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mercoledì 22 settembre 2010

mtc- Piedmontese autumnal ciofecas cheese cake di Licia

L'aspettavate, vero?
Anzi, per rimanere in tema col titolo: l'aspettavate, neh?
E' l'ennesimo suo capolavoro, che ripropone per l'ennesima volta l'amletico dubbio se sia meglio la ricetta o il post: la foto, è un quadro d'autore, il post è un concentrato di sense of humor, tanto da far (quasi) scordare l'onta di non aver immolato la bacca di vaniglia per l'emmetichallenge. Ambisce al premio "faccia di bronzo", ma in realtà sta solo giocando sporco, millantando toni concilianti nel terrore- fondato- del premio vero che le toccherà, molto ma molto più adeguato alla statura morale del personaggio di quanto non sia una semplice faccia tosta.
E quindi, mi ritiro nelle mie stanze, a meditare sulla menzion d'onore: voi, nel frattempo, godetevi questo spettacolo, dal primo all'ultimo ingrediente, dalla prima all'ultima virgola....

Piedmontese autumnal ciofecas cheese cake


licia


Ovvero la torta “Dopo aver…” concepita da chi, in quanto a faccia di bronzo, non ha eguali


Lo confesso, mi sono preparata molto prima di affrontare questa sfida!!!!

Ho pensato e ripensato a “personalizzazioni estreme”, valutato e rivalutato tutte le possibili soluzioni, elaborato e rielaborato complicatissime strategie…..

Quindi, dopo aver:

  • Chiesto a me stessa: “Cosa ti piacerebbe fare?”

  • Ri-chiesto a me stessa, molto più realisticamente, : “Cosa sai fare?”

  • Ignorato la vocina (quella saggia) che alberga dentro di me e che mi invitava a desistere

  • Acquistato, ricetta alla mano, tutti gli ingredienti necessari, incluso un baccello di vaniglia del Madagascar, che ho immediatamente riposto in cassaforte!!!!

Quando mi sono trovata, da sola, in cucina, ho guardato fuori dalla finestra, poi ho aperto il frigo ed ho semplicemente seguito il mio istinto!!!!

Questo è il risultato!!!!

Sono consapevole di non avere speranze, ma pretendo ( dico: pretendo) la menzione d’onore per la “faccia di bronzo”!!!!

Ecco le uniche varianti apportate alla preparazione della torta:

  1. Ho sostituito la farina 00 con la farina auto lievitante, eliminando il lievito

  2. Ho aggiunto un cucchiaino colmo di cannella in polvere al posto del baccello di vaniglia, che userò come gioiello nelle grandi occasioni!!!

Per la salsa di accompagnamento, invece, ho fatto una composta di frutta, con quello che mi regala il mio orto/frutteto/giardino, ecco la ricetta (ricetta? Che parolone!!!!):

COMPOSTA DI FRUTTA SPEZIATA:

Ingredienti

Due melette selvatiche (non chiedetemi la varietà, posso soltanto dirvi che sono profumatissime)

Due fichi settembrini, maturi al punto giusto

Due grappoli di uva fragola

Una noce di burro

Un cucchiaio raso di zucchero muscovado

Un cucchiaino colmo di zucchero vanigliato

Un cucchiaino raso di cannella in polvere

Tre scorze di limone, ricavate da un limone medio

Un pizzico di sale

Un po’ di pepe di Sichuan


Preparazione

Ho sbucciato ed affettato le mele e le ho fatte rosolare in padella con la noce di burro, le scorze di limone e lo zucchero muscovado. Ho successivamente aggiunto i fichi (spellati e spezzettati), lo zucchero vanigliato, il sale, il pepe e la cannella. Ho fatto caramellare ancora un po’, poi ho aggiunto il succo di uva fragola (ottenuto passando al setaccio gli acini, lavati ed asciugati). Ho fatto cuocere il tutto, mescolando spesso, fino a quando la composta non ha raggiunto la giusta consistenza.


