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mercoledì 6 giugno 2012

Bloody Mary alle fragole, rubini di gelatina di fragole profumati al liquore di fragola e fragole all'aceto di lamponi... i limoni di Monterosso... e brava Anna!

Di Daniela

Se c'è una coltura che ha grandi tradizioni e ottima resa per gusto e bontà nelle 5 Terre è quella del limone. La pianta è resistente e aspra, con le sue spine, come quella terra e come quella terra dona splendidi frutti, profumati e succosi, dal gusto dolce e la buccia aromatica.


Vi ho già riportato la splendida poesia di Montale, che li chiama le trombe d'oro della solarità., che mostra quanto siano legati alla vita e alla economia della liguria e delle 5 Terre in particolare... un po' dovunque gli si dedicano sagre e feste varie, ma a Monterosso , in particolare c'è una festa che quest'anno si è tenuta il 15 e 16 maggio scorso, la Sagra del Limone che , oltre a mettere in mostra ed offrire i più bei limoni e tutti i prodotti con loro confezionati, organizza anche una gara molto originale: viene infatti attribuito un premio alla vetrina più bella, quella meglio decorata, quella più vivace dell'intero paese.


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Questa volta, proprio non posso astenermi dal mostrarvi la foto della composizione che ha vinto il II posto. L'autrice è una mia amica Anna, che insieme a Sergio, suo marito ha un negozio nella parte nuova del paese, Fegina, che si chiama Maestrale. Anna è una vera artista, come potete vedere : questo è quello che ha saputo creare nel piccolo spazio verde davanti alle sue vetrine che, come molto altro a Monterosso, erano state devastate ad ottobre dall'alluvione.

foto da qui

venerdì 30 marzo 2012

Di acciughe marinate e di ....lauree!!!

Di Daniela

Innanzitutto vorrei chiedere scusa perché ieri sera, per causa di forza maggiore, nel caso specifico interruzione della connessione internet di Ale e mia assenza, non abbiamo potuto dar vita al consueto "salotto letterario del Giovedì" . Recupereremo prestissimo, promesso e scusate ancora!
Poi lasciatemi scrivere due righe un po' fuori controllo, per un volta guidata solo dall'orgoglio e dalla soddisfazione grandissima che mi dà quello che sto per dirvi... Vi ricordate della questione cui vi accennavo l'altro giorno, circa il famigerato conglomerato bituminoso? Ecco, finalmente abbiamo risolto tutti i conti in sospeso anche con questa affascinante materia ed è con grande soddisfazione che vi presento la neo dottoressa, con laurea Magistrale in Scienze e Teconologie dell'Ambiente conseguita presso la Università degli studi di Milano-Bicocca,
Francesca

franci

mia nipote, nonchè figlioccia e anche da qui, tesoro, tutte le congratulazioni del mondo e gli auguri per un futuro radioso come il tuo sorriso!



Acciughe marinate
da ELLE à table
acciughe marinate
Vi metto di seguito, la ricetta originale e tra parentesi ciò che ho variato.
Ingredienti per 4 persone
30 acciughe (le mie pesavano ancora da pulire circa 220 gr, tanto sono piccole tenere e compatte le acciughe liguri!!)
4 cipollotti freschi
4 limoni (2 bastano)
1 cucchiaino semi di coriandolo
1 cucchiaino bacche di ginepro (non le ho messe)
pepe macinato di fresco
aceto di vino bianco
olio d'oliva
2 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
sale (grigio di bretagna)

acciughe marinate

Chiedete al pescivendolo per pulire il pesce o pulitelo voi, se preferite, lavandolo le acciughe sotto l'acqua corrente fredda rimuovendo la testa con le interiora e dividendole in due filetti.
Sciacquatele, e mettetele ad asciugare su un tagliere inclinato o tamponatele con carta assorbente per asciugarle. 
Sbucciate e affettate i cipollotti, escludendo la parte verde del gambo. In un contenitore meglio se di vetro, mettere un po' di cipollotto tritato, i semi di coriandolo e il ginepro con 2 cucchiaini di aceto. 
Posizionate su un piatto di portata o su un piccolo vassoio una fila di acciughe e cospargetele con 1 cucchiaio d'olio d'oliva. Aggiungete un po' di pepe appena macinato e un po' di sale, e di nuovo una fila di acciughe con un paio di cucchiai di aceto aromatizzato, preparato prima, procedendo così fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con le acciughe. Coprire l'ultima fila con olio d'oliva, succo di limone, foglie di alloro e chiodi di garofano. Coprite e lasciate riposare in frigo per almeno 2 giorni e fino ad un massimo di 8 giorni.

acciughe marinate
Prima di servire le acciughe, tenetele per un'oretta a temperatura ambiente. Potreste portarle in tavola come aperitivo accompagnate da fette di pane tostato strofinato d'aglio o come secondo, con una semplice un'insalata verde o mista. ma in questo caso aumentate un po' le dosi in rapporto all'appetito dei vostri commensali.

