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lunedì 17 settembre 2012

Trota marinata tra erbe e fiori e quenelle di polenta con guazzetto d'anguilla del Lario con cottura in vetro (M. e P. Apollonio)

Di Daniela

Eccomi ancora a voi nel periodo dell'anno che più danni causa alla linea di famiglia (anche se la mia ormai è davvero ininfluente, per manifesta assenza :-))) !) : il temuto settembre -e prima parte di ottobre- nero! 
Cominciano infatti, come mi sembra di avervi già raccontato, i compleanni a raffica della mia famiglia che partono con figlia grande e marito il quindici e sedici settembre e poi, srotolandosi fra 2 nipoti maschi, 1 sorella, 1 cognato,1 figlioccia, 1 nipote-figlioccia :-), 1 altra figlia (la numero 2) ecc ecc ecc, arrivano fino al compleanno della cognata il 12 di ottobre! Un tour de force che è al di là della più sfrenata immaginazione, considerando che, oltre ad un'insolita attività mentale, con la concentrazione necessaria per scegliere il regalo più indicato per ognuno di loro, si parla anche di un continuum-spazio temporale tra una torta e l'altra, tra un pranzo, una cena ed una candelina da spegnere... Bellissimo ma, come vi dicevo all'inizio, drammatico per la linea!!
Immagine da qui
Quindi stamani non vi stuzzicherò l'appetito con qualcosa di dolce, ma mi concentrerò su un paio di piatti più leggeri, che giovino al nostro benessere senza pesare sul giro vita, pur essendo saporiti e piacevoli alla vista: sono due preparazioni degli ottimi chef M e P. Apollonio, che ci hanno dedicato una lezione sui pesci di acqua dolce, pesci del loro territorio, proprio come si diceva l'altro giorno parlando con Pellegrina, suggerendoci come servire in modo semplicissimo e veloce due secondi gustosi.
Nel secondo piatto, preparato con l'anguilla del Lario (che potete benissimo sostituire con del baccalà, per esempio) è introdotta dai due cuochi anche la cottura in vasetto, che permette di ottenere piatti sani e ben cotti con una bella ed originale presentazione.

Trota marinata tra erbe e fiori
(M. e P. Apollonio)

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Essendo un piatto a base di pesce fresco marinato, o siete ovviamente assolutamente certi di freschezza e provenienza della vostra trota e quindi che il pesce sia sano, altrimenti conviene congelarlo per una settimana, prima di prepararlo.

1 trota fresca di circa 1 kg
succo di limone
succo di un'arancia
olio e.v.o.
salsa di soia
erbe miste : misticanza di verdure e fiori commestibili (tarassaco, calendule, petali di rose ecc)
sale in  fiocchi nero di cipro

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Pulite ed eviscerate subito la trota, ricavatene filetti e metteteli in una terrina piatta e larga.
Versate sul pesce il succo di arancia e limone in uguali quantità,un cucchiaio di salsa di soia e poco olio extra vergine di oliva. Lasciate marinare i filetti per circa 1/2 ora.
Sul piatto adagiate le erbette: tagliate le trote dello spessore desiderato e disponetele a piacere, completando l'insieme con altre erbette e fiori commestibili. Condite il tutto con un filo di olio e con del sale nero di Cipro.

Quenelle di polenta con guazzetto d'anguilla del Lario con cottura in vetro
(M.e P. Apollonio)
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Tocco autunnale, la polenta, per un piatto che può funzionare benissimo anche per la stagione fredda.Come dicevo sopra, l'anguilla può essere sostituita anche con del baccalà.... L'originalità del piatto sta soprattutto nella sua cottura, in vetro, chic e sana al tempo stesso.

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Per la polenta
150 gr di farina gialla di mais
acqua e sale qb
per il guazzetto.
500 gr di anguilla pulita ( o baccalà)
10 pomodorini ciliegini
30 gr di salsa di pomodoro
10 gr di sale
4 foglie di basilico
10 olive nere denocciolate
1 bicchiere di vino bianco
20 gr di olio di oliva
Vasi in vetro per cottura in sottovuoto

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Bollite l'acqua salata versate la farina gialla a pioggia, mescolate e fate cuocere a fuoco medio la polenta per 50 minuti. A fine cottura ricavarne le quenelle.

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Soffriggete l'aglio tritato, collocateci sopra l'anguilla pulita e tagliata a tronchetti; sfumate con il vino bianco, unite i pomodorini e le olive, lasciate insaporire e aggiungete anche la salsa di pomodoro.
Cuocete per sei minuti. 
Mettete nel vasetto di vetro la polenta, adagiatevi sopra il guazzetto e guarnite con una  foglia di basilico.
Chiudete il vasetto e terminate la cottura per  3 minuti nel microonde a potenza massima (I due ganci per chiudere ermeticamente il vasetto sono ovviamente compatibili con il microonde).
Servite il vasetto ancora chiuso ai vostri commensali e lasciate che, aprendolo in tavola, si sprigionino tutti i profumi che racchiude.

