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giovedì 10 maggio 2012

Riso al pepe di Sichuan, zenzero e acciughe di C. Cracco

di Daniela

Vi avevo preannunciato che vi avrei spesso mostrato, come capita ogni  anno, qualcuno dei miei fiori, di cui sono così orgogliosa e che mi costano ore ed ore in giardino per curarli, concimarli, potarli e tutto ciò che la semplice bellezza richiede per potersi esprimere al massimo.... Oggi è la volta della Peonia e di un suo mica tanto amichevole frequentatore, che, come spesso mi capita (ricordate la farfalla dello scorso anno?), sembra si sia messo in posa giusto per farsi fare un ritratto, in atteggiamento aggressivo, da vero macho, in attesa.....

peonie

Peonia arbustiva...

peonie

Il suo bocciolo...

peonie

...e un  Misumena vatia Clerck, 1757 , in attesa....


di cosa, direte voi. Ma di qualunque cosa voli o cammini e sia disponibile a salire  sullo splendido fiore rosa e profumato... approfittando del suo colore chiaro e insignificante questo ragnetto non ama faticare, tessendo affascinanti e regolari ragnatele, ma se ne sta lì, in agguato, attendendo immobile che prede anche più grandi di lui, come le api, si avvicinino, per catturarle.... eppure non si direbbe, visto la sua dimensione così ridotta.... Mai considerare poco pericoloso ciò che è insignificante....

 Riso al pepe di Sichuan, zenzero e acciughe 
riso cracco 1

mercoledì 24 agosto 2011

Sformatini di riso bianco e nero

 Di Daniela

masterclass

Tra poco si parte per la masterclass musicale delle bimbe a Bormio: l'eccitazione è alle stelle, anche perché quest'anno non ci sarà soltanto la figlia media, Ginevra,  la pianista, ma anche la piccola, la Microba, violoncellista e,  sommo piacere massimo, anche Carola, la nostra violinista preferita (la figlia di Ale, ovviamente: siamo o no un blog musicale?) Meglio dei tre moschettieri, non vi pare? A fronte di ciò, Ale e io siamo già pronte psicologicamente a farci sommergere le orecchie e tutti gli altri sensi, in verità, da racconti pieni di entusiasmo  (e dei più minuti dettagli ;-)) di ogni meravigliosa performance, solitaria o in gruppo, di ogni singola nota conquistata, accordo ben eseguito e novità tecnica finalmente chiarita e compresa appieno... un delirio di parole, oltre che di note: l'organizzazione della masterclass e del festival si chiama "Le altre note" d'altra parte. Che ne sia proprio questo il motivo ;-)!?
E così nell'attesa di udire concerti in Valtellina e ragazzi appassionati di ogni dove, ci rinfreschiamo, in questa calda fine estate 2011 con eleganti

Sformatini di riso bianco e nero
da un'idea di CI Giugno 2011
riso venere   e bianco in timballo
Ingredienti per 6 
700 gr di peperoni gialli (350 gialli e 350 rossi per me)
400 gr di pomodori
350 di riso verde (bianco per me)
350 gr di melanzane lunghe (2)
300 gr zucchine novelle
250 gr di riso venere
1 spicchio di aglio
olio evo
basilico
alloro
sale

