Il "metti" ha come soggetto la suocera, perchè io ho smesso da un po', con le cene a casa. Sono ancora gli strascichi dell'annus horribilis appena trascorso e, anche se ogni volta che andiamo a mangiar fuori, rientro con lo stesso spirito di chi è appena stato derubato, non sono ancora dell'umore giusto per ricominciare a ricevere. Per fortuna ci pensa mia suocera, che invece è nel pieno vortice del "chi ricambia chi" e che ogni tanto mi dà l'occasione per sperimentare qualche novità, come le cheesecake del titolo, e rispolverare qualche ricetta dimenticata. Per non parlare della composizione del menu, che è cosa che sommamente mi diverte.
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martedì 27 marzo 2012
mercoledì 13 luglio 2011
Teglia di pane carasau e peperoni...
Di Daniela
...e la farfalla che si mette in posa
...e la farfalla che si mette in posa
Amo fotografare: ormai è un fatto che ho talmente ripetuto, che siete autorizzatissimi a dirmi "ok, lo sappiamo già", con fare annoiato. Ho sempre fotografato con gioia e passione tutto ciò che mi circonda con, devo dire, una predilezione particolare per i ritratti; adoro riprendere le mie figlie e finché erano piccoli e si prestavano anche i miei nipoti, a cui ho fatto un numero di foto tali da riempire una decina di album a testa... Mi piaceva e mi piace anche fotografare gli animali, e trovo divertente cogliere le loro espressioni o gli atteggiamenti particolari.... e confesso che incredibilmente ho sempre incontrato esseri umani e non, che, tutto sommato, non si dispiacevano troppo a "posare" per me. Però questa ultima "modella" confesso che mi ha un po' spiazzato, perché passi per i pappagalli che mentre si stanno divorando i MIEI kumquat o i MIEI cachi mi lasciano avvicinare con aria di regale accondiscendenza, passi pure per il pettirosso cicciottello di questo inizio primavera che si è lasciato fotografare mostrando orgoglioso tutte le sue belle piume gonfie,
ma una farfalla che non solo mi lascia avvicinare a meno di 5 centimetri, ma si mette pure di 3/4 dopo avermi guardato, per mostrarmi il suo profilo migliore, questo non mi era mai successo!!!
Teglia di pane carasau e peperoni
Da sale e pepe giugno 2009
Ingredienti per 5/6 persone
250 gr di pane carasau
400 gr di crescenza
4 peperoni gialli e rossi
80 gr di pecorino grattugiato ( io ho usato la ricotta salata)
1 spicchio d’aglio
1 ciuffo di basilico
1 mazzetto di timo
Olio evo
Sale e pepe
Questo, lasciatemelo dire è davvero un signor piatto: elegante, gustosissimo e di una velocità d'esecuzione incredibile, che vi farà fare una signora figura!!!
Lavate i peperoni privateli del picciolo, semi e nervature bianche interne, e tagliateli a falde larghe ¾ cm. Scaldate un filo d’olio in un tegame con l’aglio che eliminerete quando comincia a colorirsi e unite i peperoni: salate , coprite e cuocete per 15 minuti. Ungete d’olio una pirofila e riempitela alternando strati di pane bagnato rapidamente in acqua tiepida, peperoni, pezzetti di crescenza, pecorino qualche foglia di basilico e di timo.
Lavate i peperoni privateli del picciolo, semi e nervature bianche interne, e tagliateli a falde larghe ¾ cm. Scaldate un filo d’olio in un tegame con l’aglio che eliminerete quando comincia a colorirsi e unite i peperoni: salate , coprite e cuocete per 15 minuti. Ungete d’olio una pirofila e riempitela alternando strati di pane bagnato rapidamente in acqua tiepida, peperoni, pezzetti di crescenza, pecorino qualche foglia di basilico e di timo.
Terminate con peperoni crescenza e pecorino e irrorate con un filo d’olio. Infornate a 200° per 25 minuti, finché la superficie sarà dorata e il formaggio all’interno sciolto.
Ora i suggerimenti . Se volete qualcosa di ancor più leggero fate come me: i peperoni passateli nel forno caldissimo per 10 minuti, spegnete il forno e lasciateli dentro a raffreddare e, una volta freddi spellateli, eliminate fili e semi all’interno e tagliateli prima in strisce, senza aggiungere sale o altro.
