OverBlog

Visualizzazione post con etichetta mtc sei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mtc sei. Mostra tutti i post

venerdì 4 febbraio 2011

MTC gennaio- i premiiiiiii- prima parte

Eccoli, eccoli: in ritardo e a spezzoni, un po' per colpa del ko tecnico (connessione ballerina), un po' per auto- imposizione familiare (via dal pc, per un po' di giorni), un po' perchè sessantun-premi-dicasi-sessantuno sono una roba che mi vien male solo a pensarci: tant'è che una mezza ideina di far finta di niente e dimenticarmeli mi era pure venuta. Almeno finchè non ho scaricato la posta :-)
E comunque, avete ragione: il divertimento sta anche qui, per cui eccovi la prima tranche, in rigoroso ordine di partecipazione. Due cose, prima di cominciare, rivolta ai molti nuovi partecipanti: la prima, è che i premi fanno tutti riferimento ai post: se qualcosa vi sfugge, rileggeteveli e vedrete che sarà tutto più chiaro. La seconda, la più importante, è che qui si scherza sempre. E con gli amici-amici, si scherza di più. Quindi, nulla di quello che leggerete qui sotto va preso sul serio, anzi: più le sparo "grosse", più sono segno di amicizia, stima e affetto verso le persone a cui sono rivolte. Ragion per cui, mettetevi comodi e leggetevi i primi 13- mentre io vado a ritirare il premio per la prima parachiulata del rientro...



Gli involtini di Cavolo Cappuccio al Salmone dell'Araba Felice: la succursale araba dell'emmetichallenge non lascia ma raddoppia, anche questa volta: e se prima era il coniglio, ad essere introvabile, oggi tocca al cavolo verza. Ma le carovane del deserto non hanno fatto i conti con la tempra della signora, per la quale cosa vuoi che siano 800 km in un giorno, per recuperare il lasciapassare per il concorso? Non sappiamo cosa abbia combinato questa volta, ma  non stentiamo a credere di tutto.  I macellai tirano giù le serrande, al suo arrivo, i verdurai le offrono spontaneamente le loro merci e i vecchi beduini si interrogano, fra lo spaventato e il perplesso, da quando han scoperto la foto dei suoi genitori, sul suo comodino...



Gli involtini di verza, riso e gorgonzola della Mai: l'imperscrutabile percorso dell'enigmatico destino o una sonora botta di chiulo? Noi variamo la Verza, come ingrediente del mese, e ci imbattiamo niente meno che in una sua adepta, una sorta di Vestale (Verzale, direbbe l'Assaggio di Viaggio) del Cavolo, che ne celebra il culto in una apposito spazio, detto appunto Verzatile. Da lì in poi è amore a prima vista, con l'entusiasmo del primo appuntamento, che non si vede l'ora che arrivi. Ma niente rose rosse, per carità: semmai, un bel mazzo di questi



Le lasagne di Verza Romagna Style di Elga: all'emmetichallenge arriva l'ultima puntata di una specie di settimana del Cavolo, tutta dedicata a sviscerare i sapori di quest'ortaggio, presentato in tutti i modi e in tutte le salse. Nel frattempo, Edoardo, Rachele ed Anita sono gli unici bambini del circondario che, invece del berretto, indossano la maschera antigas: ma questi son dettagli, per la signora della Food Blog sfera che inaugura la sua partecipazione a questa sfida con una gran ricetta, dove il sapore corposo della sua terra si fonde con la levità dei voli della sua fantasia. E comunque: lei, la dieta a base di cavoli la fa. Di sicuro, a Ferrara e dintorni una fabbrica di cioccolato c'è. Quindi, caro Wiki Wonka,  cosa aspetti a bussare alla sua porta????


