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mercoledì 31 agosto 2011

Bauletti di patate ripieni di temolo e verdurine croccanti, al timo selvatico

Di Daniela
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Proseguiamo con la nostra lezione di cucina sui pesci d'acqua dolce: dopo il gustosissimo antipasto, passiamo ad un primo morbido e saporito. Parliamo dei 

Bauletti di patate ripieni di temolo e verdurine croccanti, al timo selvatico

Ingredienti per 4
Per i bauletti
300 gr di patate (vecchie , migliori per gli gnocchi)
60 gr di farina 00
60 gr di farina di grano duro
30 gr di fecola di patate
80 gr di uova intere
40 gr di parmigiano grattugiato
Sale e noce moscata qb
Per il ripieno
60 gr di carote
60 gr di zucchine
10 gr di scalogno
200 gr di temolo (o trota)
40 gr di burro

martedì 30 agosto 2011

Girelle di trota affumicata alle erbette spontanee con mele di Valtellina : le lezioni di cucina a Bormio

Di Daniela

Non c’è vacanza estiva Valtellinese, senza le nostre lezioni di cucina.
La prima che sono riuscita a seguire quest’anno e che vi propongo con un po' di ritardo, è la lezione sul pesce di acqua dolce presentata dallo chef  Paolo Apollonio, coadiuvato dal mitico chef Bassi: quello che ho davvero ammirato, oltre alle ricette in se e per se eccellenti,  sono gli spunti che si possono ricavare, per cucinare in maniera semplice e gustosa anche il nostro pesce di mare, con suggerimenti per la cottura e l’accompagnamento che ho apprezzato come sempre molto, e che si devono alla  professionalità e bravura dei cuochi impegnati. 
Cominciamo quindi con la prima parte della lezione , dedicata all’antipasto, che nella versione originale si intitola

Girelle di trota affumicata alle erbette spontanee con mele di Valtellina


Ingredienti per 4
250 gr di mascarpone
Erba cipollina, cerfoglio, prezzemolo e rafano qb
250 gr di trota affumicata
Rucolina selvatica per guarnizione
50 gr di mele a cubetti
Sale e pepe
Aceto di mele qb

domenica 28 agosto 2011

I libri di cucina da non perdere - la nostra wish list

Ovvero, la liste dei desideri, che in teoria avrebbe dovuto aspettare ancora un po' di tempo, ma che ora gode della corsia preferenziale degli sconti fino a fine mese- e d'altronde, come riusciamo a far risparmiare i nostri mariti noi, non ci riesce nessuno...
Vado random, anche se il primo titolo è quello a cui tengo di più, in assoluto




venerdì 26 agosto 2011

L'insalata più ligure che c'è: U cundiggiun

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o meglio: "cundiggiun" per i Genovesi, "Cundijun" o "Cunijun" per gli Imperiesi, ma loro senton l'aria di Monaco e, si sa, sono più fini. Al di là della filologia, resta il fatto che questa sia una delle insalate più tipiche della nostra regione , spesso confusa con la capponadda che è tutt'altra cosa rispetto alla caponata siciliana e di cui prima o poi parleremo anche qui. Volendo azzardare un paragone illustre, potremmo avvicinarla alla Nicoise,  anche se la nostra versione, tanto per non smentirci, è meno ricca ed abbondante. In ogni caso, è piatto unico ed estivo per eccellenza, tanto che oggi è entrato a far parte dei menu del mezzogiorno dei ristoranti che coprono la pausa pranzo, a cui perdoniamo anche l'aberrazione della crosta di pane come contenitore. L'ingrediente caratterizzante è, infatti, la galletta del marinaio, una specie di schiacciata che aveva il pregio di conservarsi a lungo nelle stive delle navi e che poi si consumava bagnata di olio o di acqua e che oggi è quasi introvabile. Idem per l'altro ingrediente un tempo fondamentale, il meraviglioso musciamme di tonno che oggi non si trova quasi più- e se lo si trova, lo si lascia dov'è, a causa del prezzo. 
Anyway, eccovi la ricetta che più si avvicina all'originale, con l'avvertenza che non corrisponde alla foto: quello che vedete riprodotto, infatti, è un cundiggiun in versione finger food, i cui ingredienti sono stati selezionati, partendo dall'originale, in base alla loro maneggiabilità. Al posto delle acciughe, per esempio, avevo messo la bottarga di tonno, nell'illusione che ricordasse il musciamme. Però, ogni volta che lo preparo, sia in chiave ortodossa che eretica, va sempre a ruba: il che, a casa mia, ha un solo significato, e cioè che è un piatto che mette tutti d'accordo...