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La ricetta è dedicata a Cristina G. e alla sua raccolta, ovviamente!!


Buona giornata a tutti 
Dani


Anchois marinés
Ingrédients
30 anchois
4 oignons tiges frais
4 citrons
1 c. à café de graines de coriandre
1 c. à café de baies de genièvre
poivre du moulin
vinaigre de vin blanc
huile d’olive
2 clous de girofle
2 feuilles de laurier

 Demandez au poissonnier de vider les poissons ou bien faites-le vous-même, c’est très simple. Sous un filet d’eau froide, enlevez du bout des doigts les quelques écailles, puis retirez la tête en entraînant les intestins. Glissez le doigt le long de l’arête des deux côtés de façon à décoller la peau, coupez l’arête à la base avec desciseaux et laissez le petit bout de queue. Rincez les anchois au fur et à mesure et déposez-les sur un papier absorbant. 
Pelez et émincez les oignons en gardant la moitié des tiges. Dans un récipient (terrine ou bol), mettez quelques oignons émincés, un peu de coriandre et de genièvre et 2 cuillères à café de vinaigre. Déposez une rangée d’anchois et arrosez d’1 cuillère à soupe d’huile d’olive. 
Parsemez d’un peu de poivre moulu et d’un peu de sel, puis à nouveau mettez oignons, genièvre, coriandre et ainsi de suite jusqu’à épuisement des ingrédients, en terminant par des anchois. Recouvrez cette dernière rangée d’huile d’olive, du jus des citrons, des feuilles de laurier et des clous de girofle. Couvrez et mettez au frais au moins 2 jours et jusqu’à 8 jours. 
Sortez les anchois un bon moment avant de les manger à température ambiante. 
Proposez ces anchois dans une salade mélangée ou sur des tartines de pain de campagne grillées et frottées à l’ail.

giovedì 12 gennaio 2012

Smoked salmon paté e Potted salmon

Di Daniela
pepe di Sichuan

Eccomi con un'altra ricetta con il pepe come ingrediente principale. In questo caso parliamo, come si intuisce vagamente dalla foto :-) qui sopra, del pepe di Sichuan. Parliamo ancora un attimo di alcuni aspetti di questo "non pepe", prima di utilizzarlo.
Innanzitutto, a differenza del pepe vero, per quello di Sichuan i semi vengono scartati e si adoperano solamente i gusci. E’ più delicato, come aroma, del pepe, ma grazie ad una particolare sostanza che contiene, quando l’effetto piccante svanisce, lascia in bocca un aroma che ricorda il limone e si avverte un leggero e piacevole intorpidimento.
In Cina, sua regione d’origine, viene utilizzato smesso insieme ad altre spezie:
  1. con anice stellato e zenzero si adopera per insaporire anatra, pollo pesce e melanzane.
  2. Nel Ma la (Cinese: 麻辣; pinyin: málà; letteralmente "intorpidente e piccante") , una miscela di spezie tipica della cucina di Sichuan, è mescolato con il peperoncino ed è l'ingrediente principale di una celebre salsa di accompagnamento.
  3. Nel Hua jiao yan (Chinese semplificato: 花椒盐; pinyin: huājiāoyán), una miscela di pepe di Sichuan e grani di sale, tostati e bruniti in una wok,  si usa per insaporire le carni bianche.
  4. Nel Shichimi togarashi, il pepe di Sichuan viene unito ad altre sei spezie per creare proprio questa miscela tradizionale giapponese, molto utilizzata in zuppe, tagliolini, piatti di carne bianca e diversi piatti a base di riso, quali torte di riso, agemochi e cracker di riso. 
  5. Il suo olio, infine, unito a zenzero , zucchero di canna e aceto di riso necessario per preparare i tagliolini fritti. 
Nella cucina Tibetana, dove è considerato un ingrediente fondamentale, si usa spesso insieme ad aglio, zenzero e cipolla per profumare piatti a base di carne, in particolare di maiale, mentre in Giappone lo adoperano nella preparazione di tagliolini, zuppe e pollo, utilizzando spesso anche le foglie della pianta per decorare i piatti. 
Nella cucina occidentale si utilizza anche per alcuni dessert, come la mousse al cioccolato, che esalta proprio le sue speciali caratteristiche organolettiche od insieme a fragole e frutti rossi. 
Una curiosità : in Cina lo si adopera anche in campo curativo, per la sua azione antipruriginosa ed antidolorifica, perfino contro il dolor di denti: tant’è che la sua pianta d’origine viene chiamata anche “albero del mal di denti”!
Ed ora eccovi la ricetta di oggi con cui utilizzare il pepe di Sichuan. E', veramente, più una non ricetta, cosicchè l'ho affiancata ad una ricetta tradizionale inglese, il potted salmon, composto da salmone fresco e affumicato. Ho scelto entrambe le versioni per smaltire un po' di scorte delle festività, nel caso, come me, siate golosi di salmone e un po' ve ne fosse avanzato. Ad ulteriore vostro piacere ho aggiunto anche una versione della mitica Nigella, come sempre iper-rapida. Nelle altre due ricette vengono usati pepe nero e bianco, cosicchè la vostra scelta può meglio spaziare!
Cominciamo dalla più semplice, la
Smoked salmon paté
salmone, paté