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In alternativa alla cottura in vetro e microonde, potreste utilizzare anche la cottura con un "saccoccio" in formo a 180/200°C (dipende dal vostro forno)
Il nostro sommelier E. Urbani, di UrbaniWine, ha consigliato di gustare il piatto con un vino bianco, in particolare un Tocai Friulano...
Buonissima giornata
Dani

giovedì 21 giugno 2012

Terrina di pomodori "alla caprese" su pesto di basilico e la II parte dell'Infiorata di Monterosso

Di Daniela

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Parte numero due delle meraviglie create come un tappeto per le strade di Monterosso (5Terre) per la festa del Corpus Domini di cui vi ho parlato lunedì...
La realizzazione e anche solo la progettazione dei disegni, delle loro proporzioni, dell'uso dei colori e dei materiali diversi impegna moltissimo tempo... è un progetto che, come dire, parte da lontano e rende appieno il senso di gioia e di speranza che anima questa festa così come i suoi realizzatori e partecipanti

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La colomba, simbolo universale di pace, troneggia avvolta in un rosso fiammeggiante, al centro della via più devastata dall'alluvione di ottobre, e anche una delle laudi più belle di sempre, il Cantico delle creature, trova il suo spazio

infiorata Corpus Domini

venerdì 8 giugno 2012

Spiedini di totani e gamberoni con panatura alle erbe.

Di Daniela


L'Arte è una delle mie passioni, qualunque forma d'arte, (certo qualcosa più e qualcosa meno):  in generale sono attratta da qualunque forma espressiva l'uomo riesca a creare. Sono affascinata quindi dalla musica, dalla letteratura, dalla scultura, dalla fotografia : insomma sono veramente avida di bello, della genialità, della capacità di chi riesce ad esprimere attraverso un mezzo qualunque il suo talento, spiegando e rendendomi perfettamente chiaro ciò che penso e provo meglio di come saprei fare io stessa.  In particolare, per una sorta di legge del contrappasso dantesca, amo la pittura, perchè lì, proprio, sono veramente, assolutamente, completamente negata!  Ricordo ancora con inquietudine la sensazione orribile davanti ad un foglio bianco, con una matita in mano, mentre mi si richiedeva di disegnare una foglia, o una mela o un qualunque altro soggetto. Riuscivo nel disegno geometrico, facevo cornicette carine, arrivavo perfino a colorare decorosamente, ma disegnare no! E vedevo le mie compagne impegnate a produrre quelli che per me erano splendidi disegni mentre io proprio rimanevo lì, come un salame, disegnando cose ignominiose, che raramente ricordavano l'originale copiato.... Mi sentivo proprio frustrata!
Nel corso degli anni ho cercato di superare questa mia incapacità assoluta attraverso, per esempio, la fotografia, dove composizione e colore mi davano un senso di possibilità nell'esprimermi; ma ogni qual volta si trattava di prendere in mano una matita, erano dolori. 
Ricordo mia suocera, che, pur amandomi molto, una volta, alla mia richiesta se per caso voleva che le disegnassi un modello di camicetta che avevo visto e che tanto mi era piaciuta, mi ha risposto "No, tesoro, per carità!! Raccontamela, che è meglio !!"  o in un altra occasione, quando andava di moda l'odiato Pictionary, alla richiesta di disegnare una rana, mi sono prodotta in questo,
rana

che secondo me EVIDENTEMENTE mostrava un'animale che salta, suscitando le più sonore risate dei partecipanti, oltre a vari sfottò che ancora, ogni tanto, circolano tra i famigliari!!!
Quindi mi imito, oggi più che mai, ad ammirare le opere altrui.... a volte, quando faccio qualcosa, quando metto qualcosa come decorazione sul piatto, mi accorgo di ispirarmi involontariamente a qualcuno... in questo caso peperone e pomodoro non vi ricordano [ovviamente solo ricordano vagamente :-))))] Mirò?


Mirò




Ovviamente questo spiedino è dedicato ad Elisa ed alla sua passione per il pittore catalano e la contaminazione!!!!!



Spiedini di  totani e gamberoni con panatura alle erbe

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mercoledì 6 giugno 2012

Bloody Mary alle fragole, rubini di gelatina di fragole profumati al liquore di fragola e fragole all'aceto di lamponi... i limoni di Monterosso... e brava Anna!

Di Daniela

Se c'è una coltura che ha grandi tradizioni e ottima resa per gusto e bontà nelle 5 Terre è quella del limone. La pianta è resistente e aspra, con le sue spine, come quella terra e come quella terra dona splendidi frutti, profumati e succosi, dal gusto dolce e la buccia aromatica.


