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mercoledì 23 novembre 2011

Filetto di maiale al curry su tortino di patate e zucca (e sformatini di verdure al taleggio)

Di Daniela

Prima di cominciare con la ricetta, una piccola precisazione: pur essendo una delle preparazioni migliori che abbia mai gustato con il filetto di maiale, la foto non le rende minimamente giustizia....ma confesso che non è stato facile sottrarre proditoriamente un piatto ai 4 che stavano seduti a tavola, in attesa del mio arrivo per iniziare a pranzare... Ho fatto più in fretta che ho potuto ed il risultato è tutto qui. A volte mi sembra di far la parte dell'affamatrice di creature indifese che (già vessate duramente a scuola da insegnanti insensibili alla delicatezza delle loro anime, che le costringono a seguire 6 ore di lezioni) appena arrivate a casa non possono lanciarsi come pantere sul piatto, ma devono attendere quei 10 minuti di prammatica per consentirmi di fare una foto!!
Da questo orecchio proprio non ci sentono; e così dovrete adattarvi a vedere brutta una preparazione che, invece, mi ha dato moltissima soddisfazione, a considerare la velocità con la quale,  le suddette creature e il di loro padre, le hanno fatte sparire. Quindi, dandomi fiducia e considerando che il sapore, giuro, è tutta un'altra storia, vi do le dosi per questo mix niente male di verdure leggerissime unite a carne tenera dal condimento un po' più ricco. Volete provare, fidandovi più delle mie parole che dei vostri occhi? :-)
P.S. Per farvi passare sopra la foto, vi ho proposto un'altra semplicissima ricetta per sfruttare le verdure come antipasto.  Vi sembra uno scambio equo :-)?

Filetto di maiale al curry su tortino di patate e zucca
da C.I novembre 2011
filetto do maiale

giovedì 2 dicembre 2010

Sformatini soffici di pandoro e pere con salsa d'arancia: non il solito pandoro!

Di Daniela
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Eccoci arrivati ai primi giorni di uno dei mesi più attesi dell'anno... Siamo già tutti in piena bagarre "regali e cene" con tutti i pro e i contro del caso, dopo aver passato intere giornate, se avete figli, in involontario ascolto di frasi casualmente buttate qua e la con signorile nonchalace, tipo "oh guarda come è bello quel golfino! Hai notato come starebbe bene con la mia gonna blu??" "mamma ma sai che ho visto un giocattolo che proprio fa delle cose trooooooppo carine" "guarda mamma ho questo completo, che mi piace da pazzi, ma proprio non ho una camicatte in tono da mettere..." Purtroppo non posso mostrarvi anche le espressioni che accompagnano queste "informazioni vitali": ma gli occhi del gatto di Shrek fanno loro un baffo!!! "E allora così, in questo modo sollecitata," per dirla con guccini, mi tuffo alla ricerca spasmodica di nuances, giochi magici e oggetti del desiderio con tutto il mio entusiasmo, domandandomi sempre perchè, pur di vederle felici, farei salti mortali con doppio avvitamento e il sorriso sulle labbra...
Bando alle ciance, stamani volevo presentarvi, per inaugurare allegramente il mese e per rifocillarvi , eventualmente, al ritorno da un qualche raid per negozi, questi sformatini di pere e pandoro, soffici e buoni oltre ad essere un modo un po' diverso di presentare il "solito" pandoro.
Piccolo post scriptum: questo piatto è dedicato alle mie amiche del corso di cucina: non solo sono bravissime, ma anche simpatiche e piacevoli!!! E' con loro che ci siamo preparate questi
SFOMATINI SOFFICI DI PANDORO E PERE CON SALSA D' ARANCIA
sformatino 1
Ingredienti per 6
200 ml di panna
60 gr di zucchero semolato
Zucchero a velo
3 uova intere gradi
1 pera kaiser (220 gr circa di polpa pulita)
170 gr di pandoro
Burro e farina per gli stampini
Per la salsa
3 arance
80 gr di zucchero di canna
100 gr di mandorle a filetti
1 cucchiaio di maizena o di fecola di patate.

