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venerdì 23 marzo 2012

Arridateme l'onomastico!!! Jammy Coconut Sponge, di jamie Oliver


jammy coconut sponge

Cara Santa Claudia, 
mi permetto di indirizzare a lei l'ultimo anello di una catena infinita di rimostranze, dopo che, in oltre trent'anni di accorati interrogativi, nessuno mi ha ancora dato risposta. Confido nella sua santità, che deve certo essere sconfinata, se le ha permesso di scalzare dal calendario quella Santa Alessandra Martire che, quando son nata io e per gran parte delle mia infanzia, veniva degnamente ricordata il 20 marzo.

martedì 21 febbraio 2012

Tortini al cioccolato dal cuore di cioccolato bianco e basilico e c'era una volta...

piattino2


il cavallo di battaglia.
Parlo di ricette e parlo per me, ma ho l'impressione che sia un tema condiviso, visto che ricorre spesso, specialmente nei discorsi di food blogger e affini. In sintesi, quello che una volta capitava con cadenze regolari (i ravioli della nonna, la domenica, che si aspettavano con trepidazione dal momento in cui finiva la digestione in poi) ora non succede più: che si inviti o si sia invitati, il copione è invariato e menu collaudati da anni si piegano alla inflessibile legge del "volevamo stupirvi con effetti speciali". 

lunedì 20 giugno 2011

Mousse chocolat blanc et framboises

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Rieccoci al nostro appuntamento del  lunedì con il gruppo dei pazzi delle (St)renne: questa volta il frutto rosso del caso, il lampone, viene unito al cioccolato bianco, reso spumoso e morbido dalla lavorazione a "schiuma". Come sempre gli altri piatti "in rosso" vi aspetteranno per tutta la settimana dagli Assaggi, Stefania, Flavia e Mapi, in quest'ordine e non necessariamente dolci..... Godetevi questa squisitezza, per ora, e buon inizio settimana a tutti!

Mousse al cioccolato bianco Lampone
da Elle cucina
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Ingredienti
Per la mousse
300 g di cioccolato bianco
2 fogli di gelatina
5 albumi d'uovo
2 dl di panna fresca
1 cucchiaino da caffè di estratto naturale di vaniglia
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La composta:
4 tazze di lamponi
75 g di zucchero per marmellate (Confisuc) o zucchero normale (e una puntina di fruttapec)
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Ammorbidite la gelatina in acqua fredda. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria o nel forno a microonde (3 minuti a piena potenza). Liscio con una spatola e aggiungete la gelatina, dopo aver drenato: si scioglie immediatamente a contatto con la cioccolata calda. Mescolate e lasciare raffreddare.
Sbattete gli albumi a neve. Montate la panna incorporando la vaniglia a neve ben ferma. Mescolate delicatamente con una spatola flessibile, l'albume d'uovo e panna, quindi aggiungeteli al composto al cioccolato. Versate la mousse in una ciotola e dividetela in sei porzioni. Lasciatele per almeno 8 ore in frigorifero.
Preparate la salsa: Mettete i lamponi e lo zucchero in una pentola e cuoceteli a fuoco alto, circa 3 minuti, fino a che la frutta viene ridotta a una salsa densa. Togliete dal fuoco, lasciate raffreddare e conservate in frigorifero.
Mettete un po' di  salsa di lampone sulla mousse al cioccolato bianco e servitele sole o accompagnate da un biscottino.
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Suggerimenti  : Potete preparare la salsa anche con frutta surgelata, il che rende questo dessert adatto a tutte le stagioni.
L'uso di zucchero per marmellate, ricco di pectina, consente la cottura rapida del frutto, lasciando un sapore delizioso e fresco. Se non lo avete però vanno benissimo sia lo zucchero normale, che eventualmente una puntina aggiunta di fruttapec, che aiuta a "gelificare" prima il tutto.
Per ultimo il suggerimento più importante : quando unirete la gelatina strizzata al cioccolato sciolto, vedrete che questo si rapprenderà subito, diventando una specie di pasta molto morbida. Lasciatela intiepidire e poi unitela, una volta quasi fredda, prima le chiare d'uova montate e poi la panna montata. Così otterrete un'ottima consistenza.
L'acidità dei lamponi è perfetta per la dolcezza del cioccolato bianco.
Buon lunedì a tutti
Dani

venerdì 22 aprile 2011

Fondue ai due cioccolati e un'altra merenda speciale per Microba per FFF

Di Daniela
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Una piccolissima premessa : oggi si celebra l'Earth Day. Più tardi ne parleremo un po'.....

