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venerdì 8 marzo 2013

Pani dal mondo: i Parker House Rolls di Martha Stewart

Di Daniela

Per gentile concessione della New York Public Library

Termino la settimana richiamando il post di mercoledì: vi raccontavo che al Parker House Hotel (Omni Parker House) insieme alla Boston Cream Pie, è nato anche il celebre Parker House Roll, un panino burroso e morbidissimo, eccellente sia per la colazione, che come accompagnamento a vari piatti.

La sua storia questa volta è divertente : viene creato , secondo la leggenda, da un cuoco tedesco, un certo Ward, impiegato presso la cucina dell'Hotel (sapete che all'Omni Parker House ha lavorato anche Malcom X?), il quale, arrabbiatissimo sa il cielo per cosa, dopo aver preparato l'impasto dei panini e averli tagliati alla bell'e meglio, li lancia stizzito all'interno del forno: i panini cuociono e lui, costretto a servirli per la mancanza di tempo, riceve moltissimi complimenti per la loro creazione, cominciando così la produzione giornaliera.


In realtà ben più logico ed interessante è il ragionamento storico dell'autrice di abreadaday, che spiega che l'abitudine americana a panificare con mais ed altri cereali, legata al difficile reperimento iniziale (Gambetto!! i soliti padri :-))) ed all'alto costo della farina di frumento importato dall'Europa, abitua i coloni a pani rapidi e morbidi. 

foto da qui
Quando poi l'agricoltura indigena prese a produrre grano in proprio ormai l'abitudine alla crosta morbida era molto radicata e quindi si continuarono per molti anni a preferire panini come i Parker House Rolls, teneri al morso, profumati e burrosi.
Di questi in particolare Fannie Farmer, appassionata esperta di cucina, fornisce una ricetta nel 1896 nel suo Boston Cooking-School Cook Book, un mito in America, il primo ad affrontare la cucina in modo più rigoroso, anche nella stesura delle ricette.

Io ho seguito quella di Martha, tanto per cambiare, anzi una delle ricette di Parker House Rolls. In casa li hanno trovati deliziosi e come al solito la mia velleità di congelamento è sparita nei loro capaci stomaci!


Parker House Rolls
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Ingredienti per circa 36 panini

  • 113 gr (1/2 tazza burro fuso ), più burro fuso per spennellare i panini 
  • 355 ml (1 1/2 tazze) di latte caldo (115 gradi) 
  • 7 gr (1/4-once) di lievito secco attivo
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiaini di sale
  • 2 uova grandi, leggermente sbattute
  • 650/ 700 gr (6 o 6 1/2 tazze) di farina,  più un po' per il piano di lavoro

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Spennellate una grande ciotola con il burro e mettetela da parte. In una piccola ciotola, sciogliete il lievito in 60 ml di latte. Lasciate riposare fino a quando si formano un po' di bollicine in superficie, circa 5 minuti. In un'altra ciotola, unite il burro fuso, lo zucchero, il sale, il rimanente latte e le due uova leggermente sbattute. Sbattete con una frusta per mescolare. Unite il lievito.
Con un cucchiaio di legno, unite la farina, 1 tazza alla volta, fino ad ottenere un impasto morbido. rovesciate l'impasto su un piano di lavoro infarinato e impastate fino a che non otterrete un impasto liscio ed elastico, da 5 a 10 minuti. Mettete la pasta nela ciotola preparata, e rigiratela per ungerne tutta la superficie. Coprite con pellicola trasparente. Lasciate riposare in un luogo caldo fino al raddoppio per circa 1 ora e 15 minuti.
Sgonfiate la pasta e dividetela in 2 parti. Rovesciate la ciotola usata per la lievitazione sui due pezzi di pasta e lasciate riposare per 10 minuti. Lavorate con un pezzo alla volta, su una superficie leggermente infarinata: create un quadrato da 30 x 30 cm  spesso un po' meno di 1 cm.. Tagliare in sei strisce (prima a metà e poi la metà in 3 parti). Tagliate poi ogni striscia in tre rettangoli.
Spennellate con burro fuso i rettangoli. Con un coltello, incidete leggermente i rettangoli (non perfettamente a metà) e ripiegateli  su se stessi con la parte imburrata all'interno. Disponete i rettangoli in file regolari leggermente sovrapposte, su una teglia imburrata. Lasciate circa 1 cm di spazio tra le righe. Coprite con un panno e lasciate riposare fino al raddoppio della massa, da 20 a 30 minuti.

rolls della Martha

Preriscaldate il forno a 190 gradi. Spennellate i panini con burro fuso. Trasferite in forno e cuocete fino a doratura, circa 17 minuti, se cuocere una singola striscia, circa 25 minuti, se cuocete 3 strisce alla volta . Togliere dal forno e spennellate nuovamente con il burro fuso e spolverateli con un pochino di sale (per me rosa dell'Himalaya) Se li assaggiate tiepidi non riuscite più a smettere di mangiarli!

