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martedì 13 settembre 2011

Chutney aux pêches

Di Daniela
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Eccoci tornati definitivamente a casa in procinto di affrontare un luuuuuungo periodo pieno di impegni, obblighi, fatiche e stress... Certo detto così non è che suoni proprio benissimo.... ma, come ben sapete, adattarsi a pensieri più lievi, ai non impegni ecc ecc dell'estate è un attimo, mentre il rientro nella routine non è proprio così rapido e indolore!! Lo confesso, sono di quelle persone che adorano avere i figli intorno con cui passare le ore a chiacchierare, a stabilire programmi per il futuro, a scherzare, a scoprire nuove cose e a svolgere qualunque altra attività si possa immaginare con loro. Ovviamente, non sono sempre rose e fiori: diciamo che ho una naturale predisposizione allo "strillo" e che non sono la persona più calma e rilassata del mondo e diciamo pure che le mie figlie sostengono che la mitica frase di Dart Veder "l'imperatore non è indulgente come me" in Guerre Stellari sia in realtà stata pensata per la loro mamma.....Comunque, a parte le amenità delle mie adorabili cabarettiste, passare il tempo con loro è uno spasso e il pensiero di saperle di nuovo chiuse tutta la mattina a scuola, cariche di impegni scolastici e non un po' di tristezza me la fa, considerando che nell'ultimo periodo, insieme anche alla Creatura di Ale, le ho viste ridere e scherzare felici, libere di fare ciò che amano di più...
Tuffiamoci allora in questi ultimi scorci d'estate almeno atmosferica e godiamoci questo eccellente chutney di pesche, davvero perfetto per formaggi e carni.....
Peach Chutney

chutney3

• Tipo di piatto: Salsa
• Dosi: 6
• Difficoltà: Facile
• Costo: economici
• Preparazione: 15 minuti
• Tempo di cottura: 20 minuti
• Tempo totale: 35 minuti

domenica 20 settembre 2009

Acciughe di Monterosso sotto sale!!

Di Daniela


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Collage di Picnik




Vi ho già accennato a Monterosso e ai suoi limoni, vi ho fatto intravedere il suo mare, le sue meduse :-), i suoi colori e la sua luce, ma non vi ho ancora parlato delle sue acciughe. Io credo sinceramente che in tutto il mondo voi non possiate trovare acciughe così buone. E' una sorta di magia del mare di qui, la sua acciuga, perchè mi hanno racontato che quando nelle sue varie migrazioni lei arriva davanti alle queste spiagge, è nella migliore condizione fisica possibile; un po' come un'atleta che si prepara alle Olimpiadi insomma: non troppo magra, bella nutrita e ...buonissima!!! Non so dirvi il perchè o il percome sia così, nè se ci sia un motivo logico effettivo , ma vi posso assicurare che la differenza si avverte.
Quindi va da se che bisogna per forza mangiarne a quattro palmenti e, allontanandosi, bisogna portarsi dietro qualcosa che permetta di gustarle anche stando lontani: nel caso specifico, una bellissima arbanella di acciughe sotto sale! In ogni paese c''era il luogo adatto per procedere alla salagione: a Monterosso si salavano in questo tunnel qui,

robi e bimbe 166robi e bimbe 169

a picco sul porto, dove arrivano ancora oggi i pescherecci col loro carico di pesce appena pescato. Ora naturalmente altri sono i luoghi preposti a questa attività, ma se poi voi foste così brave da avere voglia di prepararvele da sole, anche se non avete a disposizione quelle monterossine, basta trovare acciughe fresche di ottima qualità e procedere così per avere una preziosa arbanella di

acciughe sotto sale

acciughe 023

Il procedimento per prepararle in se e per se è semplicissimo:

  • 1 arbanella di vetro della dimensione preferite
  • acciughe fresche
  • acqua
  • e sale, nulla di più e nulla di meno