Vi ho già riportato la splendida poesia di Montale, che li chiama le trombe d'oro della solarità., che mostra quanto siano legati alla vita e alla economia della liguria e delle 5 Terre in particolare... un po' dovunque gli si dedicano sagre e feste varie, ma a Monterosso , in particolare c'è una festa che quest'anno si è tenuta il 15 e 16 maggio scorso, la Sagra del Limone che , oltre a mettere in mostra ed offrire i più bei limoni e tutti i prodotti con loro confezionati, organizza anche una gara molto originale: viene infatti attribuito un premio alla vetrina più bella, quella meglio decorata, quella più vivace dell'intero paese.


monterosso-300x300
Questa volta, proprio non posso astenermi dal mostrarvi la foto della composizione che ha vinto il II posto. L'autrice è una mia amica Anna, che insieme a Sergio, suo marito ha un negozio nella parte nuova del paese, Fegina, che si chiama Maestrale. Anna è una vera artista, come potete vedere : questo è quello che ha saputo creare nel piccolo spazio verde davanti alle sue vetrine che, come molto altro a Monterosso, erano state devastate ad ottobre dall'alluvione.

foto da qui

giovedì 31 maggio 2012

La torta con i peperoni e le centinaia di foto.....

di Daniela


I lavori in sede di giudizio finale per l'MTC procedono a spron battuto: le ricette sono superbe, e foto sempre più belle, decidere un delirio.
A lato di ciò sto preparando un fotolibro con tutte le foto che ho scattato ai lavori che gli studenti della scuola media frequentata dalla Microba hanno creato nelle ore di Arte e che una loro insegnante meravigliosa  ha raccolto e organizzato in una mostra, scegliendo un'opera per allievo, una personale rielaborazione di quadri di  Cézanne . Vuol dire 99 quadri da sistemare, presentare, mettere in ordine in modo da farli risaltare e perchè no, studiare per il piacere di tentar di capire la personalità di chi lo ha disegnato. E' un lavoro bellissimo, che mi piace da pazzi, che mi tiene in contatto con ragazzi giovanissimi, di grande sensibilità e molto impegnati negli studi (la grande maggioranza di loro studia uno strumento al conservatorio).

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In più oggi stiamo cercando di rispondere, sempre con Microba che sta preparandosi per le ultime interrogazioni a scuola e per l'esame di violoncello al suddetto conservatorio, agli inquietanti interrogativi che  attanagliano la sua giovane mente. Il tono è il seguente : Barbarossa, chi era costui? e soprattutto è per uno stupido colore di barba che è passato alla storia con questo appellativo? Ma come imperatore di qui, re di là difensore di su e di giù e per l'eternità sarà noto come quello dalla peluria in faccia ROSSA?  E com'è questa storia del Carroccio? che c'entra Bossi con il Barbarossa? Perchè Bossi ha a che fare con il carroccio vero?
Insomma la testa mi esplode tra centinaia di foto da guardare e dubbi da chiarire, come avete letto, di non lieve entità! Chiedo venia quindi se passo direttamente a presentarvi la ricetta di oggi, che mi ha consolato almeno in parte di tutta questa mole di lavoro... Incidentalmente le foto potevano renderle maggior giustizia... e ah, stavo dimenticando, ho pure fuso il forno :-( !!

Torta con peperoni 

testa peperoni
Ingredienti per 6/8 persone (antipasto)
Per il ripieno
1 peperone giallo (grande)
1 peperone rosso (grande)
200 gr bocconcini di mozzarella di bufala o l'equivalente di fior di latte
70 gr di mollica di pane
30 gr pistacchi
20 gr pinoli
2 rametti di maggiorana
1 mazzetto di basilico
1 arancia non trattata
1/2 spicchio di aglio
olio evo
sale

Per la sfoglia
400 gr di farina 
200 ml di acqua
50 gr olio extra vergine

torta peperoni

Preparate subito la pasta con la farina , l'acqua, il sale e l'olio evo. Lavoratela fino ad ottenere una pasta morbida ma sostenuta e lasciatela riposare mentre preparate gli altri ingredienti.. In alternativa potreste usare secondo la ricetta originale , un foglio di pasta sfoglia.
Fate scottare in forno i peperoni (qui trovate come faccio io) , spellateli, privateli di semi e parti bianche interne e tagliateli a strisce.
Affettate la mozzarella e lasciatela sgocciolare.
Tritate insieme i pistacchi, i pinoli e la mollica di pane. Fate poi tostare l'insieme ottenuto in un padellino antiaderente con un filo di olio, l'aglio e le foglioline di maggiorana tritati e un quarto di scorza di arancia grattugiata.
Riprendete la pasta,  tiratela piuttosto sottile e foderate una tortiera di 20/22 cm di diametro, bucherellate il fondo e cospargetelo con il trito di pane ed aromi. Coprite il tutto con file alternate di peperoni e mozzarella e cuocete nella parte bassa del forno a 200°C per circa 35/40 minuti, a seconda del vostro forno.
Frullate il basilico con 4 cucchiai di olio e un pizzico di sale e spennellate la torta.
E' davvero deliziosa, si conserva bene in frigo per qualche giorno ed è saporita e profumata e, come piace a me, molto colorata.
Buona giornata a tutti
Dani

venerdì 18 maggio 2012

Di sandwich di mozzarella e della "Notte dei musei " a Genova...