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Se desiderate congelarli, preparate tutto seguendo le indicazioni, fino alla disposizione in teglia: quando sarete a questo punto congelate le singole "strisce" e quando desidererete utilizzarle, basterà estrarle dal freezer e disporle su una teglia imburrata, coperte dalla pellicola trasparente fino a quando non saranno scongelate e avranno raddoppiato il loro volume, in circa un paio d'ore. A questo punto potrete cuocerle seguendo le istruzioni precedenti.
Potete trovare questi spettacolari panini anche dalla  Stefi, una garanzia!!!
Buona giornata
Dani

mercoledì 4 aprile 2012

Gli hot cross buns (panini dolci Pasquali) dall'Inghilterra per il piatto storico

Di Daniela
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hot cross bunsIl pane ha spesso svolto un ruolo importante nelle cerimonie religiose e nei giorni festivi. 
Questo è vero in molte culture e cucine. I pani, in queste occasioni sono spesso cotti in forme particolari legate alle diverse tradizioni e comprendono ingredienti speciali .  Esempi tipici di questa cucina sono per esempio la Colomba qui da noi in Italia, gli Hot Cross Buns inglesi e i Kulich russi.
Nel caso del nostro piatto storico di oggi, gli Hot cross buns, dei panini dolci caratterizzati dal disegno di una croce sulla loro superficie.
La tradizione li vuole figli di riti antichissimi, fin dai tempi del paganesimo.
Gli antichi egizi infatti offrivano alla loro dea della luna, la pallida Iside, dei piccoli dolci con incise un paio di corna di bue (il suo simbolo , con in mezzo un sole), in seguito erano offerta per la fenicia Astarte, dea della fecondità e poi fu offerta per gli dei, nell'antica Grecia: si trattava di una focaccina dolce, pane sacro contenente farina setacciata e miele, e veniva chiamata βοῦς , bue (Diogene), nome da cui pensano venga il nome Inglese Buns.
la dea Astarte in una moneta fenicia
Nel tempo, la rappresentazione delle corna quindi sarebbe diventata una semplice croce, oppure in alternativa, la croce poteva essere solo una divisione in quarti del pane che simbolo, come offerta sacrificale, dei quarti della luna, o più semplicemente, linee per dividere il pane più facilmente tra chi lo consumava.
Tra gli scavi di Ercolano scomparsa nel 79 aC furono trovati 2 piccoli pani decorati con una croce.

martedì 20 marzo 2012

I Pancakes


La variante russa di questa dolcezza soffice si chiama blini, in Romania le chiamano clătită e sono salate o dolci, in Cina vengono apprezzati i Bing Zi, mentre in  Cile sono molto diffusi  i panqueque che si riempiono con dolce di latte. Abbiamo poi gli Scottish pancakes, nelle isole britanniche, nei Paesi Bassi i pannenkoek, i naleśniki in Polonia mentre in Australia e Nuova Zelanda furoreggiano i pikelets... insomma paese che vai PANCAKE che trovi!!


pancake

Ingredienti
125 gr farina
25 gr burro
15 gr zucchero
200 ml latte
2uova
6 gr lievito per dolci
1 pizzico di sale


pancake

Versate la farina in una ampia ciotola e mescolatela con una forchetta con il latte e il burro fuso. Aggiungete le uova, un pizzico di sale, lo zucchero semolato, il lievito e mescolate bene il tutto. Per ultimo unite le uova:  intere, se volete velocizzare la preparazione, oppure, se desiderate i vostri pancake ancora più soffici, solo i rossi.
Nel secondo caso, dopo aver diviso i tuorli dagli albumi, sbattete questi ultimi con una frusta, aggiungendo un paio di gocce di limone, fino ad ottenere una consistenza spumosa, ma non eccessivamente dura: unirli all’impasto potrebbe risultare in questo caso più difficile, poiché potrebbero formarsi grumi. Ottenuto un composto liscio, lasciatelo riposare per 2 o 3 minuti.
Fate riscaldare su fuoco medio un padellino di circa 10 cm di diametro, meglio se antiderente e, dopo averne unto il fondo con un velo di burro, rovesciate sul fondo la quantità contenuta in un piccolo mestolo di pastella.
pancake
Appena sulla superficie del pancake si formeranno delle bollicine (40 secondi circa) voltatelo e lasciatelo cuocere finché non assume da entrambe le parti un bel colore dorato (in totale qualcosa meno di 2 minuti).  Toglietelo dal padellino e mettetelo su un piatto, dove impilerete anche gli altri a mano a mano che saranno pronti.

 pancake 

Il numero di pancakes che otterrete dipenderà dalle dimensioni del pentolino, ma con queste dosi ne vengono dai 12 ai 15 di 10 cm di diametro. Serviteli finché sono ancora caldi, spolverati di zucchero a velo e accompagnati da sciroppo d’acero, da miele o da gelatina di frutti di bosco.
Buona giornata
Dani

giovedì 22 dicembre 2011

Il Kugelhopf

Di Daniela

Allora ragazzi come va? Come state? Siete caldi? (vi risparmierò un "ànchio", che solo i più attempati potrebbero comprendere:-)) State scalpitando dietro agli ultimi preparativi, pronti al rush finale? Belli tonici nell'attesa del giorno più magico dell'anno? Ecco, io no!!  Io sono riuscita ad acchiapparmi al volo una simpatica influenza spossante, con una signora febbre "stremante", occhi da pesce lesso e ossa tutte frantumate :-( Non male , vero? 
Sono uno spettacolo deprimente al momento! E siccome mi fanno male occhi e testa vi lascio subito con la ricetta del giorno.
Si tratta di una ricetta tradizionale mittel europea che mi ha sempre interessato, fino al punto di indurmi a comprare delle formine adatte all'uopo che, in realtà, ho sempre usato per altri scopi : finalmente eccole utilizzate come si deve!
La ricetta che ho seguito parlava di un solo Kugelhopf , ma io ho preferito farne diversi più piccoli, dalla monoporzione da buffet, per capirci, a quella leggermente più grande. Il commento : squisito! Ricorda un po' il sapore di una brioche, ed è perfetta a fine di un pasto importante, eccellente per Natale, ma veramente speciale anche a colazione e con un buon tè o magari una cioccolata calda... Un dolce a 360 gradi di gradimento, direi.... bè assaggiatelo e sappiatemi dire

