E' scaricabile da qui- e a costo di essere ripetitiva, diteci voi se non è uno spettacolo.
Ci vediamo dal 13 novembre in poi, con la nuova ricetta
ciao
Ingredienti:
per la briseè
250gr. farina
125gr. burro
2 cucchiai di zucchero a velo
70gr.d’acqua
un pizzico di sale
un pizzico di cannella
per il ripieno
4 mele
4biscotti tipo digestive
uvetta
rum
panna liquida(4-5 cucchiai)
zucchero di canna
per la salsa
succo di melagrana
zucchero
Quello che segue è lo stralcio di una conversazione avvenuta fra la sottoscritta e l'autrice di questo capolavoro, non più tardi di ieri pomeriggio, sotto l'ignara Apple Pie di Valeria. La riporto integralmente, come si fa coi verbali dei Carabinieri
"credo sia ormai imminente l'esposizione al pubblico ludibrio della mia "ciofeca" galattica ;-DDDDDD"
"Licia, domani, ti tocca. Domani alle tre, sempre che blogger non impazzisca come oggi. Ma in ogni caso, lo saprai dall'interruzione dei programmi TV- edizione straordinaria, una ciofeca in rete :-)))"
Vi è tutto chiaro? La Licia, che è donna di grande acume, aveva intuito che di lì a poco sarebbe toccato a lei, finire su queste pagine e quindi, con una abile mossa tattica (da donna di grande acume qual è), aveva anticipato i tempi.
Al che la sottoscritta, che quanto ad acume non è seconda a nessuno e meno che mai alla sua amica, aveva dissimulato la sorpresa per lo spiazzamento, facendosi vedere pronta e preannunciando l'apparizione dell'Apple Pie alle tre di domani- oggi, per chi legge.
Che per me erano le 3 p.m., cioè le 15, cioè l'ora in cui, se blogger non va in palla come ieri, dovrei riuscire a pubblicare questo post.
Invece, per la Licia, erano le tre di notte.
E siccome è tipa impaziente, lei alle tre di notte era già in piedi, in puro stile "io c'ero" , a ravanare nel blog alla ricerca della sua torta.
La mail di reclamo è arrivata puntuale all'alba (che è l'ora solita in cui io e lei comunichiamo: oltre all'acume, ci unisce la sveglia)- ed è praticamente da allora che rido come una deficiente (acuminata), senza riuscire a smettere. Ogni volta che ci provo, mi sovviene l'immagine di lei che si aggira per casa nella notte, incurante del povero scultore che anela a sonni tranquilli, con in mano la cornetta del telefono, per chiamare Ted Turner , Murdoch, Mentana e Minzolini, fino alla redazione di TeleChivassoNews, per chiedere disperata com'è che non hanno interrotto le trasmissioni....
Capite perchè è impossibile non essere così tanto amiche????
SWEET AND SOUR YOUNG BOAR & APPLE PIE
Ovvero come partire dal sillogismo aristotelico ed arrivare molto, molto lontano
Un mio prozio, in età decisamente avanzata, affermava spesso e con evidente ironia: “Più invecchio e più divento intelligente”.
Ed io, con cotanti ascendenti, potevo essere da meno? Invece di ammettere che, con l’avanzare dell’età, dormo sempre meno, con altrettanta ironia, preferisco dire: “Meno dormo e più rifletto”.
Durante una di queste mie (sempre più) frequenti e profonde riflessioni, un flash back mi ha riportato ai tempi del Liceo.
Tenere palpitazioni? Ormoni a ruota libera? Brufoli incontrollabili? No, niente di tutto questo.
Dopo decenni di oblio, mi è venuto in mente, niente popò di meno che, il sillogismo aristotelico: ragionamento logico-deduttivo, adatto a tutte le stagioni, che, se usato con nonchalance, può togliervi da qualsiasi impiccio.
Sono partita da alcune considerazioni sul mio giardino, sui cinghiali e sulle loro razzie, attualmente concentrate su un albero di mele, dai rami così carichi da arrivare a toccare il suolo.
