamente si crea il vuoto.

cipolline 015

Lasciate riposare le cipolline in un luogo buio, fresco e asciutto per un mese circa prima di consumarle.
Buon appetito

Daniela


Pickled Borretane (Cipolline) Onions

  • 35 oz borretane cipolline onions
  • 1 tbsp cloves
  • 2 o 3 sprigs fresh thyme or marjoram (as you prefer)
  • 2 laurel leaves
  • black pepper ( or mixture 5 peppers)
  • 4 cups red vinegar
  • 1 pinch salt

Peel and wash the little onions. Put them for few minutes in boiling water. Strain them and take off the first leaves. Combine vinegar, laurel, thyme, clovesand, pepper and salt in a medium saucepan with 3 cups cold water; bring to a boil over high heat. After a couple minutes add onions, and reduce to medium-high heat for 3 or 4 minutes. Pour into 4 little jars. Cover with the boiling pickling liquid. Put up side down the jars and let them cool. Store in a cool, dry, dark location for one month. Then you can eat the little Pickled onions

bon appetit

Daniela

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