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lunedì 13 maggio 2013

Tagliatelle alla curcuma e papavero con salsa piccante

Di Daniela

Nella mia esistenza (e parliamo di un bel po' di anni :-) ormai), ho sempre avuto delle passioni ricorrenti, che ciclicamente si ripresentano alla mia attenzione con la stessa intensità di quando le ho concepite:  come onde si sovrappongono, si avvolgono su se stesse, calano di intensità e poi riesplodono... 
Non sono moltissime, ma sono tutte ugualmente importanti, coinvolgono la fotografia e poi, attraverso la cucina o l'oggettistica, si spingono fino ai libri e al giardinaggio. per poi ricominciare da capo, non necessariamente in questo ordine.
I libri mi perseguitano da quando ero molto piccola. Me li regalavano parenti e amici, come si usava, per le feste tradizionali ed io, a differenza di altri, ne ero felicissima. Col tempo mi  sono legata in modo particolare ad alcuni di loro, che ho letto e riletto veramente decine di volte nel corso degli anni. Di alcuni ho addirittura diverse copie tra comprate, regalate e ricomprate solo per il piacere, magari, di una rilegatura diversa, dovuta spesso all'età dell'acquisto; ho alcune edizioni veramente...scarne, a voler essere cortesi, che risalgono a quando, studiando fuori casa, mi avanzavano ben poche lire da dedicare loro.
Uno tra i preferiti di sempre (di cui posseggo ben 4 copie) è il Piccolo Principe. Quella nella foto è la copertina dell'edizione che ho comprato per la mia figlia grande, quando aveva 5 anni... lei si divertiva a guardare le figure e io a leggerglielo. E' un libro splendido, di cui non ci si può mai stancare, tanto che in alcuni momenti sembra addirittura magico: tra le sue righe, trovi, ogni volta che lo leggi, qualche particolare che si adatta perfettamente all'attimo che stai vivendo... qualche volta è gioia, o emozione, qualche volta dolore, ma sempre poesia ingenua e dolcissima, che ti colpisce nel profondo del cuore.
Bene, quest'anno il Piccolo Principe compie 70 anni (fu pubblicato il 6 aprile 1943): settant'anni di successo ininterrotto, di leggerezza e profondità, di amore e bellezza.
E allora non potevo perdere quest'occasione per dire a un vecchio compagno di molte giornate della mia vita, mille di questi giorni, Piccolo Principe!!!!, sperando che la sua bellezza continui ad affascinare giovani menti di ogni età, per moltissimi anni ancora, perchè è bello pensare che forse "le stelle sono illuminate perchè ognuno possa un giorno trovare la sua."


  • Tagliatelle alla curcuma e papavero i salsa piccante
  • da un'idea di Elle à table

tagliatelle 2

Ingredienti
Per 500 g pasta fresca:
300 g di farina 00 
3 uova s 
1 cucchiaio di semi di papavero 
1 cucchiaino da caffè di curcuma 
1 cucchiaio di olio d'oliva 
pepe 
Per la salsa 
2 spicchi d' aglio 
1 bel pizzico di peperoncino in polvere 
1 peperoncino intero 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato. 


pasta alla curcuma


Mescolate la farina, semi di papavero e curcuma. 
Disponete a fontana sulla spianatoia la farina e aggiungete le uova sbattute . 

Cominciate ad impastare a meno intridendo, a poco a poco, con le uova la farina, aggiungendo poi l'olio d'oliva e impastate energicamente per tutto il tempo necessario per ottenere una pasta compatta e sostenuta.. 

Formate una palla, coprite con la pellicola trasparente e lasciatela riposare per un'oretta. Poi dividete l'impasto in 2 parti e cominciate a tirare la sfoglia con il mattarello, o adoperate la macchinetta, la mitica nonna papera, per ottenere delle tagliatelle. Mettete ad asciugare la pasta stesa su un mattarello sospeso, o sull'apposito attrezzino in legno o come siete soliti fare e intanto preparate il condimento.