Di Daniela

Questa volta il post di oggi è dedicato e la dedica è semplice : a tutti coloro che vivono a Genova e dintorni: Infatti desidero parlarvi o meglio ricordarvi, un'iniziativa davvero interessante che avrà luogo nella nostra città domai, sabato 19 maggio e che si intitola "La notte dei musei".
E' con grande piacere che "copioincollo" direttamente dal sito del Comune di Genova l'articolo che parla di questa bella iniziativa:
"Sabato 19 maggio 2012, nell’ambito della Nuit européenne des Musées, iniziativa Europea a cura del Ministère de la Culture et de la Communication...
Nella notte tra il 19 e 20 maggio 2012 i Musei di tutta Europa si mostreranno nell’inusuale e seducente veste serale, arricchendo l’offerta con musica, mostre, visite guidate, degustazioni, attraverso musei statali, civici e privati, aree archeologiche, gallerie, biblioteche, per un’emozionante ed insolita esperienza del nostro patrimonio.
Anche Genova aprirà i suoi musei e palazzi, con concerti, spettacoli, intrattenimenti, visite guidate, laboratori per bambini, proiezioni cinematografiche, giochi storici e altro ancora.
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Clicca qui per il programma completo:



L'iniziativa si inserisce in un'altra iniziativa, sempre interessante e bella, la "rolli days", cioè la due giorni dedicata agli splendidi palazzi nobiliari genovesi, che vengono chiamati Palazzi dei Rolli, patrimonio ormai da anni dell'UNESCO . Come recita l'opuscolo promozionale "l'Unesco ha scoperto Genova, scoprila anche tu.": merita veramente . Anche per questo vi rimando al sito ufficiale dei Rolli Days 2012, per ottenere tutte le informazioni utili per godere appieno della bellezza della nostra città.
Vale la pena di fare un salto qui,  soprattutto per chi non conosce ancora Genova, ma anche per chi, e nel novero mi metto anche io, ci vive da anni ma non la conosce ancora a fondo.



clicca qui per il programma













Sandwich di mozzarella con melanzana, pomodori e olive
 da un'idea di "cucinare bene" di maggio

sandwich mozzarella

giovedì 8 marzo 2012

Il Pesto!!!!

A Genova, tutte le famiglie o quasi possiedono un mortaio di marmo, con regolare pestello, di legno.
Il punto è che non sanno più dove l'han messo...


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Ok, lo so: è un'aberrazione. Un delitto. Una roba da far rivoltare i nostri avi nella tomba, un vil rifiuto delle nostre radici perchè che il basilico, con le lame, diventi nero, è cosa che sappiamo fin da piccoli, assieme ad altri dogmi indiscutibili, come che i Genovesi son Genoani (tiè tiè) e se son tre gocce, prendi l'ombrello, ma se son quattro, è meglio starsene in casa. Però, il pesto col mortaio non lo fa più nessuno. I più solerti, usano la mezzaluna; i più moderni, il frullatore; i più sedotti dalla contemporaneità, il bimby o derivati: ma, in tutti i casi, è il fatal colpo della lama, quello che sminuzza il nostro basilico, fino a trasformarlo in una delle salse più famose del mondo e, ci si perdoni il campanilismo del tifo, la migliore di tutte. 

Partiamo dai fondamentali. Per noi, non esiste altro pesto che il nostro. O meglio: esiste il "pesto alla trapanese"- e ci piace pure; il pesto alla calabrese; il pesto alla siciliana. Ma quando si parla del "pesto", non aggiungeteci "alla genovese", per favore, perchè non ce n'è bisogno. Il pesto è uno- ed è solo quello che si fa qui. Prendetemi alla lettera, in questo caso, perchè mai come in questo caso il km 0 detta legge: perchè è il basilico, l'ingrediente che fa la differenza.
pesto

Noi lo raccogliamo ancora in fasce, appena spuntano le foglioline, alla faccia del resto del mondo che ci taccia di avarizia- e poi le contiamo ad una ad una, trenta foglie, uno spicchio d'aglio- e guai a far trentuno, alla faccia del resto del mondo etc etc. 
Le dosi son codificate, ma come sempre, famiglia che vai, segreto che trovi e quindi eccovi quelli di casa nostra: 

pesto

1. senza aglio, non è pesto. Potete ridurne la dose, potete anche ricorrere al vecchio trucco di passare uno spicchio sulle pareti della ciotola dove preparate la salsa, solo per lasciare il profumo e non il sapore, ma l'aglio ci va. Poi, se non vi piace, toglietelo: ma allora parlate di salsa al basilico. Perchè il pesto vuole l'aglio- e pure ad abundantiam
pesto

