
Gli Ebooks irrompono sul mercato editoriale e si guadagnano una classifica tutta loro, niente meno che sul NYTimes, le cui "pagelle" sono da sempre quelle che contano di più. Ce lo dice Julie Bosnam, dandoci appuntamento tutti i mercoledì, a partire dal prossimo anno, per non perdere di vista l'andamento delle vendite di un prodotto che, a quanto pare, spopola: si è passati dai 105.6 milioni di dollari dell'anno scorso ai 304.6 milioni di quest'anno, con un incremento del 19%, centesimo più, centesimo meno. Un dato significativo in sè, esorbitante se paragonato alla crisi che ha colpito il mercato librario tradizionale, che non sfugge alla penna di Giovanna Zucconi su La Stampa: Barnes&Noble ha aperto ai giocattoli, per arginare il calo delle vendite e a me stanno venendo in mente altre riealtà, anche più piccole, che stanno riciclandosi in tutti i modi, pur di attirare clienti- e pazienza se non son lettori.
Nello stesso tempo, i libri costano troppo. Ce lo diciamo da un sacco, qui sopra, a maggior ragione ogni volta che dobbiamo constatare quanto profondo sia il divario fra il prezzo di copertina e la qualità dell'opera. Non più tardi di qualche giorno fa, il 17 novembre, la Commissione del Senato ha approvato la nuova disciplina sul prezzo dei libri e, con tutta che mi sono letta pure il testo, continuo a non capirci molto. In pratica, con queste nuove disposizioni, gli sconti non potranno superare il 33% , tranne che nei due mesi l'anno in cui gli editori potranno organizzare delle promozioni, con sconti anche superiori a questo tetto. Alla base, c'è la tutela dei piccoli librai conto la grande distribuzione e i grandi editori, ma secondo il Presidente dell'Associazione di questi ultimi, questo è un provvedimento che danneggia tutti. Sarà.
Quello che so io, però, è che non mi ci vedo a leggere un libro su un pc. Non mi ci vedo a non sottolineare i punti che mi piacciono o mi fanno arrabbiare, a non infilare un segnalibro fra una pagina e l'altra, a non mettere la mia firma sul frontespizio .Fin quando esisterà il cartaceo, troverà in me il suo più nostalgico e strenuo difensore. Finchè potrò permettermelo, però: perchè, sebbene il tetto del mio budget sia lo stesso tutti i mesi, i libri che entrano nel mio carrello sono sempre meno- e ancora meno quelli per cui la spesa sostenuta è diventata un investimento e non "palanche buttate nella rumenta", come si dice da noi. Prima di accapigliarsi sulle strategie di promozione e sul tasso di sconti, sarebbe opportuno che gli editori si interrogassero sulla qualità di quello che ci propongono ogni anno: perchè questa, fra i lettori, funziona ancora. Più che i battage pubblicitari, i tour promozionali, le vetrine imposte e i premi vinti da chissachi e per chissachè. O forse, è troppo tardi anche per questo e io sono la solita cretina che si illude?
Meglio fermarsi qui, mi sa...
Buona Serata
ale
Nello stesso tempo, i libri costano troppo. Ce lo diciamo da un sacco, qui sopra, a maggior ragione ogni volta che dobbiamo constatare quanto profondo sia il divario fra il prezzo di copertina e la qualità dell'opera. Non più tardi di qualche giorno fa, il 17 novembre, la Commissione del Senato ha approvato la nuova disciplina sul prezzo dei libri e, con tutta che mi sono letta pure il testo, continuo a non capirci molto. In pratica, con queste nuove disposizioni, gli sconti non potranno superare il 33% , tranne che nei due mesi l'anno in cui gli editori potranno organizzare delle promozioni, con sconti anche superiori a questo tetto. Alla base, c'è la tutela dei piccoli librai conto la grande distribuzione e i grandi editori, ma secondo il Presidente dell'Associazione di questi ultimi, questo è un provvedimento che danneggia tutti. Sarà.
Quello che so io, però, è che non mi ci vedo a leggere un libro su un pc. Non mi ci vedo a non sottolineare i punti che mi piacciono o mi fanno arrabbiare, a non infilare un segnalibro fra una pagina e l'altra, a non mettere la mia firma sul frontespizio .Fin quando esisterà il cartaceo, troverà in me il suo più nostalgico e strenuo difensore. Finchè potrò permettermelo, però: perchè, sebbene il tetto del mio budget sia lo stesso tutti i mesi, i libri che entrano nel mio carrello sono sempre meno- e ancora meno quelli per cui la spesa sostenuta è diventata un investimento e non "palanche buttate nella rumenta", come si dice da noi. Prima di accapigliarsi sulle strategie di promozione e sul tasso di sconti, sarebbe opportuno che gli editori si interrogassero sulla qualità di quello che ci propongono ogni anno: perchè questa, fra i lettori, funziona ancora. Più che i battage pubblicitari, i tour promozionali, le vetrine imposte e i premi vinti da chissachi e per chissachè. O forse, è troppo tardi anche per questo e io sono la solita cretina che si illude?
Meglio fermarsi qui, mi sa...
Buona Serata
ale