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Per delle tagliatelle già di per se così profumate e colorate, un sughetto semplice e piccante come un aglio, olio e peperoncino è davvero azzeccato.

Per prepararlo ognuno ha il suo modo e le sue quantità preferite, legate al piccante o al sapore più o meno deciso di aglio. Io personalmente ne uso due spicchi non troppo grandi: uno lo lascio intero e lo schiaccio leggermente e l'altro lo taglio a fettine sottilissime. Lo metto a scaldare in una padella con dell'olio extravergine di oliva e aggiungo un peperoncino, privato dei semi, tagliato a pezzetti piccoli e se proprio voglio dare uno sprint in più, anche un bel pizzico di peperoncino in polvere e tolgo la padella dal fuoco.

A parte trito qualche foglia di prezzemolo.

pasta alla curcuma

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, per un paio di minuti (dipende dallo spessore che avete dato loro). Appena pronte scolate le tagliatelle e fatele saltare su fuoco vivo per un attimo nella padella con il condimento, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura. Aggiungete il prezzemolo tritato e servite caldo.

I semini danno un aspetto particolare alla pasta e si avvertono leggermente in bocca: il sapore, il colore e, più ancora, il profumo della curcuma fa il resto


tagliatelle

Un primo piatto, come vi dicevo, profumato e color dell'oro che invoglia....con un tocco di piccante che proprio regala una piccola nota in più.
Buona giornata a tutti
Dani

lunedì 13 febbraio 2012

Pan-brioche ai semi di papavero e un bellissimo Concerto di Beneficenza

Di Daniela


Per una volta vorrei sottolineare qualcosa di assolutamente positivo che viene dalle nostre figlie e per la precisione Ginevra e Carola che, insieme ad altri giovani musicisti (tutti compresi tra i 16 e i 18 anni) si sono messi di impegno e dedicando tutte le loro domeniche per più di 3 mesi, in barba al freddo, alla neve, alla pioggia, alle passeggiate con gli amci mancate o al ben meritato riposo dopo una settimana di studio, hanno organizzato un concerto il cui ricavato è stato interamente devoluto all'associazione che si occupa di aiutare chi ha subito danni nell'alluvione di novembre.
Hanno organizzato tutto da soli, senza la presenza di aiuti esterni, con una professionalità che ci ha davvero impressionato, senza tante parole, senza autocelebrarsi, con il solo desiderio di rendersi utili.
Il concerto si è tenuto nel Teatro Von Pouer, proprio nel cuore del quartiere di Marassi, il più colpito a novembre,  sabato scorso, alle 21.
E i ragazzi non solo sono riusciti, pur con tutte le ingenuità del caso (nessuna publicità fino all'ultimo giorno,  poche informazioni e poca visibilità) a riunire un buon pubblico che li ha seguiti con interesse e piacere, ma hanno anche saputo preparare e presentare uno spettacolo bellissimo, pieno di ottima musica molto ben eseguita, di gioia e passione e di comunicativo entusiamo. Avrebbero meritato di essere ancor più seguiti e non solo per l'impegno totale che hanno profuso, ma anche per la loro vera bravura.
Ed è con grande piacere che, accogliendo le richieste graditissime di Pellegrina e Cristina B. vi propongo anche il programma eseguito dai ragazzi nel corso della serata, aggiungendo a questo anche il bis "inedito" di America di Bernstein:

Collage di Picnik

Insomma, a tutti i musicisti, a Francesca e Nicolò (clarinetto) Marco e Valentina (flauto) Federico (percussioni) Gabriele, Ginevra e Michele (pianoforte), Carola, Cecilia, Clarissa e Francesca (violino) ed Eleonora L ed Eleonora T (violoncello) vanno tutti i nostri applausi ed i nostri complimenti per la bravura, la dedizione, la passione e la professionalità! Bravissimi!!