Questo il sillogismo conseguente:
Le mele sono mie
Il cinghiale mangia le mele
Io mangio il cinghiale
Invertendo l’ordine dei primi due fattori, il risultato non cambia: io continuerò a mangiare il cinghiale, a dispetto di tutto e di tutti.
Ipse dixit!!!! E non c’è nulla da aggiungere né da recriminare.
Dopo numerosi altri voli pindarici, amarcord nostalgici, considerazioni, elaborazioni, elucubrazioni…..
passando per le ‘mpanatigghie della Dolceria Bonajuto, per i caldi profumi d’oriente e per l’irresistibile british mood…. sono approdata nuovamente in cucina, per concepire questo compendio di nefandezze gastronomiche senza eguali.
Non ci avrei scommesso nemmeno un centesimo….. eppure, tutto sommato, questo scempio non soltanto è commestibile…. è persino gradevole.
Lo scultore, dopo aver ripulito accuratamente il fondo della pentola, mi ha guardato con aria interrogativa, apostrofandomi così: “Che te sei fumata, stavolta????”, pur sapendo benissimo che fumo esclusivamente generi di Monopolio.
Quale messaggio subliminale avrà voluto mandarmi??????
Per gli intrepidi, per i curiosi e per chi non è né l’uno né l’altro (ma mi vuole veramente bene), provo ad illustrare come ho fatto.
INGREDIENTI:
Gr. 500 circa di polpa di cinghiale da latte
4 melette croccanti e profumate (anche le annurca vanno benissimo)
Uno scalogno
Olio EVO
1 cucchiaio abbondante di aceto di mele
Un bicchiere di vino rosso corposo
Brodo vegetale
Spezie miste in polvere ( coriandolo, chiodo di garofano, semi di carvi, anice stellato, noce moscata, cannella)
Paprica affumicata
Sale, pepe nero, pimento
Gr. 50 di cioccolato fondente al 70% (quello di Modica, sarebbe perfetto)
Una patata dolce (media)
Pasta brisée (300 gr. farina debole + un pizzico generoso di spezie miste, 150 gr. burro freddo, un pizzico di sale, due cucchiai rasi di zucchero, mezza tazzina di acqua ghiacciata o quanto basta ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso)
Un tuorlo per lucidare la superficie del pie.
PREPARAZIONE
Per prima cosa, si prepara la brisée:
Si incorpora il burro freddo alla farina speziata, fino a formare tante briciole. Successivamente si aggiunge il sale, lo zucchero e l’acqua, impastando velocemente. Si lascia riposare in frigo, per almeno un paio d’ore.
Poi si passa al ripieno:
Si taglia a cubetti il cinghiale (se è giovane, non ha bisogno di marinatura), si trita lo scalogno, si affettano le mele (sbucciate) e si pone il tutto sul fuoco vivace, con un bel giro d’olio EVO.
Dopo la rosolatura, si spruzza l’aceto di mele, facendolo evaporare completamente. Poi si versa il vino (riscaldato precedentemente). Si aggiungono le spezie, la paprica affumicata, sale, pepe, pimento e si porta il tutto a cottura, a fuoco lento, aggiungendo (quando serve) un po’ di brodo vegetale bollente.
Quando la carne è tenera, si toglie dal fuoco e si aggiunge la cioccolata e la purea di patata dolce (passata a setaccio). Si mescola fino ad ottenere un composto ben amalgamato ed abbastanza compatto.
Infine si compone e si cuoce:
Si stende 2/3 di pasta sulla teglia (incluso il bordo). Si versa il ripieno, ormai freddo, livellandolo bene. Si copre il tutto con un altro strato di brisée, lasciando al centro un buco (camino) per la fuoriuscita del vapore.
Si rimette in frigo e si accende il forno, portandolo a 200°. Quando il forno è in temperatura, si spennella la superficie del pie con il tuorlo d’uovo e s’inforna immediatamente.
Dopo il primo quarto d’ora di cottura, si può abbassare la temperatura a 180°, per non far scurire eccessivamente la crosta.
Non so se si possa considerare un piatto dolce o salato. Posso soltanto dirvi che si serve freddo. E ciò deve bastarvi!!!!!
Le foto sono una schifezza perché il sant’uomo di nome Paul è a Genova!!!!!
