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domenica 21 novembre 2010

Del furor d'aver libri e di quanto costano (nov. 2010)



Gli Ebooks irrompono sul mercato editoriale e si guadagnano una classifica tutta loro, niente meno che sul NYTimes, le cui "pagelle" sono da sempre quelle che contano di più. Ce lo dice Julie Bosnam, dandoci appuntamento tutti i mercoledì, a partire dal prossimo anno, per non perdere di vista l'andamento delle vendite di un prodotto che, a quanto pare, spopola: si è passati dai 105.6 milioni di dollari dell'anno scorso ai 304.6 milioni di quest'anno, con un incremento del 19%, centesimo più, centesimo meno. Un dato significativo in sè, esorbitante se paragonato alla crisi che ha colpito il mercato librario tradizionale, che non sfugge alla penna di Giovanna Zucconi su La Stampa: Barnes&Noble ha aperto ai giocattoli, per arginare il calo delle vendite e a me stanno venendo in mente altre riealtà, anche più piccole, che stanno riciclandosi in tutti i modi, pur di attirare clienti- e pazienza se non son lettori.

Nello stesso tempo, i libri costano troppo. Ce lo diciamo da un sacco, qui sopra, a maggior ragione ogni volta che dobbiamo constatare quanto profondo sia il divario fra il prezzo di copertina e la qualità dell'opera. Non più tardi di qualche giorno fa, il 17 novembre, la Commissione del Senato ha approvato la nuova disciplina sul prezzo dei libri e, con tutta che mi sono letta pure il testo, continuo a non capirci molto. In pratica, con queste nuove disposizioni, gli sconti non potranno superare il 33% , tranne che nei due mesi l'anno in cui gli editori potranno organizzare delle promozioni, con sconti anche superiori a questo tetto. Alla base, c'è la tutela dei piccoli librai conto la grande distribuzione e i grandi editori, ma secondo il Presidente dell'Associazione di questi ultimi, questo è un provvedimento che danneggia tutti. Sarà.

Quello che so io, però, è che non mi ci vedo a leggere un libro su un pc. Non mi ci vedo a non sottolineare i punti che mi piacciono o mi fanno arrabbiare, a non infilare un segnalibro fra una pagina e l'altra, a non mettere la mia firma sul frontespizio .Fin quando esisterà il cartaceo, troverà in me il suo più nostalgico e strenuo difensore. Finchè potrò permettermelo, però: perchè, sebbene il tetto del mio budget sia lo stesso tutti i mesi, i libri che entrano nel mio carrello sono sempre meno- e ancora meno quelli per cui la spesa sostenuta è diventata un investimento e non "palanche buttate nella rumenta", come si dice da noi. Prima di accapigliarsi sulle strategie di promozione e sul tasso di sconti, sarebbe opportuno che gli editori si interrogassero sulla qualità di quello che ci propongono ogni anno: perchè questa, fra i lettori, funziona ancora. Più che i battage pubblicitari, i tour promozionali, le vetrine imposte e i premi vinti da chissachi e per chissachè. O forse, è troppo tardi anche per questo e io sono la solita cretina che si illude?
Meglio fermarsi qui, mi sa...
Buona Serata
ale

martedì 9 novembre 2010

1001 libri da leggere prima di morire


E secondo voi, potevo resistere?
La risposta è NI', nel senso che ho aspettato che scendesse di prezzo: e quando siamo arrivati al 50%, ho finalmente deciso che potevo togliermi anche questo sfizio.
Perchè di sfizio ovviamente si tratta, vista la categoria a cui appartiene questo libro, che si aggiunge alla serie di tutte le 1001 cose da fare-vedere-mangiare prima di morire. Solo gli Inglesi, con le loro fisse per le classifiche e per le tombe, potevano partorire cose simili, ma c'è da dire che l'operazione ha avuto successo: in più, questo libro è corredato anche di lista on line, quindi se volete andare a curiosare per vedere quante buone letture vi restano, prima di requiescere in pace amen, fate un salto qui.
E iniziate a segnare quelle che mancano: la Bibbia, per esempio; e Omero e- scempio imperdonabile- Dante Alighieri e Ariosto, tanto per citare quelle che a me sembrano le lacune più evidenti e macroscopiche. Per non parlare dei tre libri della mia vita, due dei quali non sono presenti, e dell'ultrasoggettivismo delle scelte contemporanee, che in certi casi proprio mi sfugge.
La cosa positiva, però, è che me ne manca una buona metà- il che, per una che associa la felicità alle pile di libri da leggere, vale da solo il 50% del prezzo di copertina.
In più, mi è anche venuta un'ideona: quella di riportare qui un po' di titoli alla volta, in puro stile celo- celo /mamanca, con due righe di commenti personale sui motivi del già-non ancora- giammai
E per finire, mi piacerebbe che la facessimo noi della nicchia, la nostra lista personale dei libri da leggere assolutamente: magari non arriveremo a 1001, ma muoio dalla curiosità di sapere che cosa ne verrebbe fuori.
Cosa ne dite, ci proviamo?
ciao
ale
P.S. L'elenco aggiornato all'11 agosto 2011 è qui