Pan-brioche ai semi di papavero
elaborazione da un'idea di Fare il pane di N. Negri
panbrioche papavero1

giovedì 17 febbraio 2011

Tisane, elisir e pozioni...lo Zafferano

Di Daniela
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Eccoci con la seconda spezia in programma per la nostra rubrica "Tisane, elisir e pozioni": parliamo del prezioso, profumato, coloratissimo
ZAFFERANO
383px-Illustration_Crocus_vernus0 wikipedia

"C’era una volta un bellissimo giovane mortale, di nome Croco. Costui si innamorò perdutamente di una ninfa dei boschi, elegante e graziosa, Similace che ricambiava il suo amore…ma l’amore tra un mortale e una divinità non era ammesso e così, vuoi per la gelosia di Afrodite per lei o di Hermes per lui, gli dei trasformarono il bel Croco in una pianta odorosa e preziosa e la giovane ninfa in un’altra piantina…."
Non è un bell’inizio? Non è una favola, è il mito di Croco, che racconta la nascita di questo preziosissimo fiore.. tanto per soddisfare la vostra curiosità la bella ninfa fu trasformata nella similax aspera e cioè la salsapariglia europea [ricordate i Puffi con l’odioso Gargamella? Tutto torna alla fine, in un grande cerchio :-)] i cui frutti erano utilizzati, come ci racconta Euripide nelle sue Baccanti ("Tutte si incoronavano con ghirlande di edera, di quercia e di smilace in fiore") per i riti dionisiaci….
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E non solo questa versione: la mitologia romana invece racconta che Mercurio, il Dio dei ladri e dei mercanti (bella accoppiata vero?) oltre che messaggero preferito degli dei e protettore della medicina, avendo sbagliato il lancio del disco, colpì a morte il suo amico Crocus e fece tingere del suo sangue il fiore della pianta affinché gli uomini, attraverso il colore ed il nome, lo ricordassero per sempre.
In entrambi i casi il personaggio nella mitologia aveva una doppia natura : morte e rinascita o meglio rigenerazione, tanto da diventare sia il fiore degli sposi, che il fiore usato nelle cerimonie funebri.
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Lo zafferano era molto conosciuto tra i popoli antichi.
Gli Egizi lo usavano per colorare le vesti, per preparare unguenti e profumi, per tingere le bende delle mummie e nel composto di erbe necessarie per l’imbalsamazione. I Greci come i persiani lo ritenevano un potente afrodisiaco ottimo per risvegliare la passione e lo usavano per farne corone oppure per spargerlo nei teatri o nei letti nuziali (sembra che anche il letto di Zeus fosse coperto da crochi); per i Romani era il colore del velo delle spose (flammeus, fiammeggiante come le tonalità degli stigmi dello zafferano) e il fiore che ,come dicevo prima, addobbava la casa della sposa, oltre ad usarlo anche per ornare le tombe, come auspicio per una vita ultraterrena. Persino la Bibbia nel Libro dei Cantici (4:14) viene citato come pianta aromatica e odorosa.
Lo zafferano prodotto dal fiore del croco, è stato usato da sempre per colorare con il colore dell’oro abiti sacri e religiosi, dalle toghe degli antichi Egizi all’abito del Dalai Lama, ma era usato anche per tingere la lana per i tappeti persiani, per le lane ed i tessuti del Kashmir, per gli abiti dei re d’Assiria, come per quelli Babilonesi fino ai re d’Irlanda.
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Il rosso dei veli da sposa si tramandò dai romani fino al medioevo , dove con la preziosa spezia si tingeva una veste che le spose indossavano sotto gli abiti per le nozze ed è stato usato da sempre per purificare la pelle : le donne si tingevano le guance, le labbra, le unghie e i capelli con questa spezia e la usavano per trattare l'acne, ma anche per trattare scottature, graffi e lividi. Bagni, olii per i massaggi e belletti a base di zafferano erano noti ovunque, e si ritrovano anche " nell’arte di amare " araba e persiana.
Prezioso fino al punto di essere noto come l’oro rosso, compariva addirittura nei contratti matrimoniali nel 1700, insieme a vesti, tele, abiti, terre e denaro… Forse la pianta è originaria di creta: il nome deriva infatti dal greco Kròkos (c'è un esplicito riferimento a questo fiore nell'Iliade di Omero – Libro XIV, versetto 347) che significa “filo di tessuto” e si riferisce ai lunghi stigmi ben visibili nella specie più conosciuta (e coltivata) di questo genere (Crocus sativus o zafferano vero). La prima documentazione dell'uso di questo nome lo abbiamo da Teofrasto di Efeso filosofo e botanico greco antico nonché discepolo di Aristotele. La parola zafferano, invece, deriva dalla parola latina safranum, che a sua volta deriva dall'arabo zaʻfarān (زعفران) (da aṣfar (أَصْفَر‎), che significa "giallo").