Gli Winter Rolls di Eli/Fla: grazie a lei, l'MTChallenge entra di prepotenza nei manuali di psichiatria, come fonte di pericolose dipendenze. E' bastato un mese di astinenza per gettarla nel baratro della disperazione, da cui è emersa partorendo il contest dell'ammore, con buona pace dei pusher di insulina, rifattisi in un sol giorno delle perdite dai tempi del divorzio di Albano e Romina ad oggi. Per festeggiare la ripresa del contest, con la mente ancora offuscata dai fumi dell'Etna, si rolla gli involtini, in una versione fuscion, in stretta coerenza con lo stato del neurone. Ne esce un piatto strepitoso, che lei chiama winter rolls, per il quale si stanno muovendo i più grandi pubblicitari del mondo, consci dell'impatto che esso avrà sulla gastronomia del pianeta. In anteprima, eccovi il testimonial


Gli involtini di verza e gamberi di Patricia Rappresenta il primo, fulgido esempio di abnegazione da Emmetichallenge. Non solo è fra i primi ad eseguire la ricetta, non solo ci lascia un piatto degno dei migliori chef, non solo lo fotografa pure col cavalletto- millepiedi ma- udite udite- lo fa il giorno in cui le arriva il Kitchen Aid. Chiunque di noi avrebbe mollato tutto, pur di gettarsi anima e corpo sul vero oggetto del desiderio di ogni food blogger che si rispetti, ma lei no: riempie gli involtini. Neppure lui, se ne capacita...


La zuppa di Verza di Stefania: Madame "Non Vinco Mai" è passata al contrattacco, accettando l'insigne compito di giurata (nel solito contest dell'ammore) per togliersi la soddisfazione di non vedere vincitrici quelle due di MT che non l'hanno mai considerata. Toltasi il sassolino dallo stiletto 15, è poi passata al tavolo della diplomazia, principiando ad ingraziarsi la Mapi e candidandosi come madrina delle Serate del Gran Bollito all'Osteria del Bue grasso- Specialità Lingua. Si vocifera che, per l'occasione, sarà scortata da un cavaliere d'eccezione che, oltre ad offrirle la conduzione del programma al posto del socio, col nome d'arte di Pupetta, le permetterà anche di fregiarsi del titolo di Sua Altezza...




Gli involtini vegetariani cin Salsa di Noci di Cristina B.  Per quelli di voi che, dai tempi della sfida sulla Norma, si sono immaginati Cristina come una appassionata di bel canto, che hanno colto, nel "vissi di cucina" un riferimento alla spina dorsale della sua vita, che la pensano zavorrata al suolo dal ramo tedesco della famiglia, perchè sennò chissà dove sarebbe, con la sua musica e le sue "arie"... beh, ci siamo sbagliati.Stando alle testimonianze dei suoi cari, stavolta ha affettato qualcosa che sembra un cervello (la figlia) e ha impestato la cucina in stile fogna di Shangai (il marito). Il tutto, per fare dei meravigliosi involtini di verza, che i testimoni si sono ingollati senza colpo ferire, ma tant'è: ormai, il dubbio si è insinuato in noi, insieme al sospetto che sia un'altra, l'Opera per cui impazzisce...

Gli involtini piccanti di Fabiana : gli altri cucinano, lei strabilia. E pure con disinvoltura, lasciandoti intendere che quello che tu non osi nemmeno sognare nei periodi più rosa della tua vita, per lei è roba da mensa aziendale. Trasforma pure gli avanzi, confermando che della creatività non si butta via niente- e pazienza se quelli della rumenta differenziata sono in confusione, perchè "belin, ma cosa ci fa, una borsetta, nell'umido?": quando il sacro fuoco chiama, la nostra Arcimbolda risponde. Anzi, c'è chi si è già fatto il guardaroba ad hoc...

Le Ver(z)ine di Baccalà, Porri e Fagioli di Gaia : La sua superba partecipazione all'MTC, in cui ha fuso le sue straordinarie doti di interprete prima drammatica ("giocare o non giocare, questo è il problema"), poi introspettiva ("ce la farò? non ce la farò?") ed infine neorealista ("ho smoccolato tutto il tempo, te e il tuo cavolo di cavolo"), oltre a spianare la strada della santità al suo paziente marito, le ha valso la nomination per il remake di Harry ti presento Sally, con lei nella parte di Sally quando impiega solo mezz'ora per ordinare un'insalata al bar. I giornalisti sono già sulle sue tracce: basta solo seguire i cartelli...


Gli involtini di Verza Fusion della Francy: Miss "gioco anche stavolta", non ci delude e gioca anche stavolta, aggiungendo un pizzico di "hot" al solito "veg", sin dall'esordio del post, con un "lo faccio o non lo faccio" che  lascia intuire chissà quali sviluppi. Lei rientra subito nei ranghi e- toh- gioca anche stavolta ma gli autori degli spot televisivi se la son vista brutta: ancora devono riprendersi dal flop- Belen, e già si profila la Francy, a far precipitare le quotazioni del protagonista della pubblicità più seccccsi della stagione...