venerdì 22 ottobre 2010

Del furor d'aver libri- ottobre 2010



Riprendo a parlare di libri con un sacco di scuse, dovute non tanto alla mancanza di tempo, quanto proprio alla mancanza di materiale. Nel senso che io, lettrice onnivora ed instancabile, se sono preoccupata non leggo più. E siccome in questo periodo, come sanno bene tutti quelli della nius, sono stata moooooolto preoccupata, fra le varie abitudini che hanno fatto le spese di questo cervello sintonizzato altrove, la lettura è stata quella che ne è uscita peggio.
Non è un caso che, ora che le cose sembrano essersi raddrizzate, mi sia buttata subito fra le pagine di un libro che avevo nella libreria da un po' e che ho divorato in pochi giorni, Strage, di Loriano Macchiavelli, di cui parleremo una di queste sere. E che abbia ripreso in mano il mio quadernetto dei titoli da comprare dove, con un occhio alle classifiche ed uno alle novità, ho segnato un po' di prossimi acquisti- che metto anche qui, se vi possono interessare:
1. Ken Follett, La Caduta dei Giganti- acquisto per modo di dire, perchè mia sorella lo sta già leggendo e quindi sarà il solito prestito che spero di restituire con un po' più di entusiasmo, rispetto a questi ultimi anni. E' il primo volume di una trilogia intitolata The Century- e già questo mi irrita un po', perchè l'associazione con Millennium è troppo immediata per poter essere casuale- però l'impianto è di quelli che mi piacciono, una saga plurifamiliare, agli inizi del Novecento. Neanche a dirlo, è al primo posto dei libri più venduti della settimana, ma alzi la mano chi si sarebbe stupito del contrario
2. Giancarlo De Cataldo, I Traditori- Altro periodo storico che mi interessa moltissimo, specie nell'interpretazione che ne stanno dando molti scrittori di questi ultimi anni, da Camilleri in poi, come grembo di tutti i mali della nostra Italia. Sto parlando del Risorgimento, che in questo romanzo fa da sfondo ad una storia di ampio respiro, dove a personaggi di fantasia si intrecciano nomi a me cari, Mazzini, Pisacane, Garibaldi e pure Swinburne e la Ada Lovelace, figlia di Lord Byron col pallino della matematica. De Cataldo ha un posto d'onore della mia libreria, dai tempi di Romanzo Criminale e, anche se le prove successive non sono state all'altezza, le premesse di quest'ultima fatica mi piacciono. Per cui, lo mettiamo nel carrello-e poi vedremo
3. Diego de Silva, Mia Suocera beve- De Silva è nome segnato col sangue, sul libriccino dei prossimi acquisti, da quando me lo ha consigliato Silvia, con cui condivido gran parte dei gusti letterari e non. Questo romanzo è il seguito del precedente e vede il ritorno dell'avvocato Malinconico che, a dispetto del nome, è un tipo divertente, a cui capitano storie altrettanto particolari, se non al limite del surreale. D'altronde, come altro si potrebbe definire un processo imbastito in un supermercato e seguito dalle telecamere a circuito chiuso dello stesso? Il punto di partenza della storia è proprio questo- e da lì in poi è tutto in dipanarsi di colpi di scena e di battute al fulimicotone, su cui svetta il soprannome dato alla suocera, che da Assunta all'anagrafe diventa Ass nel lessico familiare. Grandioso.