Composizione del piatto

Come avrete notato il “minimalismo” non è nelle mie corde. Quindi ho aggiunto alla torta, oltre alla composta:

  • Due quenelles di yogurt greco

  • Un grappolino di uva fragola

  • Un fico

  • Una fetta di mela

  • Una spolveratina di cannella

  • Ed un mazzetto di fiorellini di borragine che, non c’azzeccano per niente, ma sono tanto carini!!!


La foto, come avrete capito, non è farina del mio sacco… bensì di quel sant’uomo di nome Paul, nonché fidanzato di mia figlia Stefania, che si è sottoposto, “quasi” volontariamente, a questa ennesima tortura!!!!!

Un abraccio a tutti

Licia

domenica 19 settembre 2010

mtc- japanese cotton cheese cake allo yogurt, con salsa aromatizzata al caffè di Valeria




E questo è un "benvenuto" all'Emmetichallenge che noi di MT diamo ad un'altra delle nostre amiche, Valeria- e lo diamo con tutto l'entusiasmo di questo mondo, perchè averla qui sopra ci rende felici, per tutta una serie di motivi. Il primo è che è una che ti fa morir dal ridere: lei non ride, sia chiaro. Si limita a raccontare, così, tranquilla, come se stesse leggendo un articolo di moda o di costume, mentre voi siete lì che vi spanciate dalle risate, in barba a quel briciolo di convenzione sociale che vi vuole relativamente composte, anche con le amiche più care- e se non ci credete, leggetevi il post, qui sotto.
La seconda ragione è che è una cuoca eccezionale. E, credetemi, io ho rispetto delle parole- e degli aggettivi ancora di più. Strabilia con la panificazione, ma non è da meno su tutto il resto. Però, essendo un'altra stile Diana, se ne sta sempre dieci passi indietro e quando decide di venir fuori, è solo perchè o ha per le mani un altro capolavoro ("mah... sì, mi sembra buono...") oppure ha ceduto alle nostre minac... ops, ai nostri calorosi inviti.
E infine, l'ultimo motivo per cui noi oggi siamo così contenti, si chiama Giorgio. Che di Valeria è il marito, l'indissolubile metà, l'oscuro ispiratore della sua cucina. Lei lo chiama Furio, a dire il vero, come il marito di Magda, nel film di Verdone- ma glielo concediamo, perchè dopo anni e anni di convivenza, è possibile che anche un mito come quest'uomo abbia palesato qualche piccolo difettuccio. Che però bilancia il suo lato migliore e cioè la sua capacità di inventare ogni attrezzo per permettere a Valeria di cucinare. Il suo biglietto da visita era stato l'affetta-polpo per la soppressata- e da allora, credetemi, la mia vita matrimoniale è cambiata., visto che qui, l'ingegnere, oltre la solita bottiglia di plastica decapitata non è riuscito ad andare. Da lì in poi, è stata tutta un'invenzione, tanto che il titolo di Archimede delle Caccavelle non glielo toglie nessuno. Per non parlare delle sue sarde in saor, della sua trippa e dei posticini nascosti lungo la strada del Prosecco e della sua innata vocazione da pusher di buone bottiglie che ce lo rende ancor più prezioso come amico.
Potevamo farne a meno, qui all'emmetichallenge?
Io dico proprio di no...

COTTON SOFT CHEESECAKE



...e allora, visto che mi 'avete tirata dentro' a questa sfida, ecco la mia ricetta e le mie foto! Come dicevo di là io non sono un tipo competitivo, le gare e le competizioni mi mettono solo ansia. Quando ero 'costretta' dalla mia dolce metà a partecipare alle gare ciclistiche, mi tenevo sempre ai margini e lasciavo passare tutti avanti...dietro di me c'era solo 'la scopa' (cioè il furgone che raccoglie tutti i ciclisti che non ce la fanno più..) e l'ambulanza (che raccoglie tutti quelli che sono 'oltre' allo stadio di non farcela più...vuoi mai che mi fosse servita?!). Poi arrivavo all'arrivo che stavano già smontando tutto...le premiazioni le avevano fatte ore prima...e mi guardavano come dire "ma da dove arriva questa?!" Ecco, ed ora mi mettete l'ansia da competizione: mannaggia a voi! E poi devo confessare una cosa: gli altri stampini non ne hanno voluto sapere di essere svuotati, così li abbiamo tolti alla va là che va bene e la cheesecake sembra mangiata dai topi...però sono buoni!!!