  • Vanno pulite (via la testa e le interiora), sistemate in vari strati, coda vicino a testa, ogni strato ricoperto di sale, poi pressate. A questo punto si versa sulle acciughe la salamoia che deve coprirle completamente. La salamoia si prepara velocissimamente con 200 gr di sale in 1/2 litro di acqua. Si fa bollire l'acqua ci si butta il sale , si fa rialzare il bollore per qualche minuto, si spegne il fuoco e si fa raffreddare . Le acciughe non devono mai rimanere scoperte e devono sempre essere ben pressate.


    acciughe 010

    Lasciatele un po' li a riposare sotto un bel peso, che deve avere la circonferenza simile quanto più possibile alla bocca dell'arbanella, tipo una bottiglia piena d'acqua o un sasso ben lavato, e in poco tempo saranno pronte da gustare. Confesso però che io non le ho mai preparate personalmente, accontentandomi di gustare quelle conservate da mani più abili ed esperte delle mie......
    Fin qui, dunque, tutto semplice. Quando poi decidete di mangiarvene qualcuna, dovete soltanto tirare fuori dall'arbanella quelle che disiderate, e ricoprire le altre rimaste col sale, rimetterci su il peso e poi, fare in modo che le acciughe restino sempre coperte dalla salamoia.
    Ora con quelle dissalate potreste procedere così per ottenere un ottimo


    ANTIPASTO DI ACCIUGHE SOTTO SALE

    acciughe 006


    non oserei chiamarla una ricetta.... è più un suggerimento su come gustare una delizia in modo semplice e godurioso. Servono solo:

    • acciughe sotto sale
    • olio evo
    • aceto di vino rosso non balsamico
    • aglio (io ho usato uno spicchio di profumatissimo aglio rosso di Nubia, grazie a Maria Pia....)
    • origano

    Tutto qui. Volontariamente non vi ho messo quantità, perchè è tutta una questione di gusto personale. Vi dico solo come me le preparava il mio papà. La sua proporzione era all'incirca: 1 cucchiaio di aceto , 3 di olio evo, un pizzico abbondante di origano, 2 fettine di aglio.
    Prendete le acciughe, apritetele a metà , togliete la lisca centrale e quelle più piccole del dorso, passatele sotto l'acqua e mettetele ad asciugare su un tagliere inclinato. Questa è l'unica operazione un po' "noiosa" che va fatta con attenzione e delicatezza, per non rovinare la polpa del pesce. Quando saranno asciutte, disponetele su un piatto di portata una accanto all'altra, e copritele con un filino , ma proprio ino, di olio e.v.o e mettetele in frigorifero, protette dalla pellicola trasparente. A parte preparate una emulsione con nell'ordine: aceto, aglio, origano e olio e.v.o. Lasciatelo riposare.



    acciughe 030

    Una mezz'ora prima di servire le acciughe, tiratele fuori dal frigo e versateci su il vostro preparato, dopo averlo emulsionato un po' (volendo potete togliere l'aglio , che nel frattempo avrà comunque rilasciato il suo aroma nell'olio). Servite con a parte dei crostini di pane (alcuni audaci preparano anche qualche ricciolo di burro da spalmare sui crostini prima di mettere l'acciuga, ma io le preferisco senza) e vedrete quanto poco dureranno nel vassoio!! Se invece volete conservarne qualcuna per un secondo momento, o prepararle con un po' di anticipo, potreste anche disporle in un barattolino , coprendole con l'olio e mettendo un po' d'aglio e un pizzico di origano all'interno, per poi aggiungere qualche goccia di aceto solo al momento di servirle. Va da se, che non dovete conservarle a lungo nel barattolino, giusto un giorno o due. La bontà delle acciughe sotto sale sta tutta nel poterne consumare di volta in volta la quantità che desiderate. Vi assicuro che ne vale la pena.