4. Andrea Camilleri, Il Sorriso di Angelica: non è ancora uscito ed è già ai primi posti della classifica- e com'è 'sta cosa, si chiede una come me, che se non va in libreria non sa comprare i libri. Potenza delle prenotazioni, è la risposta e tanto basta a far profetizzare un destino roseo all'ennesima avventura del Commissario Montalbano. Come se non bastasse, sono anche giunte delle soffiate relative ad un suo innamoramento per la protagonista femminile del libro, roba che non so come avremmo fatto a sopravvivere senza. E comunque, non era il caso. Al commissario, non si dice mai no- e se si toglie dai piedi il cadavere di Livia, tanto meglio.

Non comprerò, invece

1. Gianrico Carofiglio, La Manutenzione delle Parole- a quanto leggo dalla terza di copertina, dovrebbe essere un accorato appello dell'autore a recuperare il vero significato delle parole, contro la manipolazione a cui esse sono sottoposte oggi. Niente da dire sulla bontà dell'intenzione o sull' ortodossia del messaggio- ma francamente ho già dato e anche su testi di ben diverso spessore. Senza rancore, sia chiaro- in attesa della prossima avventura del nostro Guido.

2.AndreaCarlo-Leielui- iltitoloètuttounprogramma- inpiùluièinvecchiatomale- enonc'ènemmenolasuafotoinquartadicopertina- aconsolarmidei soldibuttati.

3. Giancarlo Pansa, I Vinti Non Dimenticano- qui, prendetemi alla lettera. Non lo comprerò, perchè questo è un titolo che arriverà per certo, fra due mesi, fra i regali di compleanno del marito. E il tempo è benedetto, perchè non sono in condizione di immergermi nell'ennesima storia di dolore, di soprusi, di sofferenza che Pansa ci propone nei suoi libri

Ultima cosa: l'appuntamento con Shakespeare's Kitchen e la lettura condivisa è spostato al 2 novembre.
Buona serata
ale

martedì 8 giugno 2010

Del Furor d'Aver Libri- la lista di giugno


Ok, ho esagerato. E infatti son piena di sensi di colpa, perchè non so trattenermi, perchè fra poco la metà dei libri che ho comprato sarà tutta in edizione economica o su qualche banco dell'usato, perchè potrei passare i mesi di attesa nelle nostre biblioteche rileggendo i classici, stranieri magari in originale, se in italiano li so già a memoria. Però, me lo spiegate voi, come si fa a resistere di fronte alla eccezionale congiuntura di una pausa pranzo in feltrinelli con la figlia e lo sconto del 30% a tutti i possessori di carta più? E, in ogni caso, non è che la creatura abbia dato prova di continenza, tutt'altro: anzi, giusto per alleggerire il carico (di libri e sensi di colpa) vi metto le due liste distinte- quello che ha scelto lei e quello che ho scelto io. Sulla carta di credito del marito, ovviamente....
Carola's list
1. Saramago, Josè. Il Vangelo secondo Gesù Cristo, Feltrinelli
2. Viera Rigler L., Shopping con Jane Austen, Sperling&Kupfer
3. Brendan O' Carroll, I marmocchi di Agnes
4. Murray, P. Skippy muore, Special Books, ISBN ed.
5. Quenenau, R., Esercizi di stile, Einaudi
6. Safier, D., L'orribile attesa del Giudizio Universale

Lei sta leggendo Skippy muore (tra Donnie Darko e Il Giovane Holden, una travolgente storia ambientata nella Dublino dei giorni nostri- 816 pagine in tutto), io le ho già preso e letto I marmocchi di Agnes (bello-bello)

Alessandra's list
1. Dunne, C. , Donna alla finestra, Guanda
2. Collins, P. Al Paese dei Libri, Adelphi
3. Harris, J. Vino, patate e mele rosse
4. Harris, J. Cinque quarti d'arancia
5. O Carroll, B. Agnes Browne Nonna, Neri Pozza
6. Ogawa, Ito, Il Ristorante dell'amore ritrovato, Neri Pozza
7. Camilleri, A., La Caccia al Tesoro, Sellerio
8. Wolke, R., Einstein al suo cuoco la raccontava così, Feltrinelli
9. Montersino, L. Peccati di Gola