Kugelhopf 
essendo un dolce tradizionale austriaco-alsaziano , ho preso la ricetta direttamente da qui

kugelhopf

lunedì 31 ottobre 2011

I brezel e le streghe di Halloween per i piatti storici

Di Daniela

Illustrazione dal manoscritto Hortus Deliciarum
(Alsazia 1190 circa)
Come ogni volta che ci troviamo a parlare di un piatto nazionale, ciò che colpisce è la grande varietà di ricette, che praticamente quasi ogni famiglia nel tempo ha adottato, variando leggermente l’originale, per meglio adattarla ai suoi gusti, come pure l’incertezza sulle origini precise del piatto. Così succede per il piatto di cui ci occupiamo oggi, i Prezel. Cominciamo subito con il dire che perfino il nome ha diverse grafie: sono laugenbrezel, pretzel, pretzl, breze o brezn o brezel a seconda del luogo in cui si cerca. Per ciò che riguarda la creazione di questo squisito impasto ci sono diverse storie, ugualmente interessanti La prima, più prosaica, racconta che già nel 610 d.C., nei monasteri a sud della Francia ed a nord dell’Italia, i monaci  utilizzavano dei ritagli di pasta per creare dei lunghi cilindretti, che poi annodavano, dandogli la forma delle braccia di un bimbo raccolto in preghiera. Con queste golosità, premiavano (pretiola (da pretium), piccoli premi) i bimbi più bravi, cioè quelli che avevano imparato a memoria le preghiere o brani della Bibbia…
Memmingen- Il simbolo dei prezel e la Torre di St. Martins
A poco a poco questi pretiola, si sono trasformati, secondo la pronuncia, in preziola e sono giunti anche in Austria e in Germania, come prezel o brezel (in questo caso trasformando un brachiola, piccole braccia, nome alternativo dei premi).
Da qui, parte un’altra storia, che vuole i prezel come offerta ben augurante ai mercanti che si incamminavano alla volta della Fiera di Francoforte: questi infatti venivano attaccati da predoni prima di giungere in città e così, gli abitanti, uscivano dalle mura a cavallo e porgevano un benvenuto “protettivo” ai mercanti offrendo loro brocche di vino e prezel infilati agevolmente, data la forma, sulle loro lance, chiamati Geleit-prezel ( prezel di scorta, di protezione insomma). 
Icona dei panettieri su una casa dell'isola di Juist, Bassa Sassonia

Dal 1400 i brezel sono diventati anche simboli pasquali cotti con 2 uova sode e nascosti in tutto il giardino, per farli cercare dai bambini, precursori della caccia all’uovo di Pasqua o al coniglietto pasquale attuale...
Il Brezel sembra rappresenti, con la sua forma particolare, anche il simbolo del nodo d'amore e del legame matrimoniale. Pare infatti che nell’Europa centrale, nel VII secolo, ci fosse l'usanza di fare un voto matrimoniale sotto ad un Brezel che poi veniva spezzato in due dagli sposi, tirandolo ognuno dalla sua parte, come il celebre ossicino di pollo : chi rimaneva con il pezzo più grande, avrebbe visto realizzati i suoi desideri! Il pretzel è stato in uso come un emblema di panettieri al tempo loro corporazioni, nel sud della Germania dal 12 ° secolo.
La fontana del ragazzo del prezel a Speyer (Germania)
E già in questo secolo in una illustrazione del Hortus deliciarum, un manoscritto medievale compilato nella abbazia di Hohenburg in Alsazia, è conteuta la prima raffigurazione di un pretzel.
A proposito di panettieri, un’antica leggenda tedesca sulla creazione dei prezel racconta proprio che un panettiere tedesco, essendosi rovinato la reputazione presso il suo re, venne arrestato e mandato a morte. Ma siccome aveva sempre fatto un buon lavoro, il re decise di concedergli una seconda possibilità, e gli chiese di inventare un dolce attraverso cui i raggi del sole passasser0 per tre volte (o secondo un'altra versione, riflettesse i raggi del sole per tre volte), pena la perdita della sua stessa vita. Riflettendo a braccia conserte, il nostro panettiere risolse l'enigma, creando proprio il prezel, per la gioia del goloso sovrano! (grazie alla mia amica Paola e a Stefan B. per la traduzione :-)))) ) Ci sono diverse versioni di questa leggenda anche in Alsazia con poche variazioni dei personaggi....
Il carnevale contro la quaresima. - P. Bruegel 1559
particolare della Quaresima