COTTON SOFT CHEESECAKE


Ingredienti


  • 250 g ricotta alla panna

  • 50 g yogurt greco magro

  • 140 g zucchero mascobado

  • 100 g latte fresco intero

  • 40 g farina

  • 20 g amido di riso

  • 20 g amido di frumento

  • 6 uova

  • 1 cucchiaio caffè solubile

  • ½ cucchiaino baking

  • Sale un pizzico

PREPARAZIONE

Stemperare la ricotta con lo yogurt greco. Aggiungere i tuorli e 100 g di zucchero e mescolare. Aggiungere le farine setacciate con il lievito, il sale, il caffè sciolto nel latte. Nel frattempo montare a neve gli albumi con 40 g di zucchero.Versarli nel composto e mescolare delicatamente.Imburrare degli stampini da plum cake e versarvi il composto fino a ¾ dello stampo.Mettere in forno a bagnomaria per 70 minuti a 160°.Lasciar raffreddare prima di sformare.

Servire con una base di yogurt aromatizzato al caffè.

giovedì 16 settembre 2010

mtc- soft little cheesedreams di Elisa

little cheesedreams di eli/fla

No, dico: provate un po' a mettervi nei miei panni.
Nei panni di una che ha delle amiche più o meno normali, con cui si intrecciano relazioni altrettanto normali, dove c'è il giorno in cui sei in tiro e l'altro che sembri uscita da una centrifuga, quello della forma smagliante e quello del chilo di più, quello della cena da tre stelle e quello del se famo du' spaghi...
E questo fino a quando non vien fuori 'st'ideona dell'emmetichallenge, "che dai che ci divertiamo, cosa vuoi che sia, una pasta alla norma, una cheese cake, cose semplici, che le sappiamo fare tutte...."
Ecco.
Guardatevi un po' questo soft little dream... e svegliatemi dall'incubo!!!!!!

per inciso, lei è l'Elisa/Flavia di Catania, quella della Norma sotto il Vulcano - e già lì si sarebbe dovuto capire che non era cosa. Ma stavolta si è superata. Pure il baking powder comprato negli Steiz, capite????
E ora come faccio, ad invitarla a cena da noi?????



SOFT LITTLE CHEESEDREAMS (Eli/Fla Flavia da CT)


little cheesedreams eli fla



per la crosticina: 50 gr wafer alla vaniglia
50 gr wafer al cioccolato
40 gr burro

per le tortine: 300 gr formaggio cremoso (ho usato quello con il nome della famosa città della Pennsylvania)
100 gr zucchero
180 gr cioccolato fondente
1 tsp (cucchiaino) estratto di vaniglia
1 uovo a temperatura ambiente
1 Tbs (cucchiaio) di burro a temperatura ambiente
2 Tbs farina 00
1 tsp baking powder (lievito per dolci, io ho usato quello preso proprio negli States, ma penso siano la stessa cosa)
1 pizzichino di sale

Per la ganache : 120 gr di cioccolato fondente
80 ml panna fresca liquida
20 gr burro

Per la crosticina:
Mettere nel mixer prima i wafer alla vaniglia e tritarli finemente (diventeranno quasi una cremina) e mettere da parte in una ciotolina, fare la stessa cosa con quelli al cioccolato e metterl in un'altra ciotolina , fondere il burro e dividerlo nelle due ciotoline. Quindi mescolare bene e riempire gli stampini con questi impasti in formine , separatamente e posare in freezer.