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Tagliate il pandoro a cubetti, spolverizzatelo con lo zucchero a velo e tostatelo in forno a 170° per almeno 12 minuti (prenderà un bel colore oro scuro)
Pelate e tagliate la pera a dadini . In una terrina sbattete le uova con lo zucchero, unite la panna liquida, le pere ed il pandoro tostato. Imburrate gli stampini, infarinateli e versatevi il composto preparato. Passate in forno caldo a 170° per 25 minuti circa.
Per la salsa, con l’aiuto di un pelapatate recuperate la scorza di un’arancia, tagliatela a julienne e scottatela un minuto in acqua bollente. In un pentolino sciogliete lo zucchero con il succo di tre arance, unite la scorza e fate bollire per 3 minuti. Aggiungete la maizena fatta stemperare in poca acqua fredda, mescolate per qualche minuto (se usate la fecola) levate dal fuoco e lasciate raffreddare.
In un contenitore mettete i filetti di mandorla, bagnateli con qualche goccia d’acqua, zuccheratele con un cucchiaio di zucchero e sistematele in una teglia foderata di carta forno, in un unico strato. Mettete in forno e tostatele a circa 170° per 12/15 minuti.
Appena tiepidi, sistemate gli sformatini su un piattino, irroratelo con un cucchiaio di salsa d’arancia, appoggiate sopra qualche filetto di mandorla spolverate di zucchero a velo. Ottimi tiepidi, perfetti anche freddi, anche se in questo caso scalderei per un paio di minuti la salsa all'arancia prima di servirli. Sono eccellenti anche accompagnati da una salsa al cioccolato o alla nutella: provate e sappiatemi dire.
Buon appetito
Dani

PANDORO AND PEARS SOFT FLAN WITH ORANGE SAUCE
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Serves 6
6.7 fl oz (200 ml) fresh cream
4 tbsp (60 g) sugar
Powdered sugar
3 large eggs
1 pear kaiser (7.7 oz (220 gr) pulp clean)
6 oz (170 gr) pandoro
Butter and flour for molds
For the sauce
3 oranges
6 tbps (80 g) browm sugar
1 1/4 cups (100 grams ) of sliced almonds
1 tablespoon cornstarch or potato starch.
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Cut Pandoro into cubes, sprinkle with icing sugar and toast in oven at 338 F° for 12 minutes (take a nice dark golden color)Peel the pear and cut into cubes. In a bowl, beat eggs with sugar, add the cream, pears and toasted pandoro. Butter the molds, flour and pour in the mixture. Go in a hot oven at 170 degrees for 25 minutes.
For the sauce, with the help of a potato peeler recovered the zest of one orange, cut into julienne strips and parboil in boiling water a minute. In a saucepan melt the sugar with the juice of three oranges, add the zest and boil for 3 minutes. Add the cornstarch mixed in a little cold water, stir for a few minutes remove from heat and let cool. Put the fillets of almond in a baking pan lined with parchment paper, wet them with a few drops of water, sprinkle them with 2 tablespoons of sugar and arrange in a single layer. Put in oven and roast them at 338 F° for 12-15 minutes. Lukewarm, place the pies on a plate, drizzle with a tablespoon of orange sauce, put on some thread of almonds sprinkled with powdered sugar. Good warm, but perfect also cold, although in this case warm for a couple of minutes the orange sauce before serving. They are excellent also accompanied by a chocolate sauce or Nutella: try and tell me!
Bon appetit
Dani

venerdì 26 novembre 2010

Sformatini di zucca con salsa al taleggio e tartufo

Di Daniela

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Devo proprio condividere con voi una delle cose che amo di più: i colori dell'autunno. Penso che sia un momento magnifico per la natura, che sa sprigionare un fascino e una bellezza rara,
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un mix di colori e di sfumature incredibili.
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A questo si aggiunge spesso un particolare profumo della terra e dei fiori più delicato della "sfacciata" aggressività estiva, ma altrettanto persistente e particolare
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Ora ditemi sinceramente: dopo questa sfilata di colori e profumi, così intensi, così vividi, avrei potuto presentarvi qualcosa di scipitello in beige? Assolutamente no, è ovvio, e quindi eccovi gli

SFORMATINI DI ZUCCA CON SALSA DI TALEGGIO E TARTUFO

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Lo sformatino , a differenza del soufflè, come abbiamo già detto a proposito di quelli al parmigiano, non deve essere necessariamente servito subito, perché non sgonfia ed ha una consistenza maggiore rispetto all’altro. Quindi potete tranquillamente prepararlo per tempo e poi riscaldarlo in forno per pochi minuti, prima di servirlo.