La rappresentazione forse più nota dei Prezel è in un quadro di Pieter Bruegel del 1559 "Streit des Karnevals mit der Fastenzeit" (Il Carnevale contro la Quaresima") dove, in basso a destra la Quaresima è rappresentata su di un carro con un cesto di pane quaresimale, i prezel appunto, che nella loro semplicità ben si adattavano al periodo, oltre ad avere una forma che richiamava quella della Santa Trinità.
The Baker, (1681) Job Adriaensz Berckheyde (1630-1693)
L'ultima storia sulla nascita dei prezel riguarda quelli salati bavaresi : sembra che questi siano la creazione involontaria di un fornaio di Monaco di Baviera, tale Anton Nepomuk Pfannenbrenner. Il signor Nepomuk lavorava nella prestigiosa Kaffehaus Königliches (Caffetteria Reale) ed era colui che si occupava della preparazione dei prezel dolci. Un giorno del febbraio 1839, il signor Pfannenbrenner (il cui nome è già una garanzia! Mi pare che significhi bruciatore di pentole) scambiò distrattamente la soluzione di sciroppo di zucchero che solitamente usava, con una di acqua e soda caustica e la usò per la cottura dei suoi dolci. Incredibilmente, i clienti del prestigioso caffè non solo non morirono, mangiandoli, ma anzi, apprezzarono moltissimo l’improbabile miscuglio di sapori ed è così che nacque il prezel bavarese.
...E sapete che perfino Keplero nel suo Astronomia Nova 1609 scrisse "....ma piuttosto in modo simile ad un pane quaresimale, (panis quadragesimalis) come mostra il prossimo diagramma."
Ed eccolo il diagramma in questione.... in effetti ricorda un prezel....
Queste sono le storie principali che ho raccolto qua e la , girando in rete e avvalendomi anche per la traduzione dal tedesco dei miei due gentilissimi amici Stefan e Paola.
Naturalmente, c'è tutta una lunga storia anche riguardante i prezel di oltre oceano... anche in questo caso in molti si contendono il primato della importazione... ma questa è un'altra storia... :-)
La spiegazione della seconda parte del titolo "e le streghe di Halloween" arriverà oggi pomeriggio e spero lo troverete divertente e "interesssssssantemente pauroooosoooo"...
Per quello che riguarda la ricetta che voglio proporvi è anch'essa una ricetta storica. Mi è arrivata direttamente da un'altra mia cara amica, Silvia, che a sua volta la ebbe, quando abitava a Monaco di Baviera, da una gentile signora ottuagenaria, Frau Thum, sua vicina di casa. La signora, mossa a compassione dalla golosità di Silvia, le rivelò la ricetta che lei usava  per preparare i Prezel quando era la governante di Karl Valentin, sfollato fuori Monaco a causa dei bombardamenti
Per chi non conoscesse Herr Valentin, è stato un cabarettista, attore teatrale e produttore cinematografico tedesco, che ha avuto una influenza significativa sulla cultura tedesca al tempo della Repubblica di Weimar, come ci informa Wikipedia. Qui la sua ricetta preferita :

I Brezen di Karl Valentin
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sabato 10 settembre 2011

Ciambella di cioccolato amaro, banane caramellate al rum , essenza di liquirizia e gelato alla vaniglia e il concerto delle Altre Note in Valtellina

 Di Daniela

Innanzi tutto vorrei rivolgervi un invito: se qualcuno di voi fosse così fortunato da trovarsi ancora in vacanza in Valtellina o  se  vi abitaste,  non perdetevi questa sera il concerto che chiuderà il festival de "Le altre note" e che si terrà alle 21  nell'Auditorium delle Terme. Sarà un bellissimo spettacolo sulle musiche di Nino Rota, organizzato per completare la celebrazione, iniziata nei precedenti concerti anche dagli allievi della Masterclass, del centenario della sua nascita. 

Il concerto, gratuito, comprenderà diversi brani del repertorio del grande Maestro milanese che saranno eseguite dall'Albatros Ensemble, creato da tre musicisti che noi conosciamo da anni sia come eccellenti esecutori, sia come maestri della Masterclass di cui vi ho più volte parlato. Tra i pezzi che eseguiranno ci sarà anche il bellissimo  Rotafantasy per flauto violino e pianoforte arrangiata dal Maestro Rocco Abate appositamente per loro, che richiama i temi principali delle più celebri musiche da film del maestro Rota (I clowns, La dolce vita, Ottoemezzo, Amarcord, il Gattopardo, Rocco e i suoi fratelli, Prova d'orchestra e infine il Padrino). Insomma, in breve, se potete, andate ad ascoltarli: sarà una serata senza dubbio splendida!
Detto questo parliamo della ricetta di oggi:  ha un titolo talmente lungo, che non credo proprio di aver bisogno di scrivere anche un piccolo post introduttivo: da solo chiarisce tutti i componenti e i sapori che troverete in questo dessert. E un accostamento un po' audace che però da un risultato davvero gustoso e particolare, ricco di sfumature. Non resta che provarlo, che ne dite?

Ciambella di cioccolato amaro, banane caramellate al rhum , essenza di liquirizia e gelato alla vaniglia

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Per la ciambella
180 gr di burro
160 gr di cioccolato fondente
4 uova
70 gr di zucchero
150 gr di farina bianca
6 gr di lievito
per le banane caramellate
3 banane
50 gr di zucchero di canna
per la salsa caramellata all'essenza di liquirizia
200 gr di zucchero
50 gr di acqua
200 di panna fresca
3 gr di liquirizia
50 gr di rhum

giovedì 28 luglio 2011

le altre note e il pane azzimo

Di Daniela


Tra me e la Ale ormai ben lo sapete possediamo 4 creature… la distribuzione non è proprio omogenea, ma comunque 4 sono , e tra loro 3 si occupano attivamente di musica e una di arte…. Particolari vero? E tra l’altro tre strumenti diversi: abbiamo, in rigoroso ordine d’età , un violino, un pianoforte e un violoncello. Per ora solo 2 sono in grado di suonare insieme, perché una è proprio all’inizio dei suoi studi, ma è un piacere ascoltarle, fosse anche solo per la passione e l’amore che mettono in quello che fanno;, e a volte non riusciamo neppure a renderci conto che possano essere così brave!!! La loro è una passione “globale”, che coinvolge tutto e tutti : amici genitori parenti e chi più ne ha più ne metta.
Non so se ricordate , ma lo scorso anno vi avevo parlato dell’esperienza di Ginevra della Masterclass bormina. Bene quest’anno, sempre in nome della passione globale di cui sopra, parteciperanno tutte e tre a questa splendida manifestazione. I maestri sono bravissimi, giovani concertisti di talento che mettono al servizio di studenti di mezza europa la loro esperienza e il loro amore per la musica, in un ambiente stimolante, coccolati e spronati da un’intera comunità che mette a loro disposizione delle location antiche e cariche di cultura dove i ragazzi possono muoversi liberamente ed esprimere tutto quello che hanno dentro.