Per le tortine:
fare sciogliere il cioccolato a bagnomaria e togliere dal fuoco...lasciandolo raffreddare un po'
Nel frattempo mettere il formaggio cremoso nel mixer e farlo ammorbidire bene, aggiungere gradualmente lo zucchero continuando a fare andare il mixer, aggiungere il cicoccolato e quando sarà ben amalgamato mettere anche l'uovo e mescolare, versare la farina, la baking powder e l'estratto di vaniglia....un pizzichino di sale, e quando tutto è ben amalgamato prendere le formine dal freezer e riempirle , ne dovrebbero venire circa 12-14.

Infornare in forno già caldo a 175° per circa 12-15 minuti.
LAsciare raffreddare e sformare.
Intanto preparare la ganache lasciando fondere il burro nella panna a fuoco dolce , spegnere il fuoco e versare il cioccolato preventivamente sbriciolato, mescolare molto bene fino a che tutto il cioccolato non si sarà ben sciolto ed amalgamato.

A questo punto guarnire con la ganache.

Eli/Fla da Catania

Mtc- Japanese cotton cheese cake al lemon curd senza burro- di Simonetta



lemoncurdsimonetta2

Sia chiaro: quella che per voi è la versione goduriosa della cotton cheese cake da parte di Simonetta, per me è un colpo basso, di quelli che ti spiezzano le ginocchia e da cui ti riprendi a fatica. Intanto, perchè il lemon curd è la Madre di Tutte le mie Debolezze. La dipendenza dura dal primo avvistamento, su un banco di un super di Londra, a 19 anni e da allora è solo peggiorata, anche perchè il metabolismo dei 19 anni è andato a farsi benedire assieme a tutto quello che faceva "la giovane Raravis"-e se un velo di curd su una galletta di polistirolo fa danni irreparabili al mio girovita e alla mia coscienza , figuratevi su una cheese cake.
In più, se andate a leggervi il procedimento, la Simo dice che stava inventando, a mano a mano che cucinava e che, ad un certo punto, le è caduto l'occhio su tre limoni appena raccolti e a quel punto ha detto : "quasi quasi faccio un lemon curd".
Ora, non so da voi, ma a casa mia, se solo mi cade l'occhio su tre limoni, al massimo li sposto dalla fruttiera al frigo, o viceversa. E per fare il lemon curd mi ci vuole una settimana di training autogeno per prepararmi all'idea e tre giorni per ridare una parvenza umana alla mia cucina. E invece, 'sta qui arriva e ti dice "già che c'ero, ho fatto il lemon curd..."
Ma d'altronde, è della Simonetta che stiamo parlando... ve la ricordate, no, la nostra amica "cuoca per davvero", quella che ha le dosi da 70 persone in su e che nel tempo in cui voi tirare giù la lista della spesa di casa, lei si è già imbandita una sala con non so quanti coperti. Per l'emmetichallenge, è una fortuna, averla come sfidante. E per me, è una gioia, averla come amica. Anche se certe cose mi tocca vedermele solo in foto....