    Buon appetito a tutti

    Daniela

    acciughe 001


    SALTED ANCHOVIES

    They are really easy to make

    • 1 glass pot, in Liguria there are special one called arbanella just to preserve anchovies, but any broad container will do
    • Fresh anchovies
    • Water
    • Coarse Sea Salt

    Clean the anchovies by removing the heads and entrails, wash them and place them head to toe close to each other, cover each layer with salt and press. Pour brine over the anchovies layers until they are completely covered. You can prepare brine with 200gr salts with 1\2 lt water. When the water boils ad the salt, let it boils for a few moments and then let it cool.
    The anchovies must always be completely covered and well pressed, you can do that by covering the anchovies with a plate and place on top a stone of the same size of the glass container, or a bottle full of water.
    When you want to use them, just take out the one you need, cover the remaining with salt and with the weight. Wash them thoroughly under running water and they are ready to prepare

    SALTED ANCHOVIES STARTER

    • Salted anchovies
    • Extra virgin olive oil
    • Red wine vinegar NOT BALSAMIC
    • Garlic
    • Oregano

    I did not put the quantity because they depend on your taste, my father use to prepare them with the following proportions: 1tbs vinegar, 3 tbs oil a generous pinch of oregano, 2 garlic slices .
    Open the anchovies in half and delicately remove the fishbones so as not to break the fish, wash under running water and leave to dry .
    Once dry put them on a plate close to each other in a single layer and drizzle a little olive oil on top, cover with cling film and refrigerate. Prepare a mixture of olive oil, oregano, vinegar and garlic and leave aside.
    Half an hour before serving remove the anchovies from the fridge pour the oil mixture on top 8if you want you can remove the garlic) and they are ready to serve with toasted bread and butter (if you want). If you want to keep them for longer you can put them in a pot and adding only oil, garlic and oregano you can add the vinegar when you are ready to serve. In this way they will keep for a couple of days no more.
    Bon appetit

    Daniela



    giovedì 17 settembre 2009

    marmellata di ananas e pepe rosa-Knam featsRaravis' Suocera

    Centra
    di Alessandra

    marmellata di ananas e pepe rosa

    Onde evitare pericolosi equivoci dagli effetti destabilizzanti per i lettori di questo blog, chi fa le marmellate, qua dentro, è la Dani. La sottoscritta, invece, non ne prepara, nel modo più assoluto: ufficialmente perché è allergica alla frutta, in realtà perché non ha senso camallarsi cassette di roba e rischiarsi ustioni alla Muzio Scevola e/o gomiti del tennista, a furia di grattar pentole, quando a casa non c'è nessuno che le mangi. Per cui, anche se in cuor mio avrei desiderato colazioni romantiche, con barattolini colorati ed etichette goduriose, ho dovuto rapidamente rinunciare, sommersa come sono da marmellate d'annata che semmai si riuscisse a dimostrare che con gli anni migliorano anche loro, che vecchiaia che passerei...
    In compenso, mia suocera imperversa. Ne produce a vagonate, di tutti i tipi, dolci, agrodolci, salate, con frutta a pezzi e con frutta passata, ed anche se ogni volta conclude l'operazione di invasamento giurando e spergiurando sui suoi vasetti ("che gli venga il botulino") che l'anno prossimo non ne farà più, potete star certi che allo spuntare dei primi frutti di stagione se ne salterà su con una nuova ricetta e con il solito " cosa ne dici? TI ispira??" che di norma prelude al rinnovo dell'operazione.
    Con questa marmellata, è successo lo stesso: i giuramenti erano ancora caldi, quando le è capitato per le mani L'Arte del Dolce di Ernst Knam: e mentre io sbavavo sulla mousse ai frutti della passione e yogurt o sulle possibili unioni fra cioccolato e wasabi, lei se ne è andata dritta alla sezione marmellate e se ne è uscita con questo abbinamento spettacolare, che continua a stendere parenti e amici ogni volta che gliela si regala.
    E siccome ormai è da un po' che la suocera ci ha preso gusto a contribuire a MT con le sue creazioni, ha sganciato pure questa- e , già che c'era, ce ne ha rifilato pure un altro barattolino, non si sa se per contribuire alle prossime cene a base di cosciotti di prosciutto al forno o, più subdolamente, per aver qualche spazio vuoto in dispensa, giusto per poter ricominciare a conservare qualcosa....