Ingredienti per 6 persone:
350 ml circa di bechamelle densa
400 gr di purea di zucca,
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale, pepe, noce moscata
3 uova
150-200 gr di Taleggio
4-5 cucchiai di panna o di latte
tartufo bianco o Tartufo Estivo Spoleto macinato in olio extravergine di oliva

sformatino di zucca
Mettete la zucca tagliata a fette non troppo spesse con la buccia in forno a 170° avvolta in carta d’argento per circa 30 minuti, o finché la polpa non cede alla pressione dei rebbi della forchetta. Toglietela dal forno eliminate la buccia e passatela al setaccio o frullatela nel mixer. Mettetela da parte. Preparate una bechamelle densa (350 gr di latte, 50 gr di burro e 50 gr di farina) e mettetela a raffreddare. Unite poi le uova, la polpa di zucca, il formaggio e condite con sale, pepe e noce moscata. Versate il composto negli stampini imburrati e metteteli in una teglia ampia, che riempirete d’acqua fino a metà abbondante degli stampini, e infornate a 180/200° (dipende come sempre dalla potenza del vostro forno) per 35 minuti circa nel forno ventilato e 45 circa nello statico. Preparate intanto la salsa. Mettete sul fuoco medio una casseruolina con il taleggio tagliato a pezzi e privato della crosta, qualche cucchiaio di latte o di panna, secondo le vostre preferenze. Se dovesse venirvi troppo densa, aggiungete un po' di latte. Viceversa, nel saso fosse troppo liquida, un cucchiaino di fecola sciolto in un cucchiaio di latte rimedierà la faccenda. Disporre la salsa sul piatto e, se vi fa piacere appoggiate lo sformato su un crostino di pane, che da un po' di croccantezza all'insieme. Su tutto il tocco di sapore speciale: qualche lamella di tartufo bianco, o, in mancanza, una punta di cucchiaino di Tartufo Estivo Spoleto macinato in olio extravergine di oliva, come quello che ho usato io.... Eccovi pronto una squisitezza, un trionfo di sapori, paradiso per le papille gustative, specialmente se, come me, amate il tartufo e i sapori della terra.
Vi auguro un Buon Appetito!

Dani



It' Fall!

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Now tell me sincerly: after this parade of colors and scents, so intense, so vivid, could I introduce something in beige? Absolutely not, of course, so here's the
Pumpkin flan with Taleggio sauce and white truffle

sformatino di zucca2

The flan, unlike the souffle, as we have said about the parmesan one, need not be served immediately, after cooking. So you can safely prepare it in advance, and then warm it in the oven for a few minutes before serving.
Serve 6
350 ml of thick béchamel
400 grams of pumpkin puree,
3 tablespoons grated Parmesan cheese
salt, pepper, nutmeg
3 eggs
150 gr Taleggio cheese (fomaggio medium ripe, soft and strong taste)
3 spoons cream or milk
a white truffle


Put the pumpkin cut into slices not too thick with the peel in the oven at 350F°, wrapped in silver paper for about 30 minutes, until the flesh yields to the pressure of the prongs of a fork. Remove from oven, remove the peel and pass through a sieve or put it in the mixer. Set aside. Make a thick béchamel (350 grams of milk, 50 g butter and 50 grams of flour) and allow it to cool. Then add eggs, pumpkin, cheese and season with salt, pepper and nutmeg. Pour the mixture into buttered molds and put them in a large pan, filled with plenty of water to half of the molds, and bake at 356/392F° (as always depends on the power of your oven) for 35 minutes in a convection oven and 45 at about the static. Meanwhile prepare the sauce. Put a small saucepan over medium heat with Taleggio cut into pieces and deprived of the crust, a few tablespoons of milk or cream, depending on your preferences. If it's too thick, add a little 'milk. Place the sauce on the plate and put the flan in the center on a crouton, if you like it, in a way that is firm and not drenched in sauce. Put on the top of the flan some slices of white truffle, or, if you have not, a teaspoon of ground Summer Truffle in extra virgin olive oil, like the one I used ....Here is a triumph of flavors, a paradise for the taste.
Bon appetit
Dani