Le dosi sono un po' fatte ad occhio. Diciamo che useremo per 
200 gr di salmone
100 gr di burro a temperatura ambiente
un cucchiaino di aneto (fresco va meglio, ma può andare anche secco, aumentando leggermente la dose)
uno o due cucchiai di succo di limone
qualche grano di pepe di Sichuan

martedì 10 gennaio 2012

Si fa presto a dire PEPE!!!!!! Pepe dal mondo.

Di Daniela

Giusta affermazione, non vi pare? Il numero delle varietà di pepe, sono davvero moltissime.  Si parte  dai classici nero, verde e bianco, per arrivare alle diverse spezie, simili al pepe, che ho scoperto ed apprezzato questo Natale, grazie alla mia amica Sabrina.
L'argomento è così affascinante e profumato, che ho pensato di descrivervi quelli che ho, e di associare ad alcuni di loro una ricetta potremmo dire, dedicata, che aiuti, cioè, a mettere in risalto il "bouquet" di ogni specie.
La prima cosa da fare è enumerarveli. Cominciamo dal pepe vero, da quello cioè che deriva dalla diversa lavorazione della stessa pianta, il Piper nigrum L., per poi passare al pepe "falso" o, per meglio dire, alle spezie che del pepe hanno alcuni aspetti:
pepe nero


pepe nero : il vero pepe, viene prodotto dal frutto acerbo della pianta di pepe. I frutti vengono sbollentati brevemente in acqua calda sia per lavarli che per prepararli all'essiccamento. La rottura della polpa, durante l'essiccamento, velocizza l'annerimento del grano di pepe. I grani vengono essiccati al sole, o con appositi essiccatoi, per diversi giorni durante i quali i frutti si disidratano e anneriscono. Una volta essiccati prendono il nome di pepe nero. Il pepe nero è spesso denominato secondo il luogo di produzione: India, Malabar, Malaysia, Indonesia ed altri paesi.

pepe vede  

pepe verde :  così come il nero, viene prodotto dal frutto acerbo. Nel procedimento di essiccazione viene trattato, con diossido di zolfo in modo da mantenere il colore verde del frutto.
Il pepe verde in salamoia è un pepe acerbo conservato in salamoia o sotto aceto. Nella cucina del sud est asiatico e in modo particolare nella cucina tailandese, viene comunemente usato il pepe acerbo in grani appena raccolto dalla pianta. Caratterizzato da un sapore dolce ed aromatico il pepe verde, intero o pestato, si sposa bene a tutti i tipi di piatti (famoso è il filetto di manzo al pepe verde) ed è ottimo se utilizzato assieme al burro o alle salse. L'olio essenziale contenuto al suo interno conferisce agli alimenti un sapore piccante ma non pungente. 