Anche i maestri oltre agli allievi sono internazionali : quindi oltre al Trio Albatros (Stefano Parrino, flauto, Francesco Parrino, violino, Alessandro Marangoni, pianoforte) e da Alessandra Garosi (musica da camera) quest’anno ci saranno anche il clarinettista spagnolo Iñigo Alonso e i finlandesi Jouko Mansnerus (viola) e Samuli Peltonen (violoncello).
Le nostre ragazze saranno così davvero immerse nella cultura musicale più varia e ascolteranno e saranno ascoltate da maestri e coetanei con i quali , conoscendole, si industrieranno di comunicare in un inglese tutto personale accompagnato da gesti disconnessi tanto per rendere più comprensibile diremmo un eloquio non troppo fluente: ma si sa le espressioni contano più di mille parole e loro a mimica facciale e non, sono proprio imbattibili!!!!!!!!!!!!!
Comunque scherzi a parte, a questa parte di studio si accosterà anche una serie di concerti, tenuti dai maestri stessi e musicisti ospiti di livello internazionale, che come dice il comunicato stampa con “un articolato calendario di quindici concerti gratuiti che faranno risuonare chiese, strade e antichi palazzi in un coinvolgente rapporto con il pubblico”.
Meglio di così! Anzi se siete in Valtellina o nella possibilità di farci “un salto” e siete appassionati di musica, e non solo classica (ci saranno concerti dedicati anche alla musica di N. Rota per il centenario della nascita) non perdetevi questo evento: ne vale davvero la pena! Se volete maggiori informazioni questo è il sito dove potrete trovarle : www.lealtrenote.org e qui in particolare troverete i programmi delle serate...


PANE AZZIMO
da " Fare il pane" di N. Negri ed. Mondadori


Tecnica: impasto diretto
Preparazione: 10 minuti
Cottura: 20 minuti
Difficoltà: facile

Ingredienti per 8 panini:
- 300 gr di farina 00
- 150 gr di farina integrale biologica
- 250 ml di acqua circa
- olio extravergine di oliva
- 1 cucchiaino da tè raso di sale
- 1 cucchiaio d’olio d’oliva per la ciotola

Preparazione:
1. Setacciate insieme le due farine, con il sale. Versate sulla spianatoia, a fontana, e bagnate con 200 ml di acqua. Impastate energicamente per ottenere una massa morbida ma elastica. Qualora fosse necessario, unite l’acqua rimasta. Se,al contrario, l’impasto risultasse troppo morbido, incorporate qualche manciata di farina.
2. In una ciotola dai bordi alti, versate 1 cucchiaio di olio e rigiratevi la pasta in modo da ungerne tutta la superficie. Coprite con un telo o con pellicola trasparente quindi lasciate riposare per 60 minuti.
3. Accendete il forno e regolate il termostato a 230°C. rivestite la placca con la carta da forno. Riprendete l’impasto e dividetelo in 8 pezzi. Date loro una forma sferica e stendeteli con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di mezzo centimetro.
4. praticate tanti piccoli fori sulla superficie usando i rebbi di una forchetta e spennellate con l’olio. Infornate e fate cuocere per 10 minuti, quindi estraete le focaccine e rigiratele. Infornate nuovamente e continuate la cottura per altri 10 minuti. 
Vi confesso che io ho fatto sfogliette molto più sottili, privilegiando la croccantezza.... In casa le hanno preferite alle più classiche.
Buona giornata a tutti
Dani

venerdì 17 giugno 2011

Minitortine alla mozzarella per il F.F.F.

Di Daniela

Mi perdonerete se stamattina sarò un po' più rapida nel chiacchierare con voi, anche se devo dire che, se parlassimo de visu ridereste di questa mia affermazione: hanno definito la mia velocità nel parlare in tante di quelle maniere,  che ormai non le ricordo neppure più...Comunque vi dicevo, questa volta la rapidità sarà nel senso delle poche parole (come mai anche dicendo questo avverto scrosci di risate in lontananza da parte di chi mi conosce meglio?), non in quello della velocità con la quale le "mitraglio" abitualmente. Ho infatti un impegno improrogabile:  Microba e io andiamo a ritirare la sua ultima pagella delle Scuole Elementari.... So già che lei ripeterà le lacrime che, copiose, ha versato sia alla cena di classe che l'ultimo giorno di scuola, al pensiero di non vedere più ogni mattina i suoi compagni e la sua Maestra, ma non sono stata capace di dissuaderla dall'accompagnarmi a compiere il conclusivo dovere scolastico di quest'anno: ha deciso che se amaro calice deve essere,  lo sia fino in fondo: che nessuno possa accusarla di codardia! E così, impavide, partiremo, prima alla volta della scuola e poi verso la casa dell'amica del cuore, ed ex, a questo punto, compagna d'asilo e di scuola: si consoleranno  per  tutto il giorno della forzata futura separazione, escogitando insieme nuovi appuntamenti per incontrarsi, scuola a parte!
E' tardissimo e devo scappare.... Microba si scusa per l'inconveniente, ma in questi frangenti non si può andare senza la Mamma: nessun altro può consolare un  cuore veramente infranto...
Vi lascio con questo veloce aperitivo, ottima idea per festeggiare gli eccellenti voti dei vostri studenti preferiti, di ogni ordine grado ed età. E' gustoso, rapido e semplicissimo e il problema è tutto li: anche questi, come le ciliegie fanno venir voglia di mangiarli uno via l'altro! E ora cantate con me:"Andiamo andiam, andiam andiamo a ritirar..." niente piccone sulle spalle, questa volta, ma un sottile e femmineo fazzolettino, pronto a nascondere velocemente ogni traccia di commozione... Ah, a proposito, sapete l'ora della consegna? Le 8 di stamattina........