Sembra che la pianta sia originaria dell’isola di Creta e che da li sia stata portata nel Medio Oriente, in Africa e in Italia, dove, nel periodo romano, come ho detto, ebbe grande importanza anche economica. Con la caduta dell’Impero Romano la popolarità dallo zafferano venne meno, e la sua coltura sopravvisse in Oriente, nell’impero di Bisanzio, e nei paesi arabi. Attorno all'anno mille (961 a.C.) furono gli Arabi che ne reintrodussero in Europa la coltivazione attraverso la Spagna. Ci fu così, in tutto il bacino del Mediterraneo un grosso incremento nell’utilizzo di questa spezia. Il suo valore fece si che fossero comminate in Spagna pene molto severe per chi cercava di portar fuori i preziosi bulbi: fino alla pena di morte. Ma Padre Santucci, un frate che nel 1230 sappiamo far parte in Spagna di un tribunale dell’inquisizione di Gregorio IX, riuscì a trafugare qualche pianta, portandola in Abruzzo, sua terra d’origine, dove ottenne risultati di qualità addirittura superiori all’originale e dove tutt’ora, oltre che in Toscana e in Sardegna, viene coltivata con ottimi risultati. Curiosità locale: da qualche tempo abbiamo anche noi in Liguria una piccola coltivazione: è a Minceto un minuscolo paesino nel comune di Ronco Scrivia, a 600 metri di altitudine alle spalle di Genova, quindi!
spa zaff 006
Da questo connubio fortunato, l’inizio dell’utilizzo anche in cucina dello zafferano anche in Italia: già nel ‘400 “giravano” moltissime ricette con la preziosa spezia e così, oltre ad utilizzarlo per tingersi i capelli, cominciò a far parte della “cucina d’autore” soddisfacendo i palati più raffinati e soprattutto , forse , aiutando a coprire con il suo aroma i sapori un po’ “forti” di molte pietanze del tempo.
sformato capesante gamberi
Un’ultima curiosità sul suo utilizzo culinario: sapete qual è la leggenda sulla nascita del risotto alla milanese, il piatto forse più classico (arancini e altre squisitezze a parte :-)) per l’utilizzo dello zafferano? Nel 1500 il Maestro pittore fiammingo, Valerio da Profondovalle (Diependale), lo utilizzava per colorare le vetrate del Duomo di Milano e così, per un caso, pare che durante il matrimonio di sua figlia, anch’essa pittrice) un po’ di zafferano cadde sul piatto di riso che stavano preparando per il banchetto: lo assaggiarono, un po’ prevenuti, i cuochi, e si accorsero così che era squisito. Da qui a poco a poco la fama del risotto si sparse fino a diventare quasi il piatto simbolo della città ed apprezzato ovunque.
zafferano
Parliamo un po’ della pianta ora. Si tratta di un croco autunnale che fiorisce nel periodo che va dalla metà di ottobre alla fine di novembre a seconda del clima. La sua coltura deve essere effettuata quasi interamente a mano rendendo estremamente costosa la spezia che se ne ricava: la fioritura dura dai 15 ai 20 giorni, durante i quali, ogni mattina si raccolgono, manualmente, fiori appena in boccio (infatti con il sole si schiuderebbero rendendo facile, con la manipolazione, il deterioramento degli stimmi), dai quali si estraggono, sempre a mano, i tre preziosissimi stimmi rossi.
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Questi vengono poi essiccati al sole oppure con l'esposizione a una blanda fonte di calore, per conservarli accentuandone l'aroma e il potere colorante. La raccolta deve essere effettuata giornalmente perché il fiore appassisce in poche ore. Per avere 1 grammo di Zafferano essiccato occorrono mediamente dai 140 ai 150 fiori.
zafferano pistilli
Le sue proprietà sono tali da venir ritenuto, da sempre un "elisir di lunga vita" . Vediamole:
- è un fantastico antiossidante, grazie alla crocetina, crocina e picrocrocina, carotenoidi contenuti negli stimmi che hanno la capacità di legarsi ai radicali liberi e neutralizzarli proteggendo le cellule e innalzando le difese immunitarie. E' ricco inoltre di vitamine B1 e B2 essenziali per la crescita e il corretto funzionamento del metabolismo.
- contiene anche una sostanza (la zeaxantina) che protegge gli occhi e la vista
- è un efficace digestivo, grazie ai suoi aromi, ai pigmenti e ai numerosi principi attivi aumenta la secrezione della bile e dei succhi gastrici facilitando la digestione. Molti liquori digestivi contengono lo Zafferano.
- è un ottimo depurativo, ha proprietà disintossicanti e antinfiammatorie che aiutano ad eliminare le tossine e ad abbassare le quote di colesterolo e trigliceridi contenuti nel sangue.
- è un toccasana anche nei confronti della sindrome premestruale, dove le sperimentazioni hanno già dato risultati molto incoraggianti contro sbalzi d’ umore e tensione nervosa.
- è un efficace anti-stress, ha un effetto antidepressivo e tonificante sul sistema nervoso, inoltre ha proprietà sedative .
- è un ottimo afrodisiaco, agisce sulle ghiandole surrenali, stimolando la produzione di ormoni quali adrenalina e cortisolo. (Il cardinale Richelieu, che evidentemente aveva interessi discosti dalla sua “vocazione” usava come eccitante una confettura allo zafferano, e alla fine dello stesso secolo il chirurgo francese Ambrogio Parè consigliava agli impotenti il risotto condito con questa spezia.)
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Oggigiorno si è stabilito che in alcuni casi la quantità di 10 gr di zafferano presa in una unica somministrazione, può risultare nociva, e 20 gr addirittura pericolosa: ma per dare al tutto la giusta proporzione vi ricordo che una bustina ne contiene 0,15 gr e in una porzione di risotto o di una pasta ne sono contenuti circa 0,03 gr… e considerate anche che un piatto preparato con lo zafferano può far eliminare il 20% delle scorie di radicali al giorno: più della vitamina C o E… fate due calcoli voi!