CUNDIGGIUN

cundiggiun


qui si va ad occhio, naturalmente
gallette del marinaio (potete sostituirle con le friselle)
pomodori da condire cuore di bue
peperoni
cetriolo
olive taggiasche (meglio se snocciolate)
cipolla fresca (la rossa va benissimo)
acciughe dissalate e diliscate
basilico
un po' di insalata verde, del tipo che preferite
aglio di Vessalico
olio rigorosamente extravergine
sale
aceto

i Genovesi aggiungono le patate e c'è qualcuno che, inseguendo suggestioni nizzarde, ci mette pure le uova. Ma la versione più vicina alla nostra cucina (che, ricordiamo, è di terra e non di mare) è quella che vi ho appena proposto. 
Strofinate leggermente le gallette con l'aglio, spruzzatele con acqua e aceto (io le immergo per pochissimi secondi in una soluzione di acqua e aceto) e mettetele in un'insalatiera. Mondate tutti gli ingredienti, tagliateli a pezzettini, versateli sulle gallette, meglio se a strati, perchè anche l'occhio vuole la sua parte e poi condite abbondantemente con olio, sale e pochissimo aceto. In ultimo, una bella manciata di foglie di basilico. Se poi aveste una bottiglia di Vermentino in frigo, quella sarebbe proprio la morte sua
ciao 
ale

giovedì 25 agosto 2011

di consigli e di sconsigli- le ultime novità

Riprendiamo la rubrica dei Consigli e degli Sconsigli con due titoli segnalati da due nostre amiche,che ringraziamo per il loro contributo. il primo è uno "sconsiglio illustre", visto che è riferito ad un romanzo entrato recentemente nel novero dei titoli che fanno figo, specialmente se hai un blog di cucina, tanto che chi ha l'amicizia con la sottoscritta su FB lo ha anche visto nella mia lista di libri da comprare. An_top ne parla in tono dubbioso, invitando chi lo ha già letto ad uno scambio di opinioni, per cui se c'è qualcuno fra voi che ha voglia di intervenire, è bene accetto. Lo stesso dicasi per il secondo libro, che è un consiglio caloroso e appassionato, come tutti quelli che ci ha dato Maria Chiara e riguarda un argomento tanto delicato quanto sempre attuale, affrontato dalla penna di una giovane autrice, alla sua seconda fatica letteraria. Anche in questo caso, è probabile che molti di voi lo abbiano già letto: lo spazio per i commenti, quindi, è tutto vostro. 
Se volete dare un'occhiata all'intera lista e lasciare i vostri sconsigli e consigli,  trovate  tutto qui 
Ancora grazie ad an-top e maria chiara e buona lettura


SCONSIGLIO.
HO SERVITO IL RE D'INGHILTERRA-Bohumil Hrabal
definire la sua tecnica narrativa "particolare" ritengo sia un eufemismo..ho iniziato il libro e pazientemente sono andata avanti cercando di capire se ero impazzita io...
ho avuto anche la tentazione di portarlo indietro...
alla fine mi sono forzata e sono arrivata alla fine beh, sono ancora stordita.
La storia è quella di un apprendista cameriere ossessionato dalla sua statura anatomica e finaziaria. Jan (il protagonista)grazie alla sua ambizione conquisterà una posizione ma la "tragedia" personale sarà il continuo combattere per vederla riconosciuta almeno fino al sopraggiungere della "consapevolezza di sè".
Questo romanzo,ricco di riferimenti storici e dotato senz'altro di una sua logica filosofica mi ha sfiancato (fortuna non è un librone).
In primis per lo stile narrativo, un flusso inesauribile di parole, non si vede l'ora di arrivare a fine capitolo per "riprendere a respirare". Se uniamo poi lo stile "surrealista" il mix mi pare perfetto per un insuccesso - almeno per il mio gusto!! se qualcuno lo ha letto per favore ne scriva...son curiosa di conoscere altre opinioni!
an_top 