pepe bianco

lunedì 12 dicembre 2011

Tortelli "di magro" borragine e ricotta

Di Daniela

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La borragine (Borago officinalis) è una piantina dalle belle foglie croccanti ricoperte da una leggera peluria e bellissimi fiori blu . E' una pianta praticamente infestante, che si trova quasi dovunque. Una particolarità è l'origine del suo nome : l'etimologia è incerta. Alcuni suppongono che derivi dall'arabo "abou = padre" e da "araq = sudore" cioè "padre del sudore, attraverso il latino medievale borrago così chiamata per via delle sue proprietà sudorifere. Altri suppongono che derivi dal latino "borra = tessuto di lana grossolana" per via dei peli che ricoprono tutta la pianta. Altri ancora sostengono che sia derivato dal celtico "barrach = uomo coraggioso" in quanto i guerrieri celti erano soliti bere il vino con i fiori di borragine  prima di una battaglia,  credendo che regalasse loro coraggio.
"Dioscoride (medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone. Ebbe la possibilità di viaggiare a lungo nel mondo greco-romano e scrisse un erbario scritto in lingua greca che ebbe una profonda influenza nella storia della medicina. Ndr) chiama la Borragine Buglossa, come ancora usa in alcune regioni, per le sue foglie simili alla lingua dei buoi (lingua bovis era anche chiamata dagliantichi speziali) ed Apuleio spiega l’origine del nome Borragine dicendo che i Lucani chiamavano la Buglossa Coragine, “per avere proprietà grande nelle passioni del cuore”, come cita il Mattioli; da Coragine a Boragine ed oggi Borragine, il passo è breve". (cit.da qui) 
Altra interpretazione: il suo nome gallese "llawenlys", significa "erba della contentezza", e così la borragine veniva tradizionalmente usata per decorare le case per i matrimoni.
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La pianta è ricca di  nitrato di potassio, calcio, mucillagini e vitamina C ed è considerato, come dicevamo sopra un tonico per il sistema nervoso oltre ad avere doti emollienti che aiutano la pelle a rimanere idratata oltre ad avere effetti depurativi, diuretici e sudoriferi.
I fiori , di un colore ontenso e brillante vengono utilizzati spesso come decori per i piatti, ma anche come coloranti, per esempio, per l'aceto, mentre un suggerimento divertente potrebbe essere quello di metterne qualcuno nella vaschetta del ghiaccio, per decorare poi le bevande in modo originale.
Le sue foglie vengono utilizzate in cucina da tempo immemorabile in moltissimi tipi di preparazioni particolarmente in quelle cotte perchè la cottura elimina le peluria. Mentre l'utilizzo a crudo si limita a qualche fogliolina giovane nelle insalate, ma non è troppo consigliato per via della presenza in alcune fasi della via della pianta di sostanze nocive per il fegato. Quindi la fantasia spazia tra frittelle,  frittate,  minestroni ma, soprattutto in liguria è uno dei componenti fondamentali del "preboggion" l'insieme di erbe aromatiche tipico della cucina ligure, ma soprattutto è l'ingrediente fontamentale dei celebri pansotti (o pansoti).
E proprio di questi voglio parlarvi: la ricetta che vi proporrò è quella della nostra Bruna, una persona ormai di famiglia per noi, emiliana di nascita, ottima cuoca e "regina" di un bell'orto-giardino, che le regala un'abbondante fioritura della piantina, ingrediente principale di questa pasta fresca eccellente (e dei mitici pansotti).
Ho dato alla nostra pasta ripiena la forma forma rotonda per semplicità di esecuzione, avendoli preparati con la Microba. Gustatevi, ora, questi eccellenti

Tortelli "di magro" borragine e ricotta
panso

giovedì 3 novembre 2011

Il Pan co' Santi

Di Daniela

DSCF9128Se c'è una cosa bella dell'MTChallenge è la possibilità, che ci ha offerto e ci offre, di conoscervi: tramite quello che è, e rimarrà sempre, un gioco,  divertente, abbiamo scoperto tantissimi "universi paralleli", con i quali abbiamo intrecciato relazioni, spesso più che solide, di stima e in molti casi d'affetto...
Vi abbiamo scoperto appassionati come noi, con la stessa voglia di provare e di condividere ricette, notizie e tradizioni, pieni di fantasia e di estro, bravissimi, esperti e tecnicamente super in gamba : condividiamo spesso lo stesso amore per le "caccavelle", come pure quello per il prodotto naturale di nicchia. E così, sbirciando qua e la ci capita di imbatterci in ricette che ci conquistano, magari per via di un ricordo comune o di un luogo particolare... proprio come mi è successo con Il Pan co' Santi di Patty, piatto tipicamente senese, che mi ha richiamato alla mente tutti gli anni in cui trascorrevo il mese di settembre e sovente anche in parte di dicembre dai miei nonni, a Colle Val d'Elsa. Perchè anche se è un dolce che viene preparato tradizionalmente i primi giorni di novembre, già a settembre in giro si trova :-) e così pure fino a tutte le feste natalizie comprese... Quindi, senza esitazioni, l'ho immediatamente preparato per me e per la mia famiglia, che non ha avuto la fortuna di gustare l'originale. Vi dico solo questo: Patty chiude il suo post dicendo "...e cercate di non esagere." Non avrebbe potuto usare espressione migliore. Qui è sparito tutto in un nano secondo..... :-). Vi riporto fedelmente le sue istruzioni per ottenere un pane non troppo dolce, profumatissimo e leggero, senza uova nè burro nell'impasto, che vi consiglio proprio di provare.