Per il pane carasau mettetevi vicino un piatto pieno d’acqua appena tiepida e immergete velocemente dei pezzi più o meno della dimensione che si adatti alla vostra pirofila.
Se usate come me la ricotta salata non esagerate poi con il sale.
Dani
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martedì 22 marzo 2011
Cosa metto nel cestino? ... che intanto, ho già vinto :-)
Il titolo. ovviamente, non va preso alla lettera: scherzare è un'abitudine, qui sopra, che diventa un must quando sono coinvolti i nostri amici. Nello stesso tempo, è da domenica che vado di sorrisini ebeti e di "amore della mamma" per cui, prima che qualcuno si chieda com'è che da mamma tigre son diventata mamma scioglievolezza, che sembro un mega lindor, è bene che vi dia qualche spiegazione.
Neanche a dirlo, la colpa è di Stefania che, all'indomani della dichiarazione di guer ops.. dell'apertura del contest di Fabio&Annalu ha aperto il fuoco, dicendo chiaro e tondo a noi due di non sognarci nemmeno di partecipare perchè- tenetevi forte- voleva vincere. La qual cosa è bastata a gettarmi nel panico: è da quando ho visto con i miei occhi le armi pericolosissime che tiene divise per colore ed altezza in veri e propri arsenali, nascosti dal depistante nome in codice di "armadi delle scarpe" che non dormo più sonni tranquilli e non ho certo voglia di finire i miei giorni come un moderno san Sebastiano, trafitto, anzichè dalle spade, dagli stiletti della penultima collezione di Louboutin. E mentre mi arrovellavo il neurone, cercando un modo per guadagnarmi un po' di spazio nel cestino, salta su la creatura, con la novità del "gioco anch'io".
Può, un palpitante core de mamma, resistere allo sguardo supplichevole di ua figlia? Può, l'imperativo della Dura Legge del Contest impedire ad una ragazzina che altro non chiede di dare sfogo alla sua indole generosa? E soprattutto: potevano, gli zii Fabio & Annlu, impedire alla loro nipotina grande prediletta di partecipare al loro gioco?
La risposta è no, signori della Corte.
Non potevano.
E così, mentre dalla punta occidentale della Trinacria, si levava alto il peana tatangiolesco, il sangue del mio sangue mi svelava l'idea: faccio tutta una roba a base di fave. Capito, mamma? Fabio- Fabius- Faba- Fava, declinava gioiosa per casa, pensando ad una serie di ricette una più strampalata dell'altra, in omaggio al solo che, nell'etere, può capire le sue altrettanto strampalate elucubrazioni linguistiche.
Confesso che pensavo che sarebbe durato poco. E che passato il massimo entusiasmo, saremmo ritornate alle solite svogliate occhiate con cui la diafana creatura che mi ritrovo come figlia è solita guardare al cibo. E invece no: mi sbagliavo- e pure su tutta la linea.
Le prime ad accorgersene sono state le nonne, tempestate da un fuoco di fila di interrogativi inquietanti (per loro) su farine, lieviti e temepratura del forno. Poi, c'è stata la consultazione dei libri di cucina, da Pic Nic a Cake salati, passando per l'enciclopedia dei Muffins e Tutto Quello che Avreste sempre voluto sapere sugli Scones. E poi, la caccia al prodotto, smoccolando su una primavera che tardava a venire- e proprio adesso che ho bisogno di fave. E infine, una domenica mattina interamente dedicata alla sua creazione che, buon peso, si è sdoppiata pure in un dolce- "perchè mica possiamo dimenticarci l'Annalu, scusa..."