"Accabadora" l' ho letto d'un fiato, mi è piaciuto molto, ho apprezzato anche la scrittura originale di questa scrittrice, Michela Murgia, giustamente premiata.
La stessa amica che me ne aveva fatto regalo, mi ha regalato anche, della stessa autrice, da entrambe molto amata, il saggio "Ave Mary. E la Chiesa inventò la donna" nel quale la scrittura è mutata, per via del contenuto, saggistico, appunto, e l'argomento è davvero di grande interesse. La Murgia si chiede quanto e in che modo la Chiesa cattolica abbia contribuito alla visione attuale che un po' tutti hanno della donna in Italia al giorno d'oggi.
I risultati del suo inappuntabile e puntuale ragionamento li lascio scoprire a chi leggerà questo breve libro, rivelatore, a mio parere, sia per donne che per uomini.

mercoledì 24 agosto 2011

Sformatini di riso bianco e nero

 Di Daniela

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Tra poco si parte per la masterclass musicale delle bimbe a Bormio: l'eccitazione è alle stelle, anche perché quest'anno non ci sarà soltanto la figlia media, Ginevra,  la pianista, ma anche la piccola, la Microba, violoncellista e,  sommo piacere massimo, anche Carola, la nostra violinista preferita (la figlia di Ale, ovviamente: siamo o no un blog musicale?) Meglio dei tre moschettieri, non vi pare? A fronte di ciò, Ale e io siamo già pronte psicologicamente a farci sommergere le orecchie e tutti gli altri sensi, in verità, da racconti pieni di entusiasmo  (e dei più minuti dettagli ;-)) di ogni meravigliosa performance, solitaria o in gruppo, di ogni singola nota conquistata, accordo ben eseguito e novità tecnica finalmente chiarita e compresa appieno... un delirio di parole, oltre che di note: l'organizzazione della masterclass e del festival si chiama "Le altre note" d'altra parte. Che ne sia proprio questo il motivo ;-)!?
E così nell'attesa di udire concerti in Valtellina e ragazzi appassionati di ogni dove, ci rinfreschiamo, in questa calda fine estate 2011 con eleganti

Sformatini di riso bianco e nero
da un'idea di CI Giugno 2011
riso venere   e bianco in timballo
Ingredienti per 6 
700 gr di peperoni gialli (350 gialli e 350 rossi per me)
400 gr di pomodori
350 di riso verde (bianco per me)
350 gr di melanzane lunghe (2)
300 gr zucchine novelle
250 gr di riso venere
1 spicchio di aglio
olio evo
basilico
alloro
sale

Torta al tonno

Di Daniela
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Fuochi d'artificio di tutti i tipi, da terra verso il cielo, nastri di mille lucine come un velo, altri da terra verso il mare, con salti rimbalzi e luce che rende visibile all'improvviso un acqua cristallina dai riflessi verde smeraldo, che copre un fondo sabbioso disegnato da ondine. Botti fortissimi e luci accecanti danno il via allo spettacolo che per qualche minuto tiene tutti i (tanti) presenti con il naso in su (ha ha, con l'umidità della sera, domattina ci sarà qualche collo un po' irrigidito, il mio per primo :-)), già pensando alla rivalità con quelli che ai primi di settembre, per la festa della Madonna di Fegina, si terranno dall'altra parte della galleria.(Perdonate la qualità delle foto, fatte al volo dal cellulare di mio marito!)

martedì 23 agosto 2011

Rotolo alle erbe con caprino

Di Daniela

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Qualche spunto marino vi va? In questi giorni di sole splendente e di caldo piuttosto deciso, abbiamo fatto la nostra solita pausa marina, e bisogna dire che abbiamo avuto la fortuna di godere di un mare perfettamente adeguato alla nostra voglia di fresco: nonostante il numero di bagnanti sia alto, l'acqua è splendida, cristallina, fresca e soprattutto "sguarnita" delle tremende meduse viola, l'incubo di ogni bagnante.
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I bimbi in particolare hanno stabilito con queste fastidiosissime ospiti, un rapporto di amore odio: loro vivono perennemente immersi, spesso dotati di maschere per ammirare i pesciolini sul fondo, e così da una parte, sono i soggetti che più facilmente

lunedì 22 agosto 2011

Cracovia- diario di viaggio: la città vecchia e le miniere del sale (IV giorno)