Gli involtini "panna cotta style" di Saretta: Fa gli involtini di verza a forma di panna cotta- e già da lì capisci che la tua autostima ha bisogno di qualche puntello, per non andare alla deriva. Vabbè, ti dici: ci ha pensato. Anzi, ci avrà studiato. Anzi, avrà pure fatto degli studi comparati. Anzi, ci avrà pure impiegato un sacco di tempo. E così , a suon di anzi ti consoli e decidi che,tanto vale puoi leggere anche il post. Per scoprire che la fanciulla ha l'influenza. Anzi, è ridotta ad uno straccio. Anzi, non si alza dal divano. Anzi, se fosse stata bene, magari, avrebbe potuto fare qualcosina di meglio. Anzi...


Le sfogliatine alla verza e speck di Mamma Papera: prima new entry del mese, è, in rigoroso ordine cronologico, moglie- madre di 4 figli che vanno dai circa 15 ai quasi un anno- casalinga- ristoratrice- food blogger e, da questo mese, pure sfidante all'MTC. Sul suo blog circolano delle foto, che lei spaccia come sue, ma è inutile che si sofrzi di depistarci. Ormai, l'abbiamo sgamata...


Gli involtini di Verza, Alici e Bufala di Gambetto: dove voglia andare a parare, lo si capisce già dall'incipit: prosa lenta, pennellate sui vicoli di Napoli, storie di una giovinezza perduta, di bravate che nascondono paure antiche, di  scorze da duri su cuori teneri, di un mondo ieri detestato, oggi rimpianto.  Da lì in poi, ci spara tutti i Greatest Hits, da Tu che nun Chiagne a Nostaglia canaglia, in un rutilante crescendo di effetti speciali, fino al finale della torcia umana.  E mentre le fans, nei commenti, si strappano i capelli e svarionano, sperando di portarsi a casa almeno un calzino del loro idolo, Mariano Apicella trema, di fronte alla reazione del premier alla lettura del post...



martedì 1 febbraio 2011

MTC NUMERO SEI- il vincitore!!!!!!

ale renna



Le motivazioni, come al solito, dal promotore della ricetta della sfida, mentre qui da noi il solito grazie.
E' stato l'MTC del record: di concorrenti (61) e di ricette (67, ma ne devono arrivare ancora)- e chi ci conosce sa che per noi queste erano cifre al di là delle nostre aspettative, anche quelle più rosee: venticinque era il traguardo abbordabile, a trenta non ce l'avremmo mai fatta. 
I numeri, come sempre, dicono e non dicono: dicono di una gran voglia di giocare, non dicono della serenità con cui si gioca; dicono di un pdf ricco di proposte, non dicono della loro qualità; dicono di un vincitore, non dicono della fatica del giudizio; e dicono di un gioco che funziona- ma non dicono dello stupore, dell'entusiasmo, dell'incredulità che ci prendono, all'arrivo di ogni ricetta e alla conclusione di ogni sfida. 
Il primo ringraziamento, come al solito, va a tutti voi che partecipate, per il modo in cui continuate a farlo, ogni mese, senza nessun premio, dimostrando una passionestraordinaria, pari solo alla vostra creatività e fantasia.
E poi c'è Mapi: non ci avremmo scommesso due lire, sulla verza- e invece ha avuto un'intuizione felice, da grande cultore della cucina quale è, e non possiamo fare altro che ringraziarla, per il modo in cui ha seguito questa sfida, per la sua attenzione a tutte le ricette che ci sono arrivate e per l'impegno che ha messo nel "giudicare" tutto: e dire che di tituanze di fronte alla varietà e alla creatività delle vostre splendide ricette ne abbiamo avute non poche!
Vi lasciamo quattro giorni per congratulatarvi con il nostro vicitore e poi.... via con la nuova sfida, nelle mani di un "nordico assoluto"!
Congratulazioni ad Alessandro e un "a presto" a voi
Ale & Dani