giovedì 14 ottobre 2010

Riso Venere con crema di zucca e mazzancolle al worcester

Di Daniela
Scroll down for English version
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Il riso nero Venere, in Italia viene coltivato nelle province di Novara e Vercelli. E’ un riso aromatico, profumato, con un sentore di pane appena sfornato, tipico dei risi orientali. L'aroma lo si percepisce già annusando da vicino i chicchi crudi e diventa più incisivo con il calore.
Questo tipo di riso in Cina esiste da secoli, ma è sempre stato riservato alle tavole dei nobili, perché raro e poco produttivo; fino all’Ottocento veniva coltivato solo per l’Imperatore e la sua corte ed ancora oggi il suo costo è molto più elevato di altri risi. In Europa il riso nero era sconosciuto, perché non c'erano varietà che potessero crescere e fruttificare nei nostri climi temperati. Oggi il riso Venere, frutto degli studi e della selezione di un ricercatore cinese in Italia, presenta le proprietà del preziosissimo riso nero degli antichi Imperatori cinesi.
Il riso Venere vanta straordinarie proprietà nutrizionali: ricco di fibra e fosforo, contiene inoltre minerali come calcio, ferro, zinco e selenio. E' un riso integrale piacevolmente aromatico che quando cuoce sprigiona un particolare aroma fra il legno di sandalo e il pane appena cotto. Deve il suo colore naturalmente nero, alla particolare pigmentazione del pericarpo (la pellicina che ricopre il chicco), mentre l'interno del granello è bianco come in tutti gli altri risi. Il chicco è piccolissimo, non più lungo di quattro millimetri e dopo la cottura mantiene la sua consistenza risultando ben sgranato
Lo si utilizza per comporre piatti prelibati ed è adatto alla preparazione di risotti ed insalate di riso, è un ottimo contorno per pesci e carni dal gusto delicato, ma va provato anche semplicemente condito con un po’ di olio extravergine d’oliva. Ottimo anche nei secondi piatti, specialmente se a base di pesce, ma anche con carni o verdure, nei dolci, in torte, budini e biscotti e come ingrediente in altri preparati quali pane, polenta, crespelle ed involtini. Nei piatti, oltre che gustoso, è molto decorativo. Il riso nero Venere è un riso integrale e richiede 40/45 minuti per la cottura, mentre il tipo parboiled è pronto in 20 minuti.
(da www.risovenere.it, www.salacereali.it, www.risogallo.it)

Riso Venere con crema di zucca e mazzancolle al worcester
da CasaFacile ottobre 2010
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Ingredienti per 4 persone:
200 gr di riso Venere
16 mazzancolle
29 gr di zenzero a fette
2 cucchiaini di zenzero in polvere
200 gr di polpa di zucca
salsa Worcester
2 cucchiai di olio evo
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Fate bollire dell'acqua in una casseruola e fate bollire il riso Venere. Fatelo cuocere secondo i tempi scritti sulla confezione. In un'altra casserula fate cuocere in acqua bollente la zucca tagliata a dadini (io invece l'ho fatta ammorbidire in un padellino con un filo d'olio).
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In una padella fate scaldare 2 cucchiai d'olio, pulite le mazzancolle e fatele rosolare a fuoco vivace. A metà cottura aggiungete una generosa spruzzata di salsa Worcester e lo zenzero a fette ( io ho utilizzato anche qui quello in polvere. La quantità decidetela voi a seconda del vostro gusto.) Pepate e ultimate la cottura. Preparate degli spiedini con le mazzancolle e adagiateli nella pentola in modo che si irrorino bene con il sugo di cottura.
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Quando la zucca è cotta ( a modo mio massimo 15 minuti) frullatela con 2 cucchiai di olio, sale e una spruzzata di zenzero in polvere. Fate mantecare il riso con del burro e servitelo con la crema di zucca e gli spiedini di mazzancolle.
Buon appetito
Dani



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Black rice is one of several black-colored heirloom plants producing rice variants such as Indonesian black rice, of which Forbidden Rice is a strain. High in nutritional value, black rice is rich in iron. Unlike other black rice from Asia, it is not glutinous or rough. This grain is high in fiber and has a deep, nutty taste. Black "forbidden rice" is so named because originally it was considered the Emperor's rice and was literally forbidden for anyone else to eat it. It is a deep black color and turns deep purple when cooked. Its dark purple color is primarily due to its high anthocyanin content. It has a relatively high mineral content (including iron) and, like most rice, supplies several important amino acids.