Il Pan co' Santi 

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venerdì 12 agosto 2011

Bresaola con caprino, erba cipollina e spinaci

Di Daniela
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Tra le montagne  lombarde  c'è una gran passione per il legno : è piuttosto naturale, ne hanno tanto a disposizione e si adatta così bene all'ambiente  che l'uso che ne fanno è assoluto; le case ne sono rivestite, spesso insieme alla pietra, gli interni hanno  perlinature meravigliose e calde, mobili, suppellettili e infissi hanno tutte le tonalità e la solidità delle varie essenze, specialmente di quelle  che qui nascono: l'abete, la betulla, il castagno, il larice, il pino per citarne solo alcuni.
S caterina e Bormio2000 087



sabato 23 luglio 2011

Crema fredda di piselli alla menta (Yves Camdeborde)

Di Daniela
version française dans le bas
Siamo controcorrente con Ale e non ne facciamo mistero: siamo più gente "da freddo", che da caldo spasmodico.... Perciò questa estate un po' pazza devo dire che non ci dispiace molto... Ora poi, dalla mia amatissima e splendida Valtellina, con le mie figlie ce la godiamo ancora di più.  Anzi confesso che dormiamo saporitamente sotto un bel plaid e la mattina preferiamo il latte caldo alla solita colazione "tutto freddo" estiva.
Ovviamente la mia figlia n. 1, la Monoglobula per eccellenza, non è proprio d'accordo, ma si sa, non si può avere tutto.... e qui c'è pace, relax, luce, verde, tutto quello che si può desiderare per ritemprarsi dopo un inverno un po' faticoso e mooooolto lungo, specialmente dal punto di vista del lavoro e dello studio. 
Per chi però preferisce il bel caldo estivo, ed è un po più basso sul livello del mare, abbiamo trovato un suggerimento per la tavola interessante. Avete voglia di provare qualcosa di fresco, che sta benissimo su un buffet d'estate e che è, tanto per citarci, da porcherrima figura? Bene se la risposta è si vi consiglio di provare questa semplicissima crema anzi succo, come lo chiama l'autore.
Niente panna, niente grassi, solo il fresco sapore dei pisellini piccoli e delicati, con il sentore di menta, che li esalta senza stravolgerli....C'è anche una piccola aggiunta mia dei ghiaccetti di yogurt.... ma procediamo con ordine....

Crema fredda di piselli alla menta
Di Yves Camdeborde (chef del ristorante parigino Le Comptoir, del Relais Saint-Germain)
da Elle à table
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• Preparazione: 10 minuti
• Tempo di cottura: 15 minuti

Ingredienti per 4 persone
500 g di piselli sgranati, freschi o congelati
1 cucchiaio di olio d'oliva
8 foglie di menta, sale, pepe
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Fate bollire l'acqua in una casseruola. Aggiungete i piselli e il sale. Lasciate cuocere per circa 15 minuti: devono essere molto teneri.Versate metà dell'acqua di cottura in una ciotola e mettetela in frigo. Scolate i piselli, poi fateli raffreddare passandoli velocemente sotto dell'acqua ghiacciata. Mettete i due terzi dei piselli nel frullatore, e frullateli aggiungendo poco alla volta dell'acqua di cottura ormai fredda, fino ad ottenere una miscela setosa, ma non troppo liquida. Filtrate attraverso un colino fine. Aggiustate di sale e pepe. Conservate in luogo fresco circa 2 ore: la preparazione deve essere freddissima.
Dividete i piselli rimasti in quattro bicchieri. Mescolate la crema con foglie di menta e ghiaccio.
Versate nei bicchieri, aggiungete un filo d'olio d'oliva e servite come entrée.
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Io ho pensato di aggiungere un tocco un po' particolare a mio gusto: invece di usare il ghiaccio, ho messo nelle formine di silicone un cucchiaino di yogurt. Sciogliendosi, da un tono leggermente acidulo e piacevole al tutto, oltre ad essere carino sul fondo verde della crema: provate.
Buona giornata
Dani