domenica 30 gennaio 2011

MTC- gli involtini di verza e pizzoccheri chiusi e aperti di vitto

Immaginatevi la scena: salotto della sottoscritta, raduno delle befane, subito dopo la scofanata del pranzo del befana day. Intorno, fumi della tisana disingorgante e signore normalmente a modo ed eleganti, distese stravaccate sui divani a giurarsi l'un l'altra che da domani si digiuna- e dammi ancora un po' di quel croccante, che è la fine del mondo, e aspetta che ne assaggio un altro, di questi, prima di dire che fan schifo, e ho preso l'opera omnia di Felder, su Amazon, e dai, organizziamo un Gran Bollito, prima di carnevale, e "quasi quasi, partecipo all'emmetichallenge"
Se foste stati presenti, avreste visto lo scatto immediato mio e della Mapi: la Vitto, all'MTC? La Signora della Focaccia al Formaggio, la Maga dei frisciueu, l'artefice dell'insalata di aringhe più buona che mio marito abbia mai mangiato, in una vita di viaggi da una certa latitudine in su, che dice che vuol partecipare all'MTC?
"Sì, ma fuori concorso, una volta sola"
E siccome la signora è donna d'onore, ha mandato la sua ricetta. 
Su cui non spendo mezza parola, un po' perchè tutto quello che poteva essere detto, di buono, di questa donna, è già stato ampiamente sviscerato, in questi anni di onorata militanza nel mondo del cibo internettiano e non- e un po' perchè vorrei che ve la godeste fino in fondo. 
Va da sè ch la ricetta è in concorso: perchè, se è vero che lei è donna d'onore, è ancora più vero che io sono una bastard , inside and outside-e oversize- e non posso fare a meno di lei, in quella che è nata come una sfida fra amiche strampalate e stravaganti, con un po' di follia, sotto il giro di perle e il tailleur. e lei, di tutte, è la più folle, la più creativa, la più originale, la più divertente, quella che sta ai gastrofighetti come il raid alle zanzare, quella che ha sempre un sorriso nella manica e una pacca sulla spalla, per farti ripartire. 
Io la rivoglio, la Vitto, all'MTC. Assolutamente, la rivoglio.
E ditemi voi, se mi sono sbagliata...


INVOLTINI DI VERZA E PIZZOCHERI CHIUSI E APERTI 


La ricetta di partenza è quella dei “Pizzoccheri di Teglio” ricetta originale codificata dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio - Valtellina - che trovate qui .
Io ho fatto solo alcune modifiche “tecniche”.  
Pizzoccheri
200 gr di farina di grano saraceno
50 gr di farina 00
125 gr acqua
Sale 
Condimento e montaggio
1 Verza non troppo grande (le foglie grandi servono per gli involtini, le altre per il condimento)
1 patata media (circa 130 gr) tagliata a cubettini piccoli
100 gr formaggio Casera dop a scaglie
50 formaggio grana grattugiato
100 gr burro
1 spicchio d’aglio
Sale, pepe 
Salsa di accompagnamento
2 patata media (circa 130 gr) lessate
Una noce di burro
100 gr latte
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
50 gr formaggio Casera dop a dadini piccolissimi
Sale, pepe 
Impastare bene gli ingredienti dei Pizzoccheri, stendere a 2 mm circa di spessore, tagliare le strisce e poi i pizzoccheri più sottili e corti di quello che indica la ricetta classica. 
Pulire la verza e dividere le foglie.
Farle scottare in abbondante acqua salata e scolare molto al dente. Tenere l’acqua.
Mettere da parte le foglie per gli involtini e le altre ridurle in listarelle togliendo la costola dura. Tenere un pugno di listarelle da parte per decorare.
Nell’acqua di cottura della verza buttare i dadini di patata e i pizzoccheri. Dopo 2 minuti aggiungere le listarelle di verza.
Fare cuocere circa 10 minuti, poi raccogliere pizzoccheri e verdura con una schiumarola e farne strati in una pirofila larga alternandoli con parmigiano e casera a scaglie (circa 2 strati).
Far friggere il burro con lo spicchio di aglio e versarlo bollente sui pizzoccheri senza mescolare e cospargere con una bella grattata di pepe.
Preparare la salsa schiacciando bene la patata lessa calda con il burro, sale, pepe e un po’ di latte per ottenere una giusta consistenza cremosa. Aggiungere poi il parmigiano e il casera a dadini. 
Stendere le foglie di verza grandi su un tagliere, riempire con una cucchiaiata di pizzoccheri caldi, chiudere a involtino e sistemare in una pirofila o in tegliette singole. Due involtini sono una porzione media. 
Nappare con un cucchiaio di salsa ogni involtino e mettere in forno a gratinare sotto il grill finchè la salsa non comincia a colorirsi. Decorare con qualche filo di verza, servire bollenti con altra salsa a parte. 
Involtino aperto 
Il procedimento è lo stesso, salsa compresa. Invece di fare gli involtini disporre nei piatti individuali una bella foglia di verza, sopra mettere una porzione di pizzoccheri già conditi, a fianco un cucchiaio abbonante di salsa, decorare con fili di verza e servire con altra salsa a parte.
ciao
vitto
 