Minicakes à la mozzarella 
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da ELLE à table

Ingredienti per 4/5 persone
300 g di farina
100 g di formaggio grattugiato (Emmental, Gruyère)
50 g di zenzero
3 uova
1 dl di latte
1 dl di olio d'oliva
100 g di mozzarella
100 g di olive nere
100 g di acciughe sott'olio
1 cucchiaino di lievito in polvere
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Tritate la mozzarella e le olive. Scolate le acciughe e tagliatele in piccoli pezzi. Mettete tutti questi ingredienti in una ciotola. Aggiungete metà della farina e il formaggio grattugiato. Mescolate bene, in modo che ogni ingrediente sia completamente rivestito con la farina.
Pelate lo zenzero e grattugiatelo. Sbattete le uova. Aggiungete il latte e l'olio d'oliva, mescolando costantemente. Mescolate lo zenzero, la farina rimanente e il lievito in polvere setacciati. Unite anche gli altri ingredienti ricoperti di farina e mescolate un'ultima volta.
Accendete il forno a 180 ° C. Versate il composto in stampini individuali in silicone, della forma che preferite. Se invece utilizzate stampi tradizionali, imburrateli e infarinateli.
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Fate riscaldare il forno e cuoceteli per 25-30 minuti, fino a  quando non sono gonfi e dorati. Lasciate riposare per 10 minuti prima di sformare.
Serviteli caldi o a temperatura ambiente.
Possono essere congelati e mantengono perfettamente morbidezza e profumo una volta scongelati.
Saporitissimi e perfetti per una merenda all'aperto.
Buona giornata
Dani

sabato 30 ottobre 2010

La strega, H. Potter e le nuove Nimbus 2000!!!!

Di Daniela
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Eccomi qua, a quest'ora di un giorno di relax, con il morale alle stelle e piena di energie per farvi solo un breve accennno alla mia serata di ieri: c'è stata la mia prima lezione di cui vi avevo accennato l'altro giorno presso il Casa Parodi ed è stato un momento piacevolissimo: Anna un'ottima padrona di casa, il posto carinissimo, le sue ospiti molto piacevoli e io mi sono divertita davvero tanto.... ma vi racconterò meglio poi... per ora mi limito a presentarvi queste ultime due cosette "da piccoli" che potete realizzare senza fatica e senza alciìna difficoltà de avete ospiti del'età giusta da soddisfare... anche se vi assicuro che le scopette sono divertenti ma anche buone e si lasciano sgranocchiare a qualunque età! e ora partiamo e ....se Halloween deve essere , che Halloween sia!!!!!

LA STREGA, H. POTTER E LA NIMBUS 2000!

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Ingredienti
per ogni strega
2 marshmallow
2 palline di cioccolato
un fiorellino di ostia giallo e uno azzurro
gelatina di mele
2 cubetti di cioccolato al riso soffiato
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per 20 scopette Nimbus 2000
85 gr di zucchero di canna imballato
110 gr di burro o margarina, ammorbidito
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di vaniglia
240 gr di farina 00
la punta di un cucchiaino di sale
20 Mikado
3 cucchiai circa di gocce di cioccolato fondente
Matita per disegnare sui dolci

L'idea della strega lo trovata qui. Ho cambiato qualche ingrediente seguendo le mie inclinazioni, ma l'idea generale è quella. Semplicemente fondete il cioccolato e create sulla carta forno aiutandovi con il dorso di un cucchiaio la tesa del cappello da strega. Prendete un marschmallow e con le forbici dategli una forma conica. Immergetelo nel cioccolato fuso avanzato o spennellatelo con un pennello da cucina, e mettete anche lui sulla carta forno. Appena sono asciutti sovrapponeteli, aiutandovi se serve, con una goccia di cioccolato fuso.

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Con due palline di cioccolata, o due gocce o quello che preferite, formate gli occhi, appiccicandoli sul secondo marshmallow. per la bocca disegnate con della gelatina colorata o con un colorante alimentare le labbra e per il naso, va benissimo un'altra goccia di cioccolato oppure, come ho fatto io, la parte interna di una rosa di ostia. Per i capelli la fantasia può sbrigliarsi: io ho usato due petali di diverso colore delle stesse roselline, uniti con 1 goccia di cioccolato. Non importa che il lavoro sia perfetto: ciò che conta è l'impressione d'insieme.
Mettete il cappello preparato in testa alla strega e mettetela da parte. Intanto preparate le Nimbus 2000, che invece ho preso di qui


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Riscaldare il forno a 180 º. Mescolate lo zucchero di canna, il burro, l’acqua e la vaniglia in una ciotola media. Mescolate anche la farina e il sale. Formate una ventina di palline con l’impasto e schiacciatele leggermente ad un’estremità, come piccole pere.