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Lo so, poi voi mi direte che perdo un sacco di tempo dietro le sciocchezze delle bimbe, che una merenda vale l'altra , che pane e marmellata è sufficiente da se (specialmente sele marmellate sono quelle che prepariamo noi!), che poi si abituano ad essere coccolate e rimanrranno male quando nessuno lo farà più.... cioè le stesse cose che un po' di tempo fa mi ripeteva mio marito, ogni volta che io disegnavo faccine nella frittata, che presentavo omelettes che ridevano, e i wurstel dovevano necessariamente assomigliare a polpi o a fiorellini....Poi unavolta è rimasto con me (rimasto.... bè, diciamo che l'ho legato su una sedia impedendogli di fuggire!!) durante una merenda a casa nostra di piccolette varie e ha capito quello che io volevo spiegargli: i bambini vanno pazzi per le sciocchezze,per tutto quello che li coinvolge , che li fa sentire importanti e "adulti". Adorano pasticciare in cucina e soprattutto adorano essere coccolati, essere al centro dell'attenzione e i piccoli piaceri legati ad una frittata sorridente non li dimenticano mai più... ma non solo da piccoli: i compagni di scuola del liceo della figlia n.1 amavano venire a prendere il te qui (i più audaci mi chiedevano perfino di poter mettere un po' di zucchero, vero Dimi?), sceglievano tra i tanti aromi, ognuno aveva il preferito e se c'era una fetta di torta o un biscotto non è che stonasse proprio.... Quindi alla Microba, la più piccola, la più viziata da genitori e sorelle si può forse negare una merenda un po' diversa? Specialmente se l'ospite d'eccezione è la sua amica Alice, cuoca provetta, che già con noi ha preparato cioccolata calda e muffins alle gocce .. di cioccolato, naturalmente... (se sospettate una loro certa passione per la bevanda degli dei, bene, avete assssssolutamente ragione!!!). Dunque oggi per siffatta ospite ho spulciato il mio amato web e ho trovato un'ispirazione fantastica qui....l'ho variata seguendo l'ispirazione e le materie prime più "nostre" e golose e così, per citare il poeta, in questo modo sollecitata, ho preparato dei mini muffins, sia con le gocce nere che senza, tenendomi un po' indietro con lo zucchero, e poi ho messo.... bè faccio prima a farvelo vedere che a descriverlo! Ah piccola aggiunta: va da se che si può benissimo preparare anche per adulti golosi...
Fondue ai due cioccolati!
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Per la fondue
100 gr di cioccolato fondente al 65 o 70%
100 gr di cioccolato bianco
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Per le decorazioni
1 manciata di codette di zucchero colorate
1 manciata di codette di cioccolato fondente o al latte
1 manciata di zucchero colorato
1 manciata di zucchero di canna 
1 cucchiaino di cannella
1 manciata di nocciole (tritate a granella)
1 manciata di mandorle (tritate a granella)
1 manciata di pistacchi
....qualunque altra cosa vi vada di mangiare con il cioccolato
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Per i mini muffins (18 circa)
175 gr di farina
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato di soda
sale
3 cucchiai di zucchero scarsi
1 uovo sbattuto
145 ml di latte
3 cucchiai di burro fuso
MINIMUFFINS
Per i muffins: Mescolate in una ciotola tutti gli ingredienti asciutti: farina, lievito, bicarbonato, sale, zucchero; in un altra, tutti quelli liquidi: l'uovo leggermente sbattuto, il latte e il burro fuso lasciato intiepidire. Unite poi i composti, mescolate rapidamente e infornate nell'apposito stampo o negli stampini monoporzione a 190 gradi per una quindicina di minuti.Lasciate intiepidire e sformateli. Potrete anche prepararli prima e poi congelarli quando vi servono. Basta lasciarli fuori dal freezer 3 / 4 ore e tornano perfetti.
Per le decorazioni : disponete in tante coppette diverse tutti le vostre golosità, creando un bell'insieme colorato.

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Per la fondue: fate fondere nella cioccolatiera, insomma nel apposito attrezzino con candelina sotto, il cioccolato: bianco da una parte e nero dall'altra.
Una volta fusi vi resta solo da infilzare 1/2 muffin per volta con le forchettine in dotazione e scegliere come volete mangiare i vostri muffins : prima dovrete pucciarli nella coppetta con il cioccolato che avrete scelto e poi in una, o più d'una coppetta colorata....
DSCF3703-1cioccolata e pistacchio
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bianco colori2bianco colori
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Posso assicurarvi che è assai difficile smettere? L'unica attenzione è quella di non toccare le tazze della fondue con le mani, perchè sono ovviamente calde, oltre naturalmente quella di contenervi nel numero di dolcetti.... Io li ho divisi a metà per permettere di fare più scelte di pezzetto in pezzetto. Ho aggiunto buon peso anche dei quadrotti di torta al cioccolato e nocciole, già glassati con una ghiaccia cotta al cioccolato, che inforchettata e inzuppata nel cioccolato bianco diventa una cosa da paura......e può essere sia in sobrio  "bianco e nero"
bianco e nero2bianco e nero
o in un più brillante multicolor...
a colori3a colori
e se poi alla fine non ce la fate proprio più a mangiare un ultimo minimuffin, potrete sempre fare come la sorella media della Microba...
ditone
Le bimbe hanno comnque molto apprezzato!!
Buona merenda a tutti
Dani



Double chocolate fondue

MINIMUFFINS
For the fondue
100 grams of dark chocolate or 70 to 65%
100 grams of white chocolate

For decorations
a handful of Rainbow Jimmies
a handfull of Chocolate Brown Jimmies
A handful of colored sugar
1 handful of sugar cane
1 teaspoon cinnamon
1 handful of hazelnut (crushed )
1 handful of almonds (crushed)
A handful of pistachios (crushed)
.... whatever you like to eat the chocolate

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For mini muffins (about 18)
175 gr flour
1 teaspoon baking powder
1 teaspoon baking soda
salt
3 tablespoons sugar low
1 beaten egg
145 ml of milk
3 tablespoons melted butter

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For the muffins: Mix in a bowl all the dry ingredients: flour, baking powder, baking soda, salt, sugar. In another, all those liquids: the lightly beaten egg, milk and butter cool melted. Then add the compounds and mix quickly. Then pour into the in the mold or molds and then in the oven at 190 degrees for fifteen minutes. Let cool and the mold. You can also prepare them first and then freeze them. Just leave them out of the freezer 3 / 4 hours and they are perfect and soft again.
For decorations: available in many different cups all your goodies, creating a beautiful blend color.
For the fondue: Melt the chocolate in the Chocolate Melter: white on one side and black on the other.
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When melted, you just stick 1 / 2 muffin at a time with small forks included and choose how you want to eat your muffins: first you must dip it into the bowl with the chocolate you prefer and then in the one colorful cup you prefer!
But then, if you can eat no more muffins, just do as my daughter Ginevra...
ditone
Bon appetit
Dani

lunedì 4 aprile 2011

Pupazzo di neve per l'addio all'inverno!