mtc- il cavolo verza ripieno di Diana

Ok, possiamo dirlo: adesso sì che è MTChallenge...!
Senza la Diana, infatti, eravamo un po' spaesati. A dirla tutta, pensavamo che non ce l'avrebbe fatta, questo mese: le feste prima, la settimana bianca poi, insomma, ci avevamo messo il cuore in pace. Ma non avevamo fatto i conti con la tempra della Dianilde ed anzi, se ci dicessero che la settimana scorsa è stata avvistata una strana tipa che slalomava fra i banchi del mercato di bordighera, al grido di "la Verza è miaaa" non ci stupiremmo per niente. Perchè la Diana è la Diana- e la sua ricetta è, come sempre, un capolavoro.

 CAVOLO VERZA RIPIENO




Eccomi, appena tornata da Corvara in Badia (Alto Adige), non c’era ricetta migliore per partecipare al “mitico”concorso di MT, sarebbe corretto accompagnare questo piatto con un bel Gewurztraminer Brennatal – 2008/Kellerei Kurtasch (come si vede che non capisco nulla di vini??!!!) oppure, ed io la preferisco, una bellissima Weissbier……
Comunque con qualsiasi vino o birra vogliate metterla, questa è una ricetta che vi fara’ sempre fare una “porca” figura!!!
E ora aspetto l’epitaffio dedicato!
Diana
 Ingredienti:
1,800 Kg verza
 300 gr. di carne di manzo macinata
 300 gr. di pasta di salame o salsiccia
150 gr. di speck
2 wurstel frankfurter
 2 uova
 70 gr. di burro (io olio evo)
 una cipolla
 prezzemolo
 50 gr. di parmigiano grattugiato
 3 foglie di salvia
 maggiorana
Semi di finocchio q.b.
 sale e pepe

Procedimento: Pulire la verza dalle foglie esterne e metterla ,intera, a testa in giu' in una pentola a bollire per 20 minuti, farla scolare sempre rivoltata, per almeno 1 h, rivoltarla su un tagliere,coperto da un canovaccio ben allargato e con pazienza, aprire le foglie una ad una, allargando bene la verza,  andando fino al suo cuore .
 Per il ripieno, affettare sottilmente la cipolla e farla stufare leggermente in un po' d'olio evo,  mettere in una boule la carne macinata, il salame o la salsiccia, lo speck tritato con i wurstel, le due uova, il formaggio, sale pepe,  maggiorana,semi di finocchio, la cipolla stufata e il prezzemolo, mescolare bene gli ingredienti e con parte del composto ottenuto andare a riempire il centro della verza, appoggiare sul ripieno le foglie piu' interne e continuare a farcire la verza  fino alla fine del composto, ricoprire bene con le foglie piu' esterne.
 Avvolgere bene  la verza con il canovaccio in modo che resti ben chiusa, legare con dello spago da cucina, non troppo stretta.
In una casseruola grande avrete nel frattempo portato a bollore dell'acqua salata, immergete il vostro canovaccio e fate bollire per un'ora circa.
Scolate bene al termine, in modo che esca l'acqua dalla verza, tagliate a fette quando sara' intiepidita e irrorate con burro fuso e salvia (io olio evo) cospargete di parmigiano grattugiato.
L’dea l’ho recuperata da "Sale e Pepe” io ho effettuato qualche timida variazione.

sabato 29 gennaio 2011

MTC- Le Verzotte di Nisy

Anche se il tempo è scaduto, dedichiamo questo fine settimana alla pubblicazione delle ricette degli anche no, che sono tutte pervenute ampiamente prima della scadenza ma che, secondo una tradizione ormai collaudata, hanno dovuto aspettare il fine settimana prima di essere pubblicate. Neanche a dirlo, sono una più bella dell'altra quindi, se già stavate facendo pronostici sul vincitore, vi tocca rimescolare le carte e ricominciare daccapo. D'altronde, ormai dovremmo esserci abituati, alle sorprese, qui sopra...