2. noi non laveremmo il basilico. Prendete il condizionale e dilatatelo il piu possibile, perchè, per esempio, il pesto che vedete nella foto è il prodotto di tre mazzi mondati in fretta e furia fra le otto e le otto e dieci di ieri sera e passati sotto l'equivalente di una doccia scozzese, che la creatura moriva di fame. Però, da piccola, mi ricordo tavoli di cucina col ripiano di marmo, strofinacci inumiditi (che da noi si chiamano picaggette) e montagnette di foglie di basilico, di qui quelle sporche, di lì quelle "nette", pronte per essere trasformate in pesto. Oggi è cambiato tutto e per quanto il getto d'acqua non sia un toccasana per queste foglioline, è meglio lavarle.

pesto

3. il formaggio:  non può certo mancare una generosa spolverata di formaggio! La scelta ricade su due super classici: il parmigiano o il grana e il pecorino. Sono indispensabili entrambi e devono essere di ottima qualità per dare al nostro pesto la giusta consistenza e il sapore dolce e sapido.

4. olio: rigorosamente extravergine, rigorosamente delle nostre parti. Però mia nonna, che era una dall'apertura mentale sconfinata, che se solo abitavi nel quartiere  limitrofo dovevi presentarle l'albero genealogico e se non c'era almeno un parente in comune con noi non ti rivolgeva la parola per un anno, e lo stesso valeva per tutti i prodotti che non fossero a centimetro zero, ci metteva un pochino di burro. Alla fine, proprio una mezza noce. Io non lo faccio, perchè, a differenza sua, abbondo con i pinoli e quindi "addolcisco" così: ma è un trucco antico, che ho constatato essere diffuso da più parti e vi assicuro che funziona. 

5. infine, la madre di tutti i consigli: GUAI a voi se lo cuocete. Mal ve ne incolga. Direttamente nella fiammanghilla- e lo stemperate con un po' di acqua di cottura della pasta, fino ad ottenere una bella crema liscia. Tenete da parte sempre un po' d'acqua di cottura, nel caso doveste allungarlo ancora un po' e servite con una bella spolverata di parmigiano reggiano. 

6. Fagiolini e patate fanno parte della ricetta tradizionale e noi li usiamo ancora, quando è stagione: si prendono due patate, si sbucciano, si lavano, si tagliano a tocchetti piccoli e si mettono a cuocere nell'acqua dove poi si farà bollire la pasta. Appena inizia a bollire, si buttano i fagiolini e dopo qualche minuto si buttano le trenette. Si cola tutto assieme e si condisce come da punto 4.

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La morte sua son le trenette, altrove conosciute come linguine. E poi le troffie, e poi gli gnocchi. Ma di questo, parleremo nelle prossime puntate...

Ale e Dani

martedì 21 febbraio 2012

Tortini al cioccolato dal cuore di cioccolato bianco e basilico e c'era una volta...

piattino2


il cavallo di battaglia.
Parlo di ricette e parlo per me, ma ho l'impressione che sia un tema condiviso, visto che ricorre spesso, specialmente nei discorsi di food blogger e affini. In sintesi, quello che una volta capitava con cadenze regolari (i ravioli della nonna, la domenica, che si aspettavano con trepidazione dal momento in cui finiva la digestione in poi) ora non succede più: che si inviti o si sia invitati, il copione è invariato e menu collaudati da anni si piegano alla inflessibile legge del "volevamo stupirvi con effetti speciali". 

mercoledì 24 agosto 2011

Sformatini di riso bianco e nero

 Di Daniela

masterclass

Tra poco si parte per la masterclass musicale delle bimbe a Bormio: l'eccitazione è alle stelle, anche perché quest'anno non ci sarà soltanto la figlia media, Ginevra,  la pianista, ma anche la piccola, la Microba, violoncellista e,  sommo piacere massimo, anche Carola, la nostra violinista preferita (la figlia di Ale, ovviamente: siamo o no un blog musicale?) Meglio dei tre moschettieri, non vi pare? A fronte di ciò, Ale e io siamo già pronte psicologicamente a farci sommergere le orecchie e tutti gli altri sensi, in verità, da racconti pieni di entusiasmo  (e dei più minuti dettagli ;-)) di ogni meravigliosa performance, solitaria o in gruppo, di ogni singola nota conquistata, accordo ben eseguito e novità tecnica finalmente chiarita e compresa appieno... un delirio di parole, oltre che di note: l'organizzazione della masterclass e del festival si chiama "Le altre note" d'altra parte. Che ne sia proprio questo il motivo ;-)!?
E così nell'attesa di udire concerti in Valtellina e ragazzi appassionati di ogni dove, ci rinfreschiamo, in questa calda fine estate 2011 con eleganti