Di Daniela

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(N.d.R. : Gli accessori del nostro pupazzo modello sono gentilmente stati forniti dall'atelier "Gaietta couture", fornitrice della real casa Barbie, apprezzatissima maison di alta moda ;-)))))
Allora, eccoci in primavera! Fiori, colori, profumi si adattano all'arrivo della temperatura più moderata e alle piogge tonificanti... Oddio per la verità via libera anche alle allergie ai pollini, parietaria e varie, ma insomma tutto non si può avere. Così, noi amanti della neve e delle temperature più rigide, cominciamo a prepararci per il letargo, a cui ci costringe l'estate calda ed afosa, e salutiamo la stagione che ci ha lasciati con uno dei suoi simboli più celebri: il pupazzo di neve! Naturalmente, per il "Rinnuoviamoci", abbiamo pensato bene di proporvi anche questa possibilità di utilizzare la cioccolata delle vostre uova preparando qualcosa di carino per i bimbi, ma che gli adulti non disdegnano: un piccoletto vedrà un pupazzo di neve su una torta ricopaerta di glassa di zucchero; un adulto saprà che quella è una torta nocciole e cioccolato ricoperta di glassa reale con tartufi al cioccolato bianco e al latte, con cocco! Va bene ad entrambi no? :-))) Almeno così mi hanno dimostrato le mie figliocce, la più piccola (2 anni e mezzo. Ve la ricordate amante della nutella?) e quella grande (25 anni, l'avete conosciuta per la comunione di Gaia); la prima era in visibilio per la forma, contenta del pupazzo, la seconda per il contenuto (sono sparite diverse palline di neve :-))!
Non ci resta che svelare l'arcano della preparazione allora, ricordandovi l'apuntamento di domani con Annalu!
Pupazzo di neve di cioccolato bianco

Per la torta (stampo quadrato da 25 cm)
60 gr di nocciole sgusciate e sbucciate
70 di zucchero
4 uova
70 gr di burro
80 gr di cioccolato fondente (io prediligo quello al 70%)
80 gr di fecola di patate
150 gr di zucchero
1/2 bustina di lievito vanigliato
Per la glassa reale
200 gr di zucchero a velo
1 chiara d'uovo
qualche goccia di succo di limone
qualche cucchiaio di gelatina o marmellata di albicocche
Per il pupazzo di neve
2 cioccolatini tipo lindor o 2 ovetti di cioccolato al latte o fondente(facoltativi)
200 gr di cioccolato bianco
75 gr di panna fresca
35 gr di burro
farina di cocco
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Cominciamo dalla torta: mettete in un mixer le nocciole e metà dello zucchero. Tritatele fino ad ottenere una farina. Intanto mescolate con la frusta il burro a temperatura ambiente e la rimanente parte di zucchero, riducendo il composto ad una crema; unite uno alla volta i tuorli d'uovo (tenendo da parte gli albumi) e quando saranno ben amalgamati, poco alla volta, la farina di nocciole e zucchero. Sciogliete a bagno maria il cioccolato e unitelo al composto.
Montate gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale e una goccia di limone. Uniteli al resto mescolando delicatamente dal basso verso l'alto, per non smontarli. Terminate la preparazione aggiungendo la fecola di patate e il lievito vanigliato setacciati insieme, sempre mescolando dall'alto in basso con attenzione.
Rovesciate il tutto nella stampo imburrato e infarinato e infornate a 180° per 35/40 minuti, a seconda del vostro forno.
Sfornatela una volta cotta (prova stecchino) e lasciatela raffreddare su di una gratella.
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Ora il pupazzo: Tritate finemente il cioccolato bianco e mettetelo in una ciotola. Fate sciogliere 70 gr d burro con la panna in una casseruolina su fiamma molto bassa: appena comincia a bollire togliete il recipiente da fuoco, versate il composto sul cioccolato tritato e mescolato finchè sarà completamente sciolto. Quindi incorporate il tuorlo e mescolate bene. Mettete il composto in frigorifero per 12 ore (anche un po' meno volendo: basta che si rassodi)
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Ora procuratevi, se vi sono avanzati, un paio di ovetti o di cioccolatini rotondi latte o fondente secondo i vostri gusti e metteteli al centro di due grosse palle di cioccolato bianco. Date loro una bella forma rotonda e passateli nella farina di cocco. Fate una terza palletta più piccola ancora per la testa, e con ciò che vi avanza preparate delle palline piccole, che saranno le vostre palle di neve
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Mettete tutto a raffreddare in frigo.
Riprendete la vostra torta e cospargetela con la gelatina di abicocca scaldata (se avete solo marmellata cercate di usare solo la parte senza polpa) e preparate la glassa reale mescolando zucchero a velo, albume e qualche goccia di limone. Come sempre se fosse troppo morbida aggiungete un po' di zucchero a velo, perchè deve essere piuttosto sostenuta. Spalmatela sulla torta e fate asciugare bene per un paio d'ore. Montate il vostro pupazzo di neve, aiutandovi con degli stuzzicadenti per sincerarvi che non si "spezzi" mentre lo portate in tavola. ecoratelo con gocce di cioccolato o qualunque cosa la vostra fantasia (o i vostri figli) vi metta a disposizione (Gingi è andata a cercare i rametti in giardino, della consistenza e della dimensione secondo lei più adatta) e posizionatelo al centro della vostra torta.
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Noi abbiamo unito un cartello di saluto all'inverno (opera di Microba, come gli accessori dell'abbigliamento), ma dipende in che stagione lo preparerete!
Buona merenda
Dani (Gingi e Gaia)