venerdì 29 ottobre 2010

Sformatini d finocchi con salsa caramellata d'arancia- work in progress

sformato di finocchi con salsa caramellata all'arancia


Mi spiegate come si fa a perdere il caricabatterie della macchina fotografica? Tre giorni che rivolto la casa come un guanto ma niente: non solo 'sto affare non esce, ma neppure riesco a farmi venire in mente un altro posto dove si sia potuto cacciare, visto che non cìè angolo della casa che non sia stato perlustrato accuratamente. Fortuna vuole che io non c'entri- tutto ciò che ha a che fare con le foto, è competenza esclusiva del marito- per cui finora il clima è sereno: in compenso, però, le foto fanno schifo, perchè vengono fatte in un nano secondo, praticamente senza neanche lasciarmi il tempo di sfornare. Prova ne è questo book degli sformatini ai finocchi, che proprio non rende giustizia alla loro bontà. Esattamente come non c'entra molto neppure l'abbinamento: l'idea di partenza era un arrosto di lonza all'arancia, ma siccome a questa settimana manca un giorno, come ben sanno quelli della nius, che è arrivata di martedì, più che due costolette pre tà manger non son riuscita a preparare. In ogni caso, la prova del gusto è stata passata a pieni voti e pazienza se le foto non sono granch'è: se vi piacciono i finocchi e trovate che gli sformati siano una soluzione raffinata, elegante e capace di soddisfare anche i palati più esigenti, chiudete gli occhi e aprite la bocca- e preparatevi ad una gran bella sorpresa...

SFORMATINI DI FINOCCHI CON SALSA CARAMELLATA ALL'ARANCIA

sformatini di finocchio con salsa caramellata all'arancia

Piatto provato di recente a Siena e su cui fervono sperimentazioni di vario genere: cito quella di Sandra, a cui mi sono ispirata, pur con qualche modifica.

300 g di bechamelle molto densa
3 uova
2 finocchi piuttosto grossi
la scorza di un'arancia
100 g di Parmigiano grattugiato
sale

per la salsa all'arancia
un cucchiaino di zucchero di canna, raso
succo d'arancia
scorza d'arancia
brandy

per gli sformatini
pulire bene i finocchi, lavarli, tagliarli in quarti e cuocerli a vapore. Frullarli e scolarli il più possibile dalla loro acqua. Unirli alla bechamelle e frullare di nuovo. Unire le uova, uno per volta, il parmigiano ed aggiustare di sale.
Riempire 6 stampi da monoporzione e far cuocere a bagnomaria a 180 gradi per 45 minuti o direttamente in forno a 180 gradi per mezz'ora.
Lasciare intiepidire prima di sformare

Per la salsa all'arancio
Premetto che ci devo ancora lavorare su: però, al momento ho fatto caramellare poco zucchero di canna, a cui ho unito il succo di mezza arancia. Da parte, ho sbianchito le scorze, tagliate a julienne e fatte bollire per qualche minuto, alternativamente, in due casseruolini; si cambia l'acqua ogni volta e, appena bolle, si scolano da una parte e si rimettono a bollire dall'altra, per tre volte di fila. Poi, si mettono nel caramello all'arancia. Ho sfumato con poco brandy e ho fatto restringere sul fuoco, fino a quando non ho ottenuto una salsa molto densa, con cui ho nappato gli sformatini, una volta nei piatti.
Dicevo che devo lavorarci un po' su, perchè la vorrei leggermente meno dolce, anzi: si accettano consigli e suggerimenti in proposito: sennò, che razza di work in progress è????
ciao
ale



venerdì 16 aprile 2010

sformati di gamberi e capesante in salsa di zafferano


di Alessandra

sformato capesante gamberi

Se mi guardo indietro non ho pentimenti. Dovessi ricominciare, farei esattamente tutto quello che ho fatto. Tutto. Mi risposerei anche. Con un'altra, naturalmente.(Raimondo Vianello)

Io, si sa, sono una laudator temporis acti. Se così non fosse, non mi sarei presa una deprezzatissima e disprezzatissima laurea in lettere antiche, non amerei la Storia in modo così viscerale e non starei a rimpiangere gli echi delle musiche finite e a voler preservare i miei ricordi dalla foga del tempo che fugge.
E' per questo che ogni tanto rispolvero le ricette di famiglia, metto in moto il carillon di mia nonna, mi danno l'anima a spiegare a mia figlia e a mio nipote la lezione del passato e, sempre più spesso, mi sento estranea ad un presente che non mi appartiene e ad un futuro che mi fa paura.
Ed è per questo che stasera piango Raimondo Vianello. Lo piango come attore, come personaggio e come uomo: perchè era un comico sopraffino, un caratterista geniale, una persona per bene. Ma soprattutto lo piango come ultimo rappresentante di un intrattenimento garbato, che sapeva graffiare senza mai scadere nella volgarità, fulmineo nelle battute senza essere mai sopra le righe, intriso di una cultura disinvolta, mai ostentata e sempre coniugata nelle forme della signorilità e della misura.
Per me era l'ultimo argine rimasto a trattenere una volgarità ormai divenuta misura di tutte le cose, un'ignoranza crassa esibita come un vanto e questo circo di nani, ballerine, adulatori e vanesi che da tempo si è impadronito della nostra televisione, tanto più urlata quanto più vuota.
Mi fermo qui, perchè non amo la retorica e neppure i piagnistei: in fondo, abbiamo quello che ci meritiamo e tanto basta. E tuttavia, sapere che se ne è andato anche lui, mi fa davvero tristezza. Tutto qui.