    MARMELLATA DI ANANAS E PEPE ROSA

    marmellata di ananas e pepe rosa

    preparazione 10 minuti più 3 ore circa per far macerare la frutta e il tempo necessario per il raffreddamento
    Cottura: 20-25 minuti circa
    difficoltà: facile

    ingredienti per circa 1700 g
    1 ananas da circa 1 kg
    750 g di zucchero semolato
    50 g di pepe rosa

    Preparate alcuni vasi di vetro ben puliti.Pelate l'ananas, tagliatelo in 4 parti, eliminate il cuore duro e tagliate la polpa a pezzetti. Raccoglieteli in una casseruola, unitevi e lo zucchero e lasciate riposare il tutto per circa tre ore. Quindi, aggiungete il pepe rosa in grani e mescolate. Mettete poi la casseruola sul fuoco vivo, fino a pportare la marmellata ad ebollizione.
    Fate bollire per circa 10 minuti, togliete dal fuoco e sminuzzate i pezzetti d ananas rimasti interi con un frullatore ad immersione. Riportate la pentola sul fuoco e fate riprendere il bollore, poi spegnete. Mescolate il tutto per 5 minuti con un cucchiaio di legno, per facilitare l'azione della pectina e far addensare la marmellata più velocemente.
    Infine, riempite i vasetti con la marmellata ancora bollente, chiudeteli subito e capovolgeteli per sigillarli ermeticamente e farli raffreddare più rapidamente.
    buon appetito
    Alessandra

    domenica 30 agosto 2009

    I limoni di Monterosso ....al sale

    Di Daniela

    monterosso 377

    In quest'angolo di mondo le verdure e la frutta hanno sempre un sapore un po' diverso da quelle che compri quando sei in città.... sarà perchè sono maturate al sole , sarà che la terra riarsa dal salino è più generosa che in altri luoghi, sarà quel che sarà, ma quando a Monterosso mangi un pomodoro o tagli un limone, non puoi fare a meno di rimanere inebriato dal profumo, prima ancora che dal sapore...... Sembrano provenire dal tuo giardino o dal tuo orto e se ne accorgono perfino i ragazzini e i bimbi che a volte, al ritorno in città, ti chiedono se quello che stanno mangiando , per caso, non è un pomodoro "finto", che nel loro gergo vuol dire con un sapore banale - banale.....
    Qui il limone poi è un trionfo: è una coltura antichissima . La produzione di questi piccoli soli gialli è nota già nel 1300, dopo l'arrivo dei Genovesi, che per monterosso e la sua terra avevano lungamente combattuto con i pisani: si parla già allora nei documenti , della costruzione dei famosi muretti a secco, per permettere la coltivazione sulla zona costiera di viti e limoni. C'è anche una sagra, ogni anno, che li celebra, intorno alla metà di maggio, e che richiama molti visitatori : questo era il divertente logo della locandina che la annunciava nel 2009 .
    Il sole e il mare, insomma, sanno fare miracoli con profumi e sapori.....
    Così quando pochi giorni fa mi è venuta tra le mani una picola pubblicazione sulle conserve della Mondadori del luglio 2009, non ho potuto resistere e mi sono immediatamente lanciata nella produzione di questa goduriosa ricetta, che viene descritta come tipica della cucina marocchina, dove viene usata per rendere più gustose tajine e zuppe, che può sostituire la buccia di limone in tutte le ricette , ovviamente salate, che la prevedano....
    Si tratta dei
    LIMONI ( di Monterosso) AL SALE

    monterosso 340
    La ricetta prevede
    • 1 kg di limoni non trattati
    • 120 gr di sale grosso
    • alloro
    • pepe nero in grani