La Harris era al 30% già di suo, per cui l'acquisto del secondo titolo va inteso nei termini di un piano preciso per far risparmiare il marito. Invece, il libro di Montersino è un vero e proprio sacrificio, perchè non volevo affatto comprarlo. Giuro. E' solo che, nella foga degli acquisti differenziati, ci siamo accorte che avevamo due copie dello stesso libro ( la Agnes, naturalmente): e così, siamo tornate indietro, per cambiarlo. I buoni sconto o rimborso li perdo tutti, per cui tanto valeva provvedere immediatamente alla restituzione. E siccome ormai eravamo in ritardo su tutto, ho preso il primo libro sullo scaffale delle novita, che combinazione era un libro di cucina, combinazione di pasticceria, combinazione di Montersino. Ma io non volevo, per davvero.
Invece, è assolutamente delizioso "Einstein al suo cuoco la raccontava così". E' così delizioso che sto pensando di proporvelo, in pillole quotidiane, perchè sarebbe davvero un peccato che ve lo perdeste. Non costa molto, solo 8 euro, però visto che abbiamo il blog, perchè non approfittarne anche per questo? Per il resto, va da sè che fra questi 9 titoli ci sia la prossima lettura collettiva, rigorosamente lieve, come da richieste. Ma questo, ve lo dico domani :-)
Buona serata
Ale

venerdì 7 maggio 2010

Salone del Libro 2010- Torino 13-17 maggio 2010


A scanso di equivoci: non ci andrò. Esattamente come non ci sono più andata, da qualche anno a questa parte. Troppa ressa, troppa concentrazione, troppa confusione e troppi libri. Il dispiacere con cui lo scrivo è facile da immaginare ed è probabilmente diffuso, fra noi che condividiamo, qui e altrove, una passione intensa e viscerale come quella della lettura.
L'anno di nascita non lo ricordo, ma quando si inaugurò questo Salone, io ero al settimo cielo. Mi sembrava impossibile, in quell'epoca dalle librerie blindate, con il bancone del venditore a far da barriera fra te e i libri, dagli acquisti premeditati e dalla toccata e fuga, al pari degli altri negozi, poter vagare per centinaia di metri quadrati, prendendo in mano tutti gli oggetti del mio desiderio, passando una giornata intera fra stand e bancarelle, pranzando con gli autori e parlando con loro. Andai all'inaugurazione, quell'anno, e i successivi mi videro sempre presente, con un programma scandito minuto per minuto, fra presentazioni, incontri con gli autori e, soprattutto, quelle che allora mi sembravano passeggiate in paradiso.
Non scomodo l'inferno, per parlare di questo Salone, perchè resta comunque uno degli eventi di punta nel sempre più scarno panorama della cultura italiana e pertanto va rispettato e difeso. Tant'è che io per prima, ogni anno, mi faccio delle illusioni, ripromettendomi di tornare e di mettere da parte le mie aspettative troppo alte e la mia aria da snob.
L'ho fatto anche quest'anno e forse ci sarei anche riuscita, complice menuturistico e qualche occasione di incontro con le amiche, se solo non avessi visto il programma della manifestazione che, stavolta, annovera nella sezione Grandi Ospiti tutta una serie di VIP televisivi, ovviamente alla loro opera prima, fra cui spicca l'Avanti, Savoia! del nostro Emanuele Filiberto.
Vedete, a me è stato insegnato che tutti i libri, in quanto libri, hanno sempre qualcosa di buono. E' ovvio che, col tempo, a suon di macinare pagine, il "qualcosa di buono" ha ristretto il suo margine, ma il concetto di fondo rimane. Per cui, io non contesto il Cotto e Mangiato di Benedetta Parodi o la storia della gravidanza di Antonella Clerici. E' solo che vorrei che, accanto a loro, ci fossero tutti quegli scrittori di puro talento che, invece, il più delle volte restano fuori dalla porta, magari dopo essersela pure ricevuta in faccia, metaforicamente e no.
Per cui, anche stavolta, me ne sto a casa, anche se mi dispiace tremendamente per Guccini e Scott Turow: ma il primo, prima o poi, lo si incontra e del secondo, ne faremo a meno: intanto, neanche ci somiglia, a Harrison Ford....