Jus glacé de petits pois à la menthe
Yves Camdeborde
 
Type de plat : Entrée
Nb de personnes : 4
Difficulté : Trés facile
Préparation : 10mn
Cuisson : 15mn
Temps total : 25mn

INGRÉDIENTS
500 g de petits pois écossés, frais ou surgelés
1 cuil. à soupe d’huile d’olive
8 feuilles de menthe sel, poivre

Faites bouillir de l’eau dans une casserole.
Ajoutez les petits pois et salez. Comptez environ 15 mn de cuisson : ils doivent être très tendres.
Versez la moitié de l’eau de cuisson dans une jatte et réservez-la au réfrigérateur.
Egouttez les petits pois puis refroidissez-les dans de l’eau glacée.
Mixez les deux tiers des petits pois en ajoutant peu à peu l’eau de cuisson refroidie, jusqu’à obtenir un mélange soyeux mais pas trop liquide.
Filtrez au chinois ou dans une passoire fine.
Salez, poivrez.
Conservez au frais 2 h environ : la préparation doit être glacée.
Répartissez le reste de petits pois dans quatre verres.
Mixez le jus glacé avec les feuilles de menthe.
Versez dans les verres, ajoutez un filet d’huile d’olive et servez bien frais.

giovedì 21 aprile 2011

La ricetta storica : Torta al miele (Svezia, inizi XVII sec.) e un compleanno....

Di Daniela
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Buongiorno a tutti!! Tutto questo entusiasmo di primo mattino è legato ad un fatto semplicissimo: oggi è il mio compleanno :-)
Ora lo so che dopo una certa età bisognerebbe smetterla di festeggiare la data fatidica, che sarebbe decisamente meglio far scendere un delicato, ma consolatorio oblio su certe ricorrenze, ma tant'è proprio non ce la faccio! A me, il giorno del compleaano piace proprio: mi piace ricevere auguri dagli amici, mi piace che le bimbe mi vizino, mi piace che mio marito stia a studiare per giorni il regalo più adatto a me... Adoro poltrire un po', preparare o (ancor meglio a volte!!!) ordinare le torte che mi piacciono e il pranzo, avere le persone che amo "tra i piedi" così da potermi lamentare dicendo "Ma siete sempre tutti qui!!" con un sorriso malcelato, sperando che non si stufino mai di venire...
Quindi oggi non ho prearato il post che avrei voluto sul piatto storico, meraviglioso per altro, che ho cucinato:  dovrete accontentarvi della sola presentazione... le notizie ve le racconterò un'altra volta, prometto!
P.S. Nel post che vi ho promesso vi parlerò anche di alcune varianti risalenti fino al mondo classico greco e latino davvero eccellenti
P.P.S. non sono gradite asssolutamente illazioni di collegamenti tra l'età della torta e la mia ovviamente: io sono una strenua sostenitrice di Mr O. Wilde quando dice che "una donna non deve essere troppo precisa sulla sua età. Ha sempre l'aria di essere una calcolatrice!"

Torta al miele 
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1 dl e mezzo di miele
4 uova
1 dl di zucchero
2 cucchiai (o più) di zenzero
1 cucchiaio di pepe di Giamaica (ho aggiunto una grattugiatina di noce moscata)
4 dl di farina di grano
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Ungere una pirofila di circa 1 ½ litri di dimensione. Scaldare il miele in modo che si può facilmente mescolate con un cucchiaio. Montare le uova finchè non sei bianco, mescolarle con il miele e spezie. Infine, mescolate la farina e versate il tutto nella tortiera. Cuocere in forno per circa 30 - 40 minuti a 175 ° C. Toglierla, lasciarla per un giorno e servire con burro.
Ora alcuni suggerimenti : io ho diviso i tuorli dalle chiare, poi le ho montate da sole a neve ben ferma con un pizzico di sale e qualche goccia di limone... e solo alla fine le ho unite al composto che risulta piuttosto sodo.
Per servire la torta è ottimo del burro, naturalmente , ma è veramente squisita accompagnata da un filo di miele, della marmellata o un po' di golden syrup. E' una torta perfetta da presentare con una tazza di te, aromatico, come l'earl grey o speziato, a seconda dei gusti, o con della cioccolata o, e le mie figlie sottoscrivono questa versione, con una tazza di latte freddo. Siccome era una torta di una certa "importanza" ho preferito presentarla cotta in stampi più eleganti e, in questo caso vanno cotte solo 25 minuti, o comunque appena risultano dorate e superano la prova stuzzicadenti.
Buona giornata a tutti
Dani