TISANA (e altri rimedi) ALLO ZAFFERANO
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Ingredienti
1 pizzico di zafferano o 3 stimmi
100 ml o poco più d'acqua
1 cucchiaino di miele

Mettete un pizzico di zafferano in polvere in una tazza d’ acqua, portate ad ebollizione e lasciate riposare per una decina di minuti. In alternativa, lasciate in infusione per 10 minuti in 100 ml (un bicchiere circa) di acqua calda 2 o 3 stimmi . Se aggiungete un cucchiaino di miele, avrete un ottimo infuso digestivo e antistress da bere la sera per conciliare il sonno.
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Oppure, per rafforzare le difese dell'organismo, per esempio durante l'inverno o in periodi di superlavoro, è consigliabile diluire una bustina di zafferano in mezzo litro di succo di carota, da bere nel corso della giornata.
Un consiglio per i capelli chiari? Per rendere luminosa una capigliatura bionda, e accentuare i riflessi dorati eliminando il giallo innaturale, è sufficiente sciogliere una bustina di zafferano o alcuni pistilli polverizzati in mezzo litro di acqua bollente. Una volta che si sarà colorata di giallo, filtrarla e versarla sui capelli dopo la shampoo, lasciando asciugare all'aria. Avrete una chioma lucente e profumata…
Ora l’ultimo suggerimento sul tema: per avere una pelle splendente, invece, si può preparare un impacco rigenerante a base di zafferano e carota. Basta frullare 250 grammi di carote ben pulite, e aggiungervi 1/2 tazza di tè verde in cui avrete fatto sciogliere 2 bustine di zafferano. Appena il preparato si è raffreddato potete amalgamarlo con dell’ olio d'oliva fino a ottenere una crema morbida e compatta, da applicare su viso, collo e décolleté per 15 minuti.
Buona giornata
Dani