A domani
Alessandra

venerdì 16 aprile 2010

Del furor d'aver libri.. la lista di aprile


Libri comprati
Brendan O'Carroll Agnes Browne Mamma (requisito dalla figlia, già a pag. 100 e qualche cosa: giudizio: in quello di prima, c'erano storie serie, scritte in modo comico; qui ci sono storie comiche, scritte in modo comico. Pare che a pagina 100 si pianga, di più non ho carpito)
Fred Vargas: Prima di morire, addio- Einaudi, 16.50. Ambientato in Italia- o meglio, nella Città del Vaticano, senza Adamsberg ma con personaggi del tutto nuovi
Gianrico Carofiglio- Una notte a Bari- Laterza, 10,00 David Safier- L'orribile Karma della formica. Sperling &Kupfer, 17.90 Laurence Cossè, La libreria del buon romanzo, edizioni e/o, 18.00 Giuseppina Torregrossa, Il conto delle minne, 18.50 Hermann Koch, la Cena, Neri Pozza, 16,00 Christopher Isherwood, Un uomo solo, Adelphi, 16,00 Eva Cantarella, Sopporta Cuore- la scelta di Ulisse (Laterza, 10,00- per la creatura)

Su Mondadori, Laterza, Adelphi e qualche altra casa editrice c'è lo sconto del 25 %

Due note veloci
Sta per scadere il termine della lettura collettiva: l'ho spostato al 21 di aprile (Natale della Dani, estote parati) perchè martedì sono a Cremona e presumo di tornar tardi. Honni soit qui mal 'y pense, perchè lo slittamento della data non ha nulla a che vedere con il tardivo acquisto di Un Uomo Solo. E' che io mi riduco sempre all'ultimo e stavolta non ha fatto eccezione. Va da sè che non lo confesserò mai, neppure sotto tortura, e dirò semmai che l'ho fatto per non farmi tentare dalle domande con cui state tentando di carpirmi un giudizio- dalla posta privata a via venti settembre.
all'altra domanda che fate- e cioè il cosa faremo- provo a rispondere qui. Pensavo di fare così- e poi ditemi se siete d'accordo. Comincio io, ma con l'essenziale, ossia dicendo solo ciò che del libro mi ha colpito di più, in positivo o in negativo. Dieci righe in tutto, tanto per darmi un termine. E poi si va avanti. L'appuntamento è per le 20.00, così riusciamo ad arrivarci tutti, ma il post, naturalmente, non si chiude, anzi: lo mettiamo in HP, così da poter intervenire ogni volta che si vuole, con contributi, botte e risposte. Va da sè che, essendo la prima volta, sarà un esperimento: se va bene, ok, e sennò miglioreremo via via

Cosa sta andando bene sono invece i consigli e gli sconsigli, tanto che pensavo di pubblicarli di settimana in settimana, al mercoledì (così, abbiamo anche tappato la serata libera del blog: lunedì cartolina, martedì rece, mercoledì consigli&sconsigli, giovedì cartolina, venerdì del furor). Voi continuate così, che va benissimo. Anzi, sugli sconsigli siete perfetti....

Sto leggendo- a rilento, purtroppo, con immenso rammarico- Strane Creature di Tracy Chevallier. Cercherò di parlarvene meglio il prima possibile, ma è davvero un romanzo di gran classe. La mia copia ha pure la dedica dell'autrice, la qual cosa mi esalta ancora di più.

Besos
Ale

domenica 11 aprile 2010

...che figata avere un blog...


... e sapete perché??? Perche, da quando ho deciso di tenere un diario pubblico delle mie letture, non sono mai stata tanto precisa ed ordinata come adesso.
Intanto, finalmente, scrivo due righe su quello che leggo. E' una cosa che avrei sempre voluto fare ed anzi, nei miei sogni, le annotazioni sarebbero dovute essere sulla prima pagina del libro- quella bianca, per intenderci. Oppure su tanti bei quadernetti (sono una grafomane incallita: datemi un quaderno e vi trascriverò il mondo) o sulle agende vuote degli anni passati. Nei fatti, non ci sono mai riuscita- e l'avere una specie di archivio con ben 36 (trentasei) "rece" non sarà certo il massimo della vita, ma in certi casi anche sì
Poi, riesco a tener ordine nelle letture multiple. E qui mi sa che tocchiamo un tasto dolente o meglio-una specie di mal comune, visto che di tutti i lettori che conosco, sono pochissimi quelli che leggono un libro per volta. Non so da cosa dipenda per gli altri, ma nel mio caso è la risultante della compresenza di due fattori. la solita voglia di leggere, da una parte, e il non aver sotto mano il libro che sto leggendo in quel momento. Visto che sono una smemorata cronica, ho libri a metà praticamente ovunque, in una sorta di mappatura dell'"Alessandra è stata qui" che va dall'ufficio alla casa di campagna, al sedile posteriore dell'auto fino a quelli sparpagliati per tutta la casa, per le volte in cui il libro sul comodino è ovunque, tranne che al suo posto. ovviamente, il blog non ha posto fine a questo vizio, ma, almeno, mi permette di tenerlo sotto controllo. Ho dichiarato pubblicamente che stavo leggendo Il Lupo Rosso della Marklund e ora sono passata ad Ammanniti, senza aver finito il precedente? Bene, io l'ho detto, voi lo sapete e questo per me significa che prima o poi qualcuno potrà chiedermi notizie del volume disperso...
Infine, il Traguardo dei Traguardi: riesco a non metter piede in libreria fino a quando non ho finito di leggere i libri del mese precedente. Finora, è successo fra Febbraio e Marzo e sta succedendo fra Marzo e Aprile. Prima di cantare vittoria, aspetto di vedere cosa succederà nei prossimi mesi. Se però doveste vedere i Santini di Menuturistico in giro per luoghi miracolosi, beh, sappiate che il trend è rimasto invariato, savasandir