lunedì 24 gennaio 2011

Trartufi bianchi al croccante

di Daniela
Scroll down for English version
tartufi8
Eccoci con la nuova idea per gli avanzi delle (s)trenne ..... ho pensato che potrebbe esservi rimasto "indietro" un po' di croccante.... lo so, è difficile che capiti, ma, dovesse succedere.... Nella ricetta è anche descritto il modo per "creare" un croccante alle nocciole. Io invece per i miei tartufi ho utilizzato qualcosa che avevo già. Infatti sono stata mooooolto fortunata: la nostra amica Stefania, quando è venuta a trovarci per Capodanno, è stata così carina da portare sia alla Ale che a me un sacco di pensieri deliziosi in ogni senso: sia perché carini, sia perché buonissimi! Uno di questi è un meraviglioso pezzo di croccante alle mandorle, così profumato e godurioso da farmi venire l’acquolina al solo vederlo… Ho pensato di utilizzarne un po’ per questa ricetta, dove le briciole golose del croccante servono a vestire un “elegantissimo” cioccolato bianco. Ne è venuta fuori una delizia da mangiare peggio delle ciliegie, una via l’altra, e di una semplicità unica. Ve la propongo
TARTUFI BIANCHI AL CROCCANTE
tartu

400 gr di cioccolato bianco
150 gr di panna fresca
75 gr di burro
1 tuorlo
100 gr di zucchero
50 gr di nocciole sgusciate (io ho usato un croccante alle mandorle)

Tritate finemente il cioccolato bianco e mettetelo in una ciotola. Fate sciogliere 70 gr d burro con la panna in una casseruolina su fiamma molto bassa: appena comincia a bollire togliete il recipiente da fuoco,  versate il composto sul cioccolato tritato e mescolato finchè sarà completamente sciolto. Quindi incorporate il tuorlo e mescolate bene.
tartufo bianco
Mettete il composto in frigorifero per 12 ore (anche qualcuna meno basta... Potrete prepararli la mattina per la sera...) Dopodiché formate con il composto tante palline di uguali dimensioni  di una nocciola o poco più e fatele rassodare di nuovo in frigorifero per un paio d’ore (ne potreste ottenere circa 90 )
Tritate le nocciole. Preparate un caramello con lo zucchero e 4 cucchiai di acqua; quando sarà dorato unite le nocciole, rimettete sul fuoco per un paio di minuti, mescolate e versate il tutto sul piano di lavoro coperto con un foglio di carta da forno leggermente imburrato.
2 tartufo
Quando sarà rappreso levatelo dalla carta e tritatelo finemente in modo da ottenere un composto granuloso. Passate i “tartufi” di cioccolato bianco nel croccante e teneteli in luogo fresco fino al momento di servirli. Posso suggerirvi un'alternativa? Potreste passare qualche tartufo nel cacao in polvere amaro, per creare un piacevole contrasto di colore, con l'ambrato croccante, e di sapore......
A domani, da Fabio& Annalu
Buon appetito
Dani




WHITE TRUFFLE CRISP
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400 gr white chocolate
150 grams fresh cream
75 g butter
1 egg
100 g sugar
50 g shelled hazelnuts (I used a crunchy almond)
croccante e briciole
Finely chop the white chocolate and place in a bowl. Melt 70 grams of butter with the cream in a saucepan over low heat: just begins to boil remove the pan from heat, pour the mixture over the chopped chocolate and stir until completely melted. Then stir in the egg and mix well.
Put the mixture in the refrigerator for 12 hours. Then with the mixture form many small balls of equal size and let them firm up again in the refrigerator for a couple of hours.
Chop the hazelnuts. Prepare a caramel with sugar and 4 tablespoons of water, and when browned add the nuts, put on the fire for a couple of minutes, stir and pour it all on the work surface covered with a sheet of lightly buttered greaseproof paper.
When it is cold, put it in the mixer and reduce it coarse grained. Pass the white "truffles" in the granulated brittle and keep in a cool place until ready to serve
Bon appetit
Dani