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1½ dl of honey
4 eggs
1 dl of sugar
2 spoons (or more) of ginger
1 spoon of jamaica pepper (I add some nutmeg)
4 dl of wheat flour
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Grease a tin about 1½ litres in size. Warm up the honey so that you can stirr it easily with a spoon. Whip up the eggs till they´re white, mix them with honey and spices. Finally stirr in flour and pour it all into the tin. Bake in oven for about 30 - 40 minutes in 175ºC. Take it out, leave it for a day and serve with butter.
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Now some suggestions: I have divided the yolks from the egg whites, then I whipped them until stiff (a neve) with a pinch of salt and few drops of lemon ... and only at the end I add them to the mixture which is quite hard.
To serve the cake is perfect butter, of course, but it’s really delicious with a drizzle of honey, jam or a bit 'of golden syrup. It 's a perfect cake to be presented with a cup of tea, aromatic, such as Earl Grey or spicy, depending on your taste, or chocolate or a cup of cold milk. As it was a cake of a certain "importance" I preferred to present it cooked in the finest molds, and in this case, you must cook it for 25 minutes, or just when golden (make the toothpick test)
Have a nice day
Dani


http://www.menvafan.net/pirat/honey.html

mercoledì 21 ottobre 2009

roast beef ai tre pepi con salsa al vino

di Alessandra

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roastbeef ai tre pepi con salsa al vino


Tre domandine, veloci veloci:
1. perché il freddo deve arrivare così all'improvviso e così tutto assieme?
2. perché quando viene freddo tutti si coprono tranne mia figlia, che saluta ogni autunno con un bel febbrone?
3. e perché io, che ormai so che ciò si verifica puntualmente ogni anno, mi riempio di impegni e scadenze proprio la settimana del freddo e dell'influenza della creatura?
Mentre vi scervellate, eccovi una ricetta strepitosa, antica e collaudatissima, facile da fare, di grande effetto, una di quelle robe, insomma, che verrebbe da chiedervi come mai siete ancora lì a cercare le risposta ( che tanto non la sapete...) e non vi siete già precipitati ai fornelli...

ROAST BEEF AI TRE PEPI CON SALSA AL VINO ROSSO
( da un vecchio numero di ATavola)

roast beef ai tre pepi

Ingredienti per 6-8 persone
1,250 kg di polpa di manzo per roast beef
1 cucchiaino di pepe nero
1 cucchiaino di pepe verde
1 cucchiaino di pepe rosa
300 g di burro ( ridotti brutalmente a 100)
3 cucchiai di farina
2 cucchiai di zucchero
100 g di senape
per la salsa
1 bicchiere di brodo
2 cucchiai di vino rosso ( io ho aumentato a mezzo bicchiere abbondante, sennò si sente troppo il brodo)
1 cucchiaino di Worcestersauce
1 cucchiaino di fecola
sale e pepe

Preparazione
Raccogliete in un mortaio i tre pepi e pestateli finemente: stavolta, ho usato il frullatore, ma se usate il batticarne o il pestello del mortaio l'effetto è molto più scenografico, perché il pepe non si polverizza e si vedono i tre colori diversi.
Mettete il pepe così ridotto in una ciotola e aggiungetevi la senape, la farina, lo zucchero e il burro. . Mescolate il tutto con cura e spalmatelo sulla superficie della varne, massaggiando bene.
Mettere la carne in una teglia e farla cuocere: 200 gradi per 20 min, 170 per altri 15. Estraetela dal forno e fatela intiepidire coperta di un foglio di alluminio
Preparate la salsa:
in un pentolino, scaldate il brodo, il vino e la worchester sauce; stemperate la fecola in un cucchiaio di questo liquido ed aggiungetela al resto. Fate addensare a fiamma bassa, per pochi minuti. Aggiustare di sale ed eventualmente di pepe
Affettare la carne e nappare con la salsa