nisy- mtc gennaio

Non so voi, ma io di fronte a queste preparazioni resto sempre senza fiato. E non è solo un fatto di manualità, ma di capacità di comporre, estro nel disporre, fiuto per trovare sempre l'accostamento e la prospettiva giusta. Questione di gusto, insomma, quello che contraddistingue sempre Monica, in tutto quello che fa, ricette comprese. Qui all'MTC ha fatto solo una timida comparsa, al tempo dell'Apple Pie e anche se non osavo insistere, tenevo le dita incrociate, sperando che riprendesse la partecipazione. Ci si è messa di mezzo un po' di nostaglia e, insomma, ecco la sorpresa che ci ha fatto. Delle Verzotte, che le son costate una gran fatica, come capirete dal post, ma che potrebbero davvero fare la loro porca figura in qualsiasi buffet, alla faccia di ingredienti più raffinati del cavolo...

HO COMPRATO UNA VERZA GIGANTESCA, TANTO GRANDE CHE HO ROTTO PERSINO IL SACCHETTO DI carta DEL MARKET , A CASA HO INIZIATO A PULIRE LE FOGLIE E CERCARE QUELLE Più BELLE PER LA RICETTA , AVEVO IL PIANO DI LAVORO INVASO ,CAVOLO !STA VERZA MI ERA Già VENUTA A NOIA ! MA NON POTEVO COMPRARLA Più PICCOLA ? SI Più PICCOLA. ED ECCO CHE LA MIA IDEA DI CREARE DELLE VERZOTTINE (PICCOLE verze), COSì HO PENSATO DI ADOPERARE DEGLI STAMPINI DI SILICONE PER POTERMI AIUTARE A DARE LA FORMA sferica … e il giochino è fatto!

Ingredienti:
Foglie di verza
Risotto ai gamberetti
Code di gambero
Salsa allo zafferano

Mettere le foglie in acqua bollente salata e cuocerle per 2 min. passarle sotto l’acqua fredda ed asciugarle bene con un canovaccio. Prepara un risotto con della cipolla bianca fatta imbiondire in un po’ di burro e delle foglie di verza, finemente tritate ,aggiungere il riso ,tostarlo e versare poi del vino bianco,una volta sfumato versate un mestolo d ’acqua di cottura della verza .quando è quasi cotto aggiungere i gamberetti ed il pepe bianco, mantecare con una noce di burro
Salsa allo zafferano,in mezza tazza di brodo vegetale freddo, stemperate due cucchiai rasi di farina una noce di burro e mettere sul fuoco mescolando ,appena il composto bolle e prende consistenza, aggiungere il pepe bianco il sale(poco)e togliere dal fuoco . Versare2-3 cucchiai di panna (io preferisco quella da cucina)e lo zafferano.
Prendere le foglie di verza, dividerle in due e disporle su di un pezzetto di pellicola trasparente, mettetele dentro la forma di silicone e inserite in ognuna un po’ di risotto.Chiudetele ermeticamente, aiutandovi con la pellicola( come una caramella)e mettete in frigo a riposo per minimo un ora.
Cuocere al vapore le code di gambero, versare 2-3 cucchiai di salsa allo zafferano sul fondo del piatto da portata e mettere sopra le verzottine tolte dal loro involucro, inserire tutto nel micronde a riscaldare per pochi secondi ,temperatura Media (se no avete il microonde versatele in acqua bollente con la pellicola e scolatele molto bene passandole su di un canovaccio)Terminare di comporre il piatto con le code di gambero infilate in uno stecchino e inserite in ogni verzottina ,irrorate il tutto con la sala di zafferano e via in tavola … 
Monica 