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Diciamocelo chiaro: rispetto a Cracovia, Praga è più bella. E, se vogliamo allargare il raggio, anche Budapest forse lo è. D'atronde, ci si sarebbe stupiti del contrario: a rendere bella una città concorre anche la sua storia e Praga e Budapest hanno dalla loro una posizione geografica più favorevole, oltre ad un tessuto urbano marcatamente influenzato dai fasti del lungo dominio asburgico, da cui Cracovia, per contro, fu appena sfiorata. Però, a Budapest sono stata 15 anni fa e non mi è ancora venuta voglia di ritornarvi, da allora. E a Praga so che tornerò, e magari pure a breve, ma solo perchè mio marito mal sopporta di essere l'unico della famiglia a non esserci stato. Mentre a Cracovia non vediamo l'ora di ritornare: dobbiamo ancora lasciarla e siamo lì che facciamo progetti, uno sguardo alle nostre agende, un altro ai "prossimi eventi"- e tanto meglio, se a breve.

sabato 20 agosto 2011

I libri di cucina da non perdere (e con lo sconto meno che mai)

Se si fa eccezione per lo Starbooks, trovare un consiglio in materia di libri di cucina su queste pagine è fatto abbastanza raro. Il motivo è presto detto: ce ne sono un sacco, su altri blog, e tutte fatte splendidamente. Per cui, abbiamo sempre preferito non creare sovrapposizioni inutili, limitandoci ad annotare i suggerimenti e a riempire i carrelli della spesa, virtuali e non. Questa fine di agosto, però, è un'eccezione: perchè eccezionale è - purtroppo- l'ondata di sconti che la contraddistingue e che segna la fine di un periodo felice, per noi divoratori di libri. E così, ci è venuta l'idea fare un'eccezione pure noi, segnalandovi quei testi che, a nostro parere, varrebbe la pena di comprare, sempre e a maggior ragione adesso, che hanno prezzi davvero abbordabili, se non in certi casi risibili. 
Oggi pubblichiamo la lista di quelli che conosciamo bene, perchè li abbiamo letti-recensiti-testati più volte e appena torno da questo secondo breve viaggio, ci sarà la wish list, con l'elenco di quello che ci piacerebbe acquistare. Per ora, meditate su questi....


venerdì 19 agosto 2011

Semifreddo di cioccolato e lamponi

Di Daniela

Alleggeriamo un po' l'atmosfera d'agosto con ancora qualche piccola e "lieve" curiosità su ciò che la fantasia più positiva e giocosa sa creare con un materiale nobile e bello come il legno:  l'atmosfera montana rinfrescherà un po' queste, tutto sommato, prime giornate di vero caldo estivo, sia con le immagini sia con la ricetta, freschissima e decisamente golosa! 
Vi parlavo nell'ultimo post di case...
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...e di infissi e portoni

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...ma passeggiando in Valtellina si incontrano anche strani gnomi alle fontane...

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giovedì 18 agosto 2011

Il linguaggio segreto dei fiori- La briscola in cinque- Mama tandoori...


Di quante rece avevo detto di essere rimasta indietro, qualche settimana fa? Venti? Venticinque? Bene, aggiungetecene una decina e potrete avere una vaga idea dello sgomento che mi prende ogni volta che mi accingo a scrivere di libri su questo blog. Fra l'altro, la prima persona a cui tornerebbe utile questo lavoro sono io: perchè leggo con una tale voracità che spesso e volentieri i testi scivolano lungo quel che resta della mia memoria, col risultato che, a volte, non mi ricordo nemmeno i titoli di ciò che ho letto, figuriamoci i contenuti e le impressioni. Quindi, non stupisce che nella lista dei buoni propositi di settembre ai primi posti ci sia l'imperativo categorico di segnare almeno due righe, ogni volta che leggo qualcosa- tanto meglio se sul blog, dove ho almeno un motore di ricerca ad occuparsi di trovare le cose. Epperò, se non faccio almeno un tentativo di smaltire qualche arretrato non mi dò pace: ragion per cui, comincio subito con un po' di rece ultraveloci delle ultime letture di questi mesi, partendo dai titoli che, nel bene e nel male, ricordo di più.


Cracovia- diario di viaggio: la città vecchia e le miniere del sale (IV giorno)

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La giornata inizia con le Lamentazioni: che non sono brani di preghiera tratti dall'omonimo libro della Bibbia, ma una serie di lagne una via l'altra della creatura che, puntuale come ogni anno, intorno al quarto- quinto giorno di viaggio, timbra il cartellino del "datemi-una-spiaggia-come-tutti-i-miei-amici". Stavolta ci delizia con un pezzo nuovo, "di stellati non ne voglio più", prendendosela con il ristorante di ieri sera e da lì a ritroso con tutti i posti in cui l'abbiamo portata negli anni, dove "bisognava star composti, vestirsi bene, parlare a bassa voce e non usare il cellulare a tavola".


mercoledì 17 agosto 2011

Mai più sconti sui libri...proviamo a resistere?