SFORMATO DI GAMBERI E CAPESANTE IN SALSA DI ZAFFERANO



sformato capesante gamberi

La ricetta proviene da un blog francese di cui ho perso le tracce: ne trascrissi le dosi su un foglietto, al volo, in una traduzione per giunta sgarruppata, tanto che qualche dubbio sulla corrispondenza con l'originale mi viene. Ciononostante, resta uno dei miei antipasti preferiti, tanto che le foto che vedete risalgono ad un po' di tempo fa, quando avevo bisogno di una "liscia porca figura". Era anche finito in fondo alla dispensa del blog e chissà quanto sarebbe rimasto lì se ieri Giulia non avesse pubblicato una salsa allo zafferano che ricorda molto da vicino quella in abbinamento a questo sformato. E' una ricetta che fa scena ma molti facile da preparare, con il pregio di poter essere surgelata- da cruda, ovviamente- e preparata in anticipo, con l'avvertenza di non aggiungere le uova, se non al momento della cottura. Le dosi della salsa sono abbondanti e, a meno che non vogliate affogarci gli sformati, ve ne avanzerà un po', quel tanto che serve per condire una pasta veloce, magari passata anche al forno

sformato capesante gamberi


per 6 persone
375 g di gamberi (o mazzancolle)
250 g di capesante
1 uovo intero e un tuorlo
125 g di ricotta
2 cucchiai di succo di limone (io uso la scorza grattugiata di un limone)
125 ml di panna
aggiunta mia: prezzemolo

per la salsa allo zafferano
30 g di burro
30 g di farina
185 ml di brodo di pollo (ecco, questa per me è un'eresia: io uso il brodo di pesce, direttamente con gli scarti dei gamberi)
125 ml di panna
zafferano in pistilli ( sennò una bustina)
erba cipollina per decorare (io non la metto, c'è il prezzemolo negli sformati)

sformato capesante e gamberi

Si inizia pulendo i gamberi e le capesante: per queste ultime, è necessario lasciare il corallo. Sentite, fuori dai denti: io le capesante fresche non le sto a comprare, per questa preparazione. E' tutto cotto e "contaminato" e , oltre a non valerne la pena dal punto di vista economico, sarebbe un mezzo delitto sprecarle così. Ho un "pusher" di fiducia, che me le procura surgelate, con il loro corallo e per me sono perfette.
Mettete da parte gli scarti dei gamberi (ricordate di togliere le teste) e fate un fumetto di pesce, con acqua, prezzemolo, limone e un po' di sale.
Tritate finemente le capesante e i gamberi, ambedue crudi e incorporateli al resto degli altri ingredienti, mescolando bene
Imburrate 6/8 stampini monoporzione e infornate a 180 gradi per 30 minuti o fino a quando saranno belli gonfi e dorati. Potete anche cuocerli a bagnomaria: nel qual caso, aumentate i tempi di cottura.

Per la salsa, si parte da un roux al quale si aggiunge il brodo, come per fare una bechamelle. Quindi fate fondere il burro, unitevi la farina, mescolate bene fino a quando i due composti si amalgamano e, a fiamma bassa, incorporate il brodo a poco a poco, semre mescolando. Portate a bollore, aggiungete lo zafferano e aggiustate di sale e pepe. Togliete la pentola dal fuoco e aggiungete la panna.

Componete il piatto.
Lasciate intiepidire gli sformati, prima di sformarli (perdonate il pessimo italiano: "farli fuoriuscire dagli stampi" non mi piaceva, "stamparli" mi sa che non va bene)
Riportate la salsa sul fuoco, fin quasi a bollore e nappatevi lo sformato.
Buon appetito
Ale