Dove invece non riesco ancora a tener ordine è nei consigli di lettura: ne trovo dappertutto, fra le risposte alle nius, le mail all'indirizzo del blog, sotto le varie rece o i vari furori, insomma, un gran casino. La cosa mi dispiace parecchio, perchè il bello di questo spazio è proprio questo mettere in circolo i nostri gusti, le nostre passioni, le nostre informazioni e il fatto che io mi perda la materia prima è quanto di più deludente possa esserci.
Così, mi è venuta l'idea di radunare in un'unica pagina tutti i vostri consigli, rendendola però sempre aggiornabile, direttamente da voi. Sulla sinistra, in HomePage, troverete un banner intitolato "Consigli e Sconsigli": basta cliccare sulla foto e scrivere nei commenti il titolo del libro che vorreste che si leggesse.
In questo modo, non solo io riesco a tenere tutto in ordine, ma la lista è pubblica- quindi, chiunque passi di qui può attingere a piene mani ai consigli di lettura.
Non solo due : in omaggio alla perfidia di chi scrive, c'è pure la sezione sconsigli, altrettanto utile della precedente
Non solo tre: se volete scrivere anche voi una breve rece sul libro che volete consigliare o sconsigliare, siete liberissimi di farlo, anzi: sarebbe una gran figata se lo faceste.
Cosa ne dite, vi piace l'idea????
Buona serata
Ale


venerdì 19 marzo 2010

Del furor d'aver libri...e lasciate che mi arrabbi...


Visto che è primavera anche per menuturistico, stiamo mettendo in ordine nel gran casino che siamo riuscite a creare in poco meno di un anno ( e se non ci credete, date un'occhiata all'archivio e trovatemi un altro blog con le ricette indicate come 2) e 3)). Io ho iniziato dai libri e, già che c'ero, ne ho approfittato per dare un'occhiata a tutte le recensioni pubblicate sinora, con un distacco maggiore a mano a mano che retrocedevo nel tempo. Alcune mi sono piaciute di più, altre di meno e qualcuna per niente, anche perchè molte di esse (le meno recenti) erano destinate ad un "pubblico" diverso e quindi erano piene di riferimenti personali che con una lettura critica di un libro c'entrano come i cavoli a merenda. Tuttavia, mi sono accorta che, al di là della diversità di giudizio, esiste comunque un filo che le lega e che la dice lunga sul mio approccio all'argomento: vale a dire che, mentre sono più obiettiva con i libri meno noti, divento acida e impacabile con i best sellers e con le opere prime degli emergenti.
E' evidente che, almeno in apparenza, il nesso logico non c'è. Ma se si rilegge questo dato dal mio punto di vista (personalissimo e quindi fallace e criticabile) le due cose si incastrano benissimo. E vi spiego il perchè.