Ne è venuta fuori una delle domeniche più belle di questi ultimi tempi- e l'unica in cui si sia finalmente condivisa una passione che non è mai stata nelle corde della creatura. Vedere mia figlia che pesava ingredienti, toccava cose a lei sconosciute ("le fave si sbucciano? e come si fa?"), annusava e assaggiava con la concentrazione delle grandi occasioni- e che lo faceva con l'euforia di una quindicenne ("cucinare è bellissimo") e di una quindicenne figlia mia ("son la più brava di tutti"), mi è andato dritto al cuore, ecco. Perchè finora non ero riuscita a trasmetterle nulla del mio amore per il cibo ed anche se compensiamo in altri modi ( è una viaggiatrice incallita e una malata di libri, esattamente come me), mi è sempre un po' dispiaciuto vederla così annoiata e distratta. Non so se ci saranno altre domeniche in cucina: lei nella sua infinita bontà, mi ha rassicurato, garantendomi che "fra qualche anno, forse" e, onestamente, ci sta. Ma a me sono bastate quelle tre ore, un cameo di serenità allo stato puro, nelle tempeste di questi mesi, per riflettere su quanto grandi siano le mie fortune, domestiche e sparse per la Penisola. E scusate se è poco....
FAB FAVVINS for FAB-FABIUS
Ovvero, per il resto dell'umanità che non veleggia sulle rotte linguistiche di Fabio e della creatura, "favolosi muffins alle fave per il favoloso Fabio". Un mezzo scioglilingua che nulla toglie alla bontà di questi mini cake a forma di muffins, morbidi e umidi e profumati, che possono essere mangiati nature o farciti col salame o fare la,loro porca figura in un primaverile cestino del pane. Hanno il placet del marito, detto tutto.
Ingredienti per undici muffins
100 g di fave fresche, pesate senza bacello
100 g di pecorino (sardo nuovo)
3 uova
mezza bustina di lievito istantaneo per pizza
180 g di farina
100 ml di olio evo
100 ml di latte
sale
maggiorana fresca.
Togliere la pellicina alle fave e farle saltare in padella con poco olio.
Tagliare a piccoli cubetti il pecorino
Montare le uova con l'olio. Aggiungere la farina, intervallandola con il latte.
Unire le fave be scolate e il pecorino a pezzetti, il sale, la maggiorana e il lievito.
Versare il composto in una teglia da muffins, dopo aver messo un pirottino in ogni scanalatura. Versare il composto a tre quarti del pirottino.
Infornare a 180 gradi per 15 minuti.
Lasciar raffreddare, prima di sformare.
Si conservano per un giorno in un sacchetto per alimenti, ben chiuso e in frigorifero. Altrimenti, nel congelatore
I Brownies di Annalu (alla fava tonka)
Se Fabio ha conquistato mia figlia con le sue battute, Annalu lo ha fatto con i suoi brownies. Da allora, niente è stato più come prima- per me, naturalmente: ad ogni tentativo che usciva dal mio forno, seguiva un assaggio dubbioso e uno sguardo compassionevole, preludio a un "l'Annalu li fa più buoni" che avrebbe abbattuto un elefante. Sulla scia del divertimento dei Fab Favvins- e complice un residuato di noci pecan che giaceva in frigo da Natale- sono nati anche questi brownies alla fava tonka, perchè ormai ci avevamo preso gusto, con le declinazioni- e mica possiamo dimenticarci dell''Annalu, ti pare?
In mancanza di ricotta, è stata scelta un'altra ricetta, quella di Laurel Evans, seguita ovviamente passo passo, ad eccezione della mezza fava tonka grattugiata:
150 g di burro
250 g di zucchero
75 g di cacao
mezzo cucchiaino di pasta di vaniglia
2 uova fredde
40 g di farina
80 g di noci pecan
A bagnomaria, si fanno fondere burro, zucchero e cacao, fino ad avere un composto liscio. Si aggiunge la pasta di vaniglia (va bene anche l'estratto), si toglie dal fuoco e si incorporano le uova, ad una ad una. In ultimo, la farina e le noci e si mescola per 40 volte. Dopodichè, si versa l'impasto in uno stampo quadrato, rivestito di carta da forno e lo si fa cuocere a 180 gradi per 20 minuti.
Se si resiste, lo si lascia raffreddare un po', prima di tagliarlo a cubotti e mangiarlo.
Ultimissima cosa: con immenso dispiacere, non siamo riuscite a partecipare al contest più romantico della stagione, l'ineffabile Hart to Hart dell'altra grande amica della Carola. E così, già che c'era, ha preparato questi- solo per lei, però!
