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martedì 10 luglio 2012

Lezioni di cucina in Valtellina : le zuppe.Zuppa d'orzo (Chef Roberto Ghilotti)

Di Daniela

Innanzitutto le mie scuse: io adoro stare qui in Valtellina, mi piace tutto, mi diverto moltissimo ed è forse l'unico posto in cui riesco a rilassarmi un pochino... C'è però un'unica seccatura: la mia linea per la connessione ad internet è di una lentezza esasperante e qualunque azione mi costa tempi di attesa lunghissimi, che talvolta si riducono in un niente perchè la connessione si interrompe prima che io riesca a terminare il mio lavoro.  Tutto questo per dirvi che non sempre riesco a rispondere con velocità ai vostri ovviamente graditisssssssimi commenti: abbiate quindi pazienza, in qualche modo riesco sempre a venirne a capo, anche se non troppo in fretta! :-) Lo stesso vale per le fotografie . Caricarle spesso risulta essere uno sforzo superiore alla possibilità del mio povero mini pc e così, in particolare oggi, sotto una pioggia battente, dovrete accontentarvi di ciò che riuscirò a fare: per una documentazione più completa, dovrete essere così gentili da attendere che il tempo migliori... :-))))
Detto ciò, partiamo con la lezione di ieri sera che parlava di un argomento a me personalmente graditissimo : cito da titolo "Cosa bolle in pentola:ì. Zuppe tipiche e non".
Si tratta quindi di zuppe di diversa "provenienza", due infatti sono più marine mentre tre decisamente montane e neppure queste, tipiche di un solo luogo.

Partirò con il parlarvi di un classico assoluto,  molto semplice e gustoso, la zuppa di orzo, seguita da tutti i consigli, suggerimenti e chiarimenti che lo chef Roberto Ghilotti, ci ha elargito a piene mani in questa circostanza
Anche in questa occasione è stato supportato dal sommelier Emanuele Urbani che  ha suggerito abbinamenti per ogni piatto e fornito moltissime  informazioni  sui vini che ha presentato e sull'utilizzo del vino in assoluto.
La sua prima osservazione sull'abbinamento con le zuppe è stato che, non essendo necessario bere mangiando una zuppa, il farlo deve costituire un piacere aggiuntivo: ci ha suggerito quindi vini che potessero abbinarsi bene con le caratteristiche dei singoli ingredienti per esaltarne il sapore .

Zuppa d'orzo

venerdì 9 settembre 2011

Timballo di Bitto e porcini su crema di parmigiano

Di Daniela
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Le lezioni di cucina procedono: ancora per qualche tempo vi parlerò di questa gustosa maniera di passare le serate estive in Alta valtellina... Ancora due portate per il menù di Chef Pini e una foto che devo dire mi è piaciuto scattare, nonostante la poca luce e la distanza dal piano di lavoro perchè mi ricordava incredibilemnte quello che è la cucina : una via di mezzo tra il laboratorio di un alchimista e l'antro di una strega (o di un mago) tra i suoi fumi e i profumi che escono da piccoli calderoni ribollenti.....con risultati che , nelle mani di chef di prestigio e talvolta di semplici appassionati creano piatti buonissimi e un po' "magici", vere alchimie di sapori, esperienza, passione e colori....
Timballo di Bitto e porcini su crema di parmigiano DSCF7851 
Ingredienti
per il timballo
200 gr di Bitto 
4 fette di pancetta arrotolata 
500 gr di latte 
80 gr di farina bianca 
60 gr di burro 
150 gr di porcini freschi trifolati 
1 cucchiaio di timo 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato 
sale e pepe qb 
4 contenitori di alluminio
per la crema al parmigiano
250 gr di panna liquida
150 gr di parmigiano grattugiato

lunedì 9 agosto 2010

Mantecato di grano saraceno decorticato con misticanza di frutti di bosco e bitto.(II lezione di cucina sui frutti di bosco)

Di Daniela
Ecco la seconda puntata delle nostre lezioni di cucina con frutti di bosco. Devo dire una cosa che non avrei proprio creduto possibile a vantaggio di queste lezioni di cui ormai vi parlo da più di un mese: sono così veloci, piacevoli e coinvolgenti che perfino mio marito si è unito a me e creaturine
ha partecipato all'ultima e si è addirittura divertito! Lo chef Tusetti