Sformatini di riso bianco e nero
da un'idea di CI Giugno 2011
riso venere   e bianco in timballo
Ingredienti per 6 
700 gr di peperoni gialli (350 gialli e 350 rossi per me)
400 gr di pomodori
350 di riso verde (bianco per me)
350 gr di melanzane lunghe (2)
300 gr zucchine novelle
250 gr di riso venere
1 spicchio di aglio
olio evo
basilico
alloro
sale

martedì 23 agosto 2011

Rotolo alle erbe con caprino

Di Daniela

robi e bimbe 119
Qualche spunto marino vi va? In questi giorni di sole splendente e di caldo piuttosto deciso, abbiamo fatto la nostra solita pausa marina, e bisogna dire che abbiamo avuto la fortuna di godere di un mare perfettamente adeguato alla nostra voglia di fresco: nonostante il numero di bagnanti sia alto, l'acqua è splendida, cristallina, fresca e soprattutto "sguarnita" delle tremende meduse viola, l'incubo di ogni bagnante.
monterosso 805
I bimbi in particolare hanno stabilito con queste fastidiosissime ospiti, un rapporto di amore odio: loro vivono perennemente immersi, spesso dotati di maschere per ammirare i pesciolini sul fondo, e così da una parte, sono i soggetti che più facilmente

sabato 7 agosto 2010

le ricette della suocera: nidi di pasta al pesto di maggiorana

nidi di pasta al pesto di maggiorana

Vi dico subito che non li ho assaggiati, questi nidi di pasta al pesto di maggiorana, per il semplice motivo che non riesco a buttar giù la pasta fredda. Convengo col marito che s tratta di una stupida preclusione mentale, ma al momento non ci sono segni di schiarita all'orizzonte, meno che mai se si tratta di un formato lungo, come quello della foto.
Nello stesso tempo, questa ricetta ha passato una lunga serie di esami di approvazione, visto che mia suocera l'ha riprodotta dopo averla assaggiata in casa di un'amica. con lo stesso successo. In più, pur trattandosi sempre di un piatto freddo, ha il pregio di essere una soluzione più elegante delle insalate di pasta a cui siamo abituati, ed estremamente più raffinata e leggera. Quindi, non fate come me e provatela: non ve ne pentirete.

Non vi dò dosi precise perchè in pratica è una pasta lunga condita con l'olio extravergine ed un trito in parti uguali di maggiorana e basilico. Le porzioni constano di una grossa forchettata a commensale, ma da noi hanno fatto tutti il bis (e qualcuno anche il ter). La pasta all'uovo rende meno, per cui 50 g a testa dovrebbero andar bene

taglierini all'uovo
trito in parti uguali di maggiorana e basilico
olio EVO
sale
parmigiano reggiano

Far cuocere i tagliolini in abbondante acqua bollente salata, con dentro un cucchiaio di olio d'oliva per impedire che si attacchino. Scolarli al dente, versarli in una terrina e condirli con olio a crudo e un trito di maggiorana e basilico. Arrotolarli con un forchettone dando loro la forma che vedete nella foto e disporli su un piatto da portata (potete usare anche il metodo del mestolo: predete con una forchetta gli spaghetti e li arrotolate appoggiandovi all'interno di un mestolo di dimensioni normali). Lasciateli raffreddare e serviteli con una grattugiata di scaglie di parmigliano

nidi di pasta al pesto di maggiorana

lunedì 10 maggio 2010

Spaghetti con le polpettine alle melanzane

Di Daniela
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Rieccomi dopo le libagioni dei festeggiamenti compleanneschi a proporvi un piatto piuttosto leggero (qualche carboidrato ovviamente c'è) , ma che ha il vantaggio di essere un piatto unico molto appetitoso e un po' originale nel suo genere.. Devo dire che le mie figlie ne vanno pazze , nelle sue molteplici variazioni , da quando rimanevano imbambolate davanti alle immagini splendide e romanticissime (le ricordate?) di Lilli e il Vagabondo che cenano a lume di candela da Tony, con un piatto di spaghetti con le polpettine...
LILLI E IL VAGABONDO
Ne sono rimaste a turno così colpite che me li hanno ciclicamente fatti preparare e, per di più, ho anche dovuto subire, ogni volta, il racconto dettagliato della celebre scena, con tanto di canto ispirato, che nel corso degli anni, si è arricchito di nuove sfumature, fino ad arrivare al delizioso ensemble a 3 voci di ieri sera. Le polpettine sono cambiate però e questa volta ho utilizzato una ricetta deliziosa, come vi dicevo, ancor più leggera. Si tratta degli