Dal prossimo I settembre entrerà in vigore l'ennesimo provvedimento governativo volto ad affossare la cultura: sto parlando della famigerata legge che regola gli sconti sui libri, limitandoli nelle percentuali e nel tempo: solo un mese all'anno e non oltre il 15% sul prezzo di vendita, con rarissime eccezioni fino al 25%.
In teoria, dovrebbe essere una forma di tutela delle piccole librerie: in Italia il prezzo di copertina è deciso dalle case editrici, che di conseguenza decidono anche quali ritocchi apportare e a chi: va da sé che i colossi dei megastore, che hanno un traffico di vendite rilevante, possono ottenere delle condizioni di acquisto più vantaggiose rispetto ai piccoli esercenti e quindi a praticare per la loro clientela sconti che altri si sognano, incrementando ulteriormente le vendite. Ragion per cui questa legge dovrebbe mettere un freno alla politica degli sconti, permettendo anche ai piccoli librai di sopravvivere in quello che, altrimenti, si potrebbe trasformare in un Far West, dove l'unica legge che conta è quella del più forte.

Cracovia, diario di viaggio: Auschwitz- Birkenau- Czestochowa (seconda parte)

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Anche se non passa un nanosecondo senza che ci diciamo quanto sia bella questa città e quanto siamo felici di essere qui, Cracovia è stata una seconda scelta. In principio, infatti, fu San Pietroburgo, sulla scia dell'infatuazione per Dostoevskji che colse la creatura giusto un anno fa. Vagavamo per la brughiera scozzese e lei, di continuo, stava a ricordarci che non era lì che sarebbe voluta venire: l'alternativa a trasformarmi in una moderna Medea era quella di prometterle che l'anno prossimo l'avremmo accontentata e così sarebbe stato, se non fossimo incorsi in questo annus horribilis che, per molti mesi, ci ha impedito di fare programmi di sorta.

martedì 16 agosto 2011

Cracovia, diario di viaggio: Auschwitz- Birkenau- Czestochowa (prima parte)

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Due sono le dannatissime abitudini che ho contratto, negli anni, in materia di viaggi. La prima, ahimè, è la programmazione. Sarà che son figlia d'arte, sarà che per anni ho lavorato anch'io in questo settore, sarà che, mai come quando varco i patri confini, penso sempre che non è detto che mi ricapiti più un'altra occasione, sta di fatto che, in qualsiasi luogo decida di andare, voglio arrivarci preparata. Guai infatti, se una volta a casa mi dovessi accorgere di aver trascurato posti interessanti, che magari si trovavano proprio dietro l'angolo: le volte in cui è successo son precipitata nella disperazione più nera e da allora cerco di correre ai ripari: compro tutte le guide che trovo, leggo diari di viaggio e, soprattutto, cerco di trovare un punto di incontro fra il tempo e lo spazio, visto che il primo mi manca di continuo- ed in vacanza ancora di più.

sabato 13 agosto 2011

Un buffet Speziale per il 9 ottobre 2011



Save the Date, dicono oltreoceano, per riferirsi ad un appuntamento da non perdere. E "save the Date!" diciamo anche noi da queste pagine, con tutto l'anticipo necessario per poter arrivare preparati all'evento o per dare un contributo importante a chi ci sarà. Il prossimo 9 ottobre, si celebrerà in 200 piazze d'Italia la Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, organizzata dal Coordinamento nazionale di tutte le Associazioni che pongono al centro delle loro attività la cura e l'attenzione verso i diversamente abili.  Al pari degli anni scorsi, i riflettori saranno puntati su un tema specifico- quest'anno tocca allo sport- mentre, a latere, si svolgeranno altre manifestazioni di vario genere, tutte legate dall'ormai immancabile "messaggio al cioccolato" che di questa giornata è diventato il simbolo più goloso. 

Fra le persone coinvolte in queste iniziative c'è la nostra amica Antonella che, con l'entusiasmo e la grinta che son proprie di tutte le mamme speciali, ha in mente una sorpresa a sfondo gastronomico: i dettagli ancora non li conosciamo (altrimenti, che sorpresa sarebbe?), ma quel poco che è trapelato ci intriga parecchio: rendere altrettanto golosa la presentazione di questo libro, organizzando un buffet preparato con l'aiuto di un gruppo di ragazzi affetti da sindrome di Down che, per l'occasione, si trasformeranno in chef "speziali".