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ha dato anche qui un po' di suggerimenti, che vi riportato all'interno della ricetta, che è come sempre profumata e pure colorata, questa volta! Vi passo perciò quello che ho imparato mentre gli chefs preparavano uno squisito
MANTECATO DI GRANO SARACENO DECORTICAO CON MISTICANZA DI FRUTTI DI BOSCO E BITTO
Ingredienti per 6 persone
480 gr di grano saraceno decorticato
1 scalogno
olio evo
1 dl vino bianco
180 gr formaggio bitto
180 gr frutti di bosco misti
90 gr burro morbido
brodo vegetale
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Se vi è possibile mettete in ammollo il grano per 1 notte, per abbreviare i tempi di cottura. Scolatelo e mettetelo da parte. Fate rinvenire nell'olio extravergine lo scalogno tritato finemente, senza farlo scurire: aggiungete il grano decorticato, tostatelo e bagnatelo con il vino bianco. L'operazione della tostatura è particolarmente importante, dice lo chef Tusetti, sia per il riso che per il grano che per qualunque altro cereale, (nulla vi vieta di usare riso o orzo se preferite per questo piatto) perchè fa aprire i pori del cereale stesso facendo uscire l'amido che renderà più cremoso il vostro mantecato. Quando il vino sarà evaporato continuate la cottura, aggiungendo a poco a poco il brodo vegetale.
Dopo 10 minuti di cottura aggiungete i frutti di bosco,

frutti di bosco
lasciandone alcuni per la decorazione del piatto. Continuate fino a cottura ultimata (in totale 16 minuti).

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Togliete dal fuoco e incorporate mescolando bene, il burro (meglio se molto freddo, ricordate?) e il formaggio bitto tagliato molto fine. Mettete il mantecato nel piatto di portata, magari utilizzando un coppapasta per dare più eleganza alla presentazione,
e decorate con frutti di bosco e con scaglie di bitto.
Buon appetito
Dani

martedì 16 marzo 2010

Ravioli di timo, ortica, ricotta e bitto

Di Daniela
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Ora io dico: dove lo trovate un blog dove una delle due folli che lo "compongono", con sommo sprezzo del pericolo, audacia e financo assoluta temerarietà, coglie per voi, in persona le ortiche dal suo giardino (in attesa del riordino primaverile!!!) senza guanti (!!!) e ve le propone per un gustosissimo piatto??
Lo so, lo so sono un'eroina : sento quasi lo scroscio di applausi entusisti che seguono la mia dichiarazione, anche se avverto qualche voce di sottofondo, che dice cose tipo "ma sei ......(scegliete voi il termine...) : ma perchè senza guanti?" PERCHE' mi sono distratta!!! stavo parlando con mia filglia illustrandole le doti delle ortiche e le loro mille applicazioni ( dal decotto purificante di mia nonna, alle tisane diuretiche, o agli impacchi per rinforzare i capelli ecc ecc), quando, per farle vedere quale fosse la pianta l'ho portata in un angoletto del giardino dove di solito cresce: non paga dell'indicargliela, ho voluto farle vedere esattamente quale erano le foglioline incriminate e così ho allungato la mano per prenderne una da farle vedere, sapendo che non bruciano quando sono piccolissime. Ho scordato solo che le piccolissime hanno vicino le loro "mamme" più grandi, per dirla con Gaia, e che la loro dote pricipale è quella di essere fortemente urticanti...Si si, proprio fortemente. A quel punto con le mani in fiamme sono corsa ai ripari, chiudendo la classica stalla dopo la fuga dei buoi, andando a prendere i guanti di gomma. Mi sono vendicata , però e ne ho strappato via un bel po' col risultato di suggerirvi, usando le più tenere, questi ottimi