SPAGHETTI CON LE POLPETTINE ALLE MELANZANE
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La ricetta arriva direttamente dall'ultimo piacevolissimo numero di "Sale e pepe" di maggio. L'unica sostanziale variazione è stata l'uso della passata di pomodoro da parte mia, invece che la polpa dello stesso, che io non amo troppo. Ah, un piccolo inciso: come spesso capita fotografando il pomodoro le immagini rendonopoca giustizia al piatto, che invece tra menta basilico e melanzane è anche molto profumato, oltre che "carino"!
Vado con gli ingredienti per 4 persone:
320 gr di spaghetti
2 melanzane lunghe (invece ho usato le rotonde)
200 gr di manzo macinato
40 gr di parmigiano reggiano grattugiato
1 piccola cipolla bianca
250 gr di olpa di pomodoro ( ho usato la passata)
1 mazzetto di menta
1 mazzetto di basilico
olio evo
sale , pepe
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Tagliate la melanzana a nastri sottili con il pela patate, salatele e lasciatele riposare (Io non lo faccio più perchè non mi sembra proprio che siano amare... comunque riporto fedelmente le indicazioni della rivista). Tritate metà della cipolla e qualche foglia (6 0 7 ) di menta e altrttante di basilico e mescolate il battuto con la carne, una presa di sale e una macinata di pepe. Suddividete l'impasto in tante polpettine ovali. Sciacquate le melanzane, asciugatele, avvolgete ogni polpettina in una striscia di melanzana e fissatele con uno stecchino. Rosolate le polpettine in una padella con 4 cucchiai di olio, finchè le melanzane prendono colore.
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Sgocciolatele e fatele asciugare su carta da cucina. Soffriggete la cipolla rimasta, tritata nell'olio delle melanzane, unite la polpa di pomodoro e un bicchiere d'acqua, salatele e cuocetele per 10 minuti a fuoco medio. Immergete le polpettine nel sugo dopo aver tolto gli stecchini. (Lasciatele insaporire nel pomodoro per qualche minuto).
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Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolatele al dente e ripassateli in padella con il sugo aggiungendo abbondante parmigiano. Servite con foglie di menta e basilico.
PS. Per chi ha piccoletti in casa è una soluzione perfetta perchè magari accompagnato dalle scene del film, mette insieme carboidrati e proteine in un allegro piatto unico... Mario, vale anche per i nipotini appassionati delle calamite di thun!!!
Buon appetito
Dani



I 'm back after the libations for our blog-birthday to suggest you a rather light dish (obviously there are some carbohydrate), but has the advantage of being a single dish very tasty and a bit 'original in its kind .. I must say that my daughters will go mad in its many variations, ever since remained stunned in front of the beautiful and romantic pictures (remember them?) Of Lady and the Tramp, who dine by candlelight by Tony, with a plate of spaghetti with meatballs ...They were always so fascinating, that I had to prepare them ciclically (my daughters have many years among them), and , more then this, I had every time a detailed account of the famous scene, complete with a song inspired, that over the years has enriched with new shades, up to the lovely ensemble of 3 voices last night. The meatballs have changed though and this time I used a delicious recipe, as I said, even lighter. These are

Spaghetti with meatballs with eggplant
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The recipe comes directly yet pleasant last number of "Sale e pepe" in May. The only change was the use of tomato sauce on my part, rather than the pulp of the same, I do not like too much. How often happen, the tomato photographing images don't do justice to the dish, that mint, basil and eggplant make fragrant, as well as "cute"!
Serve 4:
11 oz spaghetti
2 long eggplants (instead I used round)
7 oz of minced beef
3 tbsp grated Parmesan cheese
1 small white onion
9 oz tomato pulp (I used the passata)
1 bunch mint
1 bunch basil
extra virgin olive oil
salt, pepper

Cut the eggplant into thin strips with potato peeler, salt and let stand (I do not do more because I do not just love that ... but faithfully carried the signs of the magazine). Chop half the onion and some (6 0 7) mint and basil leaves and stir the mixture with the meat, a pinch of salt and freshly ground pepper. Divide the dough into oval patties. Rinse the eggplant, dry them, wrap each meatball in a strip of eggplant and secure them with a toothpick. Brown the meatballs in a pan with 4 tablespoons oil, until the eggplant to brown.
Drain and allow to dry on kitchen paper. Fry the remaining onion, chopped eggplant in oil, add the chopped tomatoes and a glass of water, add salt and cook for 10 minutes on medium heat. Dip the meatballs in the sauce after removing the toothpicks. Let them flavour for some minute. Cook the spaghetti in salted water, drain al dente and sautè them in a pan with the sauce. Add parmesan. Serve with mint and basil leaves .
Bon appetit
Dani