JAPANESE COTTON CHEESE CAKE AL LEMON CURD SENZA BURRO
di Simonetta



lemon curd simonetta



La torta l'ho fatta uguale alla ricetta ,poi quando l'ho sfornata e messa a raffreddare ho visto tre limoni che avevo raccolto dalla pianta dal mio giardino e voi che avreste fatto??????
è venuto tutto da se .Mi sono detta : e se facessi il lemon curd della Ale che mi piace tanto???????????????????
Ed è stato un amore a prima vista, si sono amalgamati alla perfezione.
Vi metto la ricetta del lemon curd ( NO PER VOI OVVIAMENTE) ma se qualcuno se lo fosse perso.
LEMON CURD: succo e buccia di tre limoni
1 cucchiaio di maizena
2 tuorli,2 uova
200 grammi zucchero
mettere tutto a freddo poi con la frusta girare e sul fuoco basso ,poi quando bolle far cuocere per 2 minuti poi passare al colino fitto ae aggiungere 1 cucchiaio di olio extra
poi per maggiori spiegazioni andatelo a vedere su MENU TURISTICO che sono piu brave di me
Quando la torta è fredda ed anche il lemon curd ,ho diviso la torta e spalmato un po ,poi l'altro l'ho messo sopra ed con il formaggio che è dentro la torta si sposa benissimo
lo dico io che non mi piacciono i dolci spugnosi.
Ho aggiunto la foto con i bicchieri perche sono un regalo di clienti russi ,lo vedete che non hanno la base si reggono solo con quella caccavella li se non la trovate vi conviene spaccare il bicchiere quando siete ad una festa, se no ve lo tenete sempre in mano*
ciao baci a tutte e tre
SIMONETTA

* tagliata per ragioni di spazio, ma ora vediamo di rimediare...anche perchè non sapevo che fosse per la forma dei bicchieri, che i Russi li spaccassero a fine bevuta. Chiediamo lumi a Giulia?

martedì 14 settembre 2010

mtc- Tokyo mini cheese cake dal cuore morbido di pistacchio

Come promesso...
per i sopravvissuti alla Cheesecake di stamattina.....


Tokyo Mini Cheesecake dal cuore morbido di pistacchio

di Mapi


cheesecake dal cuore morbido- mapi


Ma io il coulis glielo devo per forza mettere sopra? Non potrei mettercelo dentro?”

Questo mi chiedevo, mentre la torta zebrata era in forno e io preparavo la ganache.

Detto fatto: ecco la mia seconda proposta per l'MT Challenge n. 3, con qualche piccola variante di procedimento.


Per 5 tortini fatti con gli stampi da muffin usa e getta:


80 g Philadelphia

2 uova

40 g latte

35 g burro

35 g farina autolievitante

6 g amido di frumento

40 g zucchero

1 cucchiaino succo di limone

i semi di ½ bacca di vaniglia


Per il cuore al pistacchio:

300 g latte

50 g pasta di pistacchio*

1 cucchiaio di amido di frumento

2 cucchiai di zucchero

mezza bacca di vaniglia privata dei semi

un pizzichino di sale


* L'ho acquistata in Sicilia sotto forma di panetto, simile a quello che si usa per fare il latte di mandorla; era infatti destinato al latte di pistacchio. Si può sostituire con una crema ottenuta frullando i pistacchi non salati privati della pellicina, fino a ridurli in crema.


Preparare il cuore di pistacchio:

Mettere a scaldare il latte con un pezzetto di bacca di vaniglia privato dei semi: l'aroma rimane ma è meno intenso. Sciogliervi la pasta di pistacchio, l'amido e lo zucchero e rimettere sul fuoco mescolando continuamente, fino ad ottenere una crema densa. Far raffreddare e mettere la crema in uno stampo in silicone da 24 semisfere, che sarà successivamente messo in freezer.

La cremina mi è venuta di colore palliduccio, peccato: avrei preferito un verde più intenso.


Preparare le tortine:

Imburrare i pirottini usa e getta da muffin e preriscaldare il forno a 160 °C.

Sciogliere a bagnomaria il Philadelphia, il burro e il latte, ottenendo una cremina omogenea.

Lasciar raffreddare un poco e unirvi i tuorli, il succo di limone, la farina e l'amido setacciati insieme, il sale e metà dello zucchero, amalgamandoli bene.

Montare gli albumi a neve insieme al rimanente zucchero e unirli con delicatezza all'impasto.

Versare in ciascun pirottino 3 cucchiai di impasto, poi adagiarvi sopra una pallina di crema di pistacchio congelata ottenuta unendo due semisfere e versare sopra questa un altro cucchiaio di impasto.