    monterosso 390

    Semplicissima l'esecuzione: lavate accuratamente i limoni, che dovrebbero essere non trattati come i miei, e taliateli in 4 spicchi senza però dividerli completamente, lasciandoli uniti alla base.
    Mettete in ogni taglio un po' dei 120gr di sale grosso e poi sistemate i limoni in un vaso che avrete sterilizzato e asciugato perfettamente, schiacciandoli bene e mettendo fra l'uno e l'altro 1 foglia di alloro, un po' del sale rimasto e qualche grano di pepe nero.
    Trovate ora un peso adeguato per tenere ben premuti i limoni , coprite il tutto e tenete per una intera notte al fresco. Il mio librino consiglia di mettere un piatto abbastanza piccolo da entrare nel vaso e sopra il piattino un bel peso. Io ho fatto come per le acciughe sotto sale: un bel sasso di spiaggia lavato e bollito a lungo che schiaccia il tutto.... Oppure una bottiglietta di vetro , sterilizzata anche lei e riempita d'acqua.... Il tutto coperto da pellicola trasparente e poi in frigo per una notte ; vedete voi cosa vi viene meglio per una questione di dimensioni e spazio.
    La mattina successiva togliete il peso, chiudete il barattolo e aspettate una 20ina di giorni prima di utilizzarli .
    Come vi dicevo il librino parla di utilizzo con "insalate, couscous, salse, carni stufate o pesci al forno" insomma ogni volta vi serve qualcosa di aromatico e profumato. Suggerisce anche, nel caso desideriate un sapore meno forte, di lavare la fettina di limone prima di utilizzarla. Ovviamente se il limone è particolarmente profumato o succoso, vale proprio la pena di provare a conservarne il profumo .....
    monterosso 394

    Vorrei a questo punto darvi un piccolo suggerimento extra. Alessandra ieri vi ha raccontato di fichi caramellati in una splendida ricetta (io non avevo rum e ho utilizzato il cognac e in più i miei fichi erano verdi: sono venuti buonissimi lo stesso)...... nel caso aveste dubbi su come utilizzarli , vorrei proprio consigliarvi di provarli con una sofficissima e delicata ricotta di Brugnato, se siete da qualche parte nella riviera di levante o comunque con un formaggio fresco o semi stagionato ......
    Una goduria assicurata!!!!

    monterosso 356
    Buon appetito

    Daniela

    domenica 2 agosto 2009

    Marmellata di Peperoncini e marmellata di cipolle rosse di Tropea : un trionfo di sapori!!!!

    Di Daniela
    Si, lo so, lo so, avevo detto che avremmo ripreso l'argomento delle conserve in autunno con la frutta di stagione e che per il momento avrei sorvolato sul genere...... Ma ditemi voi come avrei potuto fare!!
    Innanzitutto io sono golosissima di formaggi. E si da il caso che la Valtellina sia una terra meravigliosa che, oltre a tutto il resto, produce anche una infinità di qualità differenti proprio di formaggi.
    Ce ne sono tutti i tipi possibili e immaginabili : ci sono i quelli grassi, semigrassi e magri, gli stagionati, i freschi, gli erborinati; quelli di capra, quelli di mucca o di pecora, quelli fatti insaporire nelle foglie di castagno, o con i mirtilli o nel mosto o nel fieno o con le rose; quelli celebri e Dop, come il bitto, o il casera, i più conosciuti, come lo lo scimut o il tellino o il piattone, o il gran zebrù; quelli meno celebri, ma profumatissimi, che produce praticamente ogni malga che abbia mucche, capre o pecore a disposizione; sono a pasta gialla o bianca, con i "buchi" o più compatti, alti, bassi, dolci, piccanti, aromatici o in qualunque altra maniera li vogliate.....
    Questa, per esempio, è l'accattivante foglio appeso alla porta della latteria sociale a Bormio.