TISANE (and other remedies) SAFFRON
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Ingredients
1 pinch of saffron or 3 stigmas
100 ml water
1 teaspoon honey


Put a pinch of saffron powder in a cup of 'water, bring to a boil and let it stand for about ten minutes. Alternatively, leave 2 or 3 stigmas to infuse for 10 minutes in 100 ml (about a cup) of hot water. If you add a teaspoon of honey, you'll have a great digestive and anti-stress tea to drink in the evening to sleep
Or, to strengthen the immune system, for example during the winter or during periods of overwork, it is useful to dilute saffron in half a liter of carrot juice to drink throughout the day.
A tip for light hair? To make light blonde hair, and accentuate the golden yellow, eliminating the unnatural, simply dissolve one sachet of saffron pistils or a pinch of powder in boiling water. Once it is yellow, filter it and pour it on the hair after the shampoo, air dry. You will have a shiny and fragrant hair..
Now the last suggestion : to get a glowing skin, however, you can prepare a rejuvenating cream made with saffron and carrot. Just mix 250 grams of carrots cleaned, and add 1 / 2 cup of green tea that you do dissolve in 2 sachets of saffron. As soon as the mixture has cooled, you can mix it with 's olive oil until creamy, smooth and compact, and apply on the face, neck and chest for 15 minutes.
Have a nice day
Dani




Fonti:
http://www.erbeofficinali.org Scheda 'ZAFFERANO' by Alberto Tucci
http://www.amo-bulbi.it/tec_C_sativus_zafferano.htm Testo adattato dall'articolo di Mariella Prato " Zafferano, pianta preziosa. Come l'oro, anzi di più", apparso in GARDENIA, n.29, settembre 1986.

venerdì 8 ottobre 2010

Spaghetti alla Patrizia

Di Daniela
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Parlerò poco oggi, perchè la ricetta che vi propongo, pur essendo semplicissima, è interessante ed un classico della cucina siciliana; quindi ho aggiunto qualche chiarimento, come mio solito ;-)), e qualche suggerimento: non vorrei annoiarvi eccessivamente. Solo un piccolo inciso per raccontarvi quando l'ho preparata.
Giusto pochi giorni fa, come avrete senza dubbio visto su tutti i telegiornali, a Genova abbiamo avuto qualche goccia di pioggia di troppo che, come sempre, ha creato in una parte della città, in questo caso quella occidentale, i soliti disastri, allagamenti, danni indicibili e paura in abbondanza. Qui da noi, siamo stati meno toccati da questo disastro; ciononostante anche abbiamo avuto la nostra bella razione d'acqua che, dalla mattina alla sera, ha incessantemente flagellato l'intera liguria. Tutto ciò per dirvi che, dati anche gli allerta della protezione civile ecc ecc, sapevamo perfettamente, fin dal giorno precedente, che il lunedì non sarebbe stata una splendida e soleggiata giornata autunnale! Pensate voi forse a questo punto che, a fronte di tutto ciò, la figlia numero 2 abbia pensato di prendersi un ombrello, uscendo di casa per andare a scuola? No ovviamente!!! Giammmai, un oggetto obsoleto e ingombrantre in ogni sua forma e dimensione, assolutamente contrario al look minimalista in voga al momento tra gli accessori-scuola!!! Nè ha pensato a chiamarmi all'una per dirmi "mamma scusa, diluvia e sono senza ombrello, faresti un salto a prendermi con la macchina?", cosa che mi avrebbe almeno concesso il piacere di arrabbiarmi e di strillare per alcuni minuti :-) sulla sua imprudenza e imprevidenza. Nooo, si è presentata direttamente a casa, all'1,30 con l'esatta espressione e situazione fisica di un essere umano appena uscito dalla doccia, con tutti i vestiti addosso però!! Per non dirvi dell'espressione degli occhi tipo il già citato Gatto di Shrek: "Scusa, non volevo disturbarti!" Soluzione: sotto la doccia vera e calda, questa volta senza vestiti però, pranzo rimandato alle 14.30 più o meno e raffreddore colossale con naso rosso al seguito... Mi sono meritata, per non averla strangolata questi spaghetti, secondo voi :-) ?