martedì 6 luglio 2010

torta di meringa con crema di cioccolato bianco alla menta e tequila

di Alessandra

meringata menta tequila e cioccolato bianco


Mamma nia, che caldo...
Ci credete se vi dico che quando boccheggiavo nell'afa del primo pomeriggio di madrid, spostandomi fra un tavolino di un caffè e un altro, in stile naufrago del deserto, ero molto ma molto ma molto meno sofferente di adesso? Con tutta che sono le otto e un quarto del mattino e il bello ha da venire.
Di solito, di questi tempi, ci trasferiamo in campagna, dall'orto anarchico e dai custodi con la zampogna: lo avremmo fatto anche stavolta, se non fosse stato per l'attacco allergico che si è abbattuto sulla creatura e non le ha dato tregua per tutto il fine settimana.
Siamo partiti venerdì pomeriggio, per star fuori un week end, forniti del seguente equipaggiamento:
- numero una borsa da mare fucsia, della sottoscritta, con stretto necessario per la sopravvivenza del guardaroba
- numero uno borsa di feltrinelli col fondo riforzato, con due guide della Scozia, due cartine (una della Scozia, l'altra dell'Inghilterra), tre quaderni moleskine, due riviste di cucina, l'opera omnia di Jane Austen, Il Cinese di Mankell (da finire) Il conto delle Minne (da iniziare e da finire), un libro della Johanne Harris (rimasto su, intonso, ma nelle mie intenzioni si sarebbe dovuto almeno iniziare) più non so quante penne- pennarelli- evidenziatori e matite, perchè grafomane nacqui e tale sono rimasta, almeno fino ad oggi
- numero due borse del pc (per poi scoprire un bel guasto alla linea, fino a lunedì non ripariamo)
- numero una custodia della macchina fotografica
- numero una borsa trendy della creatura, ultimo acquisto in assenza della mamma "perchè per andare al mare ci vuole questa, mamma, assolutamente"
- numero uno borsa lilla ( e questa? andiamo nel bosco, al massimo ti vedono i cinghiali a cosa serve portarsi dietro una borsetta così carina?" " ci sono i trucchi"....)
- numero una custodia del violino, con violino annesso
- numero TRE dcasi TRE borse contenenti tutto il frigo, che avevo provveduto a riempire il giovedì, ignara del fatto che il marito decidesse di ri-chiudere casa il giorno dopo.
Naturalmente, ci siamo dimenticati gli antistaminici.
Ragion per cui, dopo una notte di avvisaglie e 24 ore di lacrime, siamo dovuti tornarcene indietro, con lo stesso sugo di prima e le stesse borse di prima. Più una, però: perchè nel frattempo era venuta su anche la suocera "e da mangiare ne porto io, cosa vuoi stare a fare la spesa..."
Prevedo una settimana di riciclo avanzi, mi sa...


TORTA DI MERINGA CON CREMA DI CIOCCOLATO ALLA MENTA
(da Vivere la Casa, Giugno- Luglio 2010)

meringata menta tequila e cioccolato bianco

Ingredienti per 12 persone
per la meringa
6 albumi
300 g di zucchero
1 pizzico di sale
3 cucchiaini di aceto bianco

per la crema
300 g di cioccolato bianco
2-4 cl di sciroppo di menta
2 cl di liquore alla menta
2 tuolri
succo di un lime
500 g di panna montata

per guarnire
foglie di menta e cioccolato bianco di copertura

Questi sono gli ingredienti originali, per una torta che risulta formata da due dischi di meringa, intervallati da due strati di crema (disco di meringa-crema-disco di meringa- crema). Siccome a me sembrava troppo pesante per la stagione e troppo difficile da tagliare, ho dimezzato i piani, aggiungendo una o due meringhe a commensale, a parziale compensazione del maltolto.
Per fare il disco, di solito lo si disegna prima sulla carta da forno: potete aiutarvi con l'anello da pasticceria o il bordo di uno stampo a cerniera, visto che poi vi servirà per l'assemblaggio del dolce; oppure, potete farlo direttamente sul fondo di uno stampo a cerniera, precedentemente rivestito di carta da forno. Si stende sopra la meringa, o con un cucchiaio, spatolandola, oppure facendola scendere a spirale da una tasca da pasticcere, con un cm circa di bordo. Se vi avanza un po' di composto, potete preparare le meringhette che serviranno per la decorazione. Mettete in forno a 70 gradi per tre ore: se al termine di questo tempo, la meringa non fosse ancora pronta prolungate la cottura per un'altra ora. Le meringhette dovranno essere dure, dentro e fuori; il disco, invece, può restare un po' morbido all'interno, perchè in questo modo lo si taglia più facilmente. In ogni caso, di solito quando le meringhette sono pronte, anche il disco lo è.

Per quanto riguarda la ricetta della meringa, invece, non ho seguito quella dell'originale, bensì quella che seguo ormai da anni e che trovate qui: per farla breve, peso gli albumi e aggiungo il doppio del peso in zucchero. Siccome monto con il Ken, non c'è bisogno del sale (sere solo ad accelerare la procedura di montaggio, ma se si ha a disposizione un robot, se ne può fare a meno); il limone o l'aceto servono per lucidare, ma in quantità inferiore a quelle indicate: ne basta qualche goccia, altrimenti si sente il sapore.

Invece, la crema è stata preparata seguendo la ricetta alla lettera, con le seguenti eccezioni

- la sostituzione del liquore alla menta con la tequila. E' un'abbinata che mi stende, dal tempo della bavarese menta-tequila e cioccolato al 99%, che or mi sovviene non ho mai pubblicato - e col cavolo che lo faccio ora con 'sto caldo ma prometto che appena i termometri si abbassano la rifaccio.

- al posto del succo del lime intero, un cucchiaio solo

- terza cosa, importantissima ( e mi chiedo perchè non si legga mai nei libri di pasticceria): se dovete fare una meringata o comunque una torta che deve stare in freezer fino al momento di essere servita, dimezzate le dosi di panna e compensatele con altrettanta meringa cruda. Esempio: se la ricetta dice "500 g di panna", ne montate solo 250; poi pesate tre albumi, calcolate mentalmente il doppio dello zucchero e da lì vi regolate. Dovrebbero bastare, di solito. Montate la meringa e poi la incorporate alla panna già montata. Perchè tutto cio? Perchè l'albume non congela. E quindi, quando tirate fuori la torta dal freezer, in pochi minuti riuscite a tagliarla e rimane morbidissima, a differenza del solito pezzo di marmo che ci troviamo nel piatto dopo il passaggio nei nostri freezer. Nei ristoranti e nelle gelaterie questi prodotti sono conservati nel banco frigo, che ha una temperatura inferiore a quella dei nostri congelatori (mi sembra che siano -13 gradi contro i -18) e per questo i loro prodotti hanno sempre un giusto punto di cremosità. A noi tocca arrangiarci con qualche trucco- e questo funziona. Non ricordo più dove l'ho imparato, ma di sicuro sui libri che ho- correggo: sui 10 mq di libri che ho- non c'è, per cui non escludo qualche corso di cucina o qualche "consiglio della nonna", carpito negli anni. Chiunque sia stato, lo ringrazio ogni volta che affondo il coltello in queste torte e tiro fuori fette perfette.