    Ora ditemi voi come può una poveretta con figlie a seguito altrettanto bendisposte verso il genere caseario, a resistere a siffatte tentazioni, considerando pure, e non è cosa da poco, che come spesso accade in montagna, il pane è ottimo......
    E allora, se proprio dobbiamo esagerare e cedere, novelli Wilde, alla tentazione, facciamolo fino in fondo e con grande stile, accompagnando questa ridda di sapori così diversa con un paio di salsine deliziose chene esaltano e ne evidenziano ancora di più il gusto.
    In questo caso parlo della

    MARMELLATA DI PEPERONCINI E DI CIPOLLE ROSSE DI TROPEA

    Entrambe sono semplicissime da preparare: partiamo dalla

    MARMELLATA DI PEPERONCINI

    Si sa chei tipi di peperoncino sono parecchi. Io in questo caso ho adoperato questi un po' tondeggianti e cicciotti, che sono piaciuti molto come l00k alla mia figlia piccola, celebre arbiter elegantiarum della sua classe, che li ha trovati "così carini, un po' a forma di cuore"!!
    Devo aggiungere che, per non creare qualcosa di eccessivamente forte, ho unito ai "cuoricini" anche qualche peperone rosso, per dare un po' più di morbidezza al gusto. Il risultato è stato secondo me, apprezzabile, piuttosto bilanciato nei toni. Logicamente le dosi possono essere variate per virare il gusto più al piccante o più al dolce. Vedete voi. Io ho adoperato:
    • 400 gr di peperoncino rosso
    • 600 gr di peperoni rossi
    • 500 gr di zucchero di canna
    • 1 pizzico di sale

    Dovete lavare sia peperoni che peperoncini ("Guarda mamma, sono come mamma e figliolino!" dice l'arbiter, guardandomi pulirli... e quasi mi fa sentire in colpa per la mia insensibile crudeltà nel separarli...), poi togliere semi e filamenti e tagliarli a pezzetti. Se posso dare un consiglio, per evitare di piangere come viti tagliate ogni volta che vi toccate gli occhi o di sentirvi pizzicare le labbra se solo le sfiorate con le mani, per un bel po' di tempo e nonostante i ripetuti lavaggi con acqua e sapone, fate questa operazione con i guanti da cucina... è incredibile per quanto sia resistente il "piccante" sulla pelle......
    Beh, fatto questo, non vi resta che mettere il tutto nella solita pentola a fondo spesso, aggiungere lo zucchero e portare sul fuoco, facendo bollire il composto per più meno 1 ora. A questo punto passate tutto con il passaverdure, e rimettete sul fuoco per 30 minuti circa, fino alla solita e ormai celebre conferma della P.P. (prova piattino, naturalmente!!). Invasate immediatamente e chiudete subito i vasi. Fate sterilizzare per 15 minuti e riponete.

    Ah, per amor di precisione, nella foto il formaggio utilizzato è lo scimudin.......
    Passiamo ora alla

    MARMELLATA DI CIPOLLE ROSSE DI TROPEA


    Qui la ricetta viene direttamente dalla Ale, che me la passò anni fa per far felice quelle golose della mia zietta e di mia mamma, e ora la metto a vostra disposizione con piacere.....
    Occorrono:
    • 1 kg di cipolle rosse di Tropea
    • 600 gr di zucchero di canna
    • 1 biccierino scarso di aceto di mele
    • una manciatina di uvetta
    Allora : in questa marmellata esisite un solo segreto per rendere paricolarmente aromatico il tutto. Bisogna mettere nella casseruola che userete per cuocerle, le cipolle pulite e tagliate a fettine sottili e lo zucchero in infusione per una notte intera..... Il mattino dopo, resistendo all'olezzo di cipolla che aleggerà per la vostra cucina, dovrete soltanto mettere sul fuoco la pentola, aggiungendo l'uvetta, se vi piace , altrimenti potete anche farne a meno e il sapore sarà comunque ottimo...
    Dopo circa una 20ina di minuti dovete agiungere il bicchierino di aceto e portare a termine la cottura, per un'altra mezzoretta.... con la celeberrima , ormai, P.P.!


    Versare nei soliti barattolini ancora bollente, chiudete subito e, una volta raffreddata sterilizzarla.
    Quando la userete, il profumo vi delizierà tanto quanto il gusto.......
    Buona giornata a tutti

    Daniela


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