Mettere in forno sistemando i pirottini dentro una teglia con acqua che arrivi a 2 dita di altezza, e infornare per 30 minuti.

Decorare con una spolverata di cacao e un pochino di pistacchi tritati.


Maria Pia Bruscia

mtc- japanese cotton cheese cake zebrata, in salsa al cioccolato (Mapi Bruscia)

cheesecake mapi


Diteci voi.

No, dico, diteci voi cosa ci resta da fare di fronte a questa qui, che apre le danze dell'emmetichallenge con non una ma due cheese cake e non con una ma due proposte da fine del mondo.

Cosa facciamo?

Rompo una delle amicizie più belle che ho?

Priviamo menuturistico di una pusher di commenti divertenti, surreali, spiritosi, sagaci, bastardi dentro e fuori che di più non se ne può?

Mettiamo in giro la voce che è tutto finto, non sa cucinare, è tutto merito di photoshop o del vicino di casa, con il rischio di essere privati per sempre delle sue sablè alle nocciole con mousse di gorgonzola o delle sue albicocche al cointreau?

Oppure pubblichiamo impavide, invitandovi a resistere, perchè quando il gioco si fa duro, è lì che i duri non mollano, è lì che escono i migliori, è lì che si devono sudare lacrime e sangue, è lì che si devono stringere i denti....cioè, questo no: qui, c'è da spalancare le fauci, altro che storie....

Una stamattina e la prossima nel pomeriggio.... cosa ci tocca fare...:-))))

Rullo di tamburi.....

Cotton Soft Tokyo Cheesecake Zebrato

di Mapi


Cheesecake Zebrata mapi


“Chi ha tempo non aspetti tempo” dice il proverbio, e la saggezza popolare ha in comune con la mamma l'irritante abitudine di avere spesso ragione. Non sempre, badate, ma spesso.

Per questo dolce ad esempio, il proverbio ha ragione da vendere. Saranno un paio d'anni, da quando l'ho vista sul blog del Cavoletto, che mi riprometto di farla. Talvolta mi sono spinta fino ad acquistare il Philadelphia, ma poi l'ho mangiato con l'insalata e non ho più fatto la torta.

Adesso sto pagando il fio della mia pigrizia, perché la terza sfida dell'MT Challenge riguarda proprio questa torta, così sono stata costretta a farla e a trovarci pure delle varianti.

La mia proposta è banale: non ho abbastanza dimestichezza con questa ricetta per cambiarla, così mi sono limitata a cambiare un po' il look al risultato finale.

La ricetta che ho realizzato è quella del Cavoletto con la sola aggiunta di vaniglia e cacao:

Cotton Soft Tokyo Cheesecake Zebrato

250 g Philadelphia
6
uova
140 g
zucchero
100 ml
latte
60 g
farina autolievitante
50 g
burro
20 g
amido di frumento
1 cucchiaio
succo di limone
1/4 cucchiaino sale

i semi di 1 bacca di vaniglia

3 cucchiai colmi di cacao amaro in polvere


Per la ganache:

200 g di panna fresca

150 g di cioccolato fondente al 55%


Accendere il forno a 160 °C.

Fondere il burro e lasciarlo raffreddare; mescolarvi il formaggio, il succo di limone e il latte ottenendo una cremina omogenea.

Incorporare la farina, l’amido di mais, il sale e i tuorli, e mescolare bene.

Montare gli albumi finché siano pressoché sodi, aggiungere gradualmente lo zucchero, fino a ottenere degli albumi ben compatti.

Incorporare gli albumi al composto delicatamente, mescolando dal basso verso l’alto.

Dividere l'impasto in due parti uguali e in una di queste aggiungere i 3 cucchiai colmi di cacao amaro, mescolando molto bene per ottenere un composto dal colore omogeneo.

Versare l'impasto in una teglia di 26 cm di diametro, procedendo così: versare al centro un cucchiaio di impasto chiaro e sopra questo un cucchiaio di impasto scuro. Proseguire in questo modo, un cucchiaio alla volta, fino ad avere esaurito entrambe le pastelle.