Alcuni consigli:
  • questa è una ricetta che, se fossi in voi, proverei la prima volta e terrei poi in serbo per le grandi occasioni. E' talmente facile che la potrebbe preparare anche un bambino ( non a caso, l'ho riesumata dal quaderno degli esperimenti dei primi tempi del matrimonio), ma in compenso andrebbe archiviata sotto la voce "porca figura" da tanto scenografico è l'effetto. Intendo dire, che se volete pensare per tempo a Natale, questa potrebbe essere un'ottima soluzione
  • il pepe: non meno dei tre cucchiaini indicati, meglio se pestato a mano. Stavolta, non trovavo nè il batticarne nè il mortaio e mi sono arrangiata col frullatore, per cui il sapore è rimasto lo stesso, ma l'aspetto no: immaginatevi un roast beef rosato, avvolto in una crosta "crunchy" di pepe colorato e con una salsa rosso pieno lì vicino...
  • come sempre, quando si tratta di pezzi di carne interi, è fondamentale il massaggio: mettetevi comode, telefonate ad un'amica, sentite la lezione della figlia, qualsiasi cosa (tranne leggere: vi si ungono tutte le pagine) e massaggiate a lungo il pezzo di carne con il composto di burro e pepe, cercando di farlo penetrare bene nelle fibre.
  • per la carne, non ho usato sale, nonostante non cuocia nel brodo: la crosta di burro è molto saporita di suo e la salsa ha un sapore ben deciso, quindi, il sale altererebbe solo l'equilibrio dei sapori.
  • la cottura è quella indicata, fatte le debite proporzioni: meno la carne pesa, più si riducono i tempi, e viceversa: con un pezzo da 800 g come il nostro, ho fatto un 12-13 minuti a 200 gradi e altrettanti a 170 ( qui è meno aggressiva, la temperatura, per cui se anche lo lasciate un minuto o due di più non succede niente: l'importante, è regolarsi bene nella prima fase)
  • altra cosa fondamentale, per il roast beef, è il riposo: lo avvolgete subito in carta stagnola (in questa preparazione qui, va bene coprirlo, perché altrimenti rischiate che la crosta di pepe vi rimanga attaccata al foglio) e lo lasciate lì 5 minuti, in modo che liberi bene i suoi succhi. Se non ci fosse la crosticina, vi direi anche di aiutarvi con un peso in questa operazione, ma in questo caso basta così.
  • la salsa: qui sono intervenuta pesantemente sulle dosi originali, perché a mio parere il sapore del brodo era nettamente prevalente sul resto, Quindi, ho aumentato la quantità di vino. E' una salsa molto più leggera di quella tradizionale ( quella che parte da un roux e che prevede lo scalogno e cotture diverse) ma, udite udite, mio marito l'ha subito messa in cima alla lista di tutte le altre salse al vino che siano mai uscite da qui. Calcolate anche che è di una facilità impressionante e ultra rapida. Dura anche qualche giorno nel frigo e potete benissimo prepararla in anticipo. Basta scaldarla un po' prima di servire- e il gioco è fatto. Superfluo aggiungere che dovete usare un buon vino- rosso e corposo.
  • Mai come in questa ricetta, arrosto e salsa vanno a braccetto: nel senso che, da solo, l'arrosto è buono, ma niente di più, Con la salsa, acquista quel "tocco" particolare, che lo rende unico
Buon Appetito
Alessandra

English Version


Ingredients for 6-8 people
1,250 kg roast beef
1 teaspoon black pepper
1 teaspoon green peppercorns
1 teaspoon pink peppercorns
300 g of butter (brutally cut down to 100)
3 tablespoons of flour
2 tablespoons of sugar
100 g of mustard
the sauce
1 cup of stock
2 tablespoons of red wine
1 teaspoon Worcestersauce
1 teaspoon potato starch
salt and pepper

Preparation
Collect the three peppers in a mortar and crush them finely: this time, I used the blender, but if you use a meat mallet or pestle mortar, the effect is much more dramatic, because the pepper is not pulverized , so that you see three different colors.
Put the pepper in a bowl and add the mustard, flour, sugar and butter. Mix everything carefully and sprinkle the surface of the meat, and massage it well.
Put the meat in a baking pan and cook 200 degrees for 20 min, 170 for 15 more. Remove it from the oven and let cool covered with aluminum foil Prepare the sauce:
In a saucepan, heat the broth, wine and Worchester sauce, dissolve the starch in a tablespoon of this liquid and add it to the rest. Let thicken over low heat for a few minutes. Season with salt and pepper
Slice the meat and serve it filled with sauce
Buon Appetito
Alessandra



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