(from http://en.wikipedia.org)

Black rice with cream of pumpkin and shrimp with worcester sauce
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Serve 4:
200 grams of rice Venus
16 prawn (or shrimp)
29 g ginger, sliced
2 teaspoons ground ginger
200 grams of pumpkin
Worcester sauce
2 tablespoons extra virgin olive oil
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Boil water in a saucepan and simmer the rice Venus. Cook according to the times written on package. In another saucepan cook the pumpkin cut into cubes in boiling water (I did it I will soften in a pan with a little olive oil). In a pan heat 2 tablespoons of olive oil, clean the prawn and fry over high heat. Halfway through cooking add a generous splash of Worcestershire sauce and ginger slices (I used the dust. The amount depends on your taste.). Add pepper and finish cooking. Prepare the skewers with the prawn and place them in the pot so that they can stay for some moments in the sauce.
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When the pumpkin is cooked (my way up to 15 minutes) whisk it with 2 tablespoons oil, salt and a dash of ginger powder. Stir the rice with butter and serve with cream of pumpkin and prawn skewers.
Bon appetite
Dani

giovedì 12 agosto 2010

insalata di riso nero al primo sale pomodorini e olive


di Alessandra


insalata di riso nero




A differenza delle insalate di pasta che, come dicevo qualche giorno fa, non mi piacciono per niente, io vivrei di insalate di riso. Quando ero piccola, erano il "famolo strano" per eccellenza. Mia nonna le guardava con tutta la diffidenza di questo mondo, considerandole foriere di chissà quali mali, mia madre le preparava volentieri, trovando in questo modo un sfogo all'estro creativo della sua cucina. Io, ovviamente, le mangiavo, scartando con la forchetta tutto quello che non mi piaceva, ma godendomi comunque quello che, per me, era un modo di mangiare informale e divertente. Lo è rimasto anche oggi- e difatti è rarissimo che nei nostri inviti a cena sia prevista un'insalata di riso: però, il divertimento nel prepararle e nel mangiarle resta. Quindi, quando mi è capitato per le mani il numero di Alice di luglio, con uno speciale su questo piatto, mi sono messa d'impegno e le ho provate tutte, complice anche la necessità di svuotare la dispensa dei vari avanzi di "riso strano" ( non oso pensare alla faccia di mia nonna, in questo momento...). Tre su tutte hanno passato l'esame a pieni voti- e ve le lascio qui, per queste ultime settimane di estate


INSALATA DI RISO NERO AL PRIMO SALE POMODORINI E OLIVE
da Alice - Luglio 2010

400 g di riso nero
200 g di primo sale
200 g di pomodorini datterini
100 g di olive nere snocciolate
un mazzetto aromatico (una foglia di alloro, 3 rametti di timo, 4 foglie di salvia, 4 ciuffi di prezzemolo)
1 cucchiaio di capperi sotto sale
4 cucunci sotto sale (non li avevo, non li ho messi, siamo sopravvissuti)
1 cucchiaino di succo di limone
10 g di sedano verde
timo fresco
olio EVO
aceto di mele
sale e pepe




insalata di riso nero

portare a bollore in una casseruola 3 dl di acqua con due cucchiaini di sale, il mazzetto aromatico e un cucchiaino di succo di limone. Versate il riso e lessatelo per 12 minuti *
Dopodichè scolatelo, stendetelo su una teglia, conditelo con olio e lasciatelo raffreddare
Lavate e asciugate i pomodorini e tagliateli a metà. Tagliate a rondelle le olive, a cubetti il primo sale e il sedano verde. Scacquate i capperi, per eliminare il sale di conservazione, quindi aciugateli bene. Spezzettate il sesamo e sgranate qualche foglia di timo fresco.
Versate il riso ormai freddo in un'insalatiera, unite i pomodorini, le olive, il sedano, il primo sale, i capperi e il timo e mescolate accuratamente. Emulsionate 3-4 cucchiai d'olio con un cucchiaio di aceto, un pizzico di sale e una macinata di pepe, condite con il riso e mescolate ancora, per distribuire il condimento.
Portate in tavola, guarnendo con spicchi di cucunci e qualche foglia di timo fresco


*dissento. Il mio riso nero ci mette almeno il doppio, a cuocere...