domenica 23 gennaio 2011

MTC- La Verza sul groppone di Giorgio e -fra parentesi-Valeria

Se c'è una cosa che mi piace, di tutto il mondo della gastronomia, sono le "non ricette": quel tpo di cucina estemporanea, che nasce dalla fantasia, dalla padronanza della tecnica, dal rispetto per il cibo e dal fatidio per lo spreco che, di solito, appartiene alla parte più interna di questo mondo, che ai riflettori preferisce la luce tiepida del forno di casa e all'istant book da un milione di copie contrappone quadernetti tanto logori quanto pieni di segreti.
Di questa cucina, Giorgio e Valeria rappresentano la quintessenza, oltre che il vertice. Ed anche se è nella logica della più stretta coerenza, il loro tenace rifiuto di non aprire un food blog priva tutti noi di un sapere eccezionale che i corsi, sempre più professionali, hanno raffinato negli anni, pur senza mai contaminarne la radice: che è fatta anzitutto di amore e di pazienza, gli stessi che hanno mutuato dal loro territorio e dalla loro tradizione. 
Verza e baccalà, quindi, anzitutto perchè son veneti e anzitutto perchè sono creativi- e non sia mai che un avanzo di bacalà alla vicentina possa essere semplicemente scaldato, dal pranzo alla cena. Di nuovo, tocca a Giorgio cimentarsi, un po' per la paggiore competenza sui secondi e un po' per meriti sul campo, visto che la mamma di Valeria di cognome fa Verza e il motto preferito del genero è che lui "ha la Verza sul groppone". 
E , neanche a dirlo, è da quando ho letto la presentazione di questa ricetta che, ogni volta che ci penso,rido come una deficiente, dalla prima all'ultima parola, vale a dire quel (Valeria) fra parentesi che la dice tutta sulla simpatia, sull'affiatamento e sul sense of humor di quella che, per noi di MT, è per davvero la coppia più bella del mondo. Verza sul groppone compresa

LA VERZA SUL GROPPONE DI GIORGIO E (fra parentesi valeria)

 
...eh sì, è proprio così! Io con la Verza (con la V maiuscola) c'ho a che fare tutti i giorni...visto che mia suocera fa così di cognome!
E allora eccomi qui con questa pseudo-ricetta che ho intitolato 'la verza sul groppone' e non solo in senso figurato...
Avevo preparato del baccalà alla vicentina e ne avevamo avanzato un poco: allora che si fa? Ma i fardelli di verza dell'Emmeti challenge, naturalmente!
Oltretutto la suocera è vicentina: che volete di più?

 



Ecco come li abbiamo (sì, perché nella composizione del piatto mi ha dato una mano Valeria) preparati.

Abbiamo sminuzzato il baccalà, gli abbiamo aggiunto un paio di patate bollite e passate allo schiacciapatate, regolato di sale e pepe.
Sbollentato le foglie esterne di verza, tolto il costolone duro e preparato dei fardelli/fagotti riempendoli con il baccalà.
Messi in una teglia ben oliata, sopra ogni ciuffetto un cucchiaio di crema del piave (stracchino) e poi una spolverata di parmigiano.
In forno per una ventina di minuti...et voilà! La suocera è servita!

Saluti,
Giorgio (e Valeria)

sabato 22 gennaio 2011

MTC- l'involtino- biscione di Cristina P.

 biscione cristina- mtc gennaio

Se siete fra quelli che,  la scorsa volta, di fronte alla partecipazione di Andrea all'MTChallenge, oltre alla tenerezza e alla commozione,  hanno provato anche un po' di invidia per una mamma così fortunata, è giunto il momento di rallegrarvi: perchè a questa seconda tornata della sfida, il fanciullo ha serenamente mandato la mamma a spigolare. Motivo? l'impostazione della ricetta, tutta imperniata sulla storia a cui è terribilmente allergico. Sua mamma, per nostra fortuna, non lo è: anzi, è una vera esperta della storia di Milano, la sua città, a cui si è ispirata per questo involtino a forma di biscione, il simbolo nei quali i Milanesi si riconoscono, da secoli. Se volete saperne di più, mettetevi comodi e cominciate a leggere, perchè davvero questo post è una miniera di informazioni in forma di racconto- che poi son le cose che a noi piacciono di più. E se volete saperne ancora di più, Cristina ci invita tutti a Milano, per farci da guida alla scoperta degli angoli più segreti della sua città Siccome queste son proposte a cui non so resistere, la prendo in parola ed estendo ufficialmente a tutti: se vi fa piacere, "prenotatevi" qui sotto o lasciatemi la vostra mail all'indirizzo del blog, che organizziamo.E intanto, godiamoci questo biscione di verza, che più milanese non si può..