Tornando alla crema, si fa così
Sminuzzare il cioccolato e scioglierlo a bagnomaria, aggiungere il liquore e lo sciroppo alla menta, i tuorli, il succo di lime (nel mio caso, un cucchiaio) e amalgamate bene il tutto. Montate la panna (nel nostro caso, metà panna e metà meringa), incorporatela al composto di cioccolato

Prendete il piatto da portata, accertandovi che possa essere contenuto nel vostro freezer. Posizionatevi il disco di meringa e l'anello da pasticcere (o il bordo dello stampo a cerniera), in modo da non lasciare nessuno spazio ai bordi. Versare la crema, livellarla con una spatola e metterla in freezer per circa 4 ore.

Al momento di servire, ho fatto sciogliere al micro un po' di cioccolato bianco, ne ho messo una goccia sulle singole meringhette e con questo le ho "incollate" ai bordi della torta, come vedete dalla foto. Le altre le ho semplicemente appoggiate sulla superficie. Volendo, potete anche fare un cono di carta da forno con una piccolissima apertura, riempirlo di cioccolato bianco fuso e creare una decorazione con tante righe sottili.

ultimissima cosa: più di tanto "verde" non viene: la foto è speccho fedelissimo della realtà. Se volete accentuare il colore, non c'è altro rimedio che il colorante artificiale. Non abbondate con lo sciroppo, che sennò vien troppo dolce e stucchevole

buona giornata
Ale

lunedì 27 luglio 2009

cioccolato bianco, wasabi e frutti di bosco

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Ho capito che non avrei mai dovuto giudicare i cibi dai loro colori quando, secoli fa, all'epoca in cui a Genova inziavano a spuntare i primi ristoranti cinesi, io e una mia amica decidemmo di lanciarci nella prima esperienza etnica della nostra vita. Mentre attendevamo, titubanti, di varcare le Colonne d'Ercole del mondo gastronomico allora conosciuto, a botte di riso alla cantonese, pollo al limone e gelato fritto ( ed è inutile che storciate il naso: tanto non ci casco: alzi la mano chi non si è macchiato di simili ordinazioni, almeno una volta), mentre aspettavamo di essere servite, dicevo, arrivò il cameriere con due salsine. Alla prima, un liqudo denso e mucillaginoso, da un odore dolciastro e vagamente nauseabondo, lanciai la prima delle mie famose occhiate inceneritrici, quelle che, tradotte nel linguaggio comune, significano: ok-per-quest-volta- è-capitato-e-passi-ma-col-cavolo-che-mi-rivedi. (per inciso, la seconda di queste famose occhiate fu riservata a quelo che poi è diventato mio marito. Superfluo aggiungere che sono diventata una salsa di soia addicted. E ancor più superfluo aggiungere che, visti, gli esiti, le famose occhiate sono finite in cantina, con l'ordine di restarci per sempr. Quando si dice tertium non datur...)
La seconda salsina, invece, era uno spettacolo: un pastone denso, d un rosso lacca, lucido, liscio, che diceva mangiami al solo vederlo. E così, fra una chiacchiera e l'altra, non ho resistito alla tentazione e ho afferrato il cucchiaino. E, già che c'ero, l'ho riempito ben bene. Dopodiché, l'ho infilato in bocca.
Vedete, sebbene io abbia facilità di espressione e mi destreggi felice fra le parole, non sono mai riuscita a descrivere che cosa sia esploso nella mia bocca, nel preciso istante in cui il famigerato cibo è entrato in contatto con le mie papille gustative. dirvi che avevo il fuoco nella bocca, nella gola, nelle orecchie è riduttivo e se mi avessero assicurato che in qel momento stavo sputando fiamme da tutti i pori, stile Grisù al ristornate cinese, non avrei esitato a crederci.
Non so dire quanto tempo sia passato e cosa abbia detto, nel frattempo, ma ricordo che l'unico imperativo che martellava nel mio cervello era che dovevo subito mangiare qualcosa: e, in mancanza di pane, afferrai i due grissini torinesi mal cotti che erano appoggiati sul mio piatto e li morsicai con tutte le forze che mi erano rimaste.
I denti, stranamente, li ho salvati. In compenso ci ho rimesso il palato e la reputazione, nel senso che una "lacerazione palatale da bastoncini cinesi" al Pronto Soccorso di San Martino non l'avevano ancora vista. Ad essere sinceri, il medico di guardia avrebbe voluto ricoverarci entrambe in psichiatria, visto che la mia amica non aveva smesso un minuto di contorcersi dalle risate. Alla fine, però, me la cavai con una medicazione, tre giorni di silenzio e una specie di lumacone in calore incastrato nell'arcata superiore per una settimana.
La lezione, però, l'ho imparata bene: tanto bene che quando, dieci anni dopo, con la stessa amica, abbiamo ricevuto il battesimo della cucina nipponica, col cavolo che mi sono avvicinata a quella turgida gocca verde piselli che luccicava a lato del mio sushi. L'ho guardata, l'ho amiMrata, l'ho sollevata delicatamente con i bastoncini e l'ho lasciata tutta alla mia amica. E stavolta, ho riso io: perché gli ingredienti saranno diversi e le tecniche differenti, ma la vendetta si consuma sempre fredda- oriente compreso...