martedì 5 maggio 2009

NEMO PROPHETA IN PATRIA



Comunicato stampa: oggi, dopo quindici giorni esatti dalla nascita di questo blog, si è verificato il primo ammutinamento ufficiale del marito della sottoscritta che, al grido di " voglio mangiare sul serio" si è trasferito armi e bagagli dalla suocera. Che, per inciso, è mia madre. La quale, ovviamente, invece di ricordargli che gli ha tirato su una cuoca provetta, che come cucina lei non lo fa nessuno e che i soffi di tartufo e le trasparenze al sale di maldon sono una sciccheria che gli altri se la sognano, in puro stile "madonna della misericordia" ha spalancato le porte della dispensa al suo genero preferito, dando il via ad una specie di rave party culinario, a base di volgarissimi carboidrati e di desuete ricette di famiglia.
In attesa che tornino ( il plurale è d'obbligo, perché naturalmente, in barba ad una inappetenza cronica, basta prendere in giro la mamma e la creatura è capace di trasformarsi in una specie di Gargantua in All Stars a fumetti), cerco conforto fra queste pagine virtuali, proponendovi la ricetta che è stata la causa di cotanta crisi, che a mio parere avrebbe meritato come minimo una standing ovation, anziché uno scocciato " ok, buona, e ora cominciamo a mangiare".
Non è di esecuzione rapidissima ( il sorbetto ha bisogno di riposo in freezer), ma è facile, buona e pure patriottica, visto l'abbinamento dei colori. L'unica raccomandazione è la scelta delle materie prime, che devono essere di ottima, ottimissima qualità. E' un ricco antipasto, ma nulla vi vieta di servirlo come piatto caldo in un buffet ( sempre che non abbiate mio marito fra gli invitati, ovviamente...)

SFORMATO DI BASILICO CON CREMA DI BURRATA E SORBETTO DI POMODORO


Ingredienti per 6 persone
per lo sformato:
1 mazzo di basilico ( di prà, sarebbe l'ideale..); 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato; 50 g. di burro; 50 g. di farina; mezzo litro di latte; 2 uova; burro per gli stampini; sale; (facoltativi: aglio e pinoli, se volete dare un sapore che ricorda di più il pesto)

per il sorbetto al pomodoro
200 ml di salsa di pomodoro; una falda di peperone rosso; 1 cipollotto; 50 g di zucchero; 100 g di acqua; il succo di 1 lime; qualche goccia di tabasco; 1 cucchiaio di aceto bianco; sale ( facoltativo: paprika)

per la crema di burrata
1 burrata (250 g circa); 50 ml di latte

si inizia, di necessità, dal sorbetto, preparando anzitutto uno sciroppo con l'acqua e lo zucchero. Usate una casseruola dal fondo spesso, mescolate bene i due ingredienti a freddo e poi mettete sul fuoco, a fiamma bassa, mescolando sempre: fate bollire per tre minuti e spegnete il fuoco.
Frullate il peperone con il cipollotto, unitelo alla passata di pomodoro e conditela con il sale, l'aceto, il succo del limne e il tabasco. mescolate bene e aggiungete la salsa allo sciroppo di zucchero: dopo aver amalgamato gli ingredienti, aggiustate di sale , se è il caso ( non lo è: è un agrodolce, quindi il controbilanciamento è dato dall'acido dell'aceto e dal dolce dello zucchero) e versate in un contenitore dai bordi bassi, in modo che il liquido sia profondo un dito. Mettete in freezer e dopo circa mezz'ora, mescolatelo con una forchetta; ripetete l'operazione per altre tre volte, a mezz'ora di distanza l'una dall'altra. poi lasciate in freezer fino al momento dell'uso

Per la crema di burrata, basta frullare insieme i due ingredienti, senza nè salare, nè pepare 8 la burrata, se è buona, è già saporita di suo)

Infine, per gli sformatini, partite da una bechamelle preparata con 50 g di burro, 50 di farina e 500 ml di latte: deve risultare densa ( e se non lo fosse, non preoccupatevi: basta che la facciate riposare un po' e si addensa subito, con queste dosi). Tritate il basilico con il parmigiano, (eventualmente anche con i pinoli e con l'aglio) e aggiungetelo alla bechamelle. infine, aggiungete le due uova intere, una per volta. Aggiustate di sale ( e questa volta, mi sa che ci vuole...)





Accendete il forno a 180 gradi
Imburrate 6 stampini monodose ( quelli di alluminio vanno benissimo9 e versatevi il composto, riempendoli per tre quarti, poi infornate.
I tempi di cottura variano a seconda delle modalità del vostro forno: dai 30 ai 40 minuti se ventilato, dai 40 ai 50 se statico. Comunque, sono pronti quando gonfiano e bruniscono un po' in superficie.

Per la composizione del piatto, potete ispirarvi all'estro della sottoscritta oppure variare a vostro piacere- che intanto il gusto non cambia...
buon appetito
alessandra




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