INVOLTINO- BISCIONE DI Cristina P.


Dunque, eccoci alla prima sfida dell'anno dell'MTC. Come detto due mesi fa, mi sto divertendo tantissimo, quindi partecipo ancora, ma voi siete troppo bravi, troppo abili e fantasiosi. Io non posso competere allo stesso livello vostro, per cui ho deciso di proporre la mia ricetta ricorrendo ad un'arma "segreta", oppure sarebbe meglio dire "collaterale". Della serie: volete la guerra??? e che guerra sia!!! Anzi, più che una guerra, vi narrerò di una crociata.
Si parla infatti della prima Crociata in Terra Santa, quando 7.000 milanesi parteciparono capitanati da Ottone I Visconti.
Ottone venne a singolar tenzone con un gigantesco saraceno, di nome Vòluce. Costui era l’uomo più grande che mai cristiano avesse visto. Per insegna aveva un serpente in atto di divorare un uomo, a simboleggiare la propria invincibilità.
Il duello durò diverse ore, ma fu Ottone ad uscirne vincitore.
Ai suoi piedi giaceva, ormai morto, il saraceno. L’eroe milanese gli tolse le armi e lo scudo, decidendo poi di mantenere come proprio stemma quello del serpente divoratore di uomini (anzi, ormai di saraceni).
Tornato a Milano, Ottone fece adottare il biscione come insegna della sua famiglia.
Lo stemma venne poi tenuto dagli Sforza, successori dei Visconti ed arrivò ai giorni nostri, per esser ripreso da diverse aziende attuali. Mediaset, l'Inter, l'Alfa Romeo, per citare le più conosciute.
Questa è una delle leggende che narrano l'origine del biscione nello stemma milanese e, visto che le leggende non hanno certezze, a me piace immaginare che Ottone abbia detto al saraceno ormai ai suoi piedi: sei proprio una verza! Intendendo così offenderlo nelle sue abilità di combattente.
Ed ecco trovato l'anello di congiunzione che lega le Crociate all'MTC.

Insomma, ormai è chiaro il motivo per cui ho fatto l'involtino-biscione e se Ottone ha rappresentato il saraceno in bocca al suo rettile, io ho adagiato il serpente su un letto di grano....saraceno. Il ripieno invece l'ho fatto con uno spezzatino di agnello con cipolline borretane.

Non so se con questo riesco a stimolare la vostra curiosità su Milano, nel caso mi offro per accompagnare chiunque sia interessato alla scoperta di quello che c'è, oltre al traffico, allo smog e alla nebbia. Milano non è solo una città di affari, moda e industrie, c'è molto di più da scoprire, anche in tema culinario. Aspetto le vostre adesioni numerose.


Ingredienti:
1/2 kg di spezzatino di agnello
1/2 kg di cipolline borretane
verza
grano saraceno
olio
aglio
rosmarino
sale
pepe
vino rosso (io ho usato il Cannonau, bello corposo e tosto per "abbattere" un pochino il sapore intenso dell'agnello)


Soffriggere l'agnello con olio, aglio e un bicchiere di vino rosso. Far evaporare a fuoco vivace, aggiungendo pepe, sale e rosmarino.
Abbassare il fuoco, unire le cipolline spelate e cuocere 20-30 minuti tenendo coperto. Scoperchiare e far evaporare l'eventuale liquido rimasto.

A parte soffriggere il grano saraceno, ben lavato, con un po' di olio e uno spicchio di aglio, unire acqua bollente e portare a cottura per 15-20 minuti. Sono stata molto scarsa con il sale perchè l'agnello è già saporito di suo.

Una volta sbollentate le verze per 3 minuti in acqua bollente è arrivata l'ora di "applicazioni tecniche" cioè la composizione del biscione.
Ho scolato le verze togliendole dall'acqua con la schiumarola una ad una e, posate su un piatto e riempite con carne e cipoline, ho tentato di dare una forma.
Tralasciando tutte le parolacce dette perchè assomigliava di volta in volta ad un lombrico o ad una pantegana, vi invio il meglio che sono riuscita ad ottenere.
Il peperoncino è solo decorativo.

A questa ricetta non ha voluto partecipare mio figlio Andrea perchè, a suo dire, troppo legata alla storia, una materia (tra le tante!!) a cui è allergico....

Buon appetito!
Cristina
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...