Per far questo, Antonella ha bisogno di ricette ad hoc ed è qui che entriamo in gioco noi food blogger: l'invito è quello di mandare una o più preparazioni che possano essere adatte allo scopo, per farle realizzare da questa straordinaria brigata di cucina. Che siano già state pubblicate o siano ancora nella vostra testa, questo non ha importanza: l'essenziale è che siano di sicura riuscita, in modo da permettere ad Antonella e alla sua banda di cavarsela alla stragrande e di fare un figurone davvero "speziale".

Noi approfittiamo del ponte di Ferragosto per lasciar su questo  messaggio il più tempo possibile, in modo che  possa arrivare a tutti i lettori. Ovviamente, torneremo di nuovo sull'argomento ed anzi, a dirla tutta, anche noi è venuta un'idea (che però sveleremo a tempo debito: così l'Antonella impara, a far la misteriosa!). Quello che vi chiediamo, per il momento, è di aiutarci a diffondere l'iniziativa: prelevate il banner, che vi rinvia al blog di Libera, (un'altra che, se non ci fosse, bisognerebbe inventarla), dove verranno raccolte via via tutte le ricette che arriveranno. E se vi avanzano cinque minuti, leggete questo post: perchè il mondo è pieno di persone "speziali"- e qualcuna lo è più di altre.

venerdì 12 agosto 2011

Bresaola con caprino, erba cipollina e spinaci

Di Daniela
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Tra le montagne  lombarde  c'è una gran passione per il legno : è piuttosto naturale, ne hanno tanto a disposizione e si adatta così bene all'ambiente  che l'uso che ne fanno è assoluto; le case ne sono rivestite, spesso insieme alla pietra, gli interni hanno  perlinature meravigliose e calde, mobili, suppellettili e infissi hanno tutte le tonalità e la solidità delle varie essenze, specialmente di quelle  che qui nascono: l'abete, la betulla, il castagno, il larice, il pino per citarne solo alcuni.
S caterina e Bormio2000 087



mercoledì 10 agosto 2011

Cracovia, diario di viaggio- secondo giorno (seconda parte)

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Si son fatte le due e, tolta la breve pausa al bar, camminiamo ininterrottamente da quasi sei ore, pausa pranzo in piedi compresa. La creatura inizia a lamentarsi, ma la prossima tappa è quella che a lei sta più a cuore, vale a dire la Fabbrica di Oskar Schindler, nel quartiere di Podgorze, subito al di là del ponte sulla Vistola. E così, stringe i denti e arranca per le vie di Kazimierz, come una specie di profugo che vede finalmente la meta.

martedì 9 agosto 2011

Highway to Khan- il nuovo reportage

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... che poi per noi è un ubi major, perchè cosa volete che sia il mio viaggio a Cracovia, con tutti i comfort da signora di mezza età, con quello che invece per noi è il Vero viaggio dell'anno? La Polo dei nostri tre amici avanza intrepida sulla rotta del più glorioso omonimo e questa volta ci porta a Safranbolu,per una versione turca del tè nel deserto: al posto delle dune, l'aspro paesaggio rurale della Turchia interna, il cay al posto della solita infusione e, invece dei biscottini da meditazione, pomodori, cetrioli e, buon peso, una pannocchia bollita. Che per la meditazione, però, vanno benissimo lo stesso....

Cracovia, diario di viaggio- secondo giorno (prima parte)

La sorpresa del mattino è che la colazione  èservita nel negozio all'angolo, specializzato in cupcakes. Mi aspetto le recriminazioni del marito- le cupcakes sono quanto di più lontano dai suoi gusti possa esistere- e invece, toh, sorpresa, la cosa gli piace e lo diverte. La creatura, neanche a dirlo, è al settimo cielo, fra red velvet e carrot cake e finisce che le mollo pure il mio muffins ai lamponi- che intanto la giornata è lunga, e avrò modo di rifarmi


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lunedì 8 agosto 2011

L'alfabeto di Cracovia- prima parte

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Aereoporto: con i suoi caffè che occupano ogni centimetro quadrato disponibile, in mezzo ad una campagna rigogliosa, con scorci da pura cartolina, è il biglietto da visita più eloquente di quello che ci attende, una manciata di km più in là. "Accoglienza" è la parola chiave, declinata nei sorrisi del personale, nelle risate degli avventori dei bar, nei tintinnii dei boccali di birra che si incrociano per un ultimo brindisi, prima di partire e che trasformano uno dei luoghi di transito per antonomasia in un posto dove sostare è piacevole- ed indugiare ancora di più.