Che dietro ad ogni libro ci sia un'operazione di marketing è ormai un assioma, che vale soprattutto per le grandi case editrici: nel loro bilancio, ci sono tirature numerose e iniziative promozionali costosissime, per cui, se si decide di puntare su un autore è perchè o quest'ultimo ha già avuto "di suo" un grande successo, con case editrici più piccole, o è perchè ha per le mani un manoscritto che ha buone possibilità di sfondare fra il grande pubblico. Fin qui, niente di strano e neppure di emendabile, anzi. L'unico editore che ho conosciuto che pubblicava solo libri che gli piacevano ha portato al fallimento una delle più prestigiose case editrici italiane e la stessa Sellerio, come dicevamo l'altro giorno, avrebbe faticato parecchio a sopravvivere con il suo meraviglioso catalogo se non ci fosse stato l'insperato boom di Camilleri. La nota stonata, purtroppo, è che le strategie di vendita interpretano la necessità di assecondare i gusti della massa adeguandosi semplicemente al livello di quest'ultima, senza fare alcuno sforzo per elevarsi al di sopra di esso. Per quanto personalmente sia convinta che mai il cosiddetto "grande pubblico" sia sprofondato in tali abissi di volgarità e di becera ignoranza come al giorno d'oggi, non punto il dito contro le magagne della nostra epoca: fino a cinquant'anni fa, il livello di scolarizzazione in Italia era basso e l'analfabetismo era ancora diffuso. E tuttavia, le opere destinate a questa fascia di lettori, pur trattando tematiche alla moda e sviluppate in trame semplici, con personaggi stereotipati, si elevavano e di molto rispetto al loro pubblico, usando periodi grammaticalmente corretti, arricchiti da un lessico ricercato e comunque più alto del parlare comune. Tanto per fare un esempio, mia nonna, dall'alto della sua sesta elementare, trovava Liala stucchevole e melensa, "buona" solo per le comari: eppure, il peggiore romanzo di questa scrittrice era comunque infinitamente al di sopra del livello delle sue lettrici. La maggior parte dei best sellers di oggi, invece, fa esattamente il contrario: una volta trovata la banda di sintonia con il proprio mercato, anzichè esprimerla ed interpretarla in maniera rispettosa della fierezza della parola scritta, la svilisce in una prosa becera, sgrammaticata, consunta prima ancora che obsoleta, in total dispregio della dignità della letteratura con la L maiuscola.
Per cui, se permettete, mi arrabbio

Per lo stesso indentico motivo, mi arrabbio con l'"autor giovine". Mi guardo bene dal generalizzare, perchè, come in tutte le cose, accanto alle braccia rubate all'agricoltura, ci sono autori che promettono bene. Nello stesso tempo, però, non posso negare che un gran numero delle opere prime che ho dovuto analizzare/correggere/rivedere in questi anni sia viziato da una disarmante impreparazione dei rispettivi autori. E qui, faccio una digressione
Come sapete, la Dani ed io siamo madri di due ragazzine che studiano musica e che suonano entrambe uno strumento il cui diploma verrà rilasciato dopo aver superato i dieci anni previsti dal corso. Una volta diplomate, però, saranno solo al primo gradino della loro formazione artistica: dovranno fare un biennio di perfezionamento, una serie di master e, soprattutto, mantenere costante lo studio quotidiano che, già ora, è di parecchie ore al giorno (per mia figlia son minuti, ma tant'è). Per chi conosce la musica, tutto questo è assolutamente normale: la musica è una materia vasta e complessa, dove lo studio della storia si interseca con la fatica dell'assimilazione delle basi e dove le rigide leggi dell'armonia vanno di pari passo con l'originalità delle interpretazioni.
Se però trasferissimo queste categorie nell'ambito della letteratura, non ci troveremmo di fronte ad una materia tanto diversa, per vastità e per difficoltà, tutt'altro. Eppure, sfido a trovare un giovane autore che per dieci anni abbia letto classici per due-tre ore al giorno, abbia sudato sulla grammatica, abbia fatto esercizio di scrittura, di analisi del testo, di ermeneutica e filologia. Dieci anni, tutti i santi giorni, tre ore al giorno- per coltivare un talento innato, sia chiaro: perchè altrimenti si avrebbero degli onesti mestieranti, ma di artisti veri, neanche l'ombra.

A questo punto, il filo rosso su cui scorre la mia arrabbiatura dovrebbe essere chiaro: se i miei modelli sono Federico Moccia o Dan Brown o anche la Camilla, come posso pensare di dover dedicarmi ad uno studio matto e disperatissimo per diventare famoso? e se l'editoria richiede che il mio genio si adegui ai (dis)gusti del mio potenziale milione di lettori, che senso ha educarlo in modo tale che non riesca a piegarsi al servo encomio della legge del successo? e pazienza se si perdono occasioni preziose per insegnare agli altri a riflettere e a pensare e a crescere come persone autonome nella mente e nel cuore: la scalata alle classifiche di oggi non passa certo da qui

Almeno, lasciate che mi arrabbi....
Alla prossima
Alessandra

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