Ingredienti
250 g burro di malga
200 g semolino di riso
50 g farina di nocciole
½ bicchiere acqua freddissima
2 mele Golden
sale
Per la crema:
250 latte intero fresco
75 g zucchero
1 uovo
30 g maizena
2 cucchiaini zenzero in polvere
Preparare la frolla con le farine, lo zucchero, il burro e l’acqua e un pizzico di sale.
Stenderne ¾ nella tortiera con il fondo amovibile dopo averla imburrata anche sui bordi.
Mettere in frigo. Fare una palla schiacciata con il resto della pasta e mettere anche questa in frigo.
Accendere il forno a 200°.
Preparare la crema facendo bollire il latte con lo zenzero. Nel frattempo montare l’uovo con lo zucchero, quindi aggiungere la maizena setacciata e versare il latte bollente a filo.
Rimettere sul fuoco e far cuocere per circa 10 minuti.
Sbucciare e tagliare a fettine le mele. Togliere la tortiera dal frigo, cospargere il fondo di zucchero e mettervi le mele. Coprire con la crema e quindi spezzettare il della pasta e cospargerla sopra l’impasto.
Mettere in forno a 200° per 25 min. sotto-sopra ventilato (dopo 15 min. programmare il forno solo sotto statico), e per altri 25 min. a 180°.
Servire accompagnata da vin cotto.
Salata????
Una Apple Pie salata, si era mai vista?PIE D’ANATRA alla FRUTTA e MIELE d’ACACIA
Di Diana Monaco - Bordighera
Ho pensato parecchio a questa pie, non volevo preparare una torta dolce non m’ispirava moltissimo, complice la visita all’amica Sandra che abita in Francia, la sua competenza culinaria e le dotte spiegazioni, sono riuscita in quest’impresa e non scherzo, perché per me questi sapori sono alquanto inusuali e credetemi, stasera avevo preparato la ricetta di scorta (uova sode tonno e insalata) se la pie non mi avesse convinta. Devo dire che è andata al di la’ delle mie piu’ rosee previsioni, mio marito ha fatto il bis e credetemi è tutto dire, per uno che mangerebbe tutti i giorni: bistecca ai ferri, insalata e viceversa.
Dose per 8 persone
Per la frolla :
300gr di farina
300 gr di burro
Mezzo bicchiere di acqua freddissima
Il procedimento è quello che ha indicato Annalu’ per la sua apple pie.
Ripieno
15 cl di vino bianco dolce
100 gr di uvetta
2 mele Granny Smith
2 pere William
40 gr. di burro
1 arancia
2 cucchiai di miele d’acacia
500 gr di confit d’anatra
Prezzemolo tritato
350 gr di carne di maiale macinata (io la salsiccia)
1 tuorlo d’uovo
Spezie (io maggiorana,timo,salvia,rosmarino)
Sale e pepe
Procedimento:
Intiepidire il vino e versarlo sulle uvette per farle gonfiare.
Pelare le mele e le pere ,tagliarle a pezzi (non piccoli io ho preferito che si vedessero), farli saltare in 20 gr di burro aggiungere l’uvetta, le zeste d’arancia e il miele, far cuocere per 7/8 minuti, tenere da parte facendo raffreddare.
Prendere il confit d’anatra e tagliarlo a pezzettini, aggiungere il prezzemolo tritato, la salsiccia, mescolare bene , aggiungere la frutta che sara’ ormai fredda, le spezie che avrete scelto, il sale e il pepe.
Stendere la pasta frolla sulla teglia imburrata, tenendone un terzo da parte, bucare bene la base con la forchetta ed aggiungere l’impasto, pareggiarlo e ricoprire con la parte di frolla rimasta, pinzare bene la pasta con l’aiuto di una forchetta lungo la circonferenza della teglia, spennellare con il tuorlo d’uovo allungato leggermente con l’acqua. Fare un camino in mezzo alla pie per consentire bene la cottura e far uscire il vapore che si formera’ al suo interno.
Infornare a 180° per 45/50 minuti.
Si puo’ gustare tiepida o fredda, accompagnandola con insalatina di stagione
ciao
Diana