RAVIOLI DI TIMO , OTICA, RICOTTA E BITTO

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Ingredienti

per la pasta:
200 gr farina 00
2 uova
1 manciatina di ortica

per il ripieno

200 gr ricotta meglio se di pecora
30 gr pangrattato (o quanto basta per eventualmente rassodare l'impasto )
100 gr formaggio bitto (o sbrinz, o emmental o simile o ancora, al limite anche parmigiano)
150 gr ortica pesata già strizzata
1 chiara d'uovo
1 manciata di timo fresco o una cucchiaio se secco
1 grattatina di noce moscata
pepe (ovviamente timo, noce moscata e pepe variano nelle quantità a seconda dei gusti personali)
1 noce di burro
sale

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Preparate nel solito modo la pasta all'uovo unendo all'impasto una manciatina di ortiche, lavate, asciugate e tritate finissimamente (si deve appena intravedere qualche puntino verde nell'impasto).

Preparate poi il ripieno: lavate e sbollentate le ortiche(MI RACCOMANDO I GUANTI), tagliatele appena al coltello, salatele e lasciatele raffreddare. A questo punto unite in una boule il bitto grattugiato o tagliato a lamelle sottilissime, la ricotta, il timo, la noce moscata, il pepe, la chiara d'uovo appena sbattuta e, se l'impasto dovesse risultare troppo morbido, potete aggiungere un po' di pangrattato.
Riprendete la sfoglia, tiratela col mattarello o con la nonna papera in una 2 fogli non troppo sottili (vedi foto), mettete il ripieno a mucchietti su uno dei due e ricopritelo con l'altro. Sigillate bene le due sfoglie facendo uscire l'aria intorno al ripieno per quanto possibile e ritagliatela con la rotella. Se invece siete fortunati come me e possedete una nipote con fidanzato che per Natale vi regalano la raviolatrice, usatela pure!!! I ravioli risulteranno davvero bellissimi.

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Fateli bollire in abbondante acqua salata per pochi minuti, scolateli e serviteli con burro fuso e una bella spolverta del formaggio che avete usato nel ripieno (nel mio caso Bitto a gogò!!)
Buon appetito.

Dani

Now I say: where you find a blog where one of the authors, with supreme contempt of danger, daring and even absolute recklessness, captures for you in person nettles from her garden (pending reorganization of the spring!) Without gloves ( !) and offer them to you for a tasty dish? I know, I know, I’m an Hero: I can hear the eco of enthusiastic applause that followed my statement, although I feel some background voices who says things like "but you ......(choose a word ...) why without gloves? Because 'I’m absent minded! I was talking to my daughter explaining the qualities of nettles and their thousand applications (from purifying concoction of my grandmother, the diuretic infusions, or wraps to strengthen the hair, etc. etc.), when, to show her what was the plant, I took her in a corner of the garden where it usually grows: I wanted to show her exactly the leaves, and so I stretched out my hand to get one from seeing it, knowing that they do not burn when they are small. But I forgot that near the very small are their "mothers" the largest, in the words of Gaia, and that their gift is stinging... they’re strongly stinging, just strongly. Then with my hands on fire I went to take the rubber gloves. I avenged, however, and I ripped off a lot 'with the result that you suggest using the most tender, these excellent

Ravioli with thyme, nettle, ricotta and Bitto

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For the dough:
200 gr flour 00
2 eggs
1 small handful of nettles

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Prepared in the usual way the egg pasta dough by combining a handful of nettles, washed, dried and finely chopped (you must be just a glimpse of some green dot in the dough).

Then prepare the filling: Wash and blanch the nettles (Use gloves), just cut to the knife, salt and leave to cool. At this point add in a boule bitto grated or cut into very thin slices, ricotta, thyme, nutmeg, pepper, egg white just slammed, and if the mixture turns out to be too soft, you can add a little 'breadcrumbs.

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Pick up the dough, pull it with a rolling pin in 2-sheet not too thin (see photo), put the filling in one of two and cover it with the other. Seal well the two sheets by putting out of the air around the filling as possible and crop it with the wheel. If you're lucky like me and you have a niece with her boyfriend that for Christmas gives you the ravioli maker, use it well! The ravioli will be really beautiful.
Boil in salted water for a few minutes, drain and serve with melted butter and a nice sprinkle of the cheese you used in the filling (in my case Bitto!)
Bon appetite
Dani

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