lunedì 3 maggio 2010

Cannelloni alla Gianna

Di Daniela
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Ed eccoci tornati al light come alcune di voi richiedono a gran voce.... e Noi non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi.....opppppssss mi sono un po' fatta prendere la mano e parlo come un re!!! Scherzo ovviamente anche se ultimamente mi capita di parlare di me stessa con le mie figlie e con i miei nipoti come Cesare (o se doveste preferire, Maradona) in terza persona ... mah, fenomeno stranissimo che mi fa pensare di aver forse bisogno di un controllino alle mie celluline grigie di Poirottiana memoria!! Un altro motivo che mi induce a ritenere di avere tristi malattie di rapido decadimento mentale è il numero di volte in cui ieri ho contattato la mia amica Gianna per chiederle specificazioni sul piatto che lei gentilmente mi ha regalato per voi. Cose tipo"Gianna, ma il taglio a julienne lo intendi orizzzontalmente o verticalmente (sic!!)?" "Gianna, scusa, ma la cottura è coperta o no?" " Gianna, scusa, ma l'olio tiepido o freddo?" Insomma le ho fatto venire un cedimento di nervi da persona afflitta da un persecutore seriale per tutta la mattina.....
Però il risultato dei nostri sforzi congiunti (i miei nell'ossessionarla e i suoi nel mantenere la sua solita olimpica calma e il suo bellissimo sorriso!) hanno portato alla preparazione di questo piatto eccellente nel suo profumo e nella sua leggerezza... godetevelo

CANNELLONI ALLA GIANNA
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Ingredienti per 4
1 confezione di sfoglia velo
9 zucchine tagliate a julienne
250 di ricotta
100 gr di robiola o stracchino (crescenza)
Basilico
parmigiano
sale
pepe

Mettete un'abbondante manciata di pinoli su una teglia antiaderente e fateli leggermente tostare.
pinoli
Sbollentate le sfoglie, scolatele e fatele raffreddare adagiandole su di un canovaccio pulito. Rosolate le zucchine in un'ampia padella con metà olio e metà burro, ma senza farle dorare. Potete anche non usare il burro e aggiungere , se volete più sapore un pochino di cipolla da far dorare.
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Fatele raffreddare, aggiungete i due formaggi e regolate di sale e pepe aggiungete abbondante parmigiano. Riprendete le sfoglie e su ognuna appoggiate un cilindro di ripieno utilizzando il lato lungo della pasta.
Collage di Picnik
Arrotolate il cilindro nella sfoglia creando dei cannelloni. Divideteli ora in 4 pezzi per ogni cannellone
Collage di Picnik2
e disponeteli vicini, su una teglia imburrata adatta anche da portare in tavola. Volendo potete mettere qualche mini fiocchettino di burro sopra i cannelloni....
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Metteteli nel forno a 180° per 10 minuti coperti con la carta d'argento e poi 5 minuti scoperti, senza farli gratinare, ma solo scandandoli.
Nel frattempo preparate dell'olio al basilico procedendo in questo modo: Tritale qualche foglia di basilico con la mezzaluna (di dovrebbe pestare nel mortaio è vero e se lo avete è meglio , ma alla mala parata il tagliere va bene). Aggiungete l'olio appena intiepidito al trito di basilico per creare un olio aromatico e profumatissimo.
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Tirate la pasta fuori dal forno e prima di portarla in tavola mettete sopra un filo di olio al basilico (che è stato stiepidito per non raffreddare il cannellone), che dà un profumo deciso al piatto e la manciata di pinoli tostati per conferire una nota croccante.
E' un piatto leggero, che può essere tranquillamente considerato unico, specialmente in stagione di diete, e che pur avendo profumi e sapori precisi, non appesantisce la vostra linea soddisfacendo comunque il palato!!! Se volete dare un'occhiata ad una versione leggermente diversa ma ugualmente buona, date un'occhiata al blog di Eugenia!
Buon appetito
Dani

CANNELLONI GIANNA STYLE


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Serves 4
1 package of lasagne

9 zucchini (almost 2,2 pounds)
8.8 oz Ricotta
cheese
3.5 oz stracchino or robiola cheese (light fresh cremy italian cheeses)
Parmesan cheese
some basil leaves
salt

pepper

1 handful of pine nuts
Put a generous handful of pine nuts on a baking pan and let them toast slightly. Blanch the lasagne, drain and let cool set on a clean cloth. In a large pan with half oil and half butter, without browning them. Let cool, add the two cheeses and season with salt and pepper, add Parmesan cheese . Take back the lasagne, made a cylinder of filling and put it in the niddle of the lasagna,alond the longer side. Roll the pasta on the cylinder creating cannelloni. Divide into 4 pieces every cannellone and arrange them,one near the other, on a greased baking tray suitable for the table. Put in oven at 356 F degrees for 10 minutes covered with silver paper and then 5 minutes taking the paper off, without browning them, only chanting. Meanwhile prepare the basil oil in this way: chop few basil leaves with a knife (should be better crush it in a mortar but also the knife is ok). Add a little warmed oil to the chopped basil to create an aromatic and fragrant oil. Take the cannelloni out of the oven and before to bring them to the table, put on a thread of basil oil and the handful of toasted pine nuts to give a crisp note It 's a light meal, which can be considered a single course, especially in spring, and that even with precise flavors and aromas, does not weigh down your line still satisfying the palate!
Bon appetitDani
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