CIOCCOLATO BIANCO, WASABI E FRUTTI DI BOSCO


ciocco bianco e ganache wasabi


ricetta tratta da Bicchieri tutto cioccolato di Jose Marechal, Bibliotheca Culinaria editore: l'originale lo trovate qui
Qui sotto, invece, le mie modifiche, che consistono sostanzialmente nella sostituzione del coulis di fragole con della frutta di bosco ( criterio della stagionalità, null'altro) e nell'aumento delle quantità del cioccolato per la ganache. Ah, ho usato il wasabi in pasta, per cui bisogna metterne un po' di più

Per dodici bicchierini
per la mousse al cioccolato bianco

1 foglio di colla di pesce
300 g di cioccolato bianco
500 ml di panna

per la ganache al cioccolato bianco e wasabi
200 g di cioccolato bianco
un cucchiaino colmo di wasabi
150 ml di panna

Si inizia preparando la mousse.
Ammollare il foglio di gelatina in acqua fredda. Spezzettare il cioccolato (più i pezzi sono piccoli, meglio è) e metterlo in un pentolino col fondo spesso, in un bagno maria a fuoco bassissimo.
In un altro casseruolino, scaldare 100 ml di panna e sciogliervi la colla di pesce, ben strizzata e asciugata. Mescolare bene con un cucchiaio di legno, fino allo scioglimento completo. Rimettere il pentolino sul fuoco e portare ad ebollizione, dopodiché versare il liquido sul cioccolato: non importa se non è ancora fuso, anzi, probabilmente non lo sarà e va bene lo stesso. Si scioglierà a contatto con la panna bollente, sempre che voi mescoliate bene, meglio se con una frusta. Quando il cioccolato si è completamente sciolto ( se è il caso, continuate a lavorare a bagno maria), lasciatelo raffreddare, mescolando ogni tanto per evitare che il composto "tiri". Quando è freddo, aggiungete il resto della panna montata, incorporandola lentamente, facendo attenzione a che non smonti.
Mettete il composto in una siringa da pasticcere, riepmite dodici bicchierini e mettete in frigo per un'ora almeno

Per la ganache al cioccolato, stemperate in poca panna il wasabi, poi aggiungetelo al resto e portate ad ebollizione. Versate la panna bollente sul cioccolato spezzettato e fatelo fondere del tutto, mescolando con una frusta. Lasciate raffreddare bene, prima di versarlo sulla mousse al cioccolato bianco- a meno che non vogliate ottenere l'effetto della foto, classico prodotto di ansie culinarie per cui ogni tempistica va a farsi benedire, sotto l'urgenza del "vediamo come viene". Decorare con frutti di bosco freschi
In frigo fino al momento di servire.
mousse cioccobianco e ganache al wasabi

Detto fra noi, qualche dubbio ce l'avevo e ho trattenuto il fiato per tutta la durata dell'assaggio: beh, che ci crediate o no, è piaciuto pure alla suocera. Meglio di così...
Buona serata
Aessandra





domenica 10 maggio 2009

le certezze, i blog e la caprese al limone


Fra le macerie delle certezze che abbiamo visto crollare sotto i nostri occhi in questa vita, la Dani e io ne avevamo salvate due: la prima- assoluta, incontestabile, incrollabile- era che in qualsiasi parte dell'universo mondo l'una delle due si fosse trasferita, l'altra le sarebbe andata subito dietro; la seconda, invece, è che, qualunque dura prova avesse dovuto affrontare la nostra mente, avremmo ancora fatto la nostra porca figura. Ecchediamine, ci dicevamo, l'una forte di tre figlie in scala - e quindi condannata a ripassarsi tutti i cicli scolastici, dalla materna alla laurea, passando per pilastri della cultura italiana, quali "coloriamo le figure di inglese" e " approfondiamo la scomparsa del digamma", l'altra perché, di fronte ad un inatteso e inarrestabile sfacelo della forma fisica, doveva pur aggrapparsi a qualche brandello di compensazione che non fosse il barattolo da tre chili della nutella.

Devo dire che per qualche anno ce l'abbiamo fatta, a credere e a far credere che noi, modestamente, eravamo al passo dei tempi - e pure con la scarpa giusta, sia chiaro: il uolkmen ci fa un baffo, internet non ha segreti e da quando c'è feisbuk abbiamo anche fatto il salto, dagli chatellamenti sul pianerottolo ad una chat vera e propria.

I Greci la chiamavano ubris- ed era la peggior disgrazia che potesse capitare agli umani, quella, per intenderci, da "rosso diretto", senza possibilità di appello. E' quel misto di arroganza e superbia che si impadronisce degli uomini quando si montano la testa, per dirla in parole povere, e credono da lì che nulla sia impossibile per loro: ricchezze e bellezza, potere e forza fisica sono tutti validi motivi per scatenare in loro un senso di predominio, un delirio di onnipotenza, un " ce la posso fare- e ogni volta meglio e ogni volta di più" che li porta sempre più in alto, fino all'ultimo gradino di questa scalata della follia- vale a dire la sfida agli dèi. I quali, puntualmente, li puniscono, senza se e senza ma, con la durezza e l'implacabilità che solo i loro castighi hanno.
E che, nel nostro caso, hanno preso le sembianze, tutte moderne e tecnologiche, di un blog.
Detto così, sembrava una roba molto trendy, considerato anche che eravamo rimaste le uniche a non avere questo diario -bluff per cui all'improvviso gli obiettivi di cui si parla sono quelli della macchina fotografica e al posto della solita fiammanghilla di gnocchi al pesto presentiamo "aria fritta di patate soffiate al basilico di prà con Parmigiano Reggiano dopcdspf e pinoli di Pigna raccolti il ventinovesimo giorno del mese di febbraio, che VUOI METTERE LA DIFFERENZA????