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Cracovia, diario di viaggio: primo giorno

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Partiamo da Pisa nel tardo pomeriggio, un volo-al-volo che è un altro dei mille regali di un'estate  inaspettatamente generosa, in un pomeriggio afoso, reso ancora più caldo dagli strati di bagaglio che dobbiamo metter su, da quando Ryanar ha sancito che anche la borsa è "bagaglio a mano" - e guai a chi sgarra. E così, mi trascino il due di agosto con ai piedi un paio di scarpe da miniera, perchè vedremo anche quella e non sia mai che mi prenda una straccionata sotto terra, e il maglione da battaglia attorno ai fianchi, stramaledicendo il giorno in cui abbiamo deciso di saltare il check in, per una volta che possiamo viaggiare leggeri. 

martedì 2 agosto 2011

I mille e un libri da leggere prima di morire- e un po' di gialli classici




Stavo giusto pensando, in questi giorni di chiusure e riaperture, di viaggi da programmare e di valigie da fare, che le cose che mi piacciono di più, di questo blog, sono quelle che ho finito per trascurare. La cucina ha preso il sopravvento sulle altre stanze della casa di Mt e non avete idea di quanto mi dispiaccia: anche perchè, nelle intenzioni originariel questo blog sarebbe anche dovuto essere una sorta di traccia delle mie letture e dei miei viaggi- e non solo delle cose che combino davanti ai fornelli. Tanto per dire, è da un'ora che mi picchio con i vecchi diari di viaggio, alla ricerca dell'itinerario degli ultimi dieci giorni del giro nelle Highlands che abbiamo fatto l'anno scorso e che non ho trascritto qui sopra. E lo stesso vale per i trenta libri che ho letto in questi mesi e di cui, in certi casi, mi son pure dimenticata il titolo. Insomma, a farla breve, bisogna tornare al più presto sulla retta via, con la solita lista dei buoni propositi (i miei cominciano immancabilmente a Settembre) e, già che ci siamo, con la lista più impegnativa di questo blog, che però ci sta dando le sue soddisfazioni. Con tutta che è relegata in un angolino poco visibile, trova sempre qualche amatore volenteroso che la rimpingua, con titoli che attizzano la mia curiosità o fanno mandare accidenti alla mia memoria e che, in ogni caso, riguardano autori e opere di tutto rispetto: siccome c'è davvero di tutto, vale la pena di rispolverarla anche per questo mese di agosto, se qualcuno avesse voglia di spaziare dai "classici da biblioteca" ai "calssici da ombrellone". Anzi, a questo proposito, ho aggiunto un po' di classici del giallo, per gli amanti del genere, che per comodità raggruppo qui sotto. Un grazie immenso a chi continua a contribuire ad arrivare a questo traguardo e buone letture a tutti!

Berkley, A, Il caso dei cioccolatini Avvelenati (1929)
Boucher, A., Gli irregolari di Baker Street, (1940)
Brand, C., Delitto in bianco (1944)
Bristow, G.- Manning, B., L'Ospite Invisibile (1930)
Dickson Carr, J. , Le Tre Bare (1936)
Hadley Chase, J., Niente Orchidee per Miss Blandish (1939)
Eberarth, M.G., L'elefante di Giada (1930)
Hare, C, Delitto al concerto (1949)
Marsh, N., Morte in ascensore (1940)
Reilly, H., Tre donne in abito da sera (1941)
Rice, C., Undici Calze di Seta (1942)
Rinehart, M.R., La Scala a Chiocciola (1908)
Sayers, D. L., Peter Wimsey e il Cadavere sconosciuto (1922)
Van Dine, S.S., La Fine dei Green (1928)

Di Agatha Christie, Rex Stout, Ellery Queen, Edgard Wallace, Carter Dickson (che poi è il solito Dickson Carr, ma sir Henry Merrivalle è impareggiabile) ed Ed Mc Bain, invece, va bene tutto. 