buona giornata
alessandra

lunedì 18 maggio 2009

Le eredità irresistibili e i gamberoni al tè



Il ricordo più lieto che ho del corso di Ebraico ai tempi dell'Università è legato al clima surreale e divertito che si avvertiva quando, prendendo in mano la Bibbia ed iniziando a leggere dal fondo, esordivamo tutti con " in principio". La cosa ci sembrava così buffa che, un po'alla volta, avevamo preso tutti ad attaccare la lettura così, con buona pace del professore che, una volta riscontrata la vanità dei suoi sforzi di ricondurci a quel minimo di decoro che la sacralità del testo imponeva, si era serenamente rassegnato all'imperscrutabilità del Fato che, per quell'anno, gli aveva riservato una classe di emeriti imbecilli.
L'episodio mi è tornato in mente mentre leggevo L'irresistibile eredità di Wilberforce, opera secunda di Paul Torday, acclamata dalla critica come "semplicemente meravigliosa", " da leggere assolutamente", " un puro gioiello", capace niente meno di infrangere la maledizione che vuole i secondi "parti" meno brillanti dei "primi". Anche il risvolto della copertina sembrava promettere bene: "non sono un alcolizzato: ho la passione per il Bordeaux, tutto qui" risuonava alle mie orecchie come una sorta di "apriti sesamo" che mi avrebbe schiuso le porte di quel trionfo di sensorialità e di godimento allo stato puro che è il mondo del vino.
Se avete un po' di dimestichezza con le quarte di copertina (leggasi: se vi siete già presi almeno tre bidoni solenni, fidandovi delle recensioni sul restro del libro), sapete già che le aspettative per cui avete sborsato a cuor leggero 17.50 euro sono andate miseramente deluse: dissipato il fumo negli occhi delle prime pagine, ci si trova di fronte ad un romanzo che , del romanzo, ha solo il nome: scarsissima l'introspezione psicologica dei personaggi, debole la trama, piatta la scrittura, solo a tratti ( per altro brevi e scoordinati) in sintonia con la materia trattata.
L'unico motivo per cui l'irresistibile eredità di Wilberforce non finisce dritto nella pattumiera virtuale dei libri da buttare è per la trovata dell'impianto narrativo- che è quella che mi ha fatto venire in mente le lezioni di Ebraico, tanto per "chiudere il cerchio": nel senso che la vicenda inizia dalla fine e procede a ritroso, seguendo uno schema cronologico inverso dal quale l'autore non deraglia mai, neppure per concedere al lettore uno straccio di epilogo finale, una postfazione, qualcosa insomma che risollevi dallo sconforto che ti prende quando arrivi all'ultima pagina e ti rendi conto che sapevi già tutto (e, peggio ancora, che quello che sapevi non ti piaceva per niente).
Quindi, se amate il post moderno ma non osate ancora avventurarvi per i sentieri criptici e insidiosi di De Lillo, questo libro fa per voi. E se invece siete amanti di una letteratura tradizionale, che abbia un inizio e una fine (non necessariamente lieta) collocate al punto giusto, lasciate perdere e convogliate la stessa cifra in qualcosa che va all'indietro pure lui, ma lascia ben altro retrogusto...

GAMBERONI AL TE' E ALLO ZENZERO


per 4 persone
16 gamberoni ( o 24 mazzancolle, come quelle che vedete nella foto)
tè verde leggero
un pezzo di zenzero fresco ( circa 10 g)
brodo di pesce
olio EVO.
riso venere per accompagnare

Pulire bene i gamberi, togliere il carapace e il filo nero e farli marinare per due ore nel tè, in cui avrete grattugiato lo zenzero.
Nel frattempo, preparate il riso pilaf: prendete un recipiente che possa andare in forno e fatevi stufare mezza cipolla tritata, come per un normale risotto. aggiungete il riso ( circa due tazze piccole), fate tostare e poi bagnate con del brodo 8 meglio se di pesce), in quantità doppia rispetto al riso. il riso deve essere completamente coperto. togliete dal fuoco e sigillate il recipiente con della carta stagnola, poi infornate a 180 gradi per 18-20 minuti: è pronto quando il brodo è stato completamente assorbito dal riso. Togliete l'alluminio e sgranate con una forchetta.
Togliete i gamberi dalla marinata e fateli saltare velocemente in padella, salandoli leggermente.
Servite in piatti indivicuali, disponendo i gamberi su un letto di riso e portando il resto a parte
Buon appetito
alessandra
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