Buona giornata
Ale
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mercoledì 10 novembre 2010
Triangoli di porro farciti con patate
Di Daniela
Ora una seconda comunicazione pratica: qui di lato troverete il menù che prepareremo al prossimo corso di cucina il 26 novembre presso la mia amica Anna ad Ovada. Se volete qualunque informazione contattatela: lei vi informerà di tutto!
E ora godiamoci i
650 gr di patate
300 gr porro
65 gr pecorino dolce ( io ho usato invece 30 gr di caciocavallo affumicato e 30 parmigiano: adoro l'affumicato!!!)
40 gr burro
2 scalogni
1 uovo (meglio 2)
prezzemolo
farina
pangrattato
olio extravergine di oliva
sale
PUNTO!!! :-)
Buon appetito a tutti
Dani

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...E questa volta spero proprio di non dare più problemi al nostro amico Gambetto!!! Sembra infatti che, per misteriose vie psichiche che dirvi non so ( un dì paperina col babbo passò... Noooo, questa è un altra storia...) io riesca sempre a pensare di preparare le stesse ricette che lui ha in mente ! E il bello è che non sono ricette da "ultimo numero" della rivista che entrambi leggiamo o ricette da "televisione", ma provengono da libri inglesi, come nell'ultimo caso, o leggendo qua e la in siti "remoti" web, come la volta precedente. Ora Gambetto è un ragazzo paziente, ma corro il rischio che non mi rivolga mai, mai, mai più la parola! Quindi chiedo pubblicamente venia, per le mie premonizioni inopportune! E intanto l'ho preavvisato che oggi mi sarei lanciata su questi gustosi triangoli che gli dedico, sperando mi facciano perdonare!Ora una seconda comunicazione pratica: qui di lato troverete il menù che prepareremo al prossimo corso di cucina il 26 novembre presso la mia amica Anna ad Ovada. Se volete qualunque informazione contattatela: lei vi informerà di tutto!
E ora godiamoci i
TRIANGOLI DI PORRO FARCITI CON PATATE
da CI novembre 2010
Ingredientida CI novembre 2010
650 gr di patate
300 gr porro
65 gr pecorino dolce ( io ho usato invece 30 gr di caciocavallo affumicato e 30 parmigiano: adoro l'affumicato!!!)
40 gr burro
2 scalogni
1 uovo (meglio 2)
prezzemolo
farina
pangrattato
olio extravergine di oliva
sale
Incidete per il lungo il porro, in modo da poterlo sfogliare. Scottate in acqua bollente per 3-4'.
Sbucciate le patate e tagliatele a fettine sottili, mettetele sotto l'acqua per circa mezz'ora, poi scolatele e asciugatele bene.
Saltatele in padella con 4-5 cucchiai di olio finchè non saranno ben rosolate (circa 10 m.), poi unite gli scalognia fettine sottili e cuocete ancora per 2'.
Salate, condite con un cucchiaio di prezzemolo tritato e fate raffreddare; poi tritate tutto, raccogliete il battuto in una ciotola e unite il pecorino a filetti.
Dividete il ripieno in 8 parti, facendo degli gnocchetti e appoggiateli sulle guaine di porro, scegliendole tra le più integre. Appoggiate il ripieno sulla parte più verde e più spessa, poi avvolgete le foglie intorno al ripieno in modo regolare, formando 8 triangoli.

Sbucciate le patate e tagliatele a fettine sottili, mettetele sotto l'acqua per circa mezz'ora, poi scolatele e asciugatele bene.
Saltatele in padella con 4-5 cucchiai di olio finchè non saranno ben rosolate (circa 10 m.), poi unite gli scalognia fettine sottili e cuocete ancora per 2'.
Salate, condite con un cucchiaio di prezzemolo tritato e fate raffreddare; poi tritate tutto, raccogliete il battuto in una ciotola e unite il pecorino a filetti.
Dividete il ripieno in 8 parti, facendo degli gnocchetti e appoggiateli sulle guaine di porro, scegliendole tra le più integre. Appoggiate il ripieno sulla parte più verde e più spessa, poi avvolgete le foglie intorno al ripieno in modo regolare, formando 8 triangoli.