SPAGHETTI ALLA PATRIZIA
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L'ispirazione di questo eccellente piatto è una di quelle che mi sono arrivate questa estate dalle mie amiche di spiaggia di cui vi ho parlato: nel caso particolare è stata Patrizia che mi ha parlato di questa ricetta, che le veniva da sua suocera, e che lei spesso prepara data la sua semplice gustosità. Le dosi precise invece arrivano dalla CI dove per combinazione ho trovato al stessa pasta. In questo modo posso essere più precisa sulle quantità degli ingredienti che una ricetta di famiglia di solito non ha : di solito è il sistema "ad occhio" che la fa da padrone !
Quindi dalla sintesi eccovi la ricetta
per 4 persone
350 gr di spaghetti o spaghettoni
80 gr di pane vecchio
80 grammi di olio extra vergine di oliva
3 acciughe sott'olio o dissalate
1 pomodoro ramato (circa 170 gr.)(facoltativo)
sale
1 spicchio d'aglio
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Prima di tutto la ricetta originale di Patrizia non prevede il pomodoro e le acciughe sono un paio di più: naturalmente dipende dal vostro gusto: entrambe la alternative sono ottime.
Sbriciolate grossolanamente (o passate velocemente al mixer) 80 gr di pane secco, distribuitelo in una teglietta, conditelo con 40 gr di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale
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e infornatelo a 220° per 3-5 minuti, finchè non avrà raggiunto un bel colore dorato. In alternativa potete tostarlo in una padellina antiaderente e, volendo, eliminare l'olio, come fa la mia amica.
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Preparate se volete provare la versione rossa, con il pomodoro pelato, privato di semi e tagliuzzato una base rossa.
Scaldate in un ampia padella 40 gr di olio extravergine di oliva con uno spicchio di aglio sbucciato e fate sciogliere le acciughe sott'olio o dissalate. Io uso quelle di Monterosso di cui vi ho già parlato, che hanno un gusto veramente speciale!
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Unite quindi il pomodoro, se vorrete usarlo, ed eliminate l'aglio.
Cuocete 350 gr di spaghetti o spaghettoni in acqua bollente salata, scolateli al dente e saltateli velocemente nel condimento.
Spegnete il fuoco e completate con la mollica di pane tostata.
Buon appetito
Dani

SPAGHETTI PATRIZIA'S STYLE
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There are two versions of this tasty first course: one in red and one in white. You can choose according with your personal preference, to use on not the tomato.
Ingredients
80 gr extra vergin olive oil
350 gr of spaghetti
80 gr bread crumbs
3 anchovies under oil or salted anchovies, well washed under current water
1 tomato (170 gr )
1 garlic clove

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Crumble coarsely 80 gr stale bread, put it in a baking dish, season with 40 grams of extra virgin olive oil and a pinch of salt. Bake at 220 degrees for 3-5 minutes, until golden brown. Alternatively, you can toast it in a pan, rwithout oil, as my friend Patrizia does.
If you want to try the red version , prepare with tomatoe peeled, seedless and chopped a red sauce.
Heat in a large frying pan 40 grams of extra virgin olive oil, with a clove of garlic peeled and melt in it the anchovies.
Then add the tomato, if you want to use it, and remove garlic.
Cook 350 grams of spaghetti in boiling salted water, drain them "al dente" and toss quickly in the sauce.
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Turn off the heat and sprinkle with toasted bread crumbs.
Bon appetite
Dani
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