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Mettete le piccole pere su un foglio di carta forno un po’ distanziate tra oro. Schiacciate con i rebbi di una forchetta la parte larga delle “perine” per ottenere l’effetto setole di saggina. Infilate in ogni scopetta uno stuzzicadenti al posto del manico, allargando un po’ il foro di entrata.

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Mettetele in forno già caldo a 180 per circa 12 minuti, finché non appaiono dorate.

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Lasciate raffreddare su una gratella . Intanto fate sciogliere a bagno-maria le gocce o la tavoletta di cioccolato. Nel caso fosse troppo denso aggiungete qualche goccia di latte. Mentre il cioccolato si scioglie, prendete dei mikado, togliete dalle scope gli stuzzicadenti, allargando un pochino il foro. Infilate la parte non cioccolatosa dei bastoncini (eventualmente accorciatela di 1 centimetro), al posto degli stuzzicadenti.

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Adagiate le scopette su carta forno e con un pennello immerso nel cioccolato fuso , pitturate la parte superiore della scopa che avrà così lo stesso colore del suo manico.Se avete voglia, potreste decorare le Nimbus 2000 con una matita per scrivere sulle torte

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o con un filo di caramello , oppure potete lasciarle così: sono carinissime ugualmente.
Servite una strega vicino alla sua scopetta e il gioco è fatto (ovviamente se avete come me un H. Potter della giusta dimensione…….. :-)

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Buon appetito tremante
Dani


20 NIMBUS 2000 AND SOME WITCHES !!!

I got here the idea of witch, also if I make some little changes in my version. Is not she cute? And what about the Betty Crocker Witches' Brooms??? Enjoythem with me.....

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For every witch
marshmallows
2 scoops of chocolate
ostia a floret of a yellow and blue
apple jelly
2 cubes of rice crispies
chocolate

For 20 witches's brooms
1/2 cup packed brown sugar
1/2 cup butter or margarine, softened
2 tablespoons water
1 teaspoon vanilla
1 1/2 cups all-purpose flour
1/8 teaspoon salt
10 pretzel rods, about 8 1/2 inches long, cut crosswise in half (I used Mikado)
2 teaspoons shortening
2/3 cup semisweet chocolate chips
Butterscotch-flavored chips, melted (or a "food pen")


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The Suzie's idea of a witch is here. I changed some ingredients according to my inclinations, but that’s the general idea. Simply melt the chocolate and create on the parchment paper with the back of a spoon a circle to form the brim of the witch’s hat. Take a marschmallow and with scissors, give it a conical shape. Dip it into melted chocolate and put it to dry on the parchment paper. Just overlap the cone and the circle for the hat,using, if neede, a drop of melted chocolate. With two scoops of chocolate, or with two drops or anything you like, form eyes, sticky them on the second marshmallow. Draw the mouth with colored jelly or a food coloring pen. You can use also another chocolate drop, or, as I did, the inside of a yellow and a blue wafer rose.
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For the hair you can use your imagination: I used two different colored petals of the roses themselves, combined with a drop of chocolate. No matter that the work is perfect: what matters is the overall impression.
Put the hat on witch’s head and set aside.
Here the Betty Crocker's recipe
1. Heat oven to 350ºF. Mix brown sugar, butter, water and vanilla in medium bowl. Stir in flour and salt. Shape dough into twenty 1 1/4-inch balls.
2. Place pretzel rod halves on ungreased cookie sheet. Press ball of dough onto cut end of each pretzel rod. Press dough with fork to resemble "bristles" of broom.
3. Bake about 12 minutes or until set but not brown. Remove from cookie sheet. Cool completely on wire rack, about 30 minutes.
4. Cover cookie sheet with waxed paper. Place brooms on waxed paper. Heat shortening and chocolate chips over low heat, stirring occasionally, until melted and smooth; remove from heat. Spoon melted chocolate over brooms, leaving about 1 inch at top of pretzel handle and bottom halves of cookie bristles uncovered. Drizzle with melted butterscotch chips. Let stand until chocolate is set.

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Insted of pretzel, I used 20 Mikado.I cooked "bristles" of brooms with 20 toothpick as handles, and then I replaced them with the Mikado, widening the hole a bit.
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They are very good anyway.
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Serve them toghether and...
Terryfing
appetit
Dani

martedì 26 ottobre 2010

Nonfat Gingersnaps

Di Daniela
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Dunque eccomi già qui a proporvi il "cosa fare" della polpa di mela che vi avanza preparando la Gelatina di ieri.... Si tratta di biscotti squisiti, senza grassi, cosa da non sottovalutare, e profumatissimi. Sono perfetti, come si vede dalle foto, per un tea time con le amiche e dopo qualche giorno, ottimi da "pucciare" nel latte la mattina per colazione! Rimane comunque mio pensiero che la polpa, così com'è, schiacciata contro un colino a maglie fini, e addolcita con un niente di zucchero a velo, così non c'è il problema dello scioglierlo, è un modo eccellente di consumarla, estremamente sana anche per i piccoli. Certo i biscotti...... A giovedì, per un suggerimento su come utilizzare la gelatina di mele.... e sarà gola pura...
Prima, però un'informazione al volo: da venerdi inizio un corso di cucina presso CasaParodi, ad Ovada, a cadenza mensile. I posti sono limitati e penso che per questa prima lezione la classe sia al completo ma, se vi fa piacere seguire i prossimi, potete chiedere informazioni direttamente allo Store
NONFAT GINGERSNAPS
biscotti allo zenzero senza grassi
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La ricetta proviene dal sito di David Lebovitz che a sua volta si è ispirato a Ina Garten, The Barefoot Contessa.