La lista aggiornata è qui

lunedì 1 agosto 2011

High way to khan- il primo reportage

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Ve li ricordate, i tre ragazzi che qualche tempo fa si apprestavano a partire sulla rotta di Marco Polo, e che ci avevano promesso e permesso di seguirli in diretta, anche dalle pagine di Menuturistico? 
Sono partiti, come da programma e sono arrivati alla quarta tappa, arrancando fra la Repubblica Ceca, l'Ungheria e la Serbia, fino a Novi Sad, da dove ci arriva questo reportage, le cui tags- melon, water melon e "kartoffel&cipolle", pure alla seconda- non lasciano dubbi sull'identità del blog destinatario del resoconto dall'ultimo domicilio conosciuto.
Pubblichiamo stravolentieri, ovviamente, continuando a fare il tifo da qui e da altrove, con una nostalgia tremenda per i vent'anni che non abbiamo più e per l'età in cui i bagagli si facevano buttando a caso quello che si trovava di pulito nell'armadio e non stando incollate all'asse da stiro, il giorno prima della partenza- e ogni riferimento a persone e cose conosciute è del tutto casuale, of course....


DSC_2932_prima moschea

In autostrada si respirava troppo gas di scarico, e quello potevamo farlo anche in tangenziale a Milano.

Quindi superata Budapest, abbiamo proseguito in statale, dritti verso sud, attraverso la grande pianura pannonica, il bassopiano più grande d’Europa. Romanzare sarebbe inutile, penso una delle strade meno panoramiche che incontreremo per l’intero viaggio. Banalità stemperata da qualche pittoresco carretto trainato da asini o da alcuni personaggi baffuti che cavalcavano improbabili motorini, o immensi trattori. Ma anche da numerosi banchetti lungo la strada che vendevano i prodotti coltivati nel campo appena dietro: Tags: Kartoffel, cipolla, water-melon, melon, e ancora kartoffel e cipolla.

Quindi pranzo al sacco con anguria, melone e alcune più originali pesche noce. Come sospettavamo la ricchezza d’acqua che da la Duna, va bene a far crescere, ma non a dar sapore. Il sole del mediterraneo è un'altra cosa.

Pranzo prima della frontiera serba, a Kiskunhalas, su un lungo-lago. Mentre Fanelli lotta contro l’anguria per non sporcarsi, Barbieri impreca per non aver portato la canna da pesca. Costeggiando il fiume più pescoso d’europa, sognando carpa alla brace, affrontiamo la prima vera frontiera del viaggio.

Dove andate?”
Mongolia”
Il poliziotto serbo confronta le foto dei 3 con le foto segnaletiche sui loro passaporti. Fanelli Francesco, 24, geografo. Francesco Barbieri, 27, sceneggiatore. Federico Maccagni, 25, filmaker.
I tre aspettano davanti all’autorità costituita, si godono l’effetto della loro risposta demenziale.
L’uomo deve inghiottire il dislivello tra la propria domanda di routine e la risposta fuori ordinanza. Scodellata con perfido understatement. Mongolia, come dire Budapest o Belgrado.

Paolo Rumiz mi perdonerà per il clamoroso furto riadattato. La scena c’è stata davvero. Ma le parole le aveva già scritte lui in “Tre uomini in bicicletta” suo primo libro di viaggio. In bici da Trieste ad Istanbul, nel 2001. Poco dopo i bombardamenti di D’Alema sulla Serbia. Mentre da oriente immigravano nella globalizzata Europa, scegliere di andare controcorrente ha una valenza simbolica forte, che abbracciamo completamente.

La Serbia ci piace, perché appena entri, sei decisamente in Serbia.

Usciti dalla UE, entrati nel punto nero d’europa. Ci guardiamo intorno in modo un po’ circospetto. Ci troviamo intorno molta più umanità: bambini che giocano, vecchi seduti fuori dalle case che incollano lo sguardo su di noi. Calore che ci disturba un attimo, abituati all’austerità austro-ungarica. Gioco di parole significativo.

Dopo pochi chilometri dalla frontiera ci coglie davvero impreparati un momento fondamentale del viaggio: la prima moschea!!! Davvero non ce lo aspettavamo qua.
Talmente increduli che ancora adesso non siamo sicuri, dobbiamo verificare. Ma un minareto è un minareto. E tutti i preconcetti sulla Serbia non lo trasformano in campanile.

Procediamo verso Belgrado, attraversando la Vojvodina. Tutta coltivata a mais socia e girasoli, con dei bei cartellini che puzzano di multinazionali. Decidiamo di fermarci a Novi Sad.

Città bombardata nel 99 dagli “italiani brava gente”. Cerchiamo un ostello, seguendo il consiglio di un amica, andiamo al Hostel Sova. Ci siamo rimasti per un paio di giorni.

Federico. Novi Sad. 28, 29 luglio 11.
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