Passate i triangoli nella farina, nell'uovo sbattuto e nel pangrattato, poi friggeteli in 60 gr di olio unito al burro, per circa 2'e mezzo per lato
Questa la ricetta ufficiale ora qualche piccola osservazione personale:
Questa la ricetta ufficiale ora qualche piccola osservazione personale:
- Per ciò che riguarda il porro dovreste sceglierlo non piccolissimo, perchè altrimenti le foglie troppo strette non vi permetteranno di realizzare i triangoli richiesti dalla ricetta per contenere il ripieno
- le patate mettetele in una bacinella piena d'acqua per mezz'ora, poi scolatele e asciugatele e fatele saltare fino a che non si cominceranno a "sbriciolare" dorandosi. Tanto poi vanno tritate...
- tritate, non spappolate. Nel senso nonpassatele al mixer fino a ridurle in un purè: è meglio se rimangono più consistenti.
- ultima avvertenza: nel caso vi avanzi del "ripieno" preparate delle palline, passatele anche loro in farina, uovo e pangrattato e friggetele: sono polpette ottime!!! E a noi piacciono
Buon appetito a tutti
Dani
LEEK "TRIANGLE" STUFFED WITH POTATOES

Ingredients
650 grams of potatoes
300 g leek
65 g pecorino cheese (sheep milk cheese)
40 g butter
2 shallots
1 egg (preferably 2)
parsley
flour
bread crumbs
extra virgin olive oil
salt
650 grams of potatoes
300 g leek
65 g pecorino cheese (sheep milk cheese)
40 g butter
2 shallots
1 egg (preferably 2)
parsley
flour
bread crumbs
extra virgin olive oil
salt
Slit the leeks long, so you can browse. Blanch in boiling water for 3-4 '.
Peel the potatoes and cut into thin slices, put them under water for about half an hour, then drain and dry well.
Sauté pan with 4-5 tablespoons of oil until they are well browned (about 10 minutes), Then add the shallots into thin slices and cook for 2 '.
Season with salt, pepper and a tablespoon of chopped parsley and allow to cool, then chop, pick up the mixture in a bowl and add the cheese cut into strips.
Divide the filling into 8 parts, make dumplings and place them on the sheaths of leek, choosing the most intact. Place the filling on the greener and thicker part, then wrap the leaves around the filling evenly to form 8 triangles.
Put the triangles in flour, beaten eggs and breadcrumbs, then fry them in oil and butter for about 2 minute and half on each side.
Peel the potatoes and cut into thin slices, put them under water for about half an hour, then drain and dry well.
Sauté pan with 4-5 tablespoons of oil until they are well browned (about 10 minutes), Then add the shallots into thin slices and cook for 2 '.
Season with salt, pepper and a tablespoon of chopped parsley and allow to cool, then chop, pick up the mixture in a bowl and add the cheese cut into strips.
Divide the filling into 8 parts, make dumplings and place them on the sheaths of leek, choosing the most intact. Place the filling on the greener and thicker part, then wrap the leaves around the filling evenly to form 8 triangles.
Put the triangles in flour, beaten eggs and breadcrumbs, then fry them in oil and butter for about 2 minute and half on each side.
This is the official recipe now some small personal observation:
1. As for the leek should not choose it very small, because otherwise the leaves are too little and will not allow you to create the triangles required by the recipe to hold the stuffing
2. Potatoes: put them in a bowl full of water for half an hour, then drain and dry, and sauté until they begin to "crush" becoming light brown.
3. chopped, not mashed. I mean don’t put them in a mixer and grind them into a puree: it's better if they remain more consistent.
4. Last warning: If you scrap the "stuffing" prepare little balls, pass them also into flour, egg and breadcrumbs and fry: meatballs are great! and we like them
1. As for the leek should not choose it very small, because otherwise the leaves are too little and will not allow you to create the triangles required by the recipe to hold the stuffing
2. Potatoes: put them in a bowl full of water for half an hour, then drain and dry, and sauté until they begin to "crush" becoming light brown.
3. chopped, not mashed. I mean don’t put them in a mixer and grind them into a puree: it's better if they remain more consistent.
4. Last warning: If you scrap the "stuffing" prepare little balls, pass them also into flour, egg and breadcrumbs and fry: meatballs are great! and we like them
Dani
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