Perché queste sono destinate ad essere biscotti morbidi, bisogna controllare attentamente la cottura. Dal momento che tutti i forni sono diversi, toglieteli solo quando, toccandoli delicatamente con le dita al centro, si sentono "sostenuti", ma ancora un po' cedevoli.
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Per 20/22 biscotti
180 gr di zucchero di canna75 gr di polpa di mele45g melassa (preferibilmente dal sapore dolce che potrete sostituire con del miele, meglio se di castagno. Io ho usato un miele di acacia riducendo un pochino lo zucchero)315 g di farina1 cucchiaino di bicarbonato di sodio2 1 / 2 cucchiaini di cannella in polvere1 1 / 2 cucchiaini di zenzero secco1 / 4 cucchiaino di chiodi di garofano1 / 2 cucchiaino di pepe appena macinato nero1 / 4 cucchiaino di sale2 albumi di grandi dimensioni, a temperatura ambiente50g zenzero candito finemente tritatosupplementari di zucchero (circa 100g: io ho usato quello di canna) mescolato con un pizzico di cannella per ricoprire i biscotti
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Nella ciotola di un mixer elettrico, battete lo zucchero di canna, succo di mela e di melassa per cinque minuti a media velocità, con la frusta.
Nel frattempo setacciate insieme la farina, il bicarbonato di sodio, spezie e sale. Piccolo suggerimento: il quantitativo delle spezie, come sempre, dipende dai vostri gusti personali. potete aggiungere togliere e mischiare come preferite ovviamente :-)!
Dopo cinque minuti, spegnete il mixer, raschiate i lati, e aggiungete gli albumi. Sbattete per un altro minuto.
Con il mixer alla minima velocità, aggiungete gli ingredienti secchi fino a quando saranno completamente incorporati, e mescolate ancora un minuto.
Mescolate lo zenzero candito tritato. Fate raffreddare la pastella molto bene.
Per cuocere i biscotti, preriscaldate il forno a 180C. Ricoprite con carta forno una teglia. Versate un po 'di zucchero al profumo di cannella (io ho usato zucchero di canna con una punta di cannella) in una piccola boule, poco profonda. Formate delle palline della dimensione di una grossa noce (o più piccole, se preferite) e fatele cadere dentro lo zucchero. Se l'impasto dovesse essere un po' troppo morbido agggiungete un cucchiaio di farina. Rotolatele bene e con le mani formate delle palline. Non lesinate con lo zucchero, perchè oltre ad aiutarvi a modellare la pasta dei biscotti, un po' appiccicosa, crea anche una bella crosticina croccante quando i biscotti sono cotti!!!
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Mettete le palline sulla teglia ricoperta di carta forno ad una distanza di qualche centimetro tra loro. Cuocete i biscotti in forno ben caldo per 13 minuti. È possibile mantenere i biscotti in un contenitore ermetico per un massimo di cinque giorni.
Il profumo che invaderà la vostra cucina vi farà sentire ... bene!!!
Buon appetito
Dani


Nonfat Gingersnaps
from D. Leibovitz site
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Because these are meant to be soft cookies, watch them like a hawk during the final moments of baking. Since all ovens are different, take them out just when they feel like they’re starting to set and feel just slightly firm in the center, which you can tell by touching one gently with your finger.

for 20/22 cookies
1 cup, packed (180g) dark brown sugar
1/4 cup (75g) applesauce
1/3 cup (45g) molasses (preferably mild-flavored)
2 1/4 cups (315g) flour
1 teaspoon baking soda
2 1/2 teaspoons ground cinnamon
1 1/2 teaspoons ground dried ginger
1/4 teaspoon ground cloves
1/2 teaspoon freshly-ground black pepper
1/4 teaspoon salt
2 large egg whites, at room temperature
1/2 cup (50g) finely-chopped candied ginger
additional sugar (about 1/2 cup, 100g : I used the cane sugar) mixed with a big pinch of cinnamon for rolling the cookies
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1. In the bowl of a standing electric mixer, beat the brown sugar, applesauce, and molasses for five minutes at medium speed, with the paddle attachment.
2. Meanwhile sift together the flour, baking soda, spices, and salt.
3. After five minutes, stop the mixer, scrape down the sides, and add the egg whites. Beat another minute.
4. With the mixer at its lowest speed, add the dry ingredients until completely incorporated, and mix on medium for one minute more.
5. Stir in the chopped candied ginger. Chill the batter very well.
6. To bake the cookies, preheat the oven to 350F (180C).
7. Line two baking sheets with parchment paper or silicone baking mats.
8. Pour some cinnamon-scented granulated sugar in a shallow baking dish. Scoop the cookies into heaping tablespoon-sized balls (about the size of an unshelled walnut) and plunk them down into the sugar.
Afterward, use your hands to form the dough into sugar-coated balls: don’t be shy with the sugar either. It not only helps to shape the sticky dough, but makes a lovely crust for the finished cookies.
9. Put the cookie mounds evenly-spaced on the two baking sheets, leaving room (at least 3-inches, 8cm) between them to spread.
10. Bake for 13 minutes, or until the cookies feel just barely set in the center. Remove from oven and cool.
Bon appetit
Dani
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