.. e così, ci siamo dette: " e perché noi no? e cosa abbiamo di diverso, scusa? e poi, in fondo, cosa vuoi che sia metterci su un blog, con l'intelligenza che abbiamo???

A dire il vero, io fino a poco tempo fa, credevo che " blog" si dicesse " blob". Giuro. E quindi, associandoli per forza di cose, a immensi boli viscidi e puzzolenti, non mi sentivo molto attratta dal frequentare quelli di cucina. Ci è voluto mister Google ad insegnarmi , prima con le buone ("forse cercavi BLOG"), poi con le cattive ( "non sono stati trovati BLOB di cucina"), la grafia corretta. In più, conoscendo la mia strutturale incapacità a rapportarmi con tutto ciò che è minimamente tecnologico ( tipo la volta che cambiarono il citofono: se non fosse stato per un vicino pietoso, sarei ancora lì a chiedermi dov'è che schiaccio...) qualche dubbio lo avevo avuto. Ma, mi ero detta, ci saranno delle istruzioni, ecchediamine! E vuoi che non le sappia capire? E anche quando mi era stato risposto che le istruzioni c'erano, ma la maggior parte era in inglese, il mio naso ha avuto un'impennata all'insù che neanche Valerossi-campione-del-mondo ci riusciva... Ecchediamine alla seconda, cosa vuoi che mi preoccupi l'inglese, a me che ho letto tutta la Jane e tutta la Agatha e tutto l'Oscar e tutto il Jerome- e so pure dire "carrozza" in sei modi diversi, tiè tiè. Vuoi che una come me non sappia leggere delle stupide istruzioni per programmatori di blog?
Evidentemente no, è la risposta. Perché, evidentemente, non ce l'ho fatta.

Però, scusatemi, ma quando parlo di "istruzioni in inglese" io mi immagino una pagina ordinata, con paragrafi, frasi, lettere e parole e non una roba più o meno così :
***"DTFR> insert " <>

dove le uniche parole che spiaccano sono robe per me incomprensibili, che potrebbero anche essere mutuate direttamente dall'ostrogoto o dall'hurrita....
Per esempio, il "template" che cos'è???? Ha a che vedere con il Santo Graal??E il layout??? è qualcosa di illegale??? o significa " giacere fuori"???

Il turbamento sommo l'ho provato con l'HTML. In un primo tempo, lo avevo saltato a piè pari, forte del motto che " se non capisco, non è importante". Poi, quando sono arrivata al classico punto morto, per cui o HTML o non procedi, ho intuito che fosse una sorta di DNA del blog, su cui, orrore, si dovevano fare delle mutazioni e, orrore degli orrori, le avremmo dovute fare noi, pirsonalmente di pirsona, tagliando, copiando e incollando una serie di segni astrusi come quelli di cui sopra.

Ed è stato allora che, come nella migliore tradizione traggica, è arrivato il deus ex machina: il nostro, anziché scendre dall'alto, è venuto in motorino, ma per il resto non c'è stata nessuna differenza, a cominciare dalla chioma bionda , dalla giovanissima età e dalla soprannaturale capacità di decifrare gli x°* di cui sopra. Ne è venuo fuori il primo stralcio del blog che avremmo voluto, con i link alle pagine, l'archivio che funziona, la lavagnetta con "menu turistico" e pure il contatore: che, come mi ha spiegato pazientemente, è una roba coi numerini che sta in fondo alla pagina e segna i nostri visitatori e che " no, signora, non stia a chiamare l'Enel, che non ce n'è bisogno..."
Di sdebitarci, invece, c'è bisogno, eccome- e lo facciamo con una fetta di questa torta qui, la cui ricetta proviene dalla mamma di una bambina tutta speciale, che ha molto in comune con le creature delle autrici di questo blog ( scritto giusto, stavolta) e per questo sa tirar fuori le torte giuste, al momento giusto.

Grazie, Dimitri, questa è per te.



5 uova
100 g di zucchero semolato
250 g di mandorle sbucciate
120 g zucchero a velo vanigliato
la scorza di un limone biologico ( leggasi: della simo, altrimenti non profuma)
100 g cioccolato bianco buono ( LINDT)
100 ml di olio EVO leggero
60 g. di fecola
1 puntina di lievito
aroma di vaniglia ( da me sostituito con mezzo bicchierino del limoncello di maurizio, che non è mica da tutti...)
Montare le uova con 100 g di zucchero. Devono triplicare di volume
Nel frattempo
1. tritare bene le mandorle fini, con lo zucchero vanigliato
2. far ripetere alla figlia la prima guerra mondiale.
3. quando siete arrivati all'attentato di Sarajevo, aggiungere la buccia di limone grattugiata
4. grattugiate il cioccolato ( ci mettete due anni di guerra, grosso modo, dalla battaglia della marna alla descrizione della guerra di trincea)
5. incorporare delicatamente il composto alle uova montate e poi aggiungere l'olio, con attenzione
6. setacciare la fecola con il lievito
7. tortiera da 24 cm ben unta
forno statico a 200 gradi per i primi 5 minuti, a 180 8 il mio l'ho abbassato di brutto, 165) per una mezz'oretta abbondante.
Al Trattato di Versailles è pronta
Aspettate un po' prima di sformarla e poi ricopritela di zucchero a velo oppure di cioccolato bianco grattugiato, come ho fatto io che ero in vena di sacrifici...

buona domenica
alessandra





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