Mettere la teglia in una più grande e versarvi dell'acqua in modo che arrivi a due dita di altezza della teglia con dentro la torta.

Infornare per 45 minuti circa o anche più (fare la prova stecchino).

Lasciar raffreddare bene e servire con una ganache ottenuta facendo scaldare la panna e aggiungendovi il cioccolato in pezzi, mescolando finché si è sciolto bene.


Maria Pia Bruscia

domenica 5 settembre 2010

Mt Challenge, numero tre: la ricetta della sfida è...

Cotton japanese cheesecake pesca arancia


...la Japanese Cotton Cheese Cake.
Ovvero, la Torta Piuma. Una delle robe più delicate, pià voluttuose e insieme anche più facili di tutta la gastronomia mondiale, che Genny ha scelto come campo di battaglia per la sfida di settembre.
Ci voleva un dolce- e ci voleva un dolce tipo questo: semplicemente strepitoso nella versione originale e, nello stesso tempo, adatto a mille variazioni sul tema. In un aggettivo, perfetto per il nostro gioco.
Ricetta, ingredienti, procedimento e dosi, nonchè sofferte elucubrazioni mentali et incitamenti vari, li trovate tutti di là, dalla Genny.

Qui, invece, il regolamento per questa tornata

a. gli ingredienti obbligatori

sono due, ma non vanno intesi in senso stretto, anzi: trattandosi di un dolce estremamente lineare, nella sua semplicità, cambiare un ingrediente avrebbe significato stravolgerne il gusto, se non addirittura la stessa natura. Per cui, dopo interminabbbbbili consultazioni, abbiamo deciso che bisogna mantenere l'obbligo del "formaggio" e dell'"aroma"- uno o più. Il che significa che potete scegliere il tipo di formaggio da utilizzare (dalla ricotta al quark, passando per tutto quello che vi viene in mente) e l'aroma o eventualmente gli aromi che preferite.


b. la tecnica obbligatoria
non l'avevamo indicata nelle scorse sfide, mentre stavolta c'è - ed è la cottura. Vale a dire, IL Japanese Cotton Cheese Cake deve andare in forno (mi veniva il battutone- è "cotton"- ma mi son trattenuta in tempo) ed è proprio la cottura che ne determina la sofficità. E quindi, su questo non si transige. Su "come " cuocerlo, invece, avete di nuovo carta bianca.

Date

Sempre quelle: non prima del 13 settembre, non dopo il 28. Come dire, dal 13 al 28, pena squalifica, pubblico ludibrio e "scrivo cento volte non lo faccio più".


Modalità di pubblicazione

Gli amici senza blog, mandano la loro ricetta con foto a mtchallenge@gmail.com. Vi chiederei cortesemente di non ridimensionare la fotografia: ci pensiamo noi, senza problemi.

I food blogger, invece, devono mettere un doppio link: alla pagina di Al Cibo Commestibile, per la ricetta, e a noi per tutto il resto. Poi, come al solito, appena pubblicate ci avvisate con un commento qui sotto, lasciando il link al vostro blog etc etc
in ogni caso, è tutto qui

Ultimissima cosa: abbiamo deciso di ampliare la giuria, di volta in volta, assumendo come terzo giudice il promotore della ricetta della sfida. Questo perchè si suppone che chi propone un piatto lo conosca bene e non è detto che lo stesso valga sempre anche per noi: se, per esempio, il prossimo vincitore proponesse una ricetta regionale di cui nè io nè la Dani sappiamo nulla, il suo giudizio sarebbe sicuramente più fondato e più obiettivo del nostro. Quindi, in questa sfida il terzo incomodo sarà la Genny che lascerà il posto al prossimo vincitore e così via.

Domande, dubbi, perplessità et similia o qui sotto o a mtchallenge@gmail.com
Buona